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Diamo un occhiata dentro al mondo di Song of The Deep

I marinai sanno il fatto loro in ogni occasione cioè voglio dire che sono sulla Terra ferma o in mare loro sanno sempre cosa fare per restare vivi. Uno di loro ha una figlia di nome Merryn. Merryn era piccola e lei ogni sera ascoltava le storie bellissime di suo padre, ma poi verso i 13 anni lei perse suo padre e decise di provare lei stessa a cercarlo. Senza dirlo a nessuno prese il sottomarino e lo andò a cercare. Queste cose io e Ada le sappiamo perchè abbiamo visto il filmato iniziale e abbiamo visto anche altre cose molto importanti in questo mondo. Cioè abbiamo visto pericoli che sono dentro al mare e sopratutto cosa è capace di fare questo sottomarino.

Una volta visto questo noi ci siamo ritrovati su un porto con molte navi e poi li in mezzo c’ era un sottomarino. Merryn si era vestita in modo adatto e aveva deciso di usarlo per trovare suo padre. Aspetto che nessuno la potesse vedere e poi se ne andò via da li con il sottomarino e adesso nessuno la poteva fermare visto che era li dentro quel mare molto pericoloso e nessuno ci poteva andare. Nessuno poteva dare una mano a Merryn e nessuno avrebbe fatto cambiare idea a lei visto che lei vuole ritrovare suo padre e ha deciso di farlo da sola perchè cosi può andare in più parti e osservare meglio. Merryn una volta li sotto vide i primi pericoli e vide che il sottomarino che aveva preso era adatto per quella mansione

Merryn nella sua piccola vita non aveva mai visto dei pesci e quando scese li per cercare suo padre vide che alcuni di essi sono molto pericolosi

Durante il suo lungo viaggio Merryn vide che li sotto c’ erano enormi scogli che potevano rompere l’ infrastruttura del sottomarino

Altre volte per andare in avanti non doveva solo sparare, ma usare il rampino per risolvere enigmi e cosi poter andare in avanti

Merryn capì con il tempo che molte cose che erano andate perdute, non erano proprio perdute ma erano state prese dal mare come statue che non si vedevano da molto tempo

Merryn prima di fare questo grande viaggio si procurò alcuni oggetti e si procurò dei vestiti adatti a quella missione. Lo fece senza dire niente a nessuno. Anche se poi adesso le persone stanno mettendo in file le idee e hanno capito cosa ha in mente la piccola Merryn

La piccola Merryn ha sentito le storie di suo padre o dei suoi amici e non pensava che potessero veramente esistere mostri sottomarini. Ma una cosa è sentire le storie e vederli e affrontarli è totalmente un altra cosa. Il più pericoloso mostro marino è il Leviathan

Il padre di Merryn sapeva un sacco di cose sul mare e quindi sapeva anche che li sotto ci sono un sacco di pericoli e per restare vivi devi avere un sottomarino attrezzato a ogni pericolo

Merryn con i suoi vide il mondo sottomarino e capì come mai suo padre o gli altri marinai usavano le loro navi per arrivare su una certa isola o usare i loro sottomarini per andare li sotto e cercare cose che avevano perduto da tempo.

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Foto del Mondo Sottomarino visto da Pandora

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Spiega a Pandora il mondo sottomarino

Dopo aver detto a Pandora tutto quello che c’ era da sapere sulle Immersioni Subacquea e aver fatto vedere a Pandora alcune foto , io dissi a Pandora – adesso ti spiego tutto quello sul mondo sottomarino e Pandora disse – ok , inizia quando vuoi . Dopo pochi minuti io inizia a dire a Pandora tutto quello che c’ e da sapere sul mondo sottomarino – Le attività subacquee (immersione subacquea) sono quelle attività che permettono all’uomo la permanenza in un ambiente sommerso, prevalentemente acquatico, sia di acque dolci che salate, quindi in ambito prevalentemente lacunare, fluviale e marino. E possibile praticare tale attività con o senza attrezzature e a seconda del caso prende il nome specifico di immersione in apnea o immersione con ARA o ARO, in pratica sistemi di respirazione autonomi o vincolati ad aria, ossigeno o miscele respiratorie, in inglese scuba diving (vedi SCUBA), sistemi che permettono quindi l’immersione per lunghi periodi di tempo.

