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The Blacklist

Da quando Elizabeth Keen è entrata nell’ FBI tutti hanno cercato di capire tutto su di lei . Hanno cercato di capire da dove viene , chi è sua madre , chi è suo padre e un sacco di domande a cui non hanno trovato risposta . Adesso Elizabeth Keen è sotto interrogatorio da parte dell’ FBI visto che è successo qualcosa al capo e adesso Elizabeth Keen è sotto custodia di una donna e adesso lei non esci da li fino a quando non dice tutto . Ma questo interrogatorio è più un processo contro Elizabeth Keen visto che non vogliono sapere qualcosa che sanno già . Loro vogliono sapere chi è veramente Elizabeth Keen . L’ FBI ci ha messo tempo ma ha scoperto chi era la madre di Elizabeth Keen e che faceva parte di Mosca e per lo più del KGB . Adesso grazie a questa informazione vogliono dire a tutti i costi che Elizabeth Keen è un agente che per tutto questo tempo ha fatto il doppio gioco . Elizabeth Keen adesso deve dire a loro chi è lei e non di una cospirazione . Loro non vogliono capire chi ha fatto capire perchè cospirazione forse perchè loro fanno parte di questa cospirazione segreta . L’ FBI adesso che ha scoperto chi è la madre di Elizabeth Keen adesso non credono più che lei sia un agente speciale americana ma che sia una agente speciale di mosca e che adesso sta cercando di distruggere l’ FBI e questo Governo dall’ interno .

Elizabeth Keen prima di essere interrogata dall’ FBI e trattata come il nemico pubblico n° 1 al mondo , lei decide di affrontare Red per sapere tutta la verità . Elizabeth Keen adesso vuole sapere tutta la verità e non vuole fare un gioco che darà a Red un aiuto o qualcosa altro . Elizabeth Keen deve ottenere quelle risposte oppure quando sarà interrogata dall’ FBI possiamo dire che Elizabeth Keen non resiste cinque secondi . Una volta li dentro faranno di tutto per farla crollare sopratutto fare un sacco di domande e alcune saranno la testa . Cioè la faranno talmente confondere che alla fine dirà a loro tutto e lei non se nè nemmeno accorra . Ma non so cosa succederà una volta che Elizabeth Keen avrà detto loro la verità su di lei , ma possono dire con sicurezza che non la tratteranno più come un agente federale ma la tratteranno come un agente di Mosca e quindi nel modo peggiore e Elizabeth per vivere e non morire deve solo fare una cosa cioè scappare .

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Carlotta Ferlito Ginnastica Artistica Mondo Notizie Notizie dal Mondo Sport Sport nel Mondo

Ginnastica, Carlotta Ferlito: “Un 2013 agrodolce: ho pensato al ritiro, ma poi…”

Numero di fine anno anche per il magazine (FGI News) della Federazione Ginnastica d’Italia. Tra le tante curiosità (ne pubblicheremo poi un altro paio che ho trovato particolarmente interessanti), è stata pubblicità un’intervista a Carlotta Ferlito firmata da Giulia Righi.

 

Una lunga chiacchierata, per ripercorrere la carriera e il 2013 che si sta per concludere. Rilancio un paio di battute dell’azzurra che assumono una valenza specifica per diversi motivi.

Domanda: Nel 2013, il 15 febbraio, compi 18 anni. Vinci ancora lo scudetto e prendi parte agli Europei di Mosca, dopo aver vinto, l’anno precedente, il bronzo a squadre a quelli di Bruxelles, Ormai sei una stella conclamata, non più l’outsider berlinese. Ma ancora più emozionante è ciò che ti accade fuori dalla pedana […]. Quante emozioni!

Risposta: “In verità è stato un anno agrodolce. Ho festeggiato la maggiore età con i miei amici e la mia famiglia. Anche vincere il terzo scudetto consecutivo con la GAL è stato gratificante. Poi però in Russia (agli Europei di Mosca, ndr) ho mancato la medaglia e non nego che quello sia stato uno dei periodi più difficili della mia carriera. Avevo seriamente pensato di smettere o comunque di prendermi una pausa. Per fortuna ho superato quella crisi, sono tornata ad allenarmi, nonostante l’impegno scolastico, riuscendo ad ottenere un posto per i Mondiali di Anversa dove però la medaglia mi è sfuggita di nuovo. Sono contenta, invece, di tutto il resto. Ho dato il mio piccolo contributo all’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, ho conosciuto Johnny Depp. E adesso ci sono tante altre cose in ballo di cui spero di potervi parlare molto presto”.

 

Domanda: Stai pensando per il futuro di alzare i contenuti tecnici  dei tuoi esercizi?

