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Foto del Giorno : Papaveri per la guerra

Il burqa svolazza intorno al corpo di una donna afgana mentre cammina su una strada alla periferia di Kabul. Mentre proseguono i lunghi preparativi in vista del ritiro delle truppe NATO previsto per dicembre 2014, il processo di pace in Afghanistan è ancora lontano dal definirsi concluso.
Ad alimentare una guerra che dura da 12 anni contribuisce in buona parte la coltivazione del papavero su cui si basa fortemente l’economia del paese asiatico. E mentre non si contano gli attentati kamikaze contro le forze di sicurezza afgane e occidentali, dall’ONU arriva un preoccupante segnale: per il terzo anno consecutivo, la produzione di oppio del paese sarebbe in aumento.
Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (Unodc), l’Afghanistan esporta oppio per 1,9 miliardi di dollari, pari al 10% del Pil, con una produzione che lo scorso anno si è attestata sulle 3.700 tonnellate; numeri che mettono il paese in vetta alla classifica mondiale dei magiori produttori di oppio, davanti alla Birmania. La produzione afgana coprirebbe così il 90% dell’oppio mondiale, da cui si ricava l’eroina.
Secondo gli esperti, l’incertezza sul futuro del paese, dopo il ritiro della maggior parte delle forze straniere, potrebbe contribuire a una intensificazione nella coltivazione del papavero grazie agli alti prezzi della sostanza, andando ad arricchire sempre più tanto i narcotrafficanti quanto i gruppi guerriglieri talebani.

 

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Foto del Giorno : Uomini che odiano (e uccidono) le donne

(© Amit Dave/Reuters)

Una sposa musulmana sussurra qualcosa a un’altra in attesa del loro turno per le nozze di massa ad Ahmedabad, in India. Non ci è dato sapere se dietro quei veli rosa si nasconda una donna o una bambina, se la scelta di sposarsi è sua o se si tratta di matrimonio combinato, se per lei questo è il giorno più felice della sua vita o l’inizio dell’inferno.
In tutto il mondo, secondo le stime dell’ONU, sono oltre 60 milioni ogni anno le minorenni costrette a sposare uno sconosciuto scelto dai loro genitori e con il quale dovranno adempiere, volenti o nolenti, ai doveri coniugali, anche se ancora bambine. D’altronde, in 141 paesi lo stupro domestico è legale e il matrimonio forzato è giuridicamente considerato una forma di violenza domestica.
Ma la violenza sulle donne non si ferma a questo. Solo in Italia ogni due giorni e mezzo viene commesso un omicidio nei confronti del gentil sesso, tanto da rappresentare la prima causa di morte per le donne tra i 16 e i 44 anni. Sono 115 le vittime dall’inizio dell’anno, di cui 74 per mano di mariti o fidanzati.
Di fronte a questi dati raggelanti, una giornata per dire basta a queste violenze sembra poca cosa, ma le moltissime iniziative organizzate in questa occasione possono aiutare a scardinare le cause culturali e sociali che stanno alla base di questo fenomeno dilagante, fornendo allo stesso tempo strumenti utili per combatterlo.