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Ginnastica, CLAMOROSO! Cambia in corsa il Codice dei Punteggi 2013-2016!

Clamorose notizie da Losanna. La Federazione Ginnastica Internazionale  ha appena pubblicato una circolare riguardante alcune recenti modifiche al codice dei punteggi concepite dalla mente della presidentessa della commissione Olimpica femminile di ginnastica artistica Nellie Kim.

Sono state fatte alcune aggiunte e modifiche, alcune di esse di grande spessore. Molti dei cambiamenti apportati dal passaggio del vecchio al nuovo codice sono stati rimossi, con un ritorno alle precedenti regole del quadriennio 2009-2012.

Queste modifiche saranno valide dal primo maggio 2014.

 

In seguito all’aggiunta del doppio teso con doppio avvitamento al corpo libero (il Moors) presentato ai Mondiali di Anversa, alle categorie di D-score (A, B, C, D, E, F, G, H) che misurano la difficoltà di un elemento, è stata integrata la lettera I (valore 0.9).

 

La deduzione del “non mostrare una chiara coreografia negli angoli della pedana del corpo libero” potrà essere applicata solo una volta.

 

La penalità riguardante le pause (2 secondi) prima degli elementi deve essere applicata ogni volta.

 

E’ stata cambiata la formula della media del volteggio applicabile nelle finali per attrezzo e nelle qualificazioni: [(punteggio del primo volteggio) + (punteggio del secondo volteggio meno 2.00 punti)] diviso due.

 

E’ stata cambiata la recente deduzione della “Ripetizione della stessa posizione prima di una serie acrobatica al corpo libero (es:posizione stazionaria su due piedi)”. Da questo momento è stata specificata in questo modo: “più di una sosta all’angolo con i piedi stazionari (sesta posizione in danza) prima di una serie acrobatica e la deduzione “aggiustamento nell’angolo usando semplici passi o corsa. In sostanza la regola è rimasta invariata, è solo stata resa più chiara ed immune ad interpretazioni sbagliate.

 

Rimossa anche la regola per cui le serie acrobatiche a trave devono essere collegate con “Rimbalzo” per avere l’abbuono. Adesso le ginnaste potranno ritornare a respirare tra un elemento ed un altro.

 

Da questo momento le oscillazioni a vuoto a parallele saranno penalizzate di 0.5 punti rispetto ai tre decimi precedenti.

 

Cambia anche la regola della musica al corpo libero: l’esercizio deve essere connesso alla musica soltanto all’inizio dell’esercizio.

 

E dulcis in fundo, da adesso non è consentito iniziare un esercizio al corpo libero direttamente con una diagonale acrobatica. O meglio si può, ma si incorre nella penalità di un decimo.  E non sarà più ammesso eseguire due diagonali una dopo l’altra sulla stessa linea, ma si dovrà cambiare angolo del quadrato.

 

Questi sono a grandi linee i cambiamenti di questo codice. Ma è giusto che un codice dei punteggi venga modificato a quadriennio in corso?

 

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Ginnastica Artistica Mondo Notizie Notizie dal Mondo Sport Sport nel Mondo Vanessa Ferrari

Ginnastica, Vanessa Ferrari e un (quasi) RECORD DEL MONDO!

Vanessa Ferrari, due domeniche fa, è entrata nella storia della ginnastica artistica. Non solo perché ha vinto una favolosa medaglia d’argento al corpo libero ai Mondiali di Anversa (clicca qui per leggere della sua impresa), ma perché con quel successo ha realizzato un (quasi) RECORD DEL MONDO.

 

La Cannibale di Orzinuovi è tornata sul podio iridato addirittura sette anni dopo dall’ultima volta (il bronzo al quadrato magico nell’indimenticabile Aarhus 2006, che la incoronò Reginetta).

Ed è proprio questo il primato ottenuto dalla bresciana. Solo altre tre ginnaste hanno conquistato un medaglia mondiale a così tanti anni di distanza (oltre i sette, appunto) dalla loro prima volta.