Risposta: “A parole è facile sostenere che si debbano alzare le difficoltà. A certi livelli gli elementi si fanno sempre più complicati, quindi anche per aumentare di pochi decimi il tuo programma ci vuole tantissimo allenamento. E io non sono il tipo da rischiare esercizi non pronti col pericolo di farmi male seriamente. Vero, d’altro canto, che per competere seriamente in campo internazionale ormai bisogna presentare un valore di partenza molto alto”.

 

Cliccate qui per sfogliare gratuitamente il magazine della Federazione (intervista da pagina 24).

 

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Aliya Mustafina Ginnastica Artistica Mondo Notizie Notizie dal Mondo Sport Sport nel Mondo

VIDEO – Ginnastica, Mustafina che trave! (Quasi) RECORD 2013

Aliya Mustafina è immensamente magica. Due mesi fa la russa odiava letteralmente la trave e spesso era costretta a difendersi sui 10cm per agguantare i successi più importanti di una carriera magistrale.

Poi ad Anversa la musica è cambiata. La tartara si è clamorosamente laureata Campionessa del Mondo di specialità e da lì si è incaponita nel continuare a provare quell’attrezzo. E i risultati l’anno premiata alla grande.

Ieri pomeriggio, nel concorso a squadre della prima tappa di Coppa del Mondo (clicca qui per cronaca e punteggi), Aliya ha esibito un esercizio sontuoso che è stato premiato con un vertiginoso 15.150. E’ il punteggio più alto nella carriera della Mustafina, ma è anche il secondo punteggio dell’anno a livello internazionale, inferiore solo al 15.266 con cui Larisa Iordache ha vinto gli Europei di Mosca e con cui si era qualificata alla finale mondiale.

 

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Ginnastica Artistica Mondo Notizie Notizie dal Mondo Sport Sport nel Mondo Vanessa Ferrari

Ginnastica, Vanessa Ferrari e un (quasi) RECORD DEL MONDO!

Vanessa Ferrari, due domeniche fa, è entrata nella storia della ginnastica artistica. Non solo perché ha vinto una favolosa medaglia d’argento al corpo libero ai Mondiali di Anversa (clicca qui per leggere della sua impresa), ma perché con quel successo ha realizzato un (quasi) RECORD DEL MONDO.

 

La Cannibale di Orzinuovi è tornata sul podio iridato addirittura sette anni dopo dall’ultima volta (il bronzo al quadrato magico nell’indimenticabile Aarhus 2006, che la incoronò Reginetta).

Ed è proprio questo il primato ottenuto dalla bresciana. Solo altre tre ginnaste hanno conquistato un medaglia mondiale a così tanti anni di distanza (oltre i sette, appunto) dalla loro prima volta.

 

Al primo posto, ovviamente, l’eterna Oksana Chusovitina che vinse il primo alloro a Indianapolis 1991 (l’oro a squadre e al corpo libero, l’argento al volteggio) addirittura col body dell’Unione Sovietica per poi replicarsi a Tokyo 2011 (vent’anni dopo, con una maternità alle spalle) conquistando l’argento alla tavola con il body della Germania (in mezzo una vita con la Russia, un’Olimpiade col CSI, ora tornata all’Uzbekistan).

 

Al secondo posto la magica Svetlana Khorkina, forse la ginnasta più forte di tutti i tempi (sarà sempre un bel match con la Comaneci). L’unica donna a vincere tre titoli mondiali nel concorso generale, conquistò la prima medaglia iridata a Brisbane 1994 (argento al volteggio). Nove anni dopo, ad Anaheim 2003, è tornata sul tetto del Mondo: Reginetta negli Stati Uniti, di fronte agli storici nemici, con l’oro nell’all-around.

 

Al terzo posto un’accoppiata della ginnastica degli albori, dei primi campionati aperti alle donne. Eva Bosakova e Tamara Manina hanno vinto a otto anni di distanza dal battesimo iridato: la ceca si mise al collo tre argenti a Roma 1954 e a Praga 1962 divenne Campionessa alla trave; la sovietica fu Campionessa al volteggio e al corpo libero a Roma 1954 e a Praga 1962 vinse l’argento alla tavola. Ma erano altri tempi, di ginnaste che rimanevano a lungo in attività, con esercizi abbastanza semplici (rivisti coi nostri occhi degli anni 2000) e con i Mondiali che venivano disputati ogni quattro anni.

 

Un indice di longevità, un riconoscimento alla classe infinita di Vanessa, un sigillo a una carriera indimenticabile. Non batterà, ovviamente, la Chusovitina ma la aspettiamo a Glasgow 2015 per agguantare il secondo posto della Khorkina e prepararsi al meglio alle Olimpiadi 2016: a Rio de Janeiro cercherà l’assalto alla medaglia che le manca e che la incoronerebbe definitivamente.

