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Ginnastica Artistica, da Jesolo l’aereo azzurro verso Mosca

Ci lasciamo alle spalle il weekend di Jesolo, attesissimo appuntamento della stagione di ginnastica artistica e primo vero croce via per il prosieguo dell’anno. Abbiamo già affrontato tanti temi in questi due giorni, mentre la classicissima si evolveva e il lido dava i responsi. Un’ultima domanda sorge spontanea, che Italia esce dal Pala Arrex? (Ci soffermiamo, al momento, solo sulle seniores)

 

Indubbiamente una Nazionale integra e unita, con tante frecce al proprio arco e con infinite possibilità. C’è un’Italia che sembra compatta, ben volitiva, con tante possibilità e con uno stato di forma generale che sta crescendo pian piano. Tutte stanno affinando la propria condizione, dopo un inverno intenso e dopo già tre tappe di campionato alle spalle, in una stagione post-olimpica che regala spesso diverse sorprese e diversi problemi di interpretazione (oltre al codice dei punteggi che cambia). Il Direttore Tecnico ha tante opzioni e la scelta delle quattro convocate per gli Europei di Mosca (17-21 aprile) non sarà certamente facile.

 

In prospettiva Russia è chiaro che attendiamo con ansia Vanessa Ferrari. Le condizioni della Campionessa, dopo l’infortunio patito sabato alla trave, sembrano essere meno gravi del previsto: addirittura è tornata ad appoggiare il piede a terra e i primi responsi medici sembrano essere molto rassicuranti. Incrociamo le dita e speriamo di recuperare al più presto la nostra capitana. All’ombra del Cremlino potrebbe regalarsi diverse soddisfazioni. Cercherà, soprattutto, di vendicare quel corpo libero di Londra che brucia ancora. Nel concorso generale staremo a vedere, ma se il piede non dovesse fare i capricci si potrebbero aprire scenari molto interessanti.

 

Indubbiamente dai lidi veneti esce rinforzata la posizione di Elisa Meneghini. La quindicenne è stata la migliore dietro alle statunitensi e continua un 2013 da neoseniores che si è aperto alla grande con i due successi nel generale a Padova e a Bari. La trave continua ad essere molto interessante, poi sugli altri tre attrezzi mostra una linearità importante. Peccato per l’improvviso attacco influenzale che l’ha colpita domenica mattina e che le ha fatto saltare le finali di specialità, ma poco cambia. Non vorremmo sostituirci al DT o portare sfortuna alla giovane, ma sembra chiaro che si sia in odore di body azzurro.

 

Mancava Carlotta Ferlito, presenza pesante in ambito nazionale. La siciliana era madrina ai Kids’ di Nickelodeon a Los Angeles, quindi ha abbandonato la palestra per fare da ambasciatrice della ginnastica italiana in terra straniera durante una manifestazione canora. Valutazioni tecniche nuove non ne possiamo fare, ma dopo le prestazioni alla trave di settimana scorsa agli Internazionali di Francia possiamo dire che si sia messa in buona posizione in ottica rassegna continentale.

 

Giorgia Campana si conferma ottima alle parallele, sempre la migliore italiana (e seconda alle finali di specialità con un interessante 13.950, inferiore solo alla classe dell’olimpionica Ross). Da grande professionista si esibisce eccellentemente su tutti gli attrezzi. Sarà una carta importantissima. Staremo a vedere perché la romana si è resa protagonista di un fine settimana molto interessante.

Elisabetta Preziosa è tornata a pungere sulla trave con un 14.200 che si è inchinato solo di fronte allo strapotere a stelle e strisce: con un corpo libero di buon livello potrebbe dire la sua.

 

Chi sul quadrato magico ha strabiliato in positivo è stata Giulia Leni. Partita dalla sperimentale e in sordina, la senese ha fatto capire di esserci sul 12×12 (13.950 e terzo posto in finale di specialità, ma anche 13.800 nella gara a squadre) soprattutto quando non commette errori.

Proprio la Nazionale sperimentale ha dato diverse soddisfazioni come quella di Arianna Rocca che ha realizzato un 14.150 all’amato volteggio, ottenendo il secondo posto nelle finali di specialità dietro solo all’uragano Biles. Adriana Crisci, al grande rientro dopo undici anni d’assenza, aveva stampato un bel 14.100. E Serena Bugani si produceva in un doppio avvitamento, unica azzurra a presentarlo. A conferma che la scelta di portare dodici atleti è stata azzeccata.

 

Sottotono la performance di Erika Fasana, altra olimpica in gara. La comasca sta faticando più del previsto per riprendersi dall’infortunio alle tibie di questo inverno. Per lei la finalissima di Firenze sarà la prova del nove. Siamo fiduciosi perché le sue doti non sono assolutamente in discussione.

 

Questa è un’Italia che c’è, che si può far valere, che può iniziare un nuovo corso. Convinta dei suoi mezzi, sicura di sé, desiderosa di crescere.