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Shin Megami Tensei 4 è lunga oltre 50 ore

Il nuovo appuntamento con la serie  Shin Megami Tensei racchiude una quantità enorme di contenuti nel carrello 3DS.

Atlus ha rivelato nuovi dettagli su Shin Megami Tensei 4 a Nico Nico conferenza di questa settimana, come tradotto da Gematsu.

Lo sviluppatore ha detto che il gioco base da solo avrà più di 50 ore per completare, e che premio DLC wil essere rilasciato in seguito, estendere la durata di vita ancora di più.

Il gioco condivide senza legami diretti storia ai giochi precedenti, ma Atlus ha detto che la musica renderà omaggio in qualche modo alle voci del passato. In tema di audio, sarete in grado di disabilitare voci dei personaggi se ti piace vecchia scuola.

Non ci sarà nessun sistema di fase lunare, ma per quelli che come difficoltà, Atlus sta prendendo in considerazione una modalità extra duro gameplay. Interagire con i demoni attraverso la conversazione o la fusione sarà netto punti esperienza.

Vari personaggi ed elementi torneranno, tra cui il Macca Beam, Lucifero, i tre fratelli Jack e una nuova versione di Jack Frost. Louis Cyphre non è stata confermata.

Shin Megami Tensei 4 colpisce il Giappone a maggio, e si diresse verso il Nord America entro la fine dell’anno, anche.

 

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Spiego a Kratos e Pandora il Nord

Dopo aver detto a Kratos e a Pandora tutto sul Punto Cardinale , io dissi sia a Kratos sia a Pandora – adesso ti spiego tutto sul Nord e Pandora disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sul Nord – Il nord o settentrione o mezzanotte è uno dei quattro punti o direzioni cardinali. È opposto al sud e perpendicolare a est ed ovest. Nello specifico della cultura occidentale, il nord è il punto cardinale principale usato (esplicitamente o implicitamente) per definire le altre direzioni.

 

Il nord geografico è la direzione verso l’estremità settentrionale dell’asse sul quale ruota la Terra, chiamato Polo Nord. Il Polo Nord si trova nell’Artide. Il nord magnetico è la direzione verso il polo nord magnetico, che si trova a una certa distanza dal Polo Nord geografico.

 

È la direzione a sinistra dell’osservatore orientato verso est e a destra di quello orientato verso ovest.

 

Nella mitologia norrena esisteva un nano posto a nord che reggeva la volta celeste: Norðri.

 

Etimologia

 

L’etimologia della parola settentrione deriva dal latino septem triones, cioè i sette buoi, termine con cui gli antichi Romani definivano le sette stelle dell’Orsa Maggiore, descrivendone il loro lento movimento attorno alla stella polare. Da qui l’origine del termine settentrione, cioè nord.

 

Il nord magnetico

 

Il Nord Magnetico è una direzione geografica variabile. Infatti questo Nord varia di 7′ all’anno. Oggi il VAR (Variation angle) è pari a 3°. Questa direzione è utilizzata nelle strumentazioni di bordo per gli aeroplani e navi.

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Spiego a Kratos e Pandora il Punto Cardinale

Dopo aver detto sia a Kratos sia a Pandora tutto sul Bluetooth e dopo avergli fatto vedere qualche foto , io dissi sia a Kratos sia a Pandora – adesso vi spiego tutto sul Punto Cardinale e Pandora disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sul Punto Cardinale – Si chiama punto cardinale ciascuna delle quattro direzioni principali verso le quali è possibile muoversi trovandosi su di una superficie (anche di un geoide, come la Terra); tali quattro punti cardinali sono il nord o settentrione, il sud o meridione, l’est o oriente e l’ovest o occidente.

 

I nomi dei punti cardinali

 

I termini nord, sud, est e ovest derivano tutti dall’alto tedesco antico, e l’origine di questi termini usati inizialmente nelle culture germaniche, si può riscontrare nella mitologia norrena: secondo il mito della creazione all’inizio del tempo furono posti quattro nani ai quattro punti cardinali, e i nomi di questi nani erano: Norðri, Suðri, Austri e Vestri.

 

I termini oriente, occidente, meridione e settentrione vengono dal latino, e ciascuno di essi ha un’etimologia specifica:

 Il nome dell’oriente viene dal latino solem orientem, ovvero Sole nascente: difatti, l’Est è la direzione dalla quale si vede sorgere il sole.

 Al contrario, l’occidente prende il suo nome dall’espressione latina solem occidentem, ovvero sole morente, essendo com’è noto l’Ovest la direzione verso la quale il sole tramonta.

 La parola “meridione” deriva invece dal termine meridiem, che in latino indica l’orario di mezzogiorno; ciò è dovuto al fatto che, a quell’ora, per qualsiasi popolo dell’emisfero boreale il sole si trova verso sud. A dimostrazione di questo, oggigiorno il meridione è anche nominato mezzogiorno.

 Septem triones, che in latino significa “i sette tori da traino”, è invece l’espressione dalla quale deriva il termine “settentrione”; i Romani erano infatti soliti chiamare in quel fantasioso modo le sette stelle che formano la costellazione dell’Orsa Maggiore, indicante il nord ai navigatori.

 

Malgrado i più famosi ed adoperati siano i punti ortogonali suddetti, ve ne sono anche altri quattro indicanti posizioni intermedie: trattasi del nord-est, sud-est, sud-ovest e nord-ovest. Oltre agli otto punti cardinali totali finora citati, esistono ancora altri otto punti, che si posizionano in maniera mediana tra le direzioni descritte precedentemente: il nord-nord-est, l’est-nord-est, l’est-sud-est, il sud-sud-est, il sud-sud-ovest, l’ovest-sud-ovest, l’ovest-nord-ovest ed il nord-nord-ovest, per un totale di ben sedici punti cardinali differenti.

 

Queste posizioni possono essere indicate o con una sigla formata dalle varie iniziali delle parole componenti il loro nome (ad esempio, S per sud, NE per nord-est ed ESE per l’est-sud-est), oppure in gradi angolari rispetto al Nord (anche detto azimut). In linguaggio militare era un tempo molto utilizzato il sistema di nominazione dei punti cardinali basato sull’orario, assimilando la rosa dei venti ad un orologio: in questo modo, il nord diventa le “ore 12″, mentre l’ovest diviene le “ore 9″.

 

Punti cardinali e venti

 

Da ciascuno degli otto principali punti cardinali proviene un vento diverso:I venti del mediterraneo

 Le direzioni dei venti

 Da N proviene la tramontana

 Da NE proviene il grecale

 Da E proviene l’oriente o levante

 Da SE proviene lo scirocco

 Da S proviene il mezzogiorno o ostro

 Da SO proviene il libeccio

 Da O proviene l’occidente o ponente

 Da NO proviene il maestrale o maestro

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Foto del Mare del Nord visto da Kratos

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Spiego a Kratos il Mare del Nord

Dopo aver detto a Kratos quello che gli spiego oggi , gli dissi – adesso ti spiego tutto sul Mare del Nord e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sul Mare del Nord – Il mare del Nord è un mare marginale dell’oceano Atlantico della piattaforma continentale europea. Possiede una lunghezza di 970 km e una larghezza di 560 km, e si estende su una superficie di 570.000 km². Una parte considerevole dei bacini idrografici dei fiumi dell’Unione europea convogliano le loro acque verso questo mare. Il mare del Nord si collega con il resto dell’Atlantico attraverso il Passo di Calais (Stretto di Dover) e il Canale della Manica a sud, e attraverso il mare di Norvegia a nord.

 

 

 

La profondità media del mare del Nord è nell’ordine dei 100 metri, con una profondità massima di 700 metri, ed altre aree poco profonde in cui si possono toccare anche meno di 15 m. Il mare del Nord si trova sopra quello che era il punto di giunzione tra tre placche tettoniche continentali nel primo periodo dell’Era Paleozoica. Movimenti delle faglie associate a questi fenomeni possono ancor oggi causare terremoti e piccoli tsunami. Le caratteristiche della costa sono però il risultato di movimenti glaciali, piuttosto che tettonici. I profondi fiordi sono l’espressione più comune delle coste settentrionali, mentre le coste meridionali sono costituite maggiormente da spiagge sabbiose e distese fangose. Queste aree pianeggianti sono particolarmente esposte al rischio di inondazioni, soprattutto a causa della tempeste associate alle maree. Elaborati sistemi di dighe sono stati costruiti nel tempo per proteggere le zone costiere.

 

 

 

Lo sviluppo della civiltà europea è stata fortemente influenzata dal traffico marittimo nel mare del Nord. I Romani prima e i Vichinghi poi cercarono di estendere i loro territori in tutto il mare. Più tardi sia la Lega Anseatica che i Paesi Bassi hanno cercato di dominarne il commercio marittimo e utilizzarlo come ponte per accedere ai mercati del resto del mondo.

 

 

 

Lo sviluppo della stessa Gran Bretagna nel passato come potenza marittima dipendeva fortemente della sua posizione dominante all’interno mare del Nord, dove s’affacciavano alcune delle potenze sue rivali, in primo luogo i Paesi Bassi e la Germania, ma anche le nazioni scandinave e in misura minore la Russia attraverso il vicino mar Baltico. Le imprese commerciali, l’aumento della popolazione e la presenza di risorse limitate, sono tutti fattori che hanno portato le nazioni che si affacciavano sul mare del Nord a desiderarne il controllo degli accessi per interessi commerciali, militari, o come collegamento indispensabile verso le colonie d’oltremare.

 

 

 

La sua importanza si è andata trasformando da militare a economica. Le attività economiche tradizionali, quali la pesca e il trasporto marittimo, hanno continuato a crescere, e altre di nuove si sono aggiunte e sono state sviluppate, come ad esempio le estrazioni di combustibili fossili e l’energia eolica.

 

 

 

Storia del Nome

 

 

 

Il nome di “mare del Nord” deriva originariamente dal suo rapporto alla terra dei frisoni. La Frisia si trova direttamente a sud del mare del Nord, a ovest del mare Orientale (Oostzee, il Mar Baltico), a nord dell’ex mare Meridionale (Zuiderzee, l’odierno Lago d’IJssel, la propaggine interna dei Paesi Bassi del mare del Nord). Il nome “mare del Nord” venne utilizzato nelle regioni centro-settentrionali della Germania (che effettivamente possiede parti delle coste meridionali del mare), probabilmente mutuando il termine dato dai frisoni. Anche fra i primi nomi dati dagli spagnoli vi fu Mar del Norte.