 

Al primo posto, ovviamente, l’eterna Oksana Chusovitina che vinse il primo alloro a Indianapolis 1991 (l’oro a squadre e al corpo libero, l’argento al volteggio) addirittura col body dell’Unione Sovietica per poi replicarsi a Tokyo 2011 (vent’anni dopo, con una maternità alle spalle) conquistando l’argento alla tavola con il body della Germania (in mezzo una vita con la Russia, un’Olimpiade col CSI, ora tornata all’Uzbekistan).

 

Al secondo posto la magica Svetlana Khorkina, forse la ginnasta più forte di tutti i tempi (sarà sempre un bel match con la Comaneci). L’unica donna a vincere tre titoli mondiali nel concorso generale, conquistò la prima medaglia iridata a Brisbane 1994 (argento al volteggio). Nove anni dopo, ad Anaheim 2003, è tornata sul tetto del Mondo: Reginetta negli Stati Uniti, di fronte agli storici nemici, con l’oro nell’all-around.

 

Al terzo posto un’accoppiata della ginnastica degli albori, dei primi campionati aperti alle donne. Eva Bosakova e Tamara Manina hanno vinto a otto anni di distanza dal battesimo iridato: la ceca si mise al collo tre argenti a Roma 1954 e a Praga 1962 divenne Campionessa alla trave; la sovietica fu Campionessa al volteggio e al corpo libero a Roma 1954 e a Praga 1962 vinse l’argento alla tavola. Ma erano altri tempi, di ginnaste che rimanevano a lungo in attività, con esercizi abbastanza semplici (rivisti coi nostri occhi degli anni 2000) e con i Mondiali che venivano disputati ogni quattro anni.

 

Un indice di longevità, un riconoscimento alla classe infinita di Vanessa, un sigillo a una carriera indimenticabile. Non batterà, ovviamente, la Chusovitina ma la aspettiamo a Glasgow 2015 per agguantare il secondo posto della Khorkina e prepararsi al meglio alle Olimpiadi 2016: a Rio de Janeiro cercherà l’assalto alla medaglia che le manca e che la incoronerebbe definitivamente.

 

Va aggiunto, per dovere di cronaca, che altre due ginnaste sarebbero davanti a Vanessa in questa speciale classifica ma il loro record è dovuto a delle medaglie conquistate con la squadra.

La sovietica Larisa Latynina, la donna in assoluto più medagliata alle Olimpiadi, vinse l’oro a squadre a Roma 1954 e l’argento a squadre a Dortmund 1966: dodici anni dopo, ma appoggiandosi appunto con la grande Armata Russa, non a livello individuale.

Stesso discorso per la ceca Vera Caslavska: argento a squadre a Mosca 1958 e poi plurimedagliata nel 1966.

 

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Carlotta Ferlito Ginnastica Artistica Mondo Notizie Notizie dal Mondo Sport Sport nel Mondo Vanessa Ferrari

Ginnastica: Italia, chi va al Mondiale? La squadra del Massucchi?

Sabato è in programma l’ottava edizione del Trofeo Andrea Massucchi, incontro internazionale tra Italia e Germania. A Vigevano, grazie all’evento organizzato da La Costanza, si decideranno le ragazze che vestiranno il body azzurro ai Mondiali di Anversa (30 settembre – 6 ottobre).

 

Ieri pomeriggio il Direttore Tecnico Enrico Casella ha diramato le convocazioni per il test pre-mondiale contro la squadra teutonica (cliccate qui per scoprire le partecipanti) e ha attuato un’operazione “avveniristica”: con sei ragazze ha formato una squadra vera e propria che sfiderà Seitz e compagne; mentre ha lasciato le altre sei libere di fare gara a sé e di competere da individualiste.

 

Dunque si è operata già una scelta netta tra Serie A e Serie B? La formazione iridata uscirà solo dalla squadra anti-tedesca oppure ci sono speranze per le individualiste?

 

Il fatto che Ferrari, Ferlito e Meneghini siano nel primo gruppo potrebbe lasciar pensare che i giochi siano ormai chiusi e che le magnifiche quattro usciranno da questa rosa ristrettissima.

