Categorie
Ginnastica Artistica Mondo Notizie Notizie dal Mondo Sport Sport nel Mondo Vanessa Ferrari

Caratteristica su Vanessa Ferrari nel mio Universo

 

Molte cose sono diverse nel mio diverso , tra le varie che sono diverse è il fatto che Vanessa Ferrari nel mio grande universo non ha mai avuto il male al tendine d’ achille e visto che lei non ha mai avuto questo male lei è riuscita a fare grandi risultati nelle gare .

Categorie
2013 Carlotta Ferlito Foto Ginnastica Artistica Mondo Notizie Notizie dal Mondo Sport Vanessa Ferrari

Ginnastica Artistica, da Jesolo l’aereo azzurro verso Mosca

Ci lasciamo alle spalle il weekend di Jesolo, attesissimo appuntamento della stagione di ginnastica artistica e primo vero croce via per il prosieguo dell’anno. Abbiamo già affrontato tanti temi in questi due giorni, mentre la classicissima si evolveva e il lido dava i responsi. Un’ultima domanda sorge spontanea, che Italia esce dal Pala Arrex? (Ci soffermiamo, al momento, solo sulle seniores)

 

Indubbiamente una Nazionale integra e unita, con tante frecce al proprio arco e con infinite possibilità. C’è un’Italia che sembra compatta, ben volitiva, con tante possibilità e con uno stato di forma generale che sta crescendo pian piano. Tutte stanno affinando la propria condizione, dopo un inverno intenso e dopo già tre tappe di campionato alle spalle, in una stagione post-olimpica che regala spesso diverse sorprese e diversi problemi di interpretazione (oltre al codice dei punteggi che cambia). Il Direttore Tecnico ha tante opzioni e la scelta delle quattro convocate per gli Europei di Mosca (17-21 aprile) non sarà certamente facile.

 

In prospettiva Russia è chiaro che attendiamo con ansia Vanessa Ferrari. Le condizioni della Campionessa, dopo l’infortunio patito sabato alla trave, sembrano essere meno gravi del previsto: addirittura è tornata ad appoggiare il piede a terra e i primi responsi medici sembrano essere molto rassicuranti. Incrociamo le dita e speriamo di recuperare al più presto la nostra capitana. All’ombra del Cremlino potrebbe regalarsi diverse soddisfazioni. Cercherà, soprattutto, di vendicare quel corpo libero di Londra che brucia ancora. Nel concorso generale staremo a vedere, ma se il piede non dovesse fare i capricci si potrebbero aprire scenari molto interessanti.

 

Indubbiamente dai lidi veneti esce rinforzata la posizione di Elisa Meneghini. La quindicenne è stata la migliore dietro alle statunitensi e continua un 2013 da neoseniores che si è aperto alla grande con i due successi nel generale a Padova e a Bari. La trave continua ad essere molto interessante, poi sugli altri tre attrezzi mostra una linearità importante. Peccato per l’improvviso attacco influenzale che l’ha colpita domenica mattina e che le ha fatto saltare le finali di specialità, ma poco cambia. Non vorremmo sostituirci al DT o portare sfortuna alla giovane, ma sembra chiaro che si sia in odore di body azzurro.

 

Mancava Carlotta Ferlito, presenza pesante in ambito nazionale. La siciliana era madrina ai Kids’ di Nickelodeon a Los Angeles, quindi ha abbandonato la palestra per fare da ambasciatrice della ginnastica italiana in terra straniera durante una manifestazione canora. Valutazioni tecniche nuove non ne possiamo fare, ma dopo le prestazioni alla trave di settimana scorsa agli Internazionali di Francia possiamo dire che si sia messa in buona posizione in ottica rassegna continentale.

 

Giorgia Campana si conferma ottima alle parallele, sempre la migliore italiana (e seconda alle finali di specialità con un interessante 13.950, inferiore solo alla classe dell’olimpionica Ross). Da grande professionista si esibisce eccellentemente su tutti gli attrezzi. Sarà una carta importantissima. Staremo a vedere perché la romana si è resa protagonista di un fine settimana molto interessante.