 

 

 

Dal punto di vista della città anseatiche tedesche del Medioevo, il mare ad est era chiamato il “mare Orientale” (il mar Baltico in tedesco è letteralmente l’Ostsee), così come il mare a nord era il mare del Nord. La diffusione delle mappe utilizzate da mercanti anseatici favorì il diffondersi di questo nome nel resto dell’Europa.

 

 

 

Altri nomi comuni in uso per lunghi periodi furono mare di Frisia (o latino Mare Frisicum), o Oceanus Germanicus (Mare Germanicum), così come i loro equivalenti nelle lingue dei paesi che su di esso si affacciavano (in lingua inglese Frisian Sea e German Ocean).

 

 

 

“German Sea” o “Germanic Sea” (dal latino Mare Germanicum) fu usato comunemente in inglese e in altre lingue assieme a “Mare del Nord” fino agli inizi del XVIII secolo. Dalla fine del secolo XIX questi termini divennero via via più rari, e relegati ad un uso accademico.

 

 

 

Storia

 

 

 

Storia antica

 

 

 

I primi cenni al traffico marittimo nel mare del Nord provengono dall’Antica Roma, che cominciò ad esplorare il mare già nel 12 a.C. La Gran Bretagna venne formalmente invasa nel 43 d.C. e le sue regioni meridionali incorporate all’Impero Romano, cominciarono quindi in quel tempo gli scambi commerciali tra il mare del Nord e il Canale della Manica. I Romani abbandonarono successivamente il sud della Gran Bretagna nel 410 e nel vuoto di potere, popolazioni germaniche quali gli Angli e i Sassoni, iniziarono una grande migrazione attraverso il mare del Nord scacciando e soppiantando le popolazioni celtiche native delle isole.

 

 

 

L’espansione vichinga ebbe inizio nel 793 con l’attacco a Lindisfarne e nel successivo quarto di millennio i Vichinghi dominarono il mare del Nord creando colonie e avamposti lungo le coste.

 

 

 

Con il tramonto dell’era vichinga il commercio nel mare del Nord venne dominato dalla Lega Anseatica. La Lega, anche se centrata sul mar Baltico, ebbe importanti avamposti in questo mare. Merci provenienti da tutto il mondo attraversavano il mare del Nord lungo le rotte per la città anseatica.

 

 

 

Dal 1441 i Paesi Bassi, da un punto di vista economico e navale, iniziarono a configurarsi come la potenza rivale della Lega. Nel XVI secolo erano la principale potenza economica e il mare del Nord divenne crocevia del commercio tra le lontane colonie e i mercati di tutta Europa.

 

 

 

L’epoca moderna

 

 

 

Il potere olandese durante la sua epoca di massimo splendore fu ragione di crescente preoccupazione per l’Inghilterra, che vedeva il suo futuro nella marina mercantile e nelle colonie d’oltremare. Ciò fu alla base delle primi tre guerre anglo-olandesi tra il 1652 e il 1673. Alla fine della Guerra di Successione spagnola nel 1714, gli olandesi non erano più un attore fondamentale della politica europea.

 

 

 

La supremazia navale della Gran Bretagna, prima del XX secolo, vedeva come unici seri contendenti solo la Francia napoleonica e i suoi alleati continentali. Nel 1800 un’unione di potenze navali minori, chiamata Lega di neutralità armata, si formò per proteggere il commercio neutrale nel corso del conflitto tra Gran Bretagna e Francia. La Marina britannica sconfisse le forze unite della Lega di neutralità armata nella battaglia di Copenaghen del 1801 nel Kattegat. La Gran Bretagna successivamente sconfisse la marina francese nella battaglia di Trafalgar al largo delle coste della Spagna.

 

 

 

Il XX secolo

 

 

 

Le tensioni nel Mare del Nord si aggravarono nel 1904 con l’incidente del Dogger Bank, in cui in navi da guerra russe scambiarono delle navi da pesca britanniche per navi giapponesi e sparato su di esse. L’incidente, che avveniva in uno scenario caratterizzato da un’alleanza tra la Gran Bretagna e il Giappone combinato con una guerra russo-giapponese in atto, portò ad un’intensa crisi diplomatica. La crisi si ridimensionò con la sconfitta russa ad opera dei giapponesi e il pagamento di indennizzi per i pescatori.

 

 

 

Durante la Prima guerra mondiale la marina della Gran Bretagna e quella della Germania (la Kaiserliche Marine) si fronteggiarono sul Mare del Nord facendolo diventare il principale teatro della guerra per superficie di azione. La marina britannica, con una flotta maggiore, fu in grado di stabilire un efficace blocco navale per la maggior parte del periodo bellico, limitando così l’approvvigionamento di risorse indispensabili agli Imperi centrali. Le principali battaglie furono la Battaglia di Helgoland Bight, la Battaglia di Dogger Bank, la Battaglia dello Jutland, e la Seconda Battaglia di Helgoland Bight.

 

 

 

Anche la Seconda guerra mondiale ha visto operazioni nel Mare del Nord, anche se prevalentemente limitato alla caccia con sottomarini e a navi di più ridotte dimensioni. Il 9 aprile 1940 i tedeschi avviarono l’Operazione Weserübung in cui la quasi totalità del flotta tedesca si concentrò a nord verso la Scandinavia tra lo Skagerrak e il Kattegat. Durante l’occupazione tedesca della Norvegia, l’operazione Shetland Bus collegò segretamente la Gran Bretagna alla Norvegia.

 

 

 

Negli ultimi anni della guerra e nell’anno immediatamente successivo, enormi quantità di armi furono smaltite o affondate nelle acque del mare del Nord, rappresentate principalmente da granate, mine terrestri e navali, bazooka, cartucce, e armi chimiche. Anche se le stime variano ampiamente, centinaia di migliaia di tonnellate di munizioni furono qui disperse.

 

 

 

Dopo la guerra il Mare del Nord perse molto del suo significato militare, perché circondato esclusivamente da paesi membri della NATO. Acquisì però una notevole importanza economica a partire dagli anni sessanta con l’inizio dello sfruttamento petrolifero e dei giacimenti di gas metano.

 

 

 

Status politico

 

 

 

I paesi che affacciano sul Mare del Nord rivendicano tutti le dodici miglia nautiche di acque territoriali in cui hanno i diritti esclusivi di pesca. L’Islanda, tuttavia, a causa della guerra del merluzzo bianco ha diritti esclusivi di pesca per 200 miglia (320 km) al largo delle sue coste, toccando le acque del Mare del Nord. La politica comune della pesca dell’Unione europea esiste per coordinare i diritti di pesca e per assistere alle controversie tra i Paesi membri dell’Unione europea sulla frontiera con la Norvegia.

 

 

 

Dopo la scoperta delle risorse minerarie la Norvegia ha reclamato i suoi diritti ai sensi della Convenzione della piattaforma continentale. Gli altri paesi hanno seguito l’esempio. Questi diritti sono stati divisi in gran parte lungo una linea mediana che a “seconda dell’ampiezza della base di ogni mare territoriale di ciascun Paese si tenesse comunque equidistante dai linee meridiani dei Paesi prossimi”. Il confine delle acque tra Germania, Paesi Bassi, e la Danimarca è stato ridefinito solo dopo lunghi negoziati e una sentenza della Corte Internazionale di Giustizia.

 

 

 

Preoccupazioni di tipo ambientale hanno portato alla Accordi Marpol 73/78, che ha creato una zona di protezione larga 25 miglia (40 km) e lunga 50 mi (80 km). La Convenzione per la protezione dell’ambiente marino dell’Atlantico nord-orientale è stato siglata per la conservazione del mare in questa regione. Germania, Danimarca e Paesi Bassi hanno un accordo trilaterale per la protezione del mare di Wadden, distese prevalentemente fangose che si snodano lungo le coste dei tre paesi sul bordo meridionale del Mare del Nord.

 

 

 

Geografia

 

 

 

Per la maggior parte il mare si trova sulla piattaforma continentale europea. L’unica eccezione è una ristretta zona settentrionale del Mare del Nord al largo della Norvegia. Il Mare del Nord è delimitato dalla Gran Bretagna a ovest, e la parte continentale dell’Europa centrale e settentrionale sia a est che a sud, includendo Norvegia, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Belgio e Francia.

 

 

 

Nel sud-ovest il Mare del Nord diventa il Canale della Manica al di là dello Stretto di Dover (Passo di Calais). A est, si connette al Mar Baltico tramite lo Skagerrak e il Kattegat. A nord si apre con un’ampia forna imbuto verso il Mare di Norvegia, che si trova nella regione nord-orientale dell’Oceano Atlantico.

 

 

 

A parte gli ovvi confini formati dalle coste dei paesi che su di esso si affacciano, il Mare del Nord, generalmente si considera delimitato ad est da una linea immaginaria che collega Lindesnes in Norvegia con Hanstholm in Danimarca correndo lungo confine con lo Skagerrak. Tuttavia a fini statistici lo Skagerrak e il Kattegat a volte sono inclusi come parte del Mare del Nord. Il limite settentrionale è meno definito. Tradizionalmente una linea immaginaria collega il nord della Scozia verso le isole Shetland fino ad unirsi a Ålesund in Norvegia. Secondo la Convenzione per la protezione dell’ambiente marino dell’Atlantico nord-orientale del 1962 il limite è posto più a ovest e più a nord, tra il 5° di longitudine ovest e 62° di latitudine Nord, alla latitudine di Geirangerfjord in Norvegia.

 

 

 

L’area della superficie del Mare del Nord pertanto è di circa 575.000 chilometri quadrati, con un volume di circa 54.000 chilometri cubi d’acqua. Ciò pone il Mare del Nord al 13º posto come mare più grande del pianeta.

 

 

 

Geologia

 

 Storia geologica

 

 

 

Scogliera del Mare del Nord

 

 

 

Il letto del Mare del Nord forma due bacini. Il più settentrionale si trova a nord di un crinale tra Norfolk e la Frisia, e ha avuto la sua origine nel Devoniano. Il bacino meridionale si spinge verso lo Stretto di Dover e da là verso il Canale della Manica. Questo bacino risale al Carbonifero.