In realtà, però, visto che questi Mondiali non prevedono un concorso a squadre, niente è già definito in partenza. Anzi, può essere che Casella voglia valutare il singolo esercizio di una individualista, magari senza metterle addosso una pressione eccessiva e la responsabilità di dover portare a casa punti per l’Italia (è un’amichevole ma perdere dalla Germania non fa mai bene…).

 

Soprattutto non bisogna mai dimenticarsi che al Mondiale solo tre connazionali potranno salire su un determinato attrezzo e che dunque solo in due potranno fare il concorso generale.

Ad Anversa, dunque, le due ginnaste che non faranno l’all-around non dovranno avere lo stesso attrezzo come cavallo di battaglia.

Sembra dunque palese che dal gruppo delle individualiste si possa pescare il completamento necessario alla formazione che volerà in Belgio. Pensiamo soprattutto ad Adriana Crisci e Arianna Rocca, super esperte del volteggio (e ricordiamoci che l’ingresso in finale, con due salti puliti, non è poi così impossibile…); a Giulia Leni che può giocarsi un po’ per il corpo libero; senza dimenticarci le potenzialità di Buro, Paglia e Praz.

Chiaro che stando così le cose, le specialiste alla trave si trovino un po’ chiusa la strada visto l’alto numero delle papabili, mentre si potrebbe provare a trovare una parallelista e qui gli occhi cadono sulla Gandolfi.

 

Dando dunque per scontata la partecipazione della Ferrari (sempre da valutare il suo stato di salute) tutte le altre si stanno giocando il body fino in fondo, anche se il collegiale ha chiaramente stilato delle gerarchie che il Direttore ha ben delineato nella propria mente.

Staremo a vedere le risposte che arriveranno da Vigevano…

 

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Ginnastica, Giorgia Campana si rompe un gomito! Addio Mondiali!

Una brutta tegola si abbatte sulla ginnastica artistica italiana. Giorgia Campana si è rotta un gomito durante un allenamento e non potrà partecipare agli imminenti Mondiali di Anversa.

La 18enne romana stava provando lo Jaeger alle parallele asimmetriche, uno dei suoi elementi preferiti sul suo attrezzo di punta, quando è caduta. Purtroppo il gomito sinistro le ha presentato il conto.

 

L’olimpica di Londra 2012, quinta nella finale di specialità agli ultimi Europei, si è subito recata in ospedale. Indispensabile l’ingessatura che, in questi casi, si tiene solitamente per 2-3 settimane abbondanti. L’addio alla rassegna iridata, in programma dal 30 settembre al 6 ottobre prossimi, è quindi matematico.

Un vero peccato perché la Campana aveva disputato fin qui una grandissima stagione, rivelandosi addirittura l’italiana più in forma in questo 2013. Un grandissimo in bocca al lupo e speriamo di rivederla in Serie A: appuntamento l’8 febbraio 2014 a Firenze.

Ora le scelte di Enrico Casella si complicano ulteriormente in vista della rassegna iridata: è venuta a mancare una delle pedine più importanti e ora la formazione sarà tutta da riscrivere. Dopo l’incontro di Vigevano contro la Germania (14 settembre) ne sapremo di più.

 

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2013 Ginnastica Artistica Mondo Notizie Notizie dal Mondo Sport Sport nel Mondo

Ginnastica, PAZZESCA e STORICA Douglas! Quintuplo giro alla trave!

Ormai non abbiamo più aggettivi per descrivere quello che le ginnaste ci stanno proponendo in questa stagione. Un’invenzione dietro l’altra.

Dopo lo Skinner (cliccate qui per vederlo), dopo lo storico triplo doppio di Simone Biles (cliccate qui per ammirarla), la canadese Gabriella Douglas (attenzione, è solo una quasi omonima della campionessa olimpica Gabrielle) si è esibita alla trave con un fantascientifico, storico ed epico quintuplo giro!