Elisabetta Preziosa è tornata a pungere sulla trave con un 14.200 che si è inchinato solo di fronte allo strapotere a stelle e strisce: con un corpo libero di buon livello potrebbe dire la sua.

 

Chi sul quadrato magico ha strabiliato in positivo è stata Giulia Leni. Partita dalla sperimentale e in sordina, la senese ha fatto capire di esserci sul 12×12 (13.950 e terzo posto in finale di specialità, ma anche 13.800 nella gara a squadre) soprattutto quando non commette errori.

Proprio la Nazionale sperimentale ha dato diverse soddisfazioni come quella di Arianna Rocca che ha realizzato un 14.150 all’amato volteggio, ottenendo il secondo posto nelle finali di specialità dietro solo all’uragano Biles. Adriana Crisci, al grande rientro dopo undici anni d’assenza, aveva stampato un bel 14.100. E Serena Bugani si produceva in un doppio avvitamento, unica azzurra a presentarlo. A conferma che la scelta di portare dodici atleti è stata azzeccata.

 

Sottotono la performance di Erika Fasana, altra olimpica in gara. La comasca sta faticando più del previsto per riprendersi dall’infortunio alle tibie di questo inverno. Per lei la finalissima di Firenze sarà la prova del nove. Siamo fiduciosi perché le sue doti non sono assolutamente in discussione.

 

Questa è un’Italia che c’è, che si può far valere, che può iniziare un nuovo corso. Convinta dei suoi mezzi, sicura di sé, desiderosa di crescere.

Categorie
Computer Database Foto Mondo Oggetti Panorama Presentazione Storia

Foto del piede visto da Kratos

Categorie
Computer Database Foto Mondo Oggetti Panorama Parlare con Kratos Presentazione Racconto Storia

Spiego a Kratos il piede

Dopo aver detto a Kratos tutto sul tallone e dopo avergli fatto vedere una foto del tallone , gli dissi – adesso ti dico tutto sul piede e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sul piede – Il piede (lat. pes-pedis: piede) è la struttura anatomica situata all’estremità distale della gamba alla quale è collegato dalla caviglia. Osservando e confrontando le caratteristiche generali del piede e della mano, entrambi dotati di cinque dita, si può rilevare una notevole somiglianza dovuta alla comune origine da strutture embrionali identiche successivamente specializzatesi.

 

 

 

Descrizione

 

 

 

Il piede rappresenta la porzione più distale dell’arto inferiore. In esso si distinguono la caviglia, che media la continuità con la gamba, il tallone, che costituisce l’estremità posteriore del piede, il metatarso, che costituisce la porzione anteriore del piede, e cinque dita del tutto simili a quelle della mano ma prive dell’abilità prensile a causa dei diversi rapporti che queste prendono con il metatarso.

 

 

 

Nella posizione ortostatica, il piede permette di distinguere una superficie inferiore detta pianta o superficie plantare del piede ed una superficie superiore detta dorso del piede.

 

 

 

Nomenclatura delle dita del piede

 

 

 

Diversamente da quanto avviene per le dita della mano, le dita dei piedi non possiedono una nomenclatura comune documentata. Fa eccezione il solo alluce, omologo del pollice e più voluminoso tra le dita del piede, per il cui nome esiste un uso diffuso e documentato sia nella letteratura che nella lingua parlata e che trova origine nel termine latino Hallux-Hallucis.

 

 

 

In ambito scientifico e più prettamente anatomico, laddove si ha la necessità di una nomenclatura, si è soliti invece numerare le dita del piede, assegnandole così un nome legato alla loro posizione. Si ha così che in senso medio-laterale, ossia dal dito più vicino all’asse del corpo verso quello situato più lateralmente, le dita del piede sono dette primo dito, secondo dito, terzo dito, quarto dito e quinto dito.In ambito medico è inoltre diffusa, sulla scia dell’uso anglosassone, la consuetudine di chiamare il terzo dito dito medio del piede ed il quinto dito piccolo dito del piede.