 

 

 

Nel corso della più recente glaciazione gran parte del bacino settentrionale fu coperto dai ghiacci, e il resto, compreso il bacino meridionale, si ricoprì di tundra. Durante il periodo interglaciale si creò una diga naturale di gesso, il “Weald-Artois Anticline”. Anche se la cresta probabilmente collassò, costituito la parte più alta del ponte di terra che collegò momentaneamente l’Europa continentale con la Gran Bretagna.

 

 

 

Gli Storegga Slides furono una serie di frane sottomarine, in cui un pezzo della piattaforma continentale norvegese scivolò nel Mare di Norvegia. Le immense frane si verificarono tra il 8150 a.C. e 6000 a.C., e provocarono uno tsunami alto fino a 20 metri che attraversò il Mare del Nord abbattendosi maggiormente sulla Scozia e sulle Isole Fær Øer.

 

 

 

Tettonica a zolle

 

 

 

Le tre placche tettoniche che si incrociano nel Mare del Nord

 

 

 

Il Mare del Nord si trova sopra quello che era la giunzione tra tre placche tettoniche continentali risalenti all’inizio dell’Era Paleozoica. Successivamente, nel Mesozoico, si formò una faglia con andamento nord-sud al centro del Mare del Nord. Questa faglia che corre dal Canale della Manica causa terremoti occasionali, che possono anche provocare danni alle strutture sulla terraferma. Il terremoto che avvenne nello Stretto di Dover del 1580 è tra i primi terremoti storici registrati che provocarono ingenti danni sia in Francia che in Inghilterra, a cui si associò anche un maremoto. Il più grande terremoto mai registrato nel Regno Unito avvenne nel 1931 al largo delle sue coste verso il Dogger Bank, e misurò 6,1° sulla scala Richter e ha provocato uno tsunami che inondò parti della costa britannica.

 

 

 

Le tre placche continentali formate nel corso dell’Era Paleozoica sono l’Avalonia, la Laurentia e la Baltica.[15] La placca Baltica forma ora la costa orientale, e s’affaccia verso i paesi scandinavi; Avalonia consiste nella costa meridionale e occidentale del Mare del Nord lungo l’Inghilterra, il nord della Germania e la Francia; Laurentia segna il perimetro settentrionale del Mare del Nord con l’Oceano Atlantico.

 

 

 

Idrologia

 

 

 

Dati di base

 

 

 

La salinità dell’acqua varia sia da luogo a luogo che nel corso degli anni, ma generalmente è compresa tra le 15 e le 25 parti per mille nei pressi degli estuari dei fiumi, per arrivare fino alle 32-35 parti per mille[10] nella zone settentrionali del Mare del Nord, restano in linea generale inferiore alla salinità media del Nord Atlantico, che è nell’ordine delle 35 parti per mille.

 

 

 

La temperatura dell’acqua varia a seconda della influenza delle correnti atlantiche che della profondità, raggiungendo i 21 °C in estate e 6 °C in inverno, anche se le correnti artiche possono essere più fredde. Il lato orientale è sia il più caldo in estate che il più freddo in inverno. Nel Mare del Nord più settentrionale l’acqua rimane costantemente nell’ordine dei 10 °C durante tutto l’arco dell’anno a causa dei continui scambi con l’Oceano Atlantico. Le più grandi variazioni di temperatura sono registrate lungo le coste meridionali prossime alle Isole Frisone nel Waddenzee, dove si può presentare anche ghiaccio negli inverni particolarmente freddi.

 

 

 

Lo scambio di acqua salata tra il Mare del Nord e Atlantico si verifica attraverso il Canale della Manica, come pure nella zona settentrionale del Mare del Nord, lungo la costa scozzese e attraverso il Mare di Norvegia. Il Mare del Nord riceve acqua dolce non solo dal flusso dei fiumi, ma anche dalla bassa salinità del Mar Baltico che ne è collegato attraverso lo Skagerrak. Il bacino idrografico dei fiumi che si gettano nel Mare del Nord misura una superficie di 841.500 km² e fornisce un volume di 296-354 km³ di acqua dolce ogni anno. Il bacino idrografico che getta nel Mar Baltico misura una superficie quasi doppia (1.650.000 km²) e contribuisce con 470 km³ di acqua dolce ogni anno.

 

 

 

Circa 185 milioni di persone vivono nei bacini idrografici dei fiumi che si gettano nel Mare del Nord. Questi bacini ricoprono gran parte dell’Europa occidentale: un quarto della Francia, tre quarti di Germania, quasi tutta la Svizzera, una piccolissima porzione d’Italia, metà dello Jutland, la totalità dei Paesi Bassi e del Belgio, la parte meridionale della Norvegia, il bacino del Reno dell’Austria occidentale, e la parte orientale della Gran Bretagna. Questa area contiene una delle più grandi concentrazioni industriali del pianeta.

 

 

 

La circolazione dell’acqua

 

 

 

Il principale movimento delle acque all’interno del Mare del Nord è in senso anti-orario lungo le coste. L’acqua dalla Corrente del Golfo entra nel mare attraverso due direzioni: per il Canale della Manica verso la Norvegia, e aggirando a nord la Gran Bretagna e seguendone successivamente le coste verso sud. Questi movimenti generano altre piccole correnti che si dirigono verso est nella parte centrale del Mare del Nord. Un’altra corrente spazia a sud nella parte orientale del mare. Questa trasporta acqua fredda dal Nord Atlantico e nel periodo tra primavera e inizio dell’estate rinfresca le acque superficiali al largo dell’Inghilterra, mentre al largo delle Paesi Bassi e della Germania inizia una fase di riscaldamento. L’acqua che esce del Mar Baltico sale verso nord lungo la costa norvegese ritornando nell’Atlantico in quello che è chiamata Corrente norvegese.

 

 

 

Il tempo di permanenza medio dell’acqua all’interno del Mare del Nord è compresa tra 1 e due anni. Le acque più a nord sono scambiate più rapidamente, mentre per quelle meridionali possono passare anni prima di raggiungere le regioni settentrionali e fuoriuscirne verso l’Atlantico.

 

 

 

Fronti d’acqua basati sulla temperatura, salinità, nutrienti, e inquinamento possono essere chiaramente identificate, anche se con più facilità nel periodo estivo rispetto a quello invernale. Fra i principali si identificano il Fronte delle Frisone, che divide l’acqua proveniente dal Nord Atlantico da quella originaria della Manica, e il Fronte danese, che divide le acque costiere meridionali da quelle della parte centrale del Mare del Nord.

 

 

 

L’afflusso di acqua proveniente dai grandi fiumi si mescola molto lentamente con l’acqua marina. Le acque del Reno e dell’Elba, ad esempio, possono ancora essere chiaramente distinte in mare al largo della costa nord-ovest della Danimarca.

 

 

 

Portata dei fiumi del Mare del NordFiume Paese Portata in m³/s

 

 Reno / Mosa Olanda 2,524

 

 Elba Germania 856

 

 Glomma Norvegia 603

 

 IJsselmeer Olanda 555

 

 Weser Germania 358

 

 Skjern Å Danimarca 206

 

 Firth of Tay (include il fiume Tay e Earn) Scozia 203

 

 Moray Firth (include il fiume Spey e Ness) Scozia 168

 

 Schelda Belgio/Olanda 126

 

 Humber Inghilterra 125

 

 Forth Scozia 112

 

 Ems Germania 88

 

 Tweed Inghilterra 85

 

 Tamigi Inghilterra 76.

 

 

 

Maree

 

 

 

Le maree sono causate dall’onda di marea proveniente dal Nord Atlantico, siccome il Mare del Nord è troppo piccolo e troppo poco profondo per disporre di una propria marea consistente. Il flusso alternato è in un ciclo di 12,5 ore. L’ondata di marea lungo le coste della Scozia che scorre in senso anti-orario lungo la costa inglese, raggiunge la costa tedesca circa 12 ore dopo.

 

 

 

L’ampiezza della marea è al suo picco massimo a The Wash sulla costa inglese, dove raggiunge 6,80 metri. L’ampiezza però è fortemente influenzata da una serie di fattori, come ad esempio la posizione della costa, il vento e l’azione dovuta a tempeste. Negli estuari fluviali, alti livelli d’acqua possono amplificare notevolmente l’effetto di alta marea.

 

 

 

Tempeste associate alle maree

 

 

 

Le mareggiate minacciano in particolare le coste dei Paesi Bassi, Belgio, Germania e Danimarca. Queste coste sono piuttosto piatte, e ciò comporta che un aumento relativamente piccolo del livello delle acque sia sufficiente a mettere in grandi distese di terra sotto il livello dell’acqua. Le tempeste da ovest sono particolarmente forti. Nel corso dei millenni le inondazioni causate dalle tempeste sono costate centinaia di migliaia di vite e hanno notevolmente contribuito a modellare la costa. Fino agli inizi tempi moderni il numero di vittime causate da una singola tempesta avrebbe potuto causare parecchie migliaia di morti, anche se stime più precise sono stimate con difficoltà.

 

 

 

La prima mareggiata che causò un’alluvione di cui si abbia notizia registrata fu di alluvione è stata la Julianenflut il 17 febbraio 1164. Una forte alluvione si verificò nel 1219. Una tempesta associata a marea nel 1228 provocò secondo stime più di 100.000 morti. La Grote Mandrenke nel 1362 colpì l’intera costa meridionale del Mare del Nord. Le cronache del tempo registrano ancora più di 100.000 morti, e parte della costa inghiottita dal mare, tra cui l’ormai leggendaria città di Rungholt.

 

 

 

Nel XX secolo tra le alluvione provenienti dal mare si segnala quella del 1953 che inondò le coste di diverse nazioni, e costò più di 2000 vite umane. 315 cittadini di Amburgo morirono nell’alluvione del 1962. Con l’alluvione del 1976 e del 1981 si toccò il record del livello dell’acqua sulla costa del Mare del Nord, ma a causa delle dighe costruite e migliorate dopo l’alluvione del 1962 comportarono solo danni materiali. Una tempesta si è verificata il 9 novembre 2007 causando una serie di inondazioni..