 

Volgarmente sarebbe cinque piroette consecutive, una dietro l’altra senza un filo di pausa, su quei 10cm in cui è già difficile mantenere l’equilibrio in situazioni normali.

MAI nessuna ragazza era arrivata a tanto nella storia della polvere di magnesio.

Il doppio giro è un elemento di difficoltà D, il triplo (o Okino) è una E, di conseguenza il quadruplo (esibito sola dalla Murakami una volta in allenamento) dovrebbe valere F. Quindi questo galattico quintuplo della Douglas varrebbe una G!

Certo, mi direte: è molto meno rispetto alle ipotetiche I, L, M di Skinner e Biles. Verissimo, ma la Douglas è arrivata a una altissima G solo con dei semplici giri, cioè un elemento artistico, di consueto molto meno difficile (e meno valutato) di un elemento acrobatico.

Se esibito ai Mondiali di Anversa (30 settembre – 6 ottobre), il movimento entrerà nel codice dei punteggi col suo nome. La Douglas è infatti in piena lotta per la convocazione iridata, dopo un’ottima impressiona data ai Pan Am nell’ultimo weekend.

 

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2013 Carlotta Ferlito Foto Ginnastica Artistica Mondo Notizie Notizie dal Mondo Sport Sport nel Mondo Vanessa Ferrari

Ginnastica, Europei: che Italia ritorna da Mosca?

La Nazionale Italiana di ginnastica artistica è tornata ieri dalla lunga trasferta di Mosca. Un gruppo corposo di rientro dagli Europei di ginnastica artistica. Un bilancio molto soddisfacente al maschile(sorprendente bronzo di Andrea Cingolani al corpo libero e la definitiva esplosione di un giovane promettente, l’ennesima risposta di Matteo Morandi agli anelli, la solita sfortuna di Alberto Busnari al cavallo con maniglie), di discreto livello (tutto sommato positivo) al femminile. Valutiamo con un occhio più attento le prestazioni delle azzurre impegnate nella capitale moscovita.

 

VANESSA FERRARI. Sapevamo che la nostra campionessa non era al top della forma fisica. L’infortunio al piede, patito a Jesolo durante l’esercizio alla trave, si è fatto pesantemente sentire in questa rassegna continentale. Come ha detto Enrico Casella, “si è provato a tirare fuori il coniglio dal cilindro, ma la magia non è riuscita. Non era facile in una situazione del genere, con un imprevisto capitato tre settimane prima dell’appuntamento clou d’inizio 2013 e con gli allenamenti che hanno dovuto ovviamente calare di intensità. Che la bresciana non stesse stupendamente si era già capitato mercoledì quando aveva rinunciato a volteggio e parallele, risparmiandosi per la trave e per l’amato corpo libero. Sui 10cm è risultata essere la peggiore italiana (ma per punteggio era comunque tra le prime otto d’Europa), sul suo quadrato magico non è riuscita ad entrare in finale. E addio sogni di gloria.

Si doveva forse lasciarla a riposo? Assolutamente no! Anche se c’è un minimo barlume di speranza, il talento puro della ginnasta italiana migliore di sempre va convocato e provato ad ogni costo. Ovunque, se c’è una gara importante. Soprattutto perché doveva fungere da riscatto dopo l’amaro quarto posto di Londra. Inutile fare il gioco del se e del ma, ma è logico che senza l’incidente alla classicissima, Vanessa sarebbe stata da podio al corpo libero (non sono sembrati irresistibili gli esercizi di Bulimar e Iordache) e sarebbe agevolmente entrata tra le cinque nel concorso generale. Cuore in pace e ora sotto con gli allenamenti: che si provi l’approccio ai Giochi del Mediterraneo (ricordiamo ancora l’incetta di medaglie di Almeria 2005 che funse da trampolino per gli indimenticabili successi del 2006), prima dei Mondiali di Anversa? Staremo a vedere…

 

CARLOTTA FERLITO. Difficile decifrare l’Europeo della siciliana. Vedere il bicchiere mezzo pieno perché ha centrato due finali su due, oppure meno vuoto perché non ha conquistato una medaglia alla trave? Dipende dai punti di vista, ma propendiamo che la seconda valutazione sia quella più azzeccata. Salire sul podio di specialità era assolutamente una missione possibile per la diciottenne a cui bastava mantenere il proprio standard per riprendersi una gioia dopo l’argento di Berlino 2011.Probabilmente ha risentito della pressione del grande appuntamento (dopo la defezione di Vanessa, le speranze erano tutte riposte su di lei) come già le è capitato a Londra. Un vero peccato perché tante avversarie mancavano e l’occasione era davvero ghiotta.