 

Si può distinguere tra subacquea ricreativa o tecnica/professionale. Le due tipologie di equipaggiamenti per la subacquea sono il sistema a circuito aperto detto A.R.A., l’autorespiratore ad aria con erogatore sviluppato da Jacques Cousteau con il nome di Aqua-lung, e il sistema a circuito chiuso detto A.R.O., l’autorespiratore ad ossigeno creato ed utilizzato per la prima volta dagli uomini rana della Marina Militare Italiana durante la seconda guerra mondiale, più recentemente evolutosi e chiamato Rebreather, termine anglosassone che significa letteralmente rirespiratore, sistema molto sofisticato e complesso che può essere a circuito chiuso (CCR)o semichiuso (SCR), meccanico o elettronico in grado a secondo del tipo di riutilizzare il gas espirato filtrandolo e riarricchendolo con l’ossigeno mancante, consentendo così di poter prolungare notevolmente la permanenza in immersione limitando il consumo dei GAS e riducendo la decompressione grazie alla “Best Mix” che fornisce in tutti i momenti dell’immersione stessa.

 

Storia

 

Il desiderio di andare sott’acqua è probabilmente sempre esistito: per cercare cibo, scoprire manufatti, riparare navi (o affondarle) e forse solo per osservare la vita del mare. Tuttavia, finché gli esseri umani non trovarono un sistema per respirare sott’acqua, le immersioni sono state necessariamente brevi e convulse.

 

Nel XVI secolo si iniziò ad utilizzare campane subacquee rifornite d’aria dalla superficie, il primo vero sistema per rimanere sott’acqua per un tempo illimitato. Due delle principali strade di investigazione, una scientifica e una tecnologica, accelerarono notevolmente l’esplorazione subacquea. La ricerca scientifica fu portata avanti dal lavoro di Paul Bert e Scott Haldane, provenienti rispettivamente dalla Francia e dalla Scozia. Allo stesso tempo i progressi tecnologici – pompe ad aria, scrubber, erogatori, ecc. – hanno reso possibile la permanenza dell’uomo sottacqua per lunghi periodi di tempo.

 

A partire dagli anni settanta si sviluppò, a fianco del crescente fenomeno del turismo internazionale, un turismo della subacquea mirato alla semplice “visita” dell’ambiente sottomarino. Oggigiorno i subacquei grazie alle nuove attrezzature, sempre più leggere, tecnologiche e confortevoli, sono autonomi dalla superficie e possono spostarsi nuotando quasi senza fatica, ma durante le immersioni può anche accadere di muoversi sfruttando un veicolo a propulsione, secondo le esigenze, o semplicemente sfruttando le correnti marine.

 

Attrezzature

 