 

 

 

Coste

 

 

 

Le coste occidentali sono frastagliate, risultato dell’azione dei ghiacci durante le ere glaciali. I litorali lungo la parte meridionale sono più morbidi, ricoperti con i resti di depositati morenici che sono stati a loro volta scaricati in mare. Le montagne norvegesi si tuffano direttamente in mare e le coste sono caratterizzati da numerosi fiordi e arcipelaghi. A sud di Stavanger la costa si ammorbidisce e le isole si presentano in numero inferiore. La costa orientale scozzese è simile, anche se meno marcata rispetto a quella della Norvegia. A partire da Flamborough Head nel nord-est dell’Inghilterra, le scogliere diventano più basse e sono composte da minori depositi morenici, e le coste, erose più facilmente si presentano con contorni più arrotondati. In Olanda, Belgio e nell’Inghilterra orientale (East Anglia) il litorale è basso e paludoso. La costa orientale e sud-orientale del Mare del Nord (Waddenzee) hanno coste che sono principalmente di tipo sabbioso..

 

 

 

I fiordi e le scogliere del Nord

 

 

 

Le coste settentrionali portano ancora il segno degli immensi ghiacciai le ricoprivano durante le ere glaciali, creando il frastagliato paesaggio costiero. I fiordi sono nati dall’azione dei ghiacciai, che nel loro lento movimento verso il mare hanno raschiato e scavato profonde fenditure nel suolo. Con il ritirarsi dei ghiacci, l’innalzamento del livello dell’acqua tali solchi sono stati invasi dal mare. Il paesaggio si presenta spesso con coste ripide e le insenature marine possono essere anche profonde. I fiordi sono particolarmente comuni nella costa della Norvegia.

 

 

 

I firths sono simili ai fiordi, ma sono generalmente poco profondi e presentano baie più ampie all’interno delle quali possono essere presenti piccole isole. I ghiacciai hanno insistito qui su un’area più estesa e hanno scavato aree più ampie. I firths si trovano soprattutto nella Scozia settentrionale e lungo le coste inglesi.

 

 

 

Verso sud i firths cedono il passo alle scogliere, formatesi dalle morene glaciali. L’impatto delle onde sulla costa dà luogo a fenomeni di erosione. Il materiale eroso diviene fonte importante di sedimenti per la distese fangose che si trovano dall’altra parte del Mare del Nord.Il paesaggio delle scogliere è interrotta dai grandi estuari fluviali con i loro corrispondenti depositi di detriti, in particolare modo quelli del fiume Humber e Tamigi nel sud dell’Inghilterra.

 

 

 

Nel sud della Norvegia, come pure sulla costa svedese dello Skagerrak, si trovano fenomeni simili ai fiordi e ai firths. Qui l’azione dei ghiacci ha insistito e scavato su regioni ancora più vaste. Verso le coste si trovano dolci declivi che scendono dalle montagne e che si estendono per chilometri, tuffandosi poi sotto il mare, ma rimanendo ad una profondità di soli pochi metri.

 

 

 

I banchi meridionali e le distese fangose

 

 

 

Le scarsa profondità delle acque e la linea della coste meridionali e orientali fino alla Danimarca sebbene formate anch’esse dall’azione dei ghiacci nelle ere glaciali, devono maggiormente la loro forma all’azione del mare e al deposito dei sedimenti. Il mare di Wadden che si estende tra Esbjerg nella Danimarca del nord e Den Helder nei Paesi Bassi deve la conformazione del suo paesaggio alla forte influenza esercitata dall’azione delle maree. La zona costiera presenta acque poco profonde e il costante apporto di sedimenti. Grandi opere di bonifica hanno interessato questa regione, soprattutto ad opera degli olandesi. Il più grande progetto di questo tipo è stata la bonifica del IJsselmeer.

 

 

 

Conservazione delle coste

 

 

 

Le zone costiere meridionali, inizialmente, erano soggette ai capricci del mare. I territori limitrofi alle coste, costituite da un innumerevole intrico di canali, isolotti, delta fluviali e zone umide venivano regolarmente allagati e sommersi. In settori particolarmente vulnerabili alle mareggiate, le persone tendevano allora ad insediarsi su terreni rialzati e più protetti. Già nel 500 a.C., gli insediamenti iniziarono ad essere costruiti su delle colline artificiali, alte anche diversi metri. Fu solo intorno agli inizi del Medioevo nel 1200 che si è iniziato a collegare tra loro piccole dighe in linea lungo l’intera costa, rendendo quindi permanenti e definite le zone di terra da quelle di mare.

 

 

 

Dighe in senso moderno hanno iniziato a prendere forma nel XVII e XVIII secolo, costruite da imprese private nei Paesi Bassi. I costruttori olandesi hanno quindi esportato i loro disegni e modelli verso altre regioni del Mare del Nord.

 

 

 

Le alluvioni verificatesi sulle coste del Mare del Nord nel 1953 e nel 1962 sono state ulteriore impulso per l’innalzamento delle dighe, la sostituzione delle vecchie dighe in linea, il recupero di terreni e sbarramenti fluviali, in modo da ottenere da poca superficie interessata un grande risultato nella lotta contro il mare e le tempeste. Attualmente il 27% dei Paesi Bassi è sotto il livello del mare e protetto da argini e dune.

 

 

 

La conservazione costiera oggi consiste di vari livelli. La pendenza delle dighe riduce l’energia del mare in entrata, in modo che la diga stessa non riceva il pieno impatto. Alcune dighe che si trovano direttamente in mare e queste sono particolarmente rafforzata. Nel corso degli anni sono state più volte sollevate, a volte anche di 10 m, e sono diventate più orizzontali, al fine di meglio ridurre l’erosione delle onde. Le moderne dighe possono raggiungere un’altezza anche di 100 m. Dietro la diga solitamente è presente una strada di accesso e, in generale, l’area più prossima è scarsamente abitata. In molti luoghi un altro sistema di dighe è presente verso l’entroterra dopo diversi chilometri.

 

 

 

Dove le dune sono sufficienti per proteggere la terra dall’avanzata del mare viene seminata dell’erba che cresca nella sabbia, in modo da proteggere le dune stesse dall’erosione del vento, dell’acqua e dal traffico a piedi.

 

 

 

Economia

 

 

 

Petrolio e gas

 

 

 

Nel 1958 i geologi scoprirono un giacimento di gas naturale a Slochteren nella provincia olandese di Groningen e si iniziò a sospettare la presenza di petrolio nel mare del Mare del Nord. Tuttavia in questa data i diritti di sfruttamento delle risorse naturali in alto mare erano ancora in fase di controversia.Nel 1962 i geologi scoprirono i primi giacimenti di petrolio in questo mare.

 

 

 

Prove di perforazione iniziarono nel 1966 e successivamente nel 1969 quando la Phillips Petroleum Company scoprì la Ekofisk (ora norvegese), che all’epoca era uno dei 20 più grandi giacimenti del mondo e si rilevò caratterizzata da una bassa presenza di zolfo. Lo sfruttamento commerciale iniziò nel 1971 con le navi cisterna e dal 1975 con oleodotti diretti a Cleveland in Inghilterra e dal 1977 anche a Emden in Germania.

 

 

 

Lo sfruttamento delle riserve del Mare del Nord ha avuto inizio poco prima della crisi petrolifera del 1973, e la successiva salita dei prezzi internazionali del petrolio hanno fanno sì che i grandi investimenti necessari per l’estrazione divenissero molto più interessanti e possibili in questa regione. Negli anni ‘80 e ‘90 seguirono ulteriori scoperte dei grandi campi petroliferi. Anche se i costi di produzione erano relativamente elevati, la qualità del petrolio, la stabilità politica della regione, e la vicinanza di importanti mercati in Europa occidentale ha fatto del Mare del Nord un’importante area di produzione. La più grande catastrofe ambientale fu la distruzione della piattaforma off-shore di Piper Alpha nel 1988 in cui 167 persone persero la vita.

 

 

 

Con più di 450 piattaforme petrolifere, il Mare del Nord è la più importante regione del mondo per la perforazione offshore. La sezione britannica del Mare del Nord è quella che possiede più piattaforme, seguita in ordine da quella norvegese, olandese e danese. Il più grande campo di gas naturale nel Mare del Nord, “Troll”, si trova sotto la giurisdizione norvegese ad una profondità di 345 metri. Una piattaforma gigante è stata necessaria per accedervi. La sezione tedesca possiede solo due piattaforme petrolifere (la più grande delle due è il Mittelplate) e si presenta come il paese meno dotato per le estrazioni minerarie in questo mare.

 

 

 

Nel 1999 le estrazioni raggiunsero il picco di tutti i tempi con quasi 6 milioni di barili (950.000 m³) di petrolio greggio e 28.000.0000 m³ di gas naturale al giorno. Oggi la risorsa nel Mare del Nord è un ben sviluppata. Tutte le grandi compagnie petrolifere sono state coinvolte nelle operazioni di estrazione. Ma negli ultimi anni alcune grandi società ne hanno interrotto l’estrazione e da quel 1999 l’importo estratto è diminuito continuamente a causa dell’ esaurimento delle riserve.

 

 

 

Il prezzo del Brent Crude, uno dei primi tipi di petrolio estratto dal Mare del Nord, è utilizzato oggi come un prezzo standard di confronto per il petrolio greggio dal resto del mondo.

 

 Pesca

 

 

 

Il pescato annuale è cresciuto ogni anno fino al 1980, quando si è raggiunto il punto massimo con più di 3 milioni di tonnellate di pesce. Da allora i numeri sono scesi a circa 2,3 milioni di tonnellate, con notevoli differenze tra i vari anni. Oltre al pesce commercializzabile si stima che 150.000 tonnellate di pescato senza mercato venga catturato e che circa 85.000 tonnellate sia la quantità di invertebrati che viene coinvolto o ributtato in mare ferito o morto.

 

 

 

Negli ultimi decenni lo sfruttamento eccessivo ha reso meno produttiva la pesca, alterando la catena alimentare marina e la dinamica dei costi e dei posti di lavoro nel settore della pesca. La pesca di aringhe, merluzzi e passera di mare potrebbe presto affrontare la stessa situazione della pesca allo sgombro cessata negli anni ‘70 a causa di sovra-sfruttamento.