Il suo esercizio, comunque, è stato tutt’altro che perfetto (e il punteggio attribuito all’esecuzione parla da sé): i salti artistici sono stati poco ampi, l’uscita ha visto un passo abbastanza grande, rovinando un eccellente inizio caratterizzato da una bella combinazione ribaltata senza più montone e dalla consueta serie flic flic salto teso. A questo punto, però, il suo D Score è calato: Carlotta mancava la combinazione giro normale più giro impugnato e scappava via il decimo abbuono e calava una difficoltà. Come ha detto Casella bisognerà concentrarsi sull’incrementare le proprie difficoltà per ambire a qualcosa di più concreto e non accontentarsi di questi quarti posti (ci torneremo domani). Da apprezzare, invece, la bella prova al corpo libero: nonostante la delusione di mezzora prima, la catanese si esibiva senza sbagliare sostanzialmente nulla e si classifica al quinto posto.

Ora una pausa di qualche giorno. Dovremo ovviamente rivederla agli Assoluti, ma attenzione perché c’è anche un Esame di Stato da preparare. Dopo la maturità, si è già detto, si faranno delle valutazioni più approfondite sugli esercizi.

 

ELISA MENEGHINI. Un signor Europeo per la quindicenne alla prima vera uscita importante da seniores. A soli quattro mesi dal passaggio di categoria, la comasca conquistava la finale nell’all-around ed entrava addirittura tra le prime otto. Dopo l’Armata russa, dopo la coppia rumena, dopo una professionista fatta e finita come Giulia Steingruber, dopo la sorpresa spagnola, c’è la nostra Mini. Premiata da un mito come Svetlana Khorkina, accanto al suo idolo Aliya Mustafina. Non osiamo immaginare l’emozione.

Per quanto riguarda le prestazioni: nell’atto conclusivo del generale molto bene (peccato per il semplice avvitamento al volteggio, dove in futuro si dovrà osare qualcosa in più per andare ben oltre) e grande maturità dal rifarsi dall’errore commesso in qualifica al corpo libera. Nella finale alla trave, invece, peccato per l’errore sul Johnson che le è costato la caduta dall’attrezzo e l’addio alle possibilità di un buon piazzamento (un quarto-quinto era alla portata). Comunque tutto fa esperienza e ci sono ampi margini di crescita.

Si conclude così un grandissimo quadrimestre: due successi all-around in Serie A1, lo scudetto con la Gal Lissone, la trasferta in Coppa del Mondo e questa stupenda partecipazione alla rassegna continentale. Meglio di così…

 

GIORGIA CAMPANA. Ha confermato alla grande i meritarsi il body azzurro. Sarò ripetitivo, lo ammetto, ma indubbiamente uno dei più meritati degli ultimi anni. L’all-around di Firenze aveva messo il sigillo su due mesi di grandi prestazioni che si sono ampiamente confermate in Russia. Bastano i risultati per capirlo: 11esima nel generale, quarta nelle qualifiche alla trave (parimerito con la Meneghini, scelta poi da Enrico, e out solo per la regola dei passaporti), quinta nella finale alle parallele. Sugli staggi è stata davvero brava, dimostrando il suo feeling con l’attrezzo. E dire che non aveva il giro e mezzo prima dell’uscita: con quello si guadagnerebbe intorno ai quattro decimi. Certo con i mostri che sono in circolazione è sempre più difficile, ma questa è l’atteggiamento giusto. Frutto di una grandissima preparazione nel periodo invernale, che siamo sicuri proseguirà ancora per poter crescere ulteriormente.