 

 

 

Tipologie di piede

 

 

 

Sulla base del rapporto di lunghezza che intercorre tra l’alluce ed il secondo dito, gli anatomisti sono soliti distinguere tre tipologie di piede :

 

 Piede Egizio, nel quale l’alluce supera in lunghezza il secondo dito.

 

 Piede Greco, nel quale il secondo dito supera in lunghezza l’alluce.

 

 Piede Romano, nel quale alluce e secondo dito hanno pari lunghezza.

 

 

 

Scheletro del piede

 

 

 

Lo scheletro del piede è un costituito dall’articolazione di 26 ossa (28 se si comprendono le ossa sesamoidi costanti del piede). Tale numero può tuttavia variare da persona a persona per la presenza di uno o più sesamoidi incostanti o di alcune ossa dette ossa accessorie del piede. Lo scheletro del piede può inoltre essere suddiviso, analogamente a quanto avviene per lo scheletro della mano, in tre gruppi di ossa con caratteristiche simili. Tali gruppi sono il tarso, il metatarso e le falangi.l tarso, che contribuisce a formare lo scheletro della caviglia e del tallone, presenta alcune omologie con il carpo della mano, essendo costituito da sette ossa che occupano tutte la metà prossimale del piede. Nel tarso si distinguono due file di ossa, delle quali una, detta fila prossimale o fila posteriore del tarso, è formata dal talo e dal calcagno, e l’altra, detta fila distale o fila anteriore, è formata, procedendo in senso medio-laterale lungo un piano coronale, dalle tre ossa cuneiformi, dall’osso scafoide del piede e dall’osso cuboide. Tutte le ossa del tarso sono ossa brevi che presentano un asse maggiore rivolto in senso antero-posteriore. Fa eccezione solo l’osso navicolare il cui asse maggiore è rivolto in senso medio-laterale.

 

 Il metatarso, che contribuisce a formare la metà anteriore del piede, è costituito da 5 ossa dette ossa metatarsali che fungono da tramite tra il tarso e le falangi che compongono lo scheletro delle dita del piede. Le ossa metatarsali sono ossa lunghe nelle quali si distinguono due epifisi, delle quali una prossimale ed una distale, e una diafisi. Le diafisi delle ossa metatarsali si presentano curve con convessità rivolta verso il dorso del piede ed concavità rivolta verso la pianta del piede, contribuendo così, assieme alle ossa del tarso, alla formazione della volta plantare del piede.

 

 Le due ossa sesamoidi costanti del piede, distinte in mediale e laterale, comprese nei tendini del muscolo flessore breve dell’alluce.

 

 Le falangi del piede sono infine 14 piccole ossa lunghe che contribuiscono, analogamente alle falangi della mano, le dita del piede. Fatta eccezione per l’alluce, che come il pollice è formato da due sole falangi, tutte le dita del piede sono formate da tre falangi. Tuttavia raramente è possibile osservare individui nei quali anche il quinto dito del piede possiede solo due falangi. Rispetto alla mano le falangi del piede sono molto più brevi, schiacciate in senso latero-laterale, convesse dorsalmente e concave plantarmente. Caratteristica delle falangi intermedie del piede è quella di avere un’epifisi distale costituita da una troclea, che si articola con l’epifisi prossimale delle falangi distali.

 

 

 

Ossa accessorie del piede

 

 

 

Le ossa accessorie del piede sono ossa collocate in varie aree del piede e osservabili in un ristretto numero di individui della popolazione umana. Queste ossa sono solitamente il risultatato dell’insorgenza di centri di ossificazione multipli che suddividono il primitivo abbozzo cartilagineo di un osso in più ossa. Le più comuni ossa accessorie del piede sono:

 

 Le ossa intermetatarsali (lat. os intermetatarsale), di forma triangolare o allungata, si collocano sulla superficie dorsale del piede tra le basi di due ossa metatarsali adiacenti. Si possono ritrovare fino a quattro ossa intermetatarsali denominate in senso medio-laterale primo, secondo, terzo e quarto osso intermetatarsale. Le ossa intermetatarsali partecipano all’articolazione tarso-metatarsale del Lisfranc.