 

 

 

Altre risorse minerali

 

 

 

In aggiunta al petrolio, gas naturale e alla pesca, gli Stati che si affacciano sul Mare del Nord estraggono milioni di metri cubi annui di sabbie e ghiaia. Questi sono poi utilizzati per progetti di costruzione, per rinforzare le spiagge e per proteggere le coste. Il più grandi Paesi estrattori di sabbia e ghiaia nel 2003 furono i Paesi Bassi (circa 30 milioni di m³) e la Danimarca (circa 10 milioni di m³).

 

 

 

Fonti energetiche rinnovabili

 

 

 

A causa dei forti venti, i paesi sul Mare del Nord, in particolare l’Inghilterra e la Danimarca, hanno utilizzato le aree vicino alla costa del mare per lo sfruttamento eolico per la produzione di energia elettrica a partire dagli anni ‘90. La prima turbina a vento è apparsa al largo della costa inglese vicino Blyth nel 2000 e poi al largo della costa danese nel 2002 vicino a Horns Rev.

 

 

 

Turismo

 

 

 

Le spiagge e le acque costiere del Mare del Nord sono popolari destinazioni per il turismo balneare. In particolare modo le attività sono sviluppate lungo la costa belga, olandese, tedesca e danese, some pure su quella britannica.

 

 

 

Il windsurf e la vela sono sport popolari favoriti dai forti venti, ma anche la pesca sportiva e le immersioni subacquee. Un’altra attività praticata è il mudflat hiking che consiste nel camminare sul fango che viene a galla dal mare durante i periodi di bassa marea in alcune zone geografiche particolari.

 

 

 

Traffico marittimo

 

 

 

Il Mare del Nord è molto importante per il traffico marittimo e presenta fra le più alte concentrazione di navi di tutto il mondo. Grandi porti di rilievo internazionale si trovano lungo le sue coste: Rotterdam, il terzo porto del mondo per movimentazione, Anversa e Amburgo (compresi nei top 25), così come Brema/Bremerhaven e Felixstowe.

 

 

 

Tutti i principali porti hanno facile accesso alle varie rotte sul Mare del Nord. Ma il traffico è particolarmente difficile, con un’elevata presenza di barche da pesca, piattaforme petrolifere e mercantile. La possibilità di colli di bottiglia è elevata, come presso il Canale della Manica, che vede 400 navi al giorno e il Canale di Kiel con in media più di 100 navi al giorno.

 

 

 

Alcuni porti sono collegati da importanti canali come il Canale del Nord, che abbreviato il collegamento tra il porto di Amsterdam ed il mare, e il canale di Kiel, che collega il Mare del Nord al Mar Baltico.

 

 

 

Fiumi

 

 

 

I principali fiumi che sfociano nel Mare del Nord sono:

 

 della Gran Bretagna

 

 Tamigi

 

 Nene

 

 Derwent

 

 Tweed

 

 Tay

 

 Dee

 

 Don

 

 Spey

 

 della Norvegia

 

 Otra

 

 della Svezia

 

 Gota

 

 della Danimarca

 

 Skjern

 

 dei Paesi Bassi

 

 Reno

 

 della Germania

 

 Elba

 

 Weser

 

 Ems

 

 della Francia

 

 Aa.

 

 

 

Le principali isole

 

 

 

Isole Orcadi

 

 Mainland

 

 Sanday

 

 Westray

 

 Rousay

 

 South Ronaldsay

 

 Hoy

 

 Isole Shetland

 

 Unst

 

 Fetlar

 

 Yell

 

 Isole Fair

 

 Isole Frisone

 

 Isole Frisone Occidentali

 

 Texel

 

 Terschelling

 

 Ameland

 

 Schiermonnikoog

 

 Rottumeroog

 

 Isole Frisone Orientali

 

 Borkum

 

 Memmert

 

 Juist

 

 Norderney

 

 Baltrum

 

 Langeoog

 

 Spiekeroog

 

 Wangerooge

 

 Isole Frisone Settentrionali

 

 Sylt

 

 Fohr.

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Spiego a Pandora il Mar Del Nord

Dopo aver finito di spiegare a Pandora tutto quello che c’ era da sapere sul Mar Ionico e avergli fatto vedere le foto del Mar Del Nord , gli dissi – adesso ti spiego tutto quello che c’ e da sapere sul Mar Del Nord e Pandora disse – ok e come ti avevo detto prima se ci sono foto fammele vedere e io dissi a Pandora – certamente . Dopo aver detto questo a Pandora gli iniziai a dire tutto quello che c’ era da sapere sul Mar Del Nord – Il mare del Nord è un mare marginale dell’oceano Atlantico della piattaforma continentale europea. Possiede una lunghezza di 970 km e una larghezza di 560 km, e si estende su una superficie di 570.000 km². Una parte considerevole dei bacini idrografici dei fiumi dell’Unione europea convogliano le loro acque verso questo mare. Il mare del Nord si collega con il resto dell’Atlantico attraverso il Passo di Calais (Stretto di Dover) e il Canale della Manica a sud, e attraverso il mare di Norvegia a nord.

 

La profondità media del mare del Nord è nell’ordine dei 100 metri, con una profondità massima di 700 metri, ed altre aree poco profonde in cui si possono toccare anche meno di 15 m. Il mare del Nord si trova sopra quello che era il punto di giunzione tra tre placche tettoniche continentali nel primo periodo dell’Era Paleozoica. Movimenti delle faglie associate a questi fenomeni possono ancor oggi causare terremoti e piccoli tsunami. Le caratteristiche della costa sono però il risultato di movimenti glaciali, piuttosto che tettonici. I profondi fiordi sono l’espressione più comune delle coste settentrionali, mentre le coste meridionali sono costituite maggiormente da spiagge sabbiose e distese fangose. Queste aree pianeggianti sono particolarmente esposte al rischio di inondazioni, soprattutto a causa della tempeste associate alle maree. Elaborati sistemi di dighe sono stati costruiti nel tempo per proteggere le zone costiere.

 

Lo sviluppo della civiltà europea è stata fortemente influenzata dal traffico marittimo nel mare del Nord. I Romani prima e i Vichinghi poi cercarono di estendere i loro territori in tutto il mare. Più tardi sia la Lega Anseatica che i Paesi Bassi hanno cercato di dominarne il commercio marittimo e utilizzarlo come ponte per accedere ai mercati del resto del mondo.

 

Lo sviluppo della stessa Gran Bretagna nel passato come potenza marittima dipendeva fortemente della sua posizione dominante all’interno mare del Nord, dove s’affacciavano alcune delle potenze sue rivali, in primo luogo i Paesi Bassi e la Germania, ma anche le nazioni scandinave e in misura minore la Russia attraverso il vicino mar Baltico. Le imprese commerciali, l’aumento della popolazione e la presenza di risorse limitate, sono tutti fattori che hanno portato le nazioni che si affacciavano sul mare del Nord a desiderarne il controllo degli accessi per interessi commerciali, militari, o come collegamento indispensabile verso le colonie d’oltremare.

 

La sua importanza si è andata trasformando da militare a economica. Le attività economiche tradizionali, quali la pesca e il trasporto marittimo, hanno continuato a crescere, e altre di nuove si sono aggiunte e sono state sviluppate, come ad esempio le estrazioni di combustibili fossili e l’energia eolica.

 

Storia del Nome

 

Il nome di “mare del Nord” deriva originariamente dal suo rapporto alla terra dei frisoni. La Frisia si trova direttamente a sud del mare del Nord, a ovest del mare Orientale (Oostzee, il Mar Baltico), a nord dell’ex mare Meridionale (Zuiderzee, l’odierno Lago d’IJssel, la propaggine interna dei Paesi Bassi del mare del Nord). Il nome “mare del Nord” venne utilizzato nelle regioni centro-settentrionali della Germania (che effettivamente possiede parti delle coste meridionali del mare), probabilmente mutuando il termine dato dai frisoni. Anche fra i primi nomi dati dagli spagnoli vi fu Mar del Norte.

 

Dal punto di vista della città anseatiche tedesche del Medioevo, il mare ad est era chiamato il “mare Orientale” (il mar Baltico in tedesco è letteralmente l’Ostsee), così come il mare a nord era il mare del Nord. La diffusione delle mappe utilizzate da mercanti anseatici favorì il diffondersi di questo nome nel resto dell’Europa.

 

Altri nomi comuni in uso per lunghi periodi furono mare di Frisia (o latino Mare Frisicum), o Oceanus Germanicus (Mare Germanicum), così come i loro equivalenti nelle lingue dei paesi che su di esso si affacciavano (in lingua inglese Frisian Sea e German Ocean).

 

“German Sea” o “Germanic Sea” (dal latino Mare Germanicum) fu usato comunemente in inglese e in altre lingue assieme a “Mare del Nord” fino agli inizi del XVIII secolo. Dalla fine del secolo XIX questi termini divennero via via più rari, e relegati ad un uso accademico.

 

Storia

 

Storia antica

 

I primi cenni al traffico marittimo nel mare del Nord provengono dall’Antica Roma, che cominciò ad esplorare il mare già nel 12 a.C. La Gran Bretagna venne formalmente invasa nel 43 d.C. e le sue regioni meridionali incorporate all’Impero Romano, cominciarono quindi in quel tempo gli scambi commerciali tra il mare del Nord e il Canale della Manica. I Romani abbandonarono successivamente il sud della Gran Bretagna nel 410 e nel vuoto di potere, popolazioni germaniche quali gli Angli e i Sassoni, iniziarono una grande migrazione attraverso il mare del Nord scacciando e soppiantando le popolazioni celtiche native delle isole.

 

L’espansione vichinga ebbe inizio nel 793 con l’attacco a Lindisfarne e nel successivo quarto di millennio i Vichinghi dominarono il mare del Nord creando colonie e avamposti lungo le coste.

 

Con il tramonto dell’era vichinga il commercio nel mare del Nord venne dominato dalla Lega Anseatica. La Lega, anche se centrata sul mar Baltico, ebbe importanti avamposti in questo mare. Merci provenienti da tutto il mondo attraversavano il mare del Nord lungo le rotte per la città anseatica.

 

Dal 1441 i Paesi Bassi, da un punto di vista economico e navale, iniziarono a configurarsi come la potenza rivale della Lega. Nel XVI secolo erano la principale potenza economica e il mare del Nord divenne crocevia del commercio tra le lontane colonie e i mercati di tutta Europa.