Nello svolgimento dell’attività subacquea ci si avvale dell’uso di alcune attrezzature, nell’immersione con bombole possiamo iniziare l’elenco con le “mute subacque” che sono un’abbigliamento in grado di mantenere caldo il corpo durante l’immersione, esse sono divise principalmente in tre tipologie: Mute umide, Mute semistagne e Mute stagne. Le prime creano un velo d’acqua tra il corpo del sub e la muta, che va a riscaldarsi e crea una sorta di effetto isolante (ottima per ambienti con acqua calda), le seconde sono molto aderenti al corpo, di spessore maggiore tendono a far inumidire solo braccia e gambe isolando il busto del subacqueo (nasce per ambienti con l’acqua fredda); la terza tipologia, le Mute stagne isolano completamente il Sub dall’acqua lasciando che si bagnino solamente mani e testa (particolarmente adatte ad ambienti con acque molto fredde o permanenze prolungate in acqua). La seconda attrezzatura fondamentale è l’erogatore che viene montato sulla bombola e fornisce aria a “chiamata” cioè quando con la bocca si aspira. Tale erogatore che viene usato in doppio per sicurezza, fornisce sempre 1 atm in più rispetto alla pressione ambiente esterno e ciò per riprodurre la situazione che si ha alla quota di zero mslm. La terza attrezzatura utile allo scopo è il GAV o Giubbotto ad Assetto Variabile chiamato anche Jacket ha lo scopo di sostenere la bombola ed attraverso un comando che carica o scarica d’aria il medesimo garantisce un assetto neutro al subacqueo in acqua. La bombola che accennavamo prima è preposta a contenere la riserva d’aria per il subacqueo, viene caricata fino a 230 bar anche se in commercio possiamo trovare bombole fino a 300 bar. Uno strumento chiamato computer da polso, accompagnato da tabelle per il calcolo della decompressioneè di obbligo per chi vuole immergersi esso è chiamato a fornire la profondità Max effettuata, la profondità del momento e le tamme di decompressione da fare per poter uscire dall’acqua senza incorrere in patologie di decompressione. Ultime attrezzature ma non per questo meno importanti sono la cintura della zavorra e le pinne; servono per annullare la spinta positiva data dal nostro corpo immerso in acqua e le seconde servono come mezzo di propulsione.

 

Problematiche

 

In particolare sono di comune utilizzo alcune attrezzature mirate a risolvere alcuni problemi particolari che si possono verificare durante l’immersione del corpo in acqua.

 

Respirare sott’acqua

 

Il primo ed ovvio problema a cui il sommozzatore va incontro è il bisogno di respirare, non avendo come le diverse specie acquatiche appositi organi idonei all’immersione. Per risolvere questo problema si è ricorsi all’uso di bombole contenenti tipicamente aria compressa. È possibile usare anche altre miscele gassose studiate per risolvere alcuni fenomeni che si verificano respirando aria compressa (tossicità dell’ossigeno, narcosi da azoto, aumento delle microbolle di gas inerte nel sangue).

 

La respirazione subacquea avviene quindi tramite un autorespiratore ad aria o ad ossigeno, a seconda del tipo di immersione praticata. La differenza principale tra i due tipi di autorespiratori è nel circuito di filtraggio del gas e nella metodologia di immersione.

 

Nell’immersione con autorespiratore ad aria la respirazione attraverso l’erogatore avviene eseguendo la normale manovra di respirazione, come se non si fosse in immersione: l’aria inspirata dall’erogatore proviene dalla bombola e quella espirata, sempre attraverso l’erogatore, viene espulsa all’esterno.

 

L’autorespiratore ad aria fornisce aria alla stessa pressione dell’ambiente circostante. In immersione la pressione aumenta di 1 atmosfera ogni 10 metri di profondità, ai quali dobbiamo sommare l’atmosfera presente al livello del mare.

 

L’azoto presente nell’aria (78%) viene spinto dalla pressione nei tessuti corporei saturandoli. Questo genera la necessità di gestire la risalita, mediante soste a date profondità, dipendenti dal profilo d’immersione, evitando che l’azoto accumulato si liberi di nuovo allo stato gassoso in maniera repentina, formando bolle che potrebbero causare emboli e generare patologia da decompressione. È necessario prestare massima attenzione alla qualità dell’aria con la quale si caricano le bombole, infatti, i compressori usati per la ricarica sono lubrificati ad olio, pertanto sono provvisti di sistema di filtraggio che, quando inefficiente, lascia passare nelle bombole una certa quantità d’olio. Respirare una miscela di aria ed olio causa gravi danni alla salute.

 

Nell’immersione con autorespiratore ad ossigeno la respirazione avviene invece attraverso un sistema ciclico e chiuso: non viene espulso gas in quanto questo viene trattato tramite filtri per eliminare l’anidride carbonica e reintrodotto nel circuito. Questo tipo di autorespiratore è formato essenzialmente da erogatore, sacco polmone per contenere l’aria espulsa, bombola; quest’ultima solitamente contenente una miscela arricchita di ossigeno al posto di aria, fino ad avere ossigeno al 100%. L’ossigeno consumato durante la respirazione viene reintrodotto nel circuto nel sacco polmone che contiene i gas espirati.