 

Va aggiunto, per dovere di cronaca, che altre due ginnaste sarebbero davanti a Vanessa in questa speciale classifica ma il loro record è dovuto a delle medaglie conquistate con la squadra.

La sovietica Larisa Latynina, la donna in assoluto più medagliata alle Olimpiadi, vinse l’oro a squadre a Roma 1954 e l’argento a squadre a Dortmund 1966: dodici anni dopo, ma appoggiandosi appunto con la grande Armata Russa, non a livello individuale.

Stesso discorso per la ceca Vera Caslavska: argento a squadre a Mosca 1958 e poi plurimedagliata nel 1966.

 

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2013 Mondo Notizie Notizie dal Mondo Sport Sport nel Mondo

Mondiali di Atletica Mosca 2013: programma, orari e azzurri in gara martedì 13 agosto

Tra le sei finali di oggi solo in una ci sono atleti italiani, si tratta della marcia femminile di 20 km, che, come noto, non ha turni di qualificazione. Purtroppo tutti gli azzurri in gara nei giorni scorsi non sono riusciti ad acciuffare il pass per la finale e in alcuni casi nemmeno delle semifinali.

In campo femminile, oltre che per la marcia, si assegnano oggi le medaglie dell’eptathlon, dei3000 siepi e del salto con l’asta con la straordinaria Elena Isinbaeva che nella sua Russia vuole chiudere o quanto meno sospendere la sua carriera al meglio per crearsi una famiglia e poi magari ritornare.
Le ragazze dell’eptathlon saranno impegnate oggi in tre prove salto in lungo, lancio del giavellotto (divise in due gruppi) e 800 metri, l’ultima gara dopo la quale saranno assegnate le medaglie. Al momento al comando c’è l’ucraina Ganna Melnichenko con 3912 punti, seguita da Dafne Schippers, olandese, con 3837, e dall’americana Sharon Day (3836). Al quarto posto che Brianne Theisen Eaton, la canadese neo-moglie di Ashton Eaton, lo statunitense che due giorni fa ha vinto il decathlon, specialità di cui è anche primatista mondiale. Ieri le gare di eptathlon disputate sono state: 100 metri ostacoli, salto in alto, lancio del peso e 200 metri.

Per quanto riguarda gli uomini le finali del giorno sono quelle del lancio del disco, degli 800 metri e dei 400 metri piani.

Gli azzurri in gara tuttavia non mancano durante la mattinata. Per la 20 km di marcia ci sonoEleonora Anna GiorgioAntonella Palmisano ed Elisa Rigaudo che potrebbero ottenere buoni risultati. Vedremo anche Silvano Chesani nelle qualificazioni del salto in alto maschile e poi Simona La Mantia nel turno di qualificazione del salto triplo femminile.

Altre gare del giorno sono le batterie dei 5000 metri maschili la mattina e il pomeriggio le semifinali dei 400 metri ostacoli sia al maschile sia al femminile più le semifinali dei 1500 metri donne.

Mondiali di Atletica Mosca 2013: programma di martedì 13 agosto

ore 7:30 – salto in lungo eptathlon
ore 7:35 – 20 km di marcia donne con Eleonora Anna Giorgio, Antonella Palmisano ed Elisa Rigaudo
ore 7:50 – qualificazione salto in alto uomini con Silvano Chesani
ore 8:20 – batterie 5000 metri uomini
ore 9:10 – lancio del giavellotto eptathlon gruppo A
ore 9:25 – qualificazione salto triplo donne con Simona La Mantia
ore 9:25 – lancio del giavellotto eptathlon gruppo B

ore 17:00 – finale lancio del disco uomini
ore 17:05 – semifinali 400 metri ostacoli donne
ore 17:35 – finale salto con l’asta donne
ore 17:40 – semifinali 400 metri ostacoli uomini
ore 18:10 – 800 metri eptathlon (ultima gara)
ore 18:40 – semifinali 1500 metri donne
ore 19:10 – finale 800 metri uomini
ore 19:25 – finale 3000 siepi donne
ore 19:50 – finale 400 metri uomini

In grassetto le gare che assegnano medaglie

 

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2013 Carlotta Ferlito Ginnastica Artistica Mondo Notizie Notizie dal Mondo Sport Sport nel Mondo

Carlotta Ferlito in esclusiva: “Ora la maturità. I Mondiali? Ci provo”

Sempre più amata dalle fan che la seguono durante il docu-reality Ginnaste – Vite Parallele. Stella dell’artistica italiana con un ricco palmares alle spalle e la partecipazione olimpica a Londra 2012. Ora, di rientro dagli Europei e con gli occhi puntati alla maturità ormai imminente (per questo motivo non parteciperà agli imminenti Giochi del Mediterraneo), Carlotta Ferlito si racconta in esclusiva per Olimpiazzurra. A tutto tondo, con uno sguardo al passato e uno lungo verso il futuro.

