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FOTO – Ginnastica: il body più costoso del Mondo vale…

Vi siete mai chiesti quale sia il body più costoso del mondo e soprattutto qual è il suo prezzo? La risposta ci è arrivata nel weekend da Acapulco (Messico): il leotard più pregiato del Pianeta è marchiato GK e vale la bellezza di 10000 dollari (circa 7400 euro)!

Realizzato in Mystique (particolare tipo di nylon) e ricoperto da centinaia di cristalli Swarovsky questo body è stato donato alla ginnasta ucraina Angelina Kysla come premio eleganza al ”Abierto Mexicano de Gymnasia” tenutosi lo scorso weekend ad Acapulco.

 

La fortunata Angelina è stata scelta come Reginetta Eleganza da una commissione speciale composta da leggende della ginnastica del calibro di Nadia Comaneci e Svetlana Boginskaya.

L’ucraina ha indossato questo body per la prima volta sulle spiagge di Acapulco dove si è si è sottoposta ad un servizio fotografico per International Gymnast insieme alla sua allenatrice Korobchinskaya e alla campionessa olimpica 1996 Lilia Podkopayeva.

Questo body proviene dalla linea Glamour SWAROVSKI Leotard e Gabrielle Douglas ha fatto da testimonial. Il prezzo di base senza diamanti aggiunti è di 350 dollari (circa 260 euro).

La GK è una delle marche di body tra le più diffuse e apprezzate dalle ginnaste di tutto il mondo. È il marchio che sponsorizza la squadra nazionale statunitense attraverso la Under Armour.

 

Non è la prima volta che gli stilisti della GK si cimentino in un impresa del genere. Per onorare l’anniversario dei 50 anni della Federazione Statunitense è stato ideato un body patriottico, anch’esso infarcito di Swarovsky e messo in commercio alla modica cifra di 5000 dollari (3700 euro)!

Amanti della ginnastica state tranquilli. Non tutti i body costano così tanto!

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Carlotta Ferlito Ginnastica Artistica Mondo Notizie Notizie dal Mondo Sport Sport nel Mondo Vanessa Ferrari

Ginnastica, Italia sei mondiale! Ferrari epica, new Ferlito, Dea ok, bella C

Il weekend che è appena terminato è stato uno dei più intensi della stagione per la ginnastica artistica, il penultimo prima che la Polvere di Magnesio chiuda definitivamente i battenti per il 2013.

 

Un’Italia a tutto campo, impegnata su tutti i fronti aperti a livello internazionale (e non solo), capace di mettersi in luce da una parte all’altra del Mondo.

La gioia più grande è arrivata ovviamente da Stoccarda dove Vanessa Ferrari ha conquistato un fantastico e inaspettato terzo posto in Coppa del Mondo, il primo podio nel circuito iridato per la nostra Leonessa.

Il numero messo in scena dalla Campionessa del Mondo 2006 va elogiato per una serie infinita di motivi. Convinzione nei propri mezzi, caparbietà, voglia di mettersi al collo una medaglia, capacità di rimontare un punto intero, un bellissimo esercizio alla trave (con dei nuovi elementi) nonostante una svalutazione artistica, un’esibizione monumentale al corpo libero che le regala addirittura il terzo punteggio più alto a livello internazionale di quest’annata, l’integrità per essere ancora a questo livello dopo dieci mesi tirati a tutta e con un infortunio di mezzo (Vanessa aveva incominciato addirittura a inizio febbraio con la prima tappa di Serie A).

 

Carlotta Ferlito ha concluso solo al sesto posto in Coppa del Mondo, ma ha avuto il coraggio di provare il nuovo esercizio al corpo libero in una occasione internazionale. La siciliana ha provato anche a tirarlo per tutti i novanta secondi, ma ovviamente siamo ancora a dicembre e c’è ancora giustamente da lavorare per averlo nelle gambe al top nel 2014.

L’uscita tedesca è anche servita per capire definitivamente un aspetto fondamentale del suo esercizio alla trave: la parte artistica, così com’è (e questo vale anche per Vanessa), non sembra piacere molto alle giurie che penalizzano moltissimo in termini di D Score. Servirà rivederli e correggerli per tornare a puntare in alto come ci ha abituato a fare.

 

Dall’altra parte del Mondo, nella sempre esotica Acapulco (Messico), Francesca Deagostini chiudeva la propria stagione con un buon sesto posto all’Abierto Mexicano in un contesto competitivo ed internazionale. La milanese si è resa protagonista di una gara a due volti: prima metà sottotono (volteggio e parallele), poi tonica e convinta si è fatta valere sui due attrezzi a lei più congeniali (trave e corpo libero).

Sotto gli occhi di Nadia Comaneci, la 17enne si è dovuta inchinare di fronte a una sorprendente Roxana Popa, alle statunitensi Nichols ed Ernst (che sono nel giro della Nazionale a stelle e strisce) e all’eterna Oksana Chusovitina. Può ritenersi soddisfatta, soprattutto per la rimonta e per aver ritrovato pienamente fiducia in se stessa.