 

L’epoca moderna

 

Il potere olandese durante la sua epoca di massimo splendore fu ragione di crescente preoccupazione per l’Inghilterra, che vedeva il suo futuro nella marina mercantile e nelle colonie d’oltremare. Ciò fu alla base delle primi tre guerre anglo-olandesi tra il 1652 e il 1673. Alla fine della Guerra di Successione spagnola nel 1714, gli olandesi non erano più un attore fondamentale della politica europea.

 

La supremazia navale della Gran Bretagna, prima del XX secolo, vedeva come unici seri contendenti solo la Francia napoleonica e i suoi alleati continentali. Nel 1800 un’unione di potenze navali minori, chiamata Lega di neutralità armata, si formò per proteggere il commercio neutrale nel corso del conflitto tra Gran Bretagna e Francia. La Marina britannica sconfisse le forze unite della Lega di neutralità armata nella battaglia di Copenaghen del 1801 nel Kattegat. La Gran Bretagna successivamente sconfisse la marina francese nella battaglia di Trafalgar al largo delle coste della Spagna.

 

Il XX secolo

 

Le tensioni nel Mare del Nord si aggravarono nel 1904 con l’incidente del Dogger Bank, in cui in navi da guerra russe scambiarono delle navi da pesca britanniche per navi giapponesi e sparato su di esse. L’incidente, che avveniva in uno scenario caratterizzato da un’alleanza tra la Gran Bretagna e il Giappone combinato con una guerra russo-giapponese in atto, portò ad un’intensa crisi diplomatica. La crisi si ridimensionò con la sconfitta russa ad opera dei giapponesi e il pagamento di indennizzi per i pescatori.

 

Durante la Prima guerra mondiale la marina della Gran Bretagna e quella della Germania (la Kaiserliche Marine) si fronteggiarono sul Mare del Nord facendolo diventare il principale teatro della guerra per superficie di azione. La marina britannica, con una flotta maggiore, fu in grado di stabilire un efficace blocco navale per la maggior parte del periodo bellico, limitando così l’approvvigionamento di risorse indispensabili agli Imperi centrali. Le principali battaglie furono la Battaglia di Helgoland Bight, la Battaglia di Dogger Bank, la Battaglia dello Jutland, e la Seconda Battaglia di Helgoland Bight.

 

Anche la Seconda guerra mondiale ha visto operazioni nel Mare del Nord, anche se prevalentemente limitato alla caccia con sottomarini e a navi di più ridotte dimensioni. Il 9 aprile 1940 i tedeschi avviarono l’Operazione Weserübung in cui la quasi totalità del flotta tedesca si concentrò a nord verso la Scandinavia tra lo Skagerrak e il Kattegat. Durante l’occupazione tedesca della Norvegia, l’operazione Shetland Bus collegò segretamente la Gran Bretagna alla Norvegia.

 

Negli ultimi anni della guerra e nell’anno immediatamente successivo, enormi quantità di armi furono smaltite o affondate nelle acque del mare del Nord, rappresentate principalmente da granate, mine terrestri e navali, bazooka, cartucce, e armi chimiche. Anche se le stime variano ampiamente, centinaia di migliaia di tonnellate di munizioni furono qui disperse.

 

Dopo la guerra il Mare del Nord perse molto del suo significato militare, perché circondato esclusivamente da paesi membri della NATO. Acquisì però una notevole importanza economica a partire dagli anni sessanta con l’inizio dello sfruttamento petrolifero e dei giacimenti di gas metano.

 

Status politico

 

I paesi che affacciano sul Mare del Nord rivendicano tutti le dodici miglia nautiche di acque territoriali in cui hanno i diritti esclusivi di pesca. L’Islanda, tuttavia, a causa della guerra del merluzzo bianco ha diritti esclusivi di pesca per 200 miglia (320 km) al largo delle sue coste, toccando le acque del Mare del Nord. La politica comune della pesca dell’Unione europea esiste per coordinare i diritti di pesca e per assistere alle controversie tra i Paesi membri dell’Unione europea sulla frontiera con la Norvegia.

 

Dopo la scoperta delle risorse minerarie la Norvegia ha reclamato i suoi diritti ai sensi della Convenzione della piattaforma continentale. Gli altri paesi hanno seguito l’esempio. Questi diritti sono stati divisi in gran parte lungo una linea mediana che a “seconda dell’ampiezza della base di ogni mare territoriale di ciascun Paese si tenesse comunque equidistante dai linee meridiani dei Paesi prossimi”. Il confine delle acque tra Germania, Paesi Bassi, e la Danimarca è stato ridefinito solo dopo lunghi negoziati e una sentenza della Corte Internazionale di Giustizia.

 

Preoccupazioni di tipo ambientale hanno portato alla Accordi Marpol 73/78, che ha creato una zona di protezione larga 25 miglia (40 km) e lunga 50 mi (80 km). La Convenzione per la protezione dell’ambiente marino dell’Atlantico nord-orientale è stato siglata per la conservazione del mare in questa regione. Germania, Danimarca e Paesi Bassi hanno un accordo trilaterale per la protezione del mare di Wadden, distese prevalentemente fangose che si snodano lungo le coste dei tre paesi sul bordo meridionale del Mare del Nord.

 

Geografia

 

Per la maggior parte il mare si trova sulla piattaforma continentale europea. L’unica eccezione è una ristretta zona settentrionale del Mare del Nord al largo della Norvegia. Il Mare del Nord è delimitato dalla Gran Bretagna a ovest, e la parte continentale dell’Europa centrale e settentrionale sia a est che a sud, includendo Norvegia, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Belgio e Francia.

 

Nel sud-ovest il Mare del Nord diventa il Canale della Manica al di là dello Stretto di Dover (Passo di Calais). A est, si connette al Mar Baltico tramite lo Skagerrak e il Kattegat. A nord si apre con un’ampia forna imbuto verso il Mare di Norvegia, che si trova nella regione nord-orientale dell’Oceano Atlantico.

 

A parte gli ovvi confini formati dalle coste dei paesi che su di esso si affacciano, il Mare del Nord, generalmente si considera delimitato ad est da una linea immaginaria che collega Lindesnes in Norvegia con Hanstholm in Danimarca correndo lungo confine con lo Skagerrak. Tuttavia a fini statistici lo Skagerrak e il Kattegat a volte sono inclusi come parte del Mare del Nord. Il limite settentrionale è meno definito. Tradizionalmente una linea immaginaria collega il nord della Scozia verso le isole Shetland fino ad unirsi a Ålesund in Norvegia. Secondo la Convenzione per la protezione dell’ambiente marino dell’Atlantico nord-orientale del 1962 il limite è posto più a ovest e più a nord, tra il 5° di longitudine ovest e 62° di latitudine Nord, alla latitudine di Geirangerfjord in Norvegia.

 

L’area della superficie del Mare del Nord pertanto è di circa 575.000 chilometri quadrati, con un volume di circa 54.000 chilometri cubi d’acqua. Ciò pone il Mare del Nord al 13º posto come mare più grande del pianeta.

 

Geologia

 Storia geologica

 

Scogliera del Mare del Nord

 

Il letto del Mare del Nord forma due bacini. Il più settentrionale si trova a nord di un crinale tra Norfolk e la Frisia, e ha avuto la sua origine nel Devoniano. Il bacino meridionale si spinge verso lo Stretto di Dover e da là verso il Canale della Manica. Questo bacino risale al Carbonifero.

 

Nel corso della più recente glaciazione gran parte del bacino settentrionale fu coperto dai ghiacci, e il resto, compreso il bacino meridionale, si ricoprì di tundra. Durante il periodo interglaciale si creò una diga naturale di gesso, il “Weald-Artois Anticline”. Anche se la cresta probabilmente collassò, costituito la parte più alta del ponte di terra che collegò momentaneamente l’Europa continentale con la Gran Bretagna.

 

Gli Storegga Slides furono una serie di frane sottomarine, in cui un pezzo della piattaforma continentale norvegese scivolò nel Mare di Norvegia. Le immense frane si verificarono tra il 8150 a.C. e 6000 a.C., e provocarono uno tsunami alto fino a 20 metri che attraversò il Mare del Nord abbattendosi maggiormente sulla Scozia e sulle Isole Fær Øer.

 

Tettonica a zolle

 

Le tre placche tettoniche che si incrociano nel Mare del Nord

 

Il Mare del Nord si trova sopra quello che era la giunzione tra tre placche tettoniche continentali risalenti all’inizio dell’Era Paleozoica. Successivamente, nel Mesozoico, si formò una faglia con andamento nord-sud al centro del Mare del Nord. Questa faglia che corre dal Canale della Manica causa terremoti occasionali, che possono anche provocare danni alle strutture sulla terraferma. Il terremoto che avvenne nello Stretto di Dover del 1580 è tra i primi terremoti storici registrati che provocarono ingenti danni sia in Francia che in Inghilterra, a cui si associò anche un maremoto. Il più grande terremoto mai registrato nel Regno Unito avvenne nel 1931 al largo delle sue coste verso il Dogger Bank, e misurò 6,1° sulla scala Richter e ha provocato uno tsunami che inondò parti della costa britannica.

 

Le tre placche continentali formate nel corso dell’Era Paleozoica sono l’Avalonia, la Laurentia e la Baltica.[15] La placca Baltica forma ora la costa orientale, e s’affaccia verso i paesi scandinavi; Avalonia consiste nella costa meridionale e occidentale del Mare del Nord lungo l’Inghilterra, il nord della Germania e la Francia; Laurentia segna il perimetro settentrionale del Mare del Nord con l’Oceano Atlantico.

 

Idrologia

 

Dati di base

 

La salinità dell’acqua varia sia da luogo a luogo che nel corso degli anni, ma generalmente è compresa tra le 15 e le 25 parti per mille nei pressi degli estuari dei fiumi, per arrivare fino alle 32-35 parti per mille[10] nella zone settentrionali del Mare del Nord, restano in linea generale inferiore alla salinità media del Nord Atlantico, che è nell’ordine delle 35 parti per mille.