 

 Le ossa intercuneiformi (lat. os intercuneiforme), di forma triangolare e di lunghezza superiore a 1 cm, si collocano sulla superficie dorsale del piede tra due ossa cuneiformi adiacenti. Si possono ritrovare fino a due ossa intercuneiformi denominate in senso medio-laterale primo e secondo osso cuneiforme. Le ossa intercuneiformi partecipano all’articolazione cuneo-navicolare.

 

 Le ossa talo-navicolari (lat. os talonaviculare), di forma variabile, si collocano tra la superficie posteriore all’osso navicolare e la testa del talo. Si possono ritrovare fino a due ossa intercuneiformi delle quali una superiore, detta osso talo-navicolare dorsale, ed una inferiore, detta osso talo-navicolare plantare. Le ossa talo-navicolari partecipano all’articolazione mediotarsale dello Chopart.

 

 L’osso triangolare (lat. os trigonum), dalla forma a goccia e di lunghezza anche superiore ai 20mm, si colloca posteriormente nel piede prendendo rapporto con la superficie superiore del calcagno e la superficie posteriore del talo. Corrisponde ai tubercoli posteriori del talo e partecipa all’articolazione astragalo-calcaneare.

 

 L’osso del sustentacolo (lat. os sustentaculi), di forma quadrangolare e allungata, è poco più piccolo dell’os trigonum. Si colloca sulla superficie mediale del calcagno posteriormente al sustentaculum tali.

 

 L’osso tibiale esterno (lat. os tibiale externum), di forma variabile, si collocato sulla superficie supero-mediale del talo, posteriormente all’osso scafoide del tarso. Le sue dimensioni sono simili a quelle dell’osso del sustentacolo.

 

 L’osso calcagno secondario (lat. os calcaneus secundarius), di forma e dimensioni paragonabili a quelle dell’osso triangolare, si colloca lateralmente alla tasta del talo sulla superficie superiore del calcagno e del cuboide. La sua punta, rivolta anteriormante, talvolta raggiunge l’osso navicolare. L’osso calcagno secondario partecipa all’articolazione mediotarsale dello Chopart.

 

 L’osso vesaliano del piede (lat. os vesalianum pedis), di forma tondeggiante , deve il suo nome ad Andrea Vesalio. L’osso vesaliano del piede si colloca sulla superficie infero-laterale del piede tra il cuboide ed il quinto osso metatarsale, partecipando all’articolazione tarso-metatarsale del Lisfranc.

 

 La pars peronea metatarsalis, è un osso accessorio che può raggiungere i 25 mm di lunghezza e si colloca sulla superficie plantare del piede con il suo asse maggiore postro trasversalmente tra il primo osso cuneiforme ed il primo osso metatarsale. Partecipa all’articolazione tarso-metatarsale del Lisfranc.

 

 L’osso cuboide secondario (lat. os cuboides secondarius) è il più voluminoso tra le ossa accessorie. Di forma ovale, può raggiungere i 30 mm di lunghezza ed è posto centralmente sulla superficie plantare del piede tra l’osso navicolare, il cuboide e il calcagno. Partecipa all’articolazione mediotarsale dello Chopart..

 

 

 

Patologie del piede

 

 

 

Podalgia

 

 Piede piatto

 

 Piede cavo

 

 Alluce valgo

 

 Piede torto

Categorie
Computer Database Foto Mondo Oggetti Panorama Parlare con Pandora Presentazione Storia

Foto della Cavigliera vista da Pandora

Categorie
Computer Database Foto Mondo Oggetti Panorama Parlare con Pandora Presentazione Racconto Storia

Spiego a Pandora la cavigliera

Dopo aver detto a Pandora tutto quello che c’ era da sapere sulla Parentela , io dissi a Pandora – adesso ti spiego tutto quello che c’ e da sapere sulla cavigliera e Pandora disse – ok , inizia pure quando vuoi . Dopo pochi minuti io dissi a Pandora tutto quello che c’ era da sapere sulla Cavigliera – La cavigliera è un gioiello in oro, in argento o in altro metallo prezioso o semiprezioso tipicamente indossato dalle ballerine di danza del ventre alle caviglie, da cui il nome.