Questa era solo il terzo giorno di gara della Dea nel 2013 (in precedenza pre-mondiale di Vigevano e il Mondiale ad Anversa), ma possiamo ormai affermare di averla recuperata. Con qualche centimetro in più in altezza (sono tanti e cambiamo modo di fare ginnastica), con un anno in più sulla carta anagrafica, ma con tanti nuovi obiettivi.

 

E poi chiudiamo il nostro Tour tornando in Italia. Tre giorni intensissimi a Jesolo dove si è disputata la Finale Nazionale di Serie C. Tralasciando momentaneamente i risultati tecnici (anche se si sono viste cose interessanti), sicuramente influenzati dall’età delle piccole che non sono ancora avvezze a qualificazione + finale in due giorni e che devono ancora abituarsi alle gare (emozione e altri fattori la possono fare da padrone), dobbiamo essere soddisfatti per le tante ragazzine che si sono date battaglia (nell’ordine delle 500 atlete), per il bell’ambiente, per i tecnici di livello impegnati (in molti allenano e seguono le Nazionali). Da qui, sicuramente, uscirà chi vestirà i body azzurri del futuro. In bocca al lupo a tutte.

 

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2006 2007 2013 Carlotta Ferlito Ginnastica Artistica Mondo Notizie Notizie dal Mondo Sport Sport nel Mondo Vanessa Ferrari

Vanessa, gli Europei e una curiosa statistica: è lei la migliore

Ci siamo ormai fatti un’ampia idea delle ragazze che parteciperanno ai Campionati italiani Assoluti(cliccate qui per leggere l’articolo), anche se siamo ancora in attesa della circolare della Federazione. Come ampiamente previsto, Vanessa Ferrari non si esibirà al Pala Rossini per recuperare completamente dall’infortunio al piede patito durante il Trofeo di Jesolo. La condizione fisica è pesata tantissimo sulla performance della bresciana agli Europei di Mosca.

 

Ma proprio pensando a quell’occasione, mi è venuta in mente una statistica molto positiva a favore della nostra grande campionessa che potrebbe farla sorridere. Vanessa diventò campionessa europea nel 2007 ad Amsterdam (curiosamente nella stessa città che tre anni prima le regalò l’argento a livello juniores) con il punteggio più alto di sempre da quando è cambiato il sistema di punteggio nella ginnastica artistica! Un favoloso 61.075 a cui nessuna si sarebbe mai più avvicinata. In poche parole: a distanza di sei anni quel risultato varrebbe ancora un oro a livello continentale (e sarebbe ampiamente da medaglia anche in un Mondiale).

 

Ricordiamo, infatti, che nel 2006 l’Universo della polvere di magnesio subì una rivoluzione. Per celebrare l’anniversario della nascita della Federazione Internazionale scomparse il 10 perfetto (quello, per intenderci, che veniva dato all’esecuzione perfetta, reso famoso da Nadia Comaneci) e il punteggio venne distinto nelle due parti che ben conosciamo: il D Score (che valuta le difficoltà presentate in gara da una ginnasta) e l’E Score (che valuta l’esecuzione dell’esercizio) che sommati tra loro danno il risultato finale.

 

Bene, negli ultimi sei anni tutte le ragazze che hanno vinto il titolo europeo lo hanno fatto con un punteggio inferiore a quello che Vanessa realizzò nel 2007. Non dimentichiamoci che il codice dei punteggi è cambiato (come sempre ogni quattro anni), ma il discorso che stiamo facendo è assolutamente valido in senso assoluto.

 

Schematicamente. Vanessa fu d’oro ad Amsterdam 2007 con 61.075 punti (14.925 al volteggio, 15.700 alle parallele, 15.375 alla trave, 15.075 al corpo libero). A Clermont-Ferrand 2008 vinse la rumena Steliana Nistor con 60.700 punti (14.675 al volteggio, 15.400 alle parallele, 15.800 alla trave, 14.825 al corpo libero) mentre Vanessa fu d’argento (59.350) per poi andare a conquistarsi un meritatissimo bronzo ai Mondiali dopo l’indimenticabile trionfo dell’anno precedente.

Nel 2009, a Milano, Vanessa era davvero ko dopo i tanti problemi fisici che la debilitarono in ottica Olimpiadi di Pechino 2008 e chiuse solo al nono posto. L’edizione, per quanto riguarda l’Italia, passò alla storia per le dichiarazioni di Enrico Casella. A vincere fu la russa Ksenia Semenova che pescò il jolly:58.175 (14.225 alla tavola, 14.925 sugli staggi, 14.800 sui 10cm, 14.225 al quadrato magico).

 

Il 2011 fu il grande anno di Anna Dementyeva che a Berlino trovò la giornata più bella della propria carriera: l’oro arrivò con soli 57.145 punti (il più basso del nuovo corso: 13.600 al volteggio; 14.250 alle parallele; 15.150 alla trave; 14.475 al libero). Vanessa fu sesta dietro anche a Carlotta Ferlito.