 

Scudetto con la Gal, esperienza di successo in Coppa del Mondo, poi l’Europeo. Come valuti questa prima parte di stagione?

Sicuramente è stata positiva. Mi sono sempre allenata e mi sono sempre fatta trovare pronta per gli appuntamenti importanti (nonostante l’imminente maturità). Il terzo scudetto con la Gal, le due medaglie in coppa del Mondo alla prima esperienza e le due finali agli Europei sono senz’altro risultati positivi. Certo c’è il rammarico per quel quarto posto alla trave a Mosca, ma purtroppo non tutto va come vorremmo”.

Gli Europei. Ti sei voluta concentrare su trave e corpo libero. Sui 10cm tutti si aspettavano una medaglia da te ma è arrivato un quarto posto. Pensi che sia stato giusto così o valevi di più?

Io penso di aver fatto un esercizio abbastanza pulito e senza gravi errori. Proprio per questo motivo, non mi spiego il punteggio di esecuzione. Non credo di aver fatto il mio miglior esercizio, ma mi aspettavo qualcosa di più”.

Ora ti sei presa un meritato periodo di pausa per concentrarti sull’Esame di Stato. Come vedi questa maturità? Ti sta agitando o ti fa più “paura” una gara?

All’inizio mi faceva tantissima paura, forse anche più di una gara. Adesso che ho già affrontato i pre-esami per accedere alla maturità, mi fa un po’ meno paura. Tengo molto alla scuola e pretendo sempre il massimo da me stessa, sto studiando tanto e spero che vada bene”.

Il tuo percorso di studi finirà a luglio oppure hai intenzione di iscriverti a un corso di Laurea?

Ancora non lo so. Penso che frequenterò l’Università, ma non so se subito a settembre oppure se mi prenderò un anno sabbatico per riordinare le idee. Ho sempre dovuto conciliare allenamenti e scuola: un periodo pausa potrebbe aiutarmi”.

Ultimamente si è discusso molto del rapporto tra scuola e sport. Alcuni dicono che i professori non aiutano gli agonisti. Come ti senti di parlarne in base alla tua esperienza?

I miei professori hanno sempre cercato di venire incontro ai miei impegni e ai miei orari. I professori esterni, invece, non sempre aiutano noi agonisti. Certamente il nostro non è un Paese in cui praticare sport a livello agonistico è un pregio: alcuni professori non sempre vedono di buon occhio chi sacrifica la propria vita per lo sport”.

Dopo Mosca hai abbandonato totalmente la palestra oppure sei riuscita a ricavarti qualche ora per mantenere l’allenamento? È una Ferlito che tornerà a pieno regime dopo le vacanze e proverà ad andare ai Mondiali?

Non ho mai abbandonato totalmente la palestra. Anche nei giorni di esame ci sono stata: anche due orette giusto per non perdere il tono muscolare. I Mondiali? Certamente proverò a conquistare la convocazione”.

A marzo sei andata a Los Angeles per fare da madrina ai Kids’ di Nickeldeon. Che esperienza è stata negli Stati Uniti d’America? Raccontaci qualche aneddoto divertente.

È stata un’esperienza bellissima. Gli americani sono un popolo molto allegro, gioviale. Erano tutti molto disponibili e “alla mano” Una cosa incredibile che ho notato è l’estrema efficienza e organizzazione: non solo ai Kid’s Choice ma ovunque. Fare da madrina è stato un grandissimo onore per me: ho avuto l’opportunità di incontrare tantissimi attori, come il bellissimo Johnny Depp. Sicuramente un ricordo che porterò dentro di me per sempre”.

Ormai possiamo tranquillamente dire che a settembre-ottobre uscirà il tuo libro. Di certo hai soddisfatto le richieste di tutte le fan che ti seguono sempre con tanto affetto.

L’idea è nata proprio dall’impossibilità di rispondere a tutti i miei fan tramite i social network. Ricevo sempre tantissime domande e per questo motivo ho deciso di scrivere questo libro: parlerò non solo della mia esperienza da ginnasta ma ci saranno anche tante curiosità e chicche “inedite”.

Negli ultimi mesi hai presentato il tuo nuovo esercizio al corpo libero con tanto di nuova base musicale (Moon Trance di Lindsay Stirling). Come sono stati i passi per arrivare a montare quella coreografia e come hai scelto la traccia?

Come al solito ho scelto la traccia e montato la coreografia insieme a Tiziana Di Pilato. Lei fa una prima selezione di brani e me li sottopone. Alla fine io scelgio quello che mi piace di più e che rispecchia di più il mio carattere. In seguito ci divertiamo insieme a inserire dei movimenti che siano a tempo con la base”.

Un futuro da all-arounder o da super specialista?