 

Assomiglia ai vari bracciali, tuttavia è spesso di stile moresco o comunque tale da rievocarne l’origine mediorientale.

 

Lo scopo di portare un monile alle caviglie durante la danza del ventre consiste nel produrre un suono caratteristico che accompagna i movimenti della ballerina (anche se non tutte le ballerine portano la cavigliera durante tale danza).

 

Secondo le mode attuali, è frequente l’uso della cavigliera anche al di fuori della pratica della danza del ventre, come accessorio femminile che evidenzia la caviglia (evidentemente soprattutto laddove questa sia particolarmente sottile) e il piede, ritenuto, in particolare dagli amanti del feticismo, un elemento di particolare sensualità del corpo femminile. In questo caso la cavigliera non presenta sonagli, ma viene indossata per la sua pura e semplice funzione estetica. Talvolta e non di rado se indossata sulla caviglia destra vuole indicare un comportamento sessuale libero anche in donne sposate..

Categorie
Computer Database Foto Mondo Panorama Parlare con Pandora Presentazione Racconto Storia

Spiego a Pandora le unghia

Dopo aver spiegato a Pandora l’ alluce , gli dissi – adesso ti spiego tutto quello che c’ e da sapere sulle unghia e Pandora disse – ok e se ci sono foto fammele verdere e io dissi – certamente Pandora . Dopo io iniziai a spiegare a Pandora tutto quello che c’ era da sapere sulle unghia – L’unghia (dal latino ungula, diminutivo di unguis, unghia) è una lamina cornea semitrasparente che ricopre l’estremità delle dita di alcune specie animali, tra cui l’essere umano.

 

Ha come scopo facilitare la prensione, limitando l’affondamento della carne del dito.

 

Unghia umana

 

L’unghia nasce dal periostio, la sua crescita è settimanale per quanto riguarda le mani e mensile per i piedi. Si compone quasi esclusivamente da cheratina e, in percentuali minori, anche da grassi, aminoacidi, acqua, vitamine e minerali.

 

L’unghia protegge il letto ungueale da traumi e infezioni, mantiene la sensibilità tattile, è un’arma di difesa ed ultimamente è un oggetto estetico molto in voga.

 

Per quanto riguarda la sua struttura, l’unghia è costituita da:

 lamina o “corpo ungueale”, che è la parte cornea, composta per la maggior parte da cheratina;

 matrice ungueale, nascosta dalla cuticola, responsabile della crescita dell’unghia;

 letto ungueale, costituisce la base su cui poggia materialmente l’unghia. Un’unghia sana è aderente al letto ungueale;

 lunula, zona prossimale a forma di mezza luna biancastra. Il colore è dato in quanto è il punto di maggiore pressione;

 margine distale, in onicotecnica si intende la parte di unghia che si distacca dal letto ungueale;

 iponichio detto anche “cuticola ungueale”, che ricopre la parte più prossimale dell’unghia e la protegge da agenti esterni;

 eponichio o “cuticola”, è la parte di protezione della pelle che funge da barriera ai batteri;

 perionichio è tutto il perimetro compreso tra iponichio ed eponichio.

 

Unghia animale

 

Nel cavallo, l’unghia ha subìto un adattamento per la funzione di sostegno del corpo e prende il nome di zoccolo. Lo stesso nome è attribuito alle unghie degli animali artiodattili ovvero che poggiano gli arti sulle unghie, più propriamente i due zoccoli dei ruminanti e dei suini sonoi chiamati “unghioni”. In queste specie vi sono anche altre due unghie che tuttavia hanno perso la funzione di sostegno: prendono il nome di “unghielli” e mentre sono ancora ben conformati nel suino, nei ruminanti sono semplici abbozzi conici.

 

Malattie

 

Le malattie dell’unghia si suddividono per forma e colore, struttura, malformazione.