 

La temperatura dell’acqua varia a seconda della influenza delle correnti atlantiche che della profondità, raggiungendo i 21 °C in estate e 6 °C in inverno, anche se le correnti artiche possono essere più fredde. Il lato orientale è sia il più caldo in estate che il più freddo in inverno. Nel Mare del Nord più settentrionale l’acqua rimane costantemente nell’ordine dei 10 °C durante tutto l’arco dell’anno a causa dei continui scambi con l’Oceano Atlantico. Le più grandi variazioni di temperatura sono registrate lungo le coste meridionali prossime alle Isole Frisone nel Waddenzee, dove si può presentare anche ghiaccio negli inverni particolarmente freddi.

 

Lo scambio di acqua salata tra il Mare del Nord e Atlantico si verifica attraverso il Canale della Manica, come pure nella zona settentrionale del Mare del Nord, lungo la costa scozzese e attraverso il Mare di Norvegia. Il Mare del Nord riceve acqua dolce non solo dal flusso dei fiumi, ma anche dalla bassa salinità del Mar Baltico che ne è collegato attraverso lo Skagerrak. Il bacino idrografico dei fiumi che si gettano nel Mare del Nord misura una superficie di 841.500 km² e fornisce un volume di 296-354 km³ di acqua dolce ogni anno. Il bacino idrografico che getta nel Mar Baltico misura una superficie quasi doppia (1.650.000 km²) e contribuisce con 470 km³ di acqua dolce ogni anno.

 

Circa 185 milioni di persone vivono nei bacini idrografici dei fiumi che si gettano nel Mare del Nord. Questi bacini ricoprono gran parte dell’Europa occidentale: un quarto della Francia, tre quarti di Germania, quasi tutta la Svizzera, una piccolissima porzione d’Italia, metà dello Jutland, la totalità dei Paesi Bassi e del Belgio, la parte meridionale della Norvegia, il bacino del Reno dell’Austria occidentale, e la parte orientale della Gran Bretagna. Questa area contiene una delle più grandi concentrazioni industriali del pianeta.

 

La circolazione dell’acqua

 

Il principale movimento delle acque all’interno del Mare del Nord è in senso anti-orario lungo le coste. L’acqua dalla Corrente del Golfo entra nel mare attraverso due direzioni: per il Canale della Manica verso la Norvegia, e aggirando a nord la Gran Bretagna e seguendone successivamente le coste verso sud. Questi movimenti generano altre piccole correnti che si dirigono verso est nella parte centrale del Mare del Nord. Un’altra corrente spazia a sud nella parte orientale del mare. Questa trasporta acqua fredda dal Nord Atlantico e nel periodo tra primavera e inizio dell’estate rinfresca le acque superficiali al largo dell’Inghilterra, mentre al largo delle Paesi Bassi e della Germania inizia una fase di riscaldamento. L’acqua che esce del Mar Baltico sale verso nord lungo la costa norvegese ritornando nell’Atlantico in quello che è chiamata Corrente norvegese.

 

Il tempo di permanenza medio dell’acqua all’interno del Mare del Nord è compresa tra 1 e due anni. Le acque più a nord sono scambiate più rapidamente, mentre per quelle meridionali possono passare anni prima di raggiungere le regioni settentrionali e fuoriuscirne verso l’Atlantico.

 

Fronti d’acqua basati sulla temperatura, salinità, nutrienti, e inquinamento possono essere chiaramente identificate, anche se con più facilità nel periodo estivo rispetto a quello invernale. Fra i principali si identificano il Fronte delle Frisone, che divide l’acqua proveniente dal Nord Atlantico da quella originaria della Manica, e il Fronte danese, che divide le acque costiere meridionali da quelle della parte centrale del Mare del Nord.

 

L’afflusso di acqua proveniente dai grandi fiumi si mescola molto lentamente con l’acqua marina. Le acque del Reno e dell’Elba, ad esempio, possono ancora essere chiaramente distinte in mare al largo della costa nord-ovest della Danimarca.

 

Portata dei fiumi del Mare del NordFiume Paese Portata in m³/s

 Reno / Mosa Olanda 2,524

 Elba Germania 856

 Glomma Norvegia 603

 IJsselmeer Olanda 555

 Weser Germania 358

 Skjern Å Danimarca 206

 Firth of Tay (include il fiume Tay e Earn) Scozia 203

 Moray Firth (include il fiume Spey e Ness) Scozia 168

 Schelda Belgio/Olanda 126

 Humber Inghilterra 125

 Forth Scozia 112

 Ems Germania 88

 Tweed Inghilterra 85

 Tamigi Inghilterra 76.

 

Maree

 

Le maree sono causate dall’onda di marea proveniente dal Nord Atlantico, siccome il Mare del Nord è troppo piccolo e troppo poco profondo per disporre di una propria marea consistente. Il flusso alternato è in un ciclo di 12,5 ore. L’ondata di marea lungo le coste della Scozia che scorre in senso anti-orario lungo la costa inglese, raggiunge la costa tedesca circa 12 ore dopo.

 

L’ampiezza della marea è al suo picco massimo a The Wash sulla costa inglese, dove raggiunge 6,80 metri. L’ampiezza però è fortemente influenzata da una serie di fattori, come ad esempio la posizione della costa, il vento e l’azione dovuta a tempeste. Negli estuari fluviali, alti livelli d’acqua possono amplificare notevolmente l’effetto di alta marea.

 

Tempeste associate alle maree

 

Le mareggiate minacciano in particolare le coste dei Paesi Bassi, Belgio, Germania e Danimarca. Queste coste sono piuttosto piatte, e ciò comporta che un aumento relativamente piccolo del livello delle acque sia sufficiente a mettere in grandi distese di terra sotto il livello dell’acqua. Le tempeste da ovest sono particolarmente forti. Nel corso dei millenni le inondazioni causate dalle tempeste sono costate centinaia di migliaia di vite e hanno notevolmente contribuito a modellare la costa. Fino agli inizi tempi moderni il numero di vittime causate da una singola tempesta avrebbe potuto causare parecchie migliaia di morti, anche se stime più precise sono stimate con difficoltà.

 

La prima mareggiata che causò un’alluvione di cui si abbia notizia registrata fu di alluvione è stata la Julianenflut il 17 febbraio 1164. Una forte alluvione si verificò nel 1219. Una tempesta associata a marea nel 1228 provocò secondo stime più di 100.000 morti. La Grote Mandrenke nel 1362 colpì l’intera costa meridionale del Mare del Nord. Le cronache del tempo registrano ancora più di 100.000 morti, e parte della costa inghiottita dal mare, tra cui l’ormai leggendaria città di Rungholt.

 

Nel XX secolo tra le alluvione provenienti dal mare si segnala quella del 1953 che inondò le coste di diverse nazioni, e costò più di 2000 vite umane. 315 cittadini di Amburgo morirono nell’alluvione del 1962. Con l’alluvione del 1976 e del 1981 si toccò il record del livello dell’acqua sulla costa del Mare del Nord, ma a causa delle dighe costruite e migliorate dopo l’alluvione del 1962 comportarono solo danni materiali. Una tempesta si è verificata il 9 novembre 2007 causando una serie di inondazioni..

 

Coste

 

Le coste occidentali sono frastagliate, risultato dell’azione dei ghiacci durante le ere glaciali. I litorali lungo la parte meridionale sono più morbidi, ricoperti con i resti di depositati morenici che sono stati a loro volta scaricati in mare. Le montagne norvegesi si tuffano direttamente in mare e le coste sono caratterizzati da numerosi fiordi e arcipelaghi. A sud di Stavanger la costa si ammorbidisce e le isole si presentano in numero inferiore. La costa orientale scozzese è simile, anche se meno marcata rispetto a quella della Norvegia. A partire da Flamborough Head nel nord-est dell’Inghilterra, le scogliere diventano più basse e sono composte da minori depositi morenici, e le coste, erose più facilmente si presentano con contorni più arrotondati. In Olanda, Belgio e nell’Inghilterra orientale (East Anglia) il litorale è basso e paludoso. La costa orientale e sud-orientale del Mare del Nord (Waddenzee) hanno coste che sono principalmente di tipo sabbioso..

 

I fiordi e le scogliere del Nord

 

Le coste settentrionali portano ancora il segno degli immensi ghiacciai le ricoprivano durante le ere glaciali, creando il frastagliato paesaggio costiero. I fiordi sono nati dall’azione dei ghiacciai, che nel loro lento movimento verso il mare hanno raschiato e scavato profonde fenditure nel suolo. Con il ritirarsi dei ghiacci, l’innalzamento del livello dell’acqua tali solchi sono stati invasi dal mare. Il paesaggio si presenta spesso con coste ripide e le insenature marine possono essere anche profonde. I fiordi sono particolarmente comuni nella costa della Norvegia.

 

I firths sono simili ai fiordi, ma sono generalmente poco profondi e presentano baie più ampie all’interno delle quali possono essere presenti piccole isole. I ghiacciai hanno insistito qui su un’area più estesa e hanno scavato aree più ampie. I firths si trovano soprattutto nella Scozia settentrionale e lungo le coste inglesi.

 

Verso sud i firths cedono il passo alle scogliere, formatesi dalle morene glaciali. L’impatto delle onde sulla costa dà luogo a fenomeni di erosione. Il materiale eroso diviene fonte importante di sedimenti per la distese fangose che si trovano dall’altra parte del Mare del Nord.Il paesaggio delle scogliere è interrotta dai grandi estuari fluviali con i loro corrispondenti depositi di detriti, in particolare modo quelli del fiume Humber e Tamigi nel sud dell’Inghilterra.

 

Nel sud della Norvegia, come pure sulla costa svedese dello Skagerrak, si trovano fenomeni simili ai fiordi e ai firths. Qui l’azione dei ghiacci ha insistito e scavato su regioni ancora più vaste. Verso le coste si trovano dolci declivi che scendono dalle montagne e che si estendono per chilometri, tuffandosi poi sotto il mare, ma rimanendo ad una profondità di soli pochi metri.

 

I banchi meridionali e le distese fangose

 

Le scarsa profondità delle acque e la linea della coste meridionali e orientali fino alla Danimarca sebbene formate anch’esse dall’azione dei ghiacci nelle ere glaciali, devono maggiormente la loro forma all’azione del mare e al deposito dei sedimenti. Il mare di Wadden che si estende tra Esbjerg nella Danimarca del nord e Den Helder nei Paesi Bassi deve la conformazione del suo paesaggio alla forte influenza esercitata dall’azione delle maree. La zona costiera presenta acque poco profonde e il costante apporto di sedimenti. Grandi opere di bonifica hanno interessato questa regione, soprattutto ad opera degli olandesi. Il più grande progetto di questo tipo è stata la bonifica del IJsselmeer.