Non lo so. Mi piacerebbe molto continuare su tutti gli attrezzi. Vedremo fin dove il mio fisico e altri fattori esterni me lo permetteranno”.

Casella aveva detto che è fondamentale aumentare i coefficienti di difficoltà degli esercizi: cosa ne pensi? Hai già in mente qualche nuovo elemento per il futuro?

È chiaro che bisogna sempre tentare di aumentare i propri coefficienti di difficoltà, ma senza danneggiare l’esecuzione e l’artisticità. Un esempio lampante è la russa Grishina: agli Europei ha semplificato e ridotto le difficoltà rispetto alla qualifica e in questo modo è riuscita a soffiarmi il terzo posto”.

Dieci giorni fa Tea Ugrin è diventata la nuova campionessa d’Italia. Te lo aspettavi? Esternamente come hai visto le altre azzurre negli ultimi mesi?

Detto sinceramente, in quei giorni ero molto impegnata con gli esami e non ho potuto guardare le gare. Sono contenta per Tea. L’anno posto-olimpico è sempre un po’ confusionario, anche per i cambiamenti del codice. Ci sono tante giovani che stanno emergendo e credo che riusciremo a mettere su un gruppo forte e compatto”.

L’anteprima della terza stagione di Ginnaste – Vite parallele è giunta al termine. Si riprenderà in autunno con la messa in onda integrale. Solito successo, solito calore delle ragazze. Ormai hai preso abitudine alle telecamere, è cambiato qualcosa rispetto alle edizioni passate?

Non è cambiato nulla. Ormai i “ruoli” all’interno del programma sono stati costruiti e si va avanti così. Quello che mi piace del mio personaggio è che io non fingo, non nascondo i miei difetti solo perché ci sono le telecamere, Poi ovviamente ha anche i suoi lati positivi: non smetterò mai di ringraziare tutte le persone che mi sostengono per i loro messaggi e per il loro affetto”.

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2006 2007 2013 Carlotta Ferlito Ginnastica Artistica Mondo Notizie Notizie dal Mondo Sport Sport nel Mondo Vanessa Ferrari

Vanessa, gli Europei e una curiosa statistica: è lei la migliore

Ci siamo ormai fatti un’ampia idea delle ragazze che parteciperanno ai Campionati italiani Assoluti(cliccate qui per leggere l’articolo), anche se siamo ancora in attesa della circolare della Federazione. Come ampiamente previsto, Vanessa Ferrari non si esibirà al Pala Rossini per recuperare completamente dall’infortunio al piede patito durante il Trofeo di Jesolo. La condizione fisica è pesata tantissimo sulla performance della bresciana agli Europei di Mosca.

 

Ma proprio pensando a quell’occasione, mi è venuta in mente una statistica molto positiva a favore della nostra grande campionessa che potrebbe farla sorridere. Vanessa diventò campionessa europea nel 2007 ad Amsterdam (curiosamente nella stessa città che tre anni prima le regalò l’argento a livello juniores) con il punteggio più alto di sempre da quando è cambiato il sistema di punteggio nella ginnastica artistica! Un favoloso 61.075 a cui nessuna si sarebbe mai più avvicinata. In poche parole: a distanza di sei anni quel risultato varrebbe ancora un oro a livello continentale (e sarebbe ampiamente da medaglia anche in un Mondiale).

 

Ricordiamo, infatti, che nel 2006 l’Universo della polvere di magnesio subì una rivoluzione. Per celebrare l’anniversario della nascita della Federazione Internazionale scomparse il 10 perfetto (quello, per intenderci, che veniva dato all’esecuzione perfetta, reso famoso da Nadia Comaneci) e il punteggio venne distinto nelle due parti che ben conosciamo: il D Score (che valuta le difficoltà presentate in gara da una ginnasta) e l’E Score (che valuta l’esecuzione dell’esercizio) che sommati tra loro danno il risultato finale.

 

Bene, negli ultimi sei anni tutte le ragazze che hanno vinto il titolo europeo lo hanno fatto con un punteggio inferiore a quello che Vanessa realizzò nel 2007. Non dimentichiamoci che il codice dei punteggi è cambiato (come sempre ogni quattro anni), ma il discorso che stiamo facendo è assolutamente valido in senso assoluto.

 

Schematicamente. Vanessa fu d’oro ad Amsterdam 2007 con 61.075 punti (14.925 al volteggio, 15.700 alle parallele, 15.375 alla trave, 15.075 al corpo libero). A Clermont-Ferrand 2008 vinse la rumena Steliana Nistor con 60.700 punti (14.675 al volteggio, 15.400 alle parallele, 15.800 alla trave, 14.825 al corpo libero) mentre Vanessa fu d’argento (59.350) per poi andare a conquistarsi un meritatissimo bronzo ai Mondiali dopo l’indimenticabile trionfo dell’anno precedente.