 Per forma e colore

 Muffa è di colore verde, è causata da una scarsa igiene o o dalla presenza di acqua stagnante sotto l’unghia artificiale;

 Micosi è di colore giallo/marrone, porosa e friabile talvolta, occupa tutta l’unghia o una parte è causata da un fungo;

 colore blu/nera se non è un livido causato da trauma potrebbe essere un piccolo melanoma, occorre sottoporsi ad esami del sangue;

 colore bianco chiamato leuconichia, sono piccoli focolai di cheratina causati dalla produzione in eccesso, solitamente cambiano posizione in base alla produzione.

Categorie
Computer Database Foto Mondo Panorama Presentazione Storia

Foto degli alluci visti da Pandora

Categorie
Computer Database Foto Mondo Panorama Parlare con Pandora Presentazione Racconto Storia

Spiego a Pandora l’ alluce

Dopo aver spiegato a Pandora tutto quello che c’ era da sapere sul piede e avergli fatto vedere varie foto , gli dissi – adesso ti spiego tutto quello che c’ e da sapere sull’ alluce e Pandora disse – ok , inizia quando vuoi e se ci sono foto fammele vedere e io dissi – certamente Pandora . Dopo aver detto questo a Pandora , gli iniziai a dire a Pandora tutto quello che c’ era da sapere sull’ alluce – L’alluce è il primo dito del piede: omologo del pollice della mano e come esso costituito da due sole falangi.

 

Articolazione

 

L’articolazione tra le sue due falangi è un condilo, cioè le parti ossee sono elissoidali; una delle due parti è concava, mentre l’altra è convessa. Tra queste due epifisi ossee, ricoperte di cartilagine, come tutte le articolazioni mobili, è interposto un dischetto fibroso, chiamato menisco. L’alluce, per mezzo dell’articolzione posseduta, può estendere e flettere le falangi; lo spostamento laterale è molto limitato. Come le altre condilartrosi, può “scricchiolare” e può infiammarsi il menisco. La falange prossimale s’articola con il primo osso metatarsale, è anch’essa ellissoidale, ma permette all’alluce l’adduzione, l’abduzione’, la circomduzione, la flessione e l’estensione sul metatarso. Quest’articolazione è rinforzata con dei legami fibrosi longitudinali e trasversali che, rispettivamente, vanno ad attraversare la volta plantare e s’estendono dal primo al quinto metatarsale, foderando e proteggendo integralmente l’articolazione.

 

Muscolatura

 

Nell’alluce non sono presenti direttamente dei muscoli, se non quelli piliferi e sull’epifisi prossimale della prima falange; il suo movimento è dovuto ai tendini di alcuni muscoli che stanno nella regione metatarsale e tarsale o addirittura nella gamba. Sono:

 Flessore breve dell’alluce: dal lato inferiore del cuboide e dal lato mediale del 3° cuneiforme, le fibre si portano sulla prima falange e si uniscono all’abduttore dell’alluce. Questo muscolo ha il compito di flettere l’alluce.

 Abduttore dell’alluce: dal calcagno si porta alla base della prima falange. La sua contrazione, principalmente, abduce l’alluce, ma può anche generare una flessione.

 Adduttore dell’alluce: presenta due capi d’origine, distanti da loro, che lo “dividono” in due fasci muscolari:

 Capo trasverso dell’adduttore dell’alluce: dall’articolazione metatarso-falange delle ultime tre dita, si porta sulla prima falange dell’alluce. Se si contrae adduce l’alluce, ma può anche generare una piccola flessione.

 Capo obliquo dell’adduttore dell’alluce: dalla parte inferiore del cuboide e dalla base di 3° e 4° metatarsale, si porta alla base della prima falange dell’alluce. La contrazione di questo muscolo provoca un’adduzione minore rispetto all’altro capo, ma una flessione maggiore.