 

Conservazione delle coste

 

Le zone costiere meridionali, inizialmente, erano soggette ai capricci del mare. I territori limitrofi alle coste, costituite da un innumerevole intrico di canali, isolotti, delta fluviali e zone umide venivano regolarmente allagati e sommersi. In settori particolarmente vulnerabili alle mareggiate, le persone tendevano allora ad insediarsi su terreni rialzati e più protetti. Già nel 500 a.C., gli insediamenti iniziarono ad essere costruiti su delle colline artificiali, alte anche diversi metri. Fu solo intorno agli inizi del Medioevo nel 1200 che si è iniziato a collegare tra loro piccole dighe in linea lungo l’intera costa, rendendo quindi permanenti e definite le zone di terra da quelle di mare.

 

Dighe in senso moderno hanno iniziato a prendere forma nel XVII e XVIII secolo, costruite da imprese private nei Paesi Bassi. I costruttori olandesi hanno quindi esportato i loro disegni e modelli verso altre regioni del Mare del Nord.

 

Le alluvioni verificatesi sulle coste del Mare del Nord nel 1953 e nel 1962 sono state ulteriore impulso per l’innalzamento delle dighe, la sostituzione delle vecchie dighe in linea, il recupero di terreni e sbarramenti fluviali, in modo da ottenere da poca superficie interessata un grande risultato nella lotta contro il mare e le tempeste. Attualmente il 27% dei Paesi Bassi è sotto il livello del mare e protetto da argini e dune.

 

La conservazione costiera oggi consiste di vari livelli. La pendenza delle dighe riduce l’energia del mare in entrata, in modo che la diga stessa non riceva il pieno impatto. Alcune dighe che si trovano direttamente in mare e queste sono particolarmente rafforzata. Nel corso degli anni sono state più volte sollevate, a volte anche di 10 m, e sono diventate più orizzontali, al fine di meglio ridurre l’erosione delle onde. Le moderne dighe possono raggiungere un’altezza anche di 100 m. Dietro la diga solitamente è presente una strada di accesso e, in generale, l’area più prossima è scarsamente abitata. In molti luoghi un altro sistema di dighe è presente verso l’entroterra dopo diversi chilometri.

 

Dove le dune sono sufficienti per proteggere la terra dall’avanzata del mare viene seminata dell’erba che cresca nella sabbia, in modo da proteggere le dune stesse dall’erosione del vento, dell’acqua e dal traffico a piedi.

 

Economia

 

Petrolio e gas

 

Nel 1958 i geologi scoprirono un giacimento di gas naturale a Slochteren nella provincia olandese di Groningen e si iniziò a sospettare la presenza di petrolio nel mare del Mare del Nord. Tuttavia in questa data i diritti di sfruttamento delle risorse naturali in alto mare erano ancora in fase di controversia.Nel 1962 i geologi scoprirono i primi giacimenti di petrolio in questo mare.

 

Prove di perforazione iniziarono nel 1966 e successivamente nel 1969 quando la Phillips Petroleum Company scoprì la Ekofisk (ora norvegese), che all’epoca era uno dei 20 più grandi giacimenti del mondo e si rilevò caratterizzata da una bassa presenza di zolfo. Lo sfruttamento commerciale iniziò nel 1971 con le navi cisterna e dal 1975 con oleodotti diretti a Cleveland in Inghilterra e dal 1977 anche a Emden in Germania.

 

Lo sfruttamento delle riserve del Mare del Nord ha avuto inizio poco prima della crisi petrolifera del 1973, e la successiva salita dei prezzi internazionali del petrolio hanno fanno sì che i grandi investimenti necessari per l’estrazione divenissero molto più interessanti e possibili in questa regione. Negli anni ‘80 e ‘90 seguirono ulteriori scoperte dei grandi campi petroliferi. Anche se i costi di produzione erano relativamente elevati, la qualità del petrolio, la stabilità politica della regione, e la vicinanza di importanti mercati in Europa occidentale ha fatto del Mare del Nord un’importante area di produzione. La più grande catastrofe ambientale fu la distruzione della piattaforma off-shore di Piper Alpha nel 1988 in cui 167 persone persero la vita.

 

Con più di 450 piattaforme petrolifere, il Mare del Nord è la più importante regione del mondo per la perforazione offshore. La sezione britannica del Mare del Nord è quella che possiede più piattaforme, seguita in ordine da quella norvegese, olandese e danese. Il più grande campo di gas naturale nel Mare del Nord, “Troll”, si trova sotto la giurisdizione norvegese ad una profondità di 345 metri. Una piattaforma gigante è stata necessaria per accedervi. La sezione tedesca possiede solo due piattaforme petrolifere (la più grande delle due è il Mittelplate) e si presenta come il paese meno dotato per le estrazioni minerarie in questo mare.

 

Nel 1999 le estrazioni raggiunsero il picco di tutti i tempi con quasi 6 milioni di barili (950.000 m³) di petrolio greggio e 28.000.0000 m³ di gas naturale al giorno. Oggi la risorsa nel Mare del Nord è un ben sviluppata. Tutte le grandi compagnie petrolifere sono state coinvolte nelle operazioni di estrazione. Ma negli ultimi anni alcune grandi società ne hanno interrotto l’estrazione e da quel 1999 l’importo estratto è diminuito continuamente a causa dell’ esaurimento delle riserve.

 

Il prezzo del Brent Crude, uno dei primi tipi di petrolio estratto dal Mare del Nord, è utilizzato oggi come un prezzo standard di confronto per il petrolio greggio dal resto del mondo.

 Pesca

 

Il pescato annuale è cresciuto ogni anno fino al 1980, quando si è raggiunto il punto massimo con più di 3 milioni di tonnellate di pesce. Da allora i numeri sono scesi a circa 2,3 milioni di tonnellate, con notevoli differenze tra i vari anni. Oltre al pesce commercializzabile si stima che 150.000 tonnellate di pescato senza mercato venga catturato e che circa 85.000 tonnellate sia la quantità di invertebrati che viene coinvolto o ributtato in mare ferito o morto.

 

Negli ultimi decenni lo sfruttamento eccessivo ha reso meno produttiva la pesca, alterando la catena alimentare marina e la dinamica dei costi e dei posti di lavoro nel settore della pesca. La pesca di aringhe, merluzzi e passera di mare potrebbe presto affrontare la stessa situazione della pesca allo sgombro cessata negli anni ‘70 a causa di sovra-sfruttamento.

 

Altre risorse minerali

 

In aggiunta al petrolio, gas naturale e alla pesca, gli Stati che si affacciano sul Mare del Nord estraggono milioni di metri cubi annui di sabbie e ghiaia. Questi sono poi utilizzati per progetti di costruzione, per rinforzare le spiagge e per proteggere le coste. Il più grandi Paesi estrattori di sabbia e ghiaia nel 2003 furono i Paesi Bassi (circa 30 milioni di m³) e la Danimarca (circa 10 milioni di m³).

 

Fonti energetiche rinnovabili

 

A causa dei forti venti, i paesi sul Mare del Nord, in particolare l’Inghilterra e la Danimarca, hanno utilizzato le aree vicino alla costa del mare per lo sfruttamento eolico per la produzione di energia elettrica a partire dagli anni ‘90. La prima turbina a vento è apparsa al largo della costa inglese vicino Blyth nel 2000 e poi al largo della costa danese nel 2002 vicino a Horns Rev.

 

Turismo

 

Le spiagge e le acque costiere del Mare del Nord sono popolari destinazioni per il turismo balneare. In particolare modo le attività sono sviluppate lungo la costa belga, olandese, tedesca e danese, some pure su quella britannica.

 

Il windsurf e la vela sono sport popolari favoriti dai forti venti, ma anche la pesca sportiva e le immersioni subacquee. Un’altra attività praticata è il mudflat hiking che consiste nel camminare sul fango che viene a galla dal mare durante i periodi di bassa marea in alcune zone geografiche particolari.

 

Traffico marittimo

 

Il Mare del Nord è molto importante per il traffico marittimo e presenta fra le più alte concentrazione di navi di tutto il mondo. Grandi porti di rilievo internazionale si trovano lungo le sue coste: Rotterdam, il terzo porto del mondo per movimentazione, Anversa e Amburgo (compresi nei top 25), così come Brema/Bremerhaven e Felixstowe.

 

Tutti i principali porti hanno facile accesso alle varie rotte sul Mare del Nord. Ma il traffico è particolarmente difficile, con un’elevata presenza di barche da pesca, piattaforme petrolifere e mercantile. La possibilità di colli di bottiglia è elevata, come presso il Canale della Manica, che vede 400 navi al giorno e il Canale di Kiel con in media più di 100 navi al giorno.

 

Alcuni porti sono collegati da importanti canali come il Canale del Nord, che abbreviato il collegamento tra il porto di Amsterdam ed il mare, e il canale di Kiel, che collega il Mare del Nord al Mar Baltico.

 

Fiumi

 

I principali fiumi che sfociano nel Mare del Nord sono:

 della Gran Bretagna

 Tamigi

 Nene

 Derwent

 Tweed

 Tay

 Dee

 Don

 Spey

 della Norvegia

 Otra

 della Svezia

 Gota

 della Danimarca

 Skjern

 dei Paesi Bassi

 Reno

 della Germania

 Elba

 Weser

 Ems

 della Francia

 Aa.

 

Le principali isole

 

Isole Orcadi

 Mainland

 Sanday

 Westray

 Rousay

 South Ronaldsay

 Hoy

 Isole Shetland

 Unst

 Fetlar

 Yell

 Isole Fair

 Isole Frisone

 Isole Frisone Occidentali

 Texel

 Terschelling

 Ameland

 Schiermonnikoog

 Rottumeroog

 Isole Frisone Orientali

 Borkum

 Memmert

 Juist

 Norderney

 Baltrum

 Langeoog

 Spiekeroog

 Wangerooge

 Isole Frisone Settentrionali

 Sylt

 Fohr.