Nel 2009, a Milano, Vanessa era davvero ko dopo i tanti problemi fisici che la debilitarono in ottica Olimpiadi di Pechino 2008 e chiuse solo al nono posto. L’edizione, per quanto riguarda l’Italia, passò alla storia per le dichiarazioni di Enrico Casella. A vincere fu la russa Ksenia Semenova che pescò il jolly:58.175 (14.225 alla tavola, 14.925 sugli staggi, 14.800 sui 10cm, 14.225 al quadrato magico).

 

Il 2011 fu il grande anno di Anna Dementyeva che a Berlino trovò la giornata più bella della propria carriera: l’oro arrivò con soli 57.145 punti (il più basso del nuovo corso: 13.600 al volteggio; 14.250 alle parallele; 15.150 alla trave; 14.475 al libero). Vanessa fu sesta dietro anche a Carlotta Ferlito.

E tre settimane il grande exploit di Aliya Mustafina con una rimonta travolgente che l’ha spedita a 59.032 (15.033 alla tavola, 15.133 alle asimmetriche che le hanno regalato il titolo, 14.400 alla trave, 14.466 al libero). Vanessa, proprio per l’infortunio di Jesolo, rinunciò al concorso generale già in fase di qualificazione.

 

Ennesima conferma che il biennio 2006-2007 fu magico per la nostra immensa Campionessa. Anni indimenticabili che hanno cambiato l’artistica italiana e hanno fatto storia. Ci sono i numeri a parlare per lei. Un immenso in bocca al lupo per ritornare al top che le compete, in una carriera che dopo i successi ha visto tante sfortune che avrebbero distrutto chiunque. Non super Vany. Pronta a sorprenderci ancora.

 

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Ginnastica Artistica, il futuro dell’Italia nei sogni di Casella

Ieri abbiamo tirato un bilancio della spedizione azzurra a Mosca e abbiamo analizzato le prestazioni delle nostre quattro ginnaste impegnate in gara (cliccate qui per leggere l’articolo).
Oggi ci concentriamo sulle parole di Enrico Casella pronunciate al termine della campagna di Russiae cerchiamo di capire un po’ il futuro della ginnastica artistica italiana al femminile.

 

Il succo del discorso è molto semplice: bisogna aumentare le difficoltà degli esercizi. È un punto molto caro al nostro Direttore Tecnico, su cui si era già soffermato dopo la prima tappa di Serie A ad Ancona. Anzi, diciamo proprio che è una delle sue convinzioni principali, una delle idee fondative del pensiero del grande coach bresciano. E certamente non è campata per aria.

Pensare di salire su un podio importante solo con un’esecuzione pulita è veramente utopico nel 2013. Le nostre avversarie osano (ed esagerano) molto più, esibendosi in elementi dall’alto coefficiente di difficoltà. Partire con un D elevata ti consente ti partire con un grosso vantaggio: a quel punto, combinando un’esibizione corretta, sì che si può lottare per i piazzamenti che contano. Sulle esigenze da presentare in gare è chiaro che ogni ginnasta deve riflettere seriamente col proprio allenatore, studiare attentamente in settimana, prima di giungere ad una conclusione idonea alle proprie possibilità. Ma tanto per rimanere sull’ultimo discorso di Enrico, Carlotta Ferlito potrebbe aggiungere uno Tsukahara al corpo libero e allora la musica cambierebbe radicalmente.

 

In sostanza il concetto è semplicissimo: non bisogna accontentarsi. Ed è proprio qui che subentra la rivoluzione caselliana e l’inizio di una nuova mentalità. Cioè il continuare a migliorarsi, a cercare quotidianamente un qualcosa di nuovo, un progresso pomeriggio dopo pomeriggio, in mille modi, deve essere la base e soprattutto la normalità per le top10 italiane (anche se il brixiano osserva molte più ginnaste, come ha fatto capire a Jesolo, prima di dare una scrematura decisiva). L’ha detto chiaro e tondo: “Noi vogliamo vincere e le ginnaste per prime non devono accontentarsi, trovando dentro di loro la volontà di spingersi oltre”. Inculcando questa fame di successi si farebbe davvero il passo decisivo, per mandare all’apice un movimento femminile che ci sta dando tantissime soddisfazioni, che si sta espandendo, che si fa amare. Ma che dovrà rispettare una parola d’ordine: stupire le giurie e il pubblico. Sorpresa, bellezza, eleganza, innovazione, esagerazione.

 

Fin qui tutto è fattibile. Anzi DEVE essere fatto, perché dipende solo dalle ragazze, dai coach, dal DT e dalla volontà di tutti quanti. Il materiale su cui lavorare c’è e si è ben visto agli Europei (potevamo vincere qualche medaglia certo, ma per il momento l’importante era ben figurare in un anno post olimpico e difficile).