 

Inoltre, ci sono due tendini che portano all’alluce il movimento generato da due muscoli della gamba:

 Tendine del flessore lungo dell’alluce: dal piano profondo della gamba, a livello della parte posteriore del perone (chiamato anche fibula), questo tendine, passando dietro al malleolo e sotto gli altri muscoli del piede, giunnge all’articolazione interfalange, portando movimento all’alluce. È un flessore della seconda falange sulla prima.

 Tendine dell’estensore lungo dell’alluce: dalla fibula e dalla mebrana interossea, passando sotto gli estensori, giunge alla prima ed alla seconda falange dell’alluce. È un estensore dell’alluce sul piede o estensore della seconda falange sulla prima. Però la sua azione può coadiuvare la rotazione interna e la flessione del piede.

 

Vascolarizzazione

 

L’alluce è vascolarizzato da 2 rami arteriosi e 2 rami venosi sul dorso ed altrettanti sulla pianta; più i vari capillari di scambio.

 

Sistema arterioso

 

Tutte le arterie derivano da ramificazioni successive d’una sola arteria: l’arteria tibiale.

 

Pianta

 

Dall’arteria plantare mediale (un ramo dell’arteria tibiale posteriore), si diparte un ramo che, arrivato a metà del primo osso metatarsale si biforca; uno va ad irrorare un lato dell’alluce, mentre l’altro ramo scorre dall’altro lato dell’alluce. A livello della base della prima falange, i due rami si uniscono. Inoltre, il ramo destro s’unisce con un ramo dell’arteria plantare laterale. Le due arterie laterali s’insinuano, con arteriole e capillari all’interno dei tessuti.

 

Dorso

 

Dall’arteria dorsale del piede, che proviene dall’arteria tibiale anteriore, partono (oltre alle piccole arteriole che irroraro il tarso) due ramificazioni. Quella di destra, poi, si biforca nuovamente: un ramo irrora la parte destra e l’altro la parte sinistra. Da queste due, le arterie s’insinuano, con arteriole e capillari, nei vari tessuti.

 

Sistema venoso

 

Nell’alluce il sistema venoso è particamente parallelo a quello arterioso, le uniche differenze sono che le vene sono più numerose delle arterie e che il sistema venoso profondo affianca quello arterioso profondo, mentre il sistema venoso superficiale sovrasta quello arterioso superficiale.

 

Innervamento

 

Gli ordini di contrazione muscolare dervivano dalle successive modificazione di 3 nervi: il nervo tibiale, il nervo fibulare profondo ed il nervo fibulare superficiale.

 

Dorso

 

Nel dorso dell’alluce, il nervo che scorre nella parte larterale, deriva dalla ramificazione laterale della ramificazione mediale (nervo cutaneo dorsale mediale) del nervo fibulare superficiale; mentre quello che scorre nella sua parte mediale deriva dalla ramificazione laterale del nervo fibulare profondo. I nervi dell’alluce, così come quelli delle altre dita, vengono genericamente chiamati nervi digitali dorsali del piede.

 

Pianta

 

Le ramificazioni che entrano nell’alluce sono derivate dal ramo mediale (chiamato nervo plantare mediale) del nervo tibiale. Questi nervi (nervi digitali plantari propri) scorrono nella parte mediale e laterale dell’alluce e s’infiltrano nei tessuti con piccolissime ramificazioni.

 

Patologie

 

Alluce valgo

 

Una delle patologie più comuni è l’alluce valgo.

 Purtroppo la sempre maggiore diffusione delle strette scarpe da tennis, o in generale che non lasciano respirare il piede, ha portato ad una deformazione del primo e quinto dito del piede. Spinto verso l’interno, l’alluce tende ad accavallarsi con il secondo dito, e l’unghia si può deformare, perdendo quella che dovrebbe essere la sua forma naturale, cioè squadrata.

 Hallux rigidus

 

L’Hallux rigidus (o alluce rigido) è una limitazione del movimento dell’alluce del piede.

 

Correzioni

 

Alcune patologie dell’alluce vengono corrette attraverso l’ortoplastia, che adopera materiali a memoria di forma opportunamente lavorati per correggere le deformazioni delle dita e delle unghie.