 

A domani per un approfondimento sulle parole di Enrico Casella e sul futuro dell’artistica al femminile.

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2013 Foto Ginnastica Artistica Mondo Notizie Notizie dal Mondo

Ginnastica, Europei: le Top, i momenti migliori, i nostri premi

Si è conclusa ieri una grande settimana di ginnastica artistica. Gli Europei di Mosca vanno in archivio dopo cinque giorni di gara davvero intensi e spettacolari. Come di consueto, Olimpiazzurra analizza i momenti clou dell’evento, valuta le migliori ginnaste e dà le proprie pagelle. Queste le nostre promesse, i nostri premi, una riflessione finale e tanto altro. All’Italia dedicheremo un articolo specifico nella giornata di domani (e non solo).

 

Al primo posto Aliya Mustafina. L’unica atleta a conquistare due ori in questa rassegna. La russa lo ha fatto in casa, come si addice alle vere campionesse: vincere sul suolo natio è un onore reso solo alle numero 1 dello sport. L’impresa nel concorso generale individuale: indietro di un punto rispetto a Larisa Iordache a metà gara, quando tutto sembrava perduto, la tartara si inventava un numero d’alta classe e si rendeva semplicemente protagonista di una delle rimonte più belle della storia della ginnastica artistica moderna. Superlativa al volteggio e poi sugli staggi volava letteralmente verso l’oro.

Dopo due anni da quel bruttissimo infortunio al ginocchio durante gli Europei 2010, arriva la rivincita e un nuovo preziosissimo alloro da affiancare al Mondiale 2011 e al bronzo olimpico di Londra: Aliya è una delle più grandi (e vincenti) ginnaste degli ultimi dieci anni. A questo va aggiunto un meritato oro alle amate parallele: dopo la defezione della Grishina all’attrezzo è stato davvero un gioco da ragazze, un dominio imbarazzante sulle avversarie. Ciliegina sulla torta: la cortesia di lasciare il posto proprio alla Grishina nella finale al corpo libero. Non sappiamo se lo ha fatto per qualche acciacco (non stava benissimo) o proprio per “amicizia”, ma tant’è.

 

Al secondo posto Larisa Iordache. Lo rumena è la più medagliata della rassegna (ben quattro podi su cinque gare), ma anche la più sfortunata: conquista addirittura tre argenti. Nel generale si è fatta rimontare incredibilmente dalla Mustafina, al corpo libero si è inchinata di fronte alla grazia di Ksenia Afanaseva non confermando il titolo conquistato a Bruxelles 2012, al volteggio non è riuscita a contenere al super potenza della specialista Giulia Steingruber.

Per fortuna è arrivato il titolo alla trave: sui 10cm davvero non ha eguali nel Vecchio Continente e può seriamente lottare a livello mondiale. Lo scricciolo di Bucarest riscatta ampiamente la delusione per Londra (ma ricordiamo che era infortunata) e mette le basi per un nuovo rilancio su cui nessuno poteva avere dubbi: la sedicenne è un vero talento, uno dei più limpidi a livello planetario.

 

Al terzo posto la Russia. Semplicemente una forza della natura. Gareggiavano in casa e non erano ammesse figuracce. Un successione per una delle grandi Patrie della ginnastica artistica. Primo posto nel medagliere complessivo (10, 6 ori), primo posto in quello femminile (6, 3 ori), primo in quello maschile (4, 3 ori). Almeno un atleta sul podio in otto finali su dodiciconquistati entrambi i titoli individuali. Numeri da capogiro che parlano da soli. E dire che mancava Viktoria Komova, vicecampionessa olimpica… E pensare che non sono brillati agli anelli.

 

Il momento più bello. Indubbiamente la rimonta di Mustafina. Ma ne segnaliamo un altro davvero meritevole: la grande lotta nella finale agli anelli. Sei ragazzi racchiusi in soli 66 millesimi di punto: un vero spettacolo. Tre pari meriti, quattro atleti sul podio, argento non assegnato. Siamo certi che le statistiche se ne ricorderanno a lungo.