C’è un’ultima parte del suo discorso che, però, implica qualcosa in più della buona volontà. Cioè l’acquisto di nuove pedane per il corpo libero: quelle in uso nelle gare internazionali spingono in maniera esagerata, quindi consentono salti ancora più alti e chissà che in futuro non ci si inventi nuovi elementi proprio grazie a questa “nuova elasticità”. Le nostre ragazze hanno fatto fatica ad abituarsi al nuovo habitat, come hanno testimoniato dopo la prova podio e con gli errori di Meneghini e Campana al quadrato magico. Passando, poi, per l’obbligo ad indossare i paracalli sulle parallele asimmetriche.

Personalmente, aggiungiamo noi a un discorso che non fa una grinza: si potrebbe rivedere qualcosa sul volteggio? Vogliamo più 25m… Un attrezzo che consente di entrare in finale olimpica con 14 e spiccioli merita di essere allenato nel migliore dei modi.

 

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Ginnastica, Europei: che Italia ritorna da Mosca?

La Nazionale Italiana di ginnastica artistica è tornata ieri dalla lunga trasferta di Mosca. Un gruppo corposo di rientro dagli Europei di ginnastica artistica. Un bilancio molto soddisfacente al maschile(sorprendente bronzo di Andrea Cingolani al corpo libero e la definitiva esplosione di un giovane promettente, l’ennesima risposta di Matteo Morandi agli anelli, la solita sfortuna di Alberto Busnari al cavallo con maniglie), di discreto livello (tutto sommato positivo) al femminile. Valutiamo con un occhio più attento le prestazioni delle azzurre impegnate nella capitale moscovita.

 

VANESSA FERRARI. Sapevamo che la nostra campionessa non era al top della forma fisica. L’infortunio al piede, patito a Jesolo durante l’esercizio alla trave, si è fatto pesantemente sentire in questa rassegna continentale. Come ha detto Enrico Casella, “si è provato a tirare fuori il coniglio dal cilindro, ma la magia non è riuscita. Non era facile in una situazione del genere, con un imprevisto capitato tre settimane prima dell’appuntamento clou d’inizio 2013 e con gli allenamenti che hanno dovuto ovviamente calare di intensità. Che la bresciana non stesse stupendamente si era già capitato mercoledì quando aveva rinunciato a volteggio e parallele, risparmiandosi per la trave e per l’amato corpo libero. Sui 10cm è risultata essere la peggiore italiana (ma per punteggio era comunque tra le prime otto d’Europa), sul suo quadrato magico non è riuscita ad entrare in finale. E addio sogni di gloria.

Si doveva forse lasciarla a riposo? Assolutamente no! Anche se c’è un minimo barlume di speranza, il talento puro della ginnasta italiana migliore di sempre va convocato e provato ad ogni costo. Ovunque, se c’è una gara importante. Soprattutto perché doveva fungere da riscatto dopo l’amaro quarto posto di Londra. Inutile fare il gioco del se e del ma, ma è logico che senza l’incidente alla classicissima, Vanessa sarebbe stata da podio al corpo libero (non sono sembrati irresistibili gli esercizi di Bulimar e Iordache) e sarebbe agevolmente entrata tra le cinque nel concorso generale. Cuore in pace e ora sotto con gli allenamenti: che si provi l’approccio ai Giochi del Mediterraneo (ricordiamo ancora l’incetta di medaglie di Almeria 2005 che funse da trampolino per gli indimenticabili successi del 2006), prima dei Mondiali di Anversa? Staremo a vedere…

 

CARLOTTA FERLITO. Difficile decifrare l’Europeo della siciliana. Vedere il bicchiere mezzo pieno perché ha centrato due finali su due, oppure meno vuoto perché non ha conquistato una medaglia alla trave? Dipende dai punti di vista, ma propendiamo che la seconda valutazione sia quella più azzeccata. Salire sul podio di specialità era assolutamente una missione possibile per la diciottenne a cui bastava mantenere il proprio standard per riprendersi una gioia dopo l’argento di Berlino 2011.Probabilmente ha risentito della pressione del grande appuntamento (dopo la defezione di Vanessa, le speranze erano tutte riposte su di lei) come già le è capitato a Londra. Un vero peccato perché tante avversarie mancavano e l’occasione era davvero ghiotta.

Il suo esercizio, comunque, è stato tutt’altro che perfetto (e il punteggio attribuito all’esecuzione parla da sé): i salti artistici sono stati poco ampi, l’uscita ha visto un passo abbastanza grande, rovinando un eccellente inizio caratterizzato da una bella combinazione ribaltata senza più montone e dalla consueta serie flic flic salto teso. A questo punto, però, il suo D Score è calato: Carlotta mancava la combinazione giro normale più giro impugnato e scappava via il decimo abbuono e calava una difficoltà. Come ha detto Casella bisognerà concentrarsi sull’incrementare le proprie difficoltà per ambire a qualcosa di più concreto e non accontentarsi di questi quarti posti (ci torneremo domani). Da apprezzare, invece, la bella prova al corpo libero: nonostante la delusione di mezzora prima, la catanese si esibiva senza sbagliare sostanzialmente nulla e si classifica al quinto posto.