E tre settimane il grande exploit di Aliya Mustafina con una rimonta travolgente che l’ha spedita a 59.032 (15.033 alla tavola, 15.133 alle asimmetriche che le hanno regalato il titolo, 14.400 alla trave, 14.466 al libero). Vanessa, proprio per l’infortunio di Jesolo, rinunciò al concorso generale già in fase di qualificazione.

 

Ennesima conferma che il biennio 2006-2007 fu magico per la nostra immensa Campionessa. Anni indimenticabili che hanno cambiato l’artistica italiana e hanno fatto storia. Ci sono i numeri a parlare per lei. Un immenso in bocca al lupo per ritornare al top che le compete, in una carriera che dopo i successi ha visto tante sfortune che avrebbero distrutto chiunque. Non super Vany. Pronta a sorprenderci ancora.

 

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Ginnastica, sabato bestiale per la Ferrari: è American Cup

Primo weekend internazionale del 2013 per la ginnastica artistica. Sabato 2 marzo, a Worcester (Stati Uniti d’America), torna la classica d’apertura: la prestigiosa American Cup. È uno dei trofei più importanti, ricchi e amati dalle atlete. Questa volta è valida come quarta prova della Coppa del Mondo 2012-2013 dedicata alle all-arounder (ultima tappa a Tokyo in aprile). In testa alla classifica si trova Elisabeth Price, che ha dominato gli ultimi due appuntamenti a Stoccarda e Glasgow. In casa, però, l’americanina non scenderà in pedana e allora verrà scalzata dalla tedesca Seitz, distaccata di soli dieci punti. Le otto ginnaste invitate si esibiranno in un classico concorso generale individuale. Chi vincerà porterà a casa un bel gruzzolo di denaro oltre a 50 punti iridati, poi si scala di cinque punti ogni posizione.

 

Quest’anno volerà oltreoceano la nostra Vanessa Ferrari (accompagnata da Enrico Casella, alla prima trasferta da Direttore Tecnico). La bresciana si merita questo importante palcoscenico. Nel Massachusetts si presenta con un nuovo esercizio alla trave (cliccate qui per vederlo), con delle nuove combinazioni alle parallele, e con un nuovo mix musicale al corpo liberoLa forma fisica che abbiamo visto tra Ancona e Padova sembra abbastanza convincente (per essere a inizio stagione) e potrebbe regalarle delle gioie interessanti. Siamo convinti, però, che l’uscita a stelle e strisce serva per riprendere confidenza con certi palcoscenici e per provare la propria condizione: da perfezionista qual è, sappiamo che questi sono i primi avvicinamenti verso gli Europei, primo banco di prova e prima occasione di riscatto dopo Londra. Ad ogni modo la Cannibale di Orzinuovi dovrebbe lottare ancora una volta per il podio: dopo il quarto e il quinto posto di quest’autunno, sembra presentarsi una battaglia spalla a spalla con la Elisabeth Seitz. La tedesca è stata finalista alle parallele e nel concorso generale alle ultime Olimpiadi, ottenendo un sesto e un decimo posto.

 

I favori del pronostico sono tutti per l’idolo di casa Katelyn Ohashi. La quindicenne, alla prima uscita da seniores, sostituisce la grande Kyla Ross fermata da una contusione al tallone. Un onore per la grande promessa dell’artistica a stelle e strisce, all-arounder di grande spessore e che si caratterizza per una trave davvero spettacolare. È semplicemente la più bella nel panorama mondiale oltre a quella con il punteggio d’entrata più alto; non sapremo se la presenterà integralmente, ma i suoi 10cm saranno sicuramente uno spettacolo.

Sarà verosimilmente una battaglia con la connazionale Simone Biles che vorrà farsi un bel regalo per le imminenti sedici candeline (le spegnerà il 14 marzo). Il suo volteggio è davvero fantastico, il migliore dopo quello della Maroney: il suo Amanar è costantemente oltre i 16 punti e già qui i discorsi potrebbero prendere una piega molto interessante.

Sarà presente anche la canadese Victoria Moors, che porta in dote un corpo libero davvero interessante.

Completeranno il roster la britannica Gabrielle Jupp, la giapponese Asuka Teramoto e la canadese Maegan Chant.

 

La prima edizione dell’American Cup passò alla storia perché se la aggiudicò Nadia Comaneci, qualche mese prima di volare ai Giochi Olimpici di Montreal 1976 e strabiliare il Mondo, ottenendo la sfilza dei tanto famosi 10 perfetti. Da ricordare la tripletta di Mary Lou Retton (1983-1985) che nel mentre riuscì anche a diventare la prima statunitense a vincere un oro nel concorso generale ai Giochi Olimpici (Los Angeles 1984). Poi la Miller, plurimedagliata olimpica e mondiale, ora alle prese con una gravidanza dopo aver sconfitto un cancro. E nell’ultimo decennio Nastia Liukin, Shawn Johnson prima degli ultimi due trionfi consecutivi di Jordyn Wieber. Insomma: la Coppa è sempre passata tra le mani delle più forti di sempre.