Il momento più brutto. L’uscita in barella di Gabrielle Jupp durante le qualificazioni. Un brutto infortunio. Speriamo si riprenda davvero presto: vogliamo rivedere la fortissima britannica alla prima occasione utile.

 

Premio sorpresa a Jonna Adlterg. Alzi la mano chi si aspettava una medaglia da questa semi-sconosciuta. Una svedesina sbucata fuori dal nulla faceva l’impresa alle parallele, conquistando un incredibile argento dietro a sua maestà Mustafina, ma davanti addirittura alla Paseka e alle britanniche, e portando a casa una delle medaglie meno prevedibili di tutta la rassegna. Fortunato chi ha scommesso su di lei. Stesso discorso per lo svizzero Lucas Fischer, sorprendente argento alle parallele pari.

Premio “comunicazione” allo streaming della Federazione Europea. Uno strumento che ha consentito davvero a TUTTI di vedere TUTTE le finali, senza pagare abbonamenti e canoni vari, con una qualità eccellente delle immagini, senza rilevanti ritardi nella trasmissione del segnale, con un audio coinvolgente. Senza dover dipendere dal ginepraio televisivo: sabato niente diretta per gli anelli di Morandi su RaiSport e domenica niente trave con impegnate Ferlito e Meneghini; su Eurosport niente diretta nella giornata di domenica e parziale in quella del sabato.

 

Applauso della settimana all’Olympiskiy. Avrà sì trentatré anni (costruito per le Olimpiadi 1980, quelle del famoso boicottaggio statunitense), ma il fascino è sempre immenso.

La nota stonata. La ginnastica artistica ha praticamente sempre convissuto con la regola dei passaporti (solo due connazionali in finale) per evitare che i podi si tingano di una sola bandiera. Ma è un vero peccato: l’Italia aveva qualificato quattro ginnaste alla finale alla trave (cioè l’intera formazione!), ne ha potute schierare solo due e non ha preso nemmeno una medaglia… Si potrebbe cambiare? Molto difficile. Ah, sia chiaro: ieri ha detto male al nostro Paese, ma sono cose che succedono molto spesso ad altre Nazioni.

 

LA RIFLESSIONE FINALE. Gli Europei di Mosca hanno chiuso il primo quadrimestre del 2013, un anno post olimpico che porta con sé molte difficoltà ed è sempre particolare da decifrare. Subentra un nuovo codice di punteggi, molte ginnaste prendono un periodo di stacco dalle gare e meditano sul loro futuro. Chi invece continua lo fa cercando di porre delle basi per il quadriennio appena iniziato che porta ai successivi Giochi Olimpici.

Non c’è da meravigliarsi se (al femminile, perché al maschile il livello è stato mostruoso) si è andati a medaglia con punteggi “normali”, se non si sono visti azzardi particolari in gara (al di là di un paio di movimenti che potrebbero entrare nel codice, ma ci torneremo sopra) e se lo stato di forma non era propriamente al top per tutte. Lo spettacolo c’è stato e possiamo esserne ben contenti; il bilancio è complessivamente positivo e l’Olympiskyi può chiudere soddisfatto i propri battenti.

Ora gli atleti hanno di fronte cinque mesi di fuoco per arrivare ben preparati all’appuntamento clou della stagione: i Mondiali di Anversa ad inizio ottobre. Ricordiamo che l’Italia passerà prima dai Giochi del Mediterraneo (Mersin, Turchia, 24 giugno – 3 luglio), senza dimenticare che le juniores avranno gli EYOF ad Utrecht (Paesi Bassi).

 

Questo è solo l’antipasto di una settimana in cui analizzeremo a fondo tutto quanto è emerso dall’evento in Russia: un bilancio sull’Italia (domani), il futuro del nostro Paese in base anche alle parole del nostro Direttore Tecnico Enrico Casella (mercoledì), tanto per iniziare. E sveleremo anche il nome del vincitore del concorso sui pronostici podio…