Ora una pausa di qualche giorno. Dovremo ovviamente rivederla agli Assoluti, ma attenzione perché c’è anche un Esame di Stato da preparare. Dopo la maturità, si è già detto, si faranno delle valutazioni più approfondite sugli esercizi.

 

ELISA MENEGHINI. Un signor Europeo per la quindicenne alla prima vera uscita importante da seniores. A soli quattro mesi dal passaggio di categoria, la comasca conquistava la finale nell’all-around ed entrava addirittura tra le prime otto. Dopo l’Armata russa, dopo la coppia rumena, dopo una professionista fatta e finita come Giulia Steingruber, dopo la sorpresa spagnola, c’è la nostra Mini. Premiata da un mito come Svetlana Khorkina, accanto al suo idolo Aliya Mustafina. Non osiamo immaginare l’emozione.

Per quanto riguarda le prestazioni: nell’atto conclusivo del generale molto bene (peccato per il semplice avvitamento al volteggio, dove in futuro si dovrà osare qualcosa in più per andare ben oltre) e grande maturità dal rifarsi dall’errore commesso in qualifica al corpo libera. Nella finale alla trave, invece, peccato per l’errore sul Johnson che le è costato la caduta dall’attrezzo e l’addio alle possibilità di un buon piazzamento (un quarto-quinto era alla portata). Comunque tutto fa esperienza e ci sono ampi margini di crescita.

Si conclude così un grandissimo quadrimestre: due successi all-around in Serie A1, lo scudetto con la Gal Lissone, la trasferta in Coppa del Mondo e questa stupenda partecipazione alla rassegna continentale. Meglio di così…

 

GIORGIA CAMPANA. Ha confermato alla grande i meritarsi il body azzurro. Sarò ripetitivo, lo ammetto, ma indubbiamente uno dei più meritati degli ultimi anni. L’all-around di Firenze aveva messo il sigillo su due mesi di grandi prestazioni che si sono ampiamente confermate in Russia. Bastano i risultati per capirlo: 11esima nel generale, quarta nelle qualifiche alla trave (parimerito con la Meneghini, scelta poi da Enrico, e out solo per la regola dei passaporti), quinta nella finale alle parallele. Sugli staggi è stata davvero brava, dimostrando il suo feeling con l’attrezzo. E dire che non aveva il giro e mezzo prima dell’uscita: con quello si guadagnerebbe intorno ai quattro decimi. Certo con i mostri che sono in circolazione è sempre più difficile, ma questa è l’atteggiamento giusto. Frutto di una grandissima preparazione nel periodo invernale, che siamo sicuri proseguirà ancora per poter crescere ulteriormente.

 

A domani per un approfondimento sulle parole di Enrico Casella e sul futuro dell’artistica al femminile.

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Ginnastica, Casella: “Per i podi serve qualcosa in più”

Sono terminati ieri i Campionati Europei di ginnastica artistica (clicca qui per il bilancio finale). Di seguito il commento del direttore tecnico della nazionale femminile, Enrico Casella, rilasciato alla Federazione.

E’ necessario che Carlotta (Ferlito, ndr) si convinca che per competere a certi livelli occorre inserire qualche difficoltà in più. Non bastano i collegamenti, bisogna stupire le giurie e il pubblico con elementi spettacolari, come fanno le rumene. Il podio della trave, infatti, non fa una grinza. Lo stesso discorso vale anche per le altre azzurre. Se guardiamo lo standard il nostro è stato un Europeo positivo, ma per emergere , per vincere le medaglie serve altro. Le nuove pedane in dotazione nelle gare internazionali spingono in maniera esagerata. Credo che di questo passo le ginnaste del futuro faranno cose pazzesche. Bisogna adeguarsi, acquistandone un paio anche in Italia, così da non trovarci disorientati quando andiamo a gareggiare all’estero. E alle parallele asimmetriche obbligheremo le nostre atlete ad usare i paracalli. Ormai senza non si va da nessuna parte. Insomma, Mosca ci dà lo spunto per lavorare e migliorarci ancora. Ripeto, negli esercizi siamo molto apprezzati, gli addetti ai lavori degli altri Paesi si complimentano con noi per le coreografie e per l’eleganza delle nostre ragazze. Non possiamo, tuttavia, fermarci a questo. Noi vogliamo vincere e le ginnaste per prime non devono accontentarsi, trovando dentro di loro la volontà di spingersi oltre”.