 

È da considerare che, usando l’ossigeno come gas, la profondità è limitata a 6 metri per i subacquei sportivi ed a 10 mt per i militari, in quanto a queste profondità l’ossigeno diventa nocivo per l’organismo. Le tecniche per la pratica del filtraggio sono relativamente complesse e difficili da gestire se non si ha una certa pratica..

 

Vedere sott’acqua

 

Il problema della visione subacquea viene risolto con l’uso di una maschera subacquea (costruita fondamentalmente in gomma o silicone e vetro) o da un elmo da immersione, anche se a causa del fenomeno della rifrazione gli oggetti appaiono più grandi e più vicini del 30% circa. Occasionalmente i reparti militari specializzati in queste attività (uomini rana) utilizzano speciali lenti a contatto allo scopo di evitare il riflesso del cristallo della maschera da parte di una torcia o faro nemico.

 Comunicare sott’acqua

 

Per lo stesso motivo oltre alla respirazione sott’acqua è impossibile comunicare verbalmente, essendo immersi in un liquido. Per questo motivo è stato pensato un sistema di segnalazione subacquea composto da gesti più o meno standard, in modo da poter comunicare coi compagni durante l’immersione.

 

Evitare la perdita di calore corporeo

 

Questo causa l’ipotermia. L’acqua conduce il calore dal subacqueo 25 volte più dell’aria. Tranne che in acque molto calde, il subacqueo ha bisogno dell’isolamento termico che gli viene fornito da una muta subacquea. Le mute ad oggi utilizzate possono essere definite in tre tipologie: mute umide, stagne o semistagne; scelte in conseguenza della temperatura delle acque.

 

Evitare tagli ed escoriazioni

 

Le mute aiutano anche ad evitare che la pelle del subacqueo sia danneggiata da oggetti sottomarini ruvidi o appuntiti e da animali marini o coralli e rocce.

 

Malattia da decompressione

 

La malattia da decompressione è una patologia del subacqueo dovuta alla variabile di tempo di permanenza e di profondità raggiunta e conseguente relativo accumulo nei tessuti del suo organismo, dei gas inerti (azoto, ed eventualmente, in relazione alla composizione della miscela respirata, elio ed idrogeno), senza aver effettuato alla fine dell’immersione delle soste di decompressione, per la relativa necessaria desaturazionene degli inerti in eccesso nel caso esso abbia superato i limiti di non decompressione.

 

Muoversi sott’acqua

 

Il subacqueo necessita di potersi muovere sott’acqua. La mobilità personale è agevolata da pinne che vengono calzate ai piedi e da una corretta gestione del proprio Assetto. Altri equipaggiamenti per aumentare la mobilità subacquea comprendono veicoli di propulsione subacquea , campane subacquee e maialini. La NASA, l’agenzia spaziale americana utilizza l’immersione subacquea per addestrare gli astronauti a muoversi nello spazio, poiché è il metodo più conveniente e verosimile alle condizioni di assenza di gravità riscontrabile sulla terra.

 

Immersioni profonde

 

Esistono tecniche specifiche per affrontare immersioni prolungate o profonde:

 immersioni tecniche – Immersioni che prevedono l’utilizzo di miscele ipossiche per gestire la tossicità dell’ossigeno in profondità, combinate con gas inerti (tipicamente elio) per limitare la narcosi d’azoto e iperossigenate per ottimizzare la decompressione; sono caratterizzate, quindi, da profondità e tempi che valicano i confini della subacquea ricreativa

 immersioni assistite dalla superficie – subacqueo assistito dalla superficie, grazie all’uso di uno scafandro;

 immersioni in saturazione – operazioni subacquee effettuate con l’ausilio di campane, e relative stazioni di superficie con ambienti iperbarici (camera di decompressione) abitabili e riscaldati, che permettono una unica decompressione/desaturazione graduale, a volte anche di molti giorni, alla fine di una serie di immersioni ad alta o altissima profondità, da ca 80 a 200 mt e oltre).