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Ginnastica, Coppa del Mondo: ecco tutte le classifiche

Nell’ultimo weekend ci siamo fatti distrarre dalla scorpacciata di medaglie della nostra Nazionale ai Giochi del Mediterraneo. In contemporanea, però, abbiamo dato notizia di quanto accadeva ad Anadia (Portogallo) doveva si svolgeva una tappa della Coppa del Mondo di specialità.

Il circuito itinerante sta terminando e manca solo la gara di Osijek (Slovenia) in programma dal 13 al 15 settembre prossimi, cioè due settimane prima del Mondiale.

 

Il Trofeo Generale, quello che premia la miglior all-arounder, si svolge sui due anni e quello 2012-2013 è già stato vinto dalla tedesca Elisabeth Seitz (nella foto copertina). Le altre coppette di specialità, invece, prevedono una classifica anno per anno. Ecco quelle relative al 2013.

 

GENERALE (già assegnata, sul podio anche la nostra Ferrari):

1.         Elisabeth Seitz (Germania)                          125 punti

2.         Elizabeth Price (USA)                                   100 punti (due successi)

3.         Vanessa Ferrari (Italia)                                  95 punti

8.         Katelyn Ohashi, Jordyn Wieber (USA)       50 punti (un successo a testa)

 

VOLTEGGIO (all’eterna Oksana basterà alzare il braccio a Osijek per assicurarsi il successo):

1.         Oksana Chusovitina (Uzbekistan)     95 punti

2.         Giulia Steingruber (Svizzera)             70 punti

3.         Makarena Pinto Adasme (Cile)          68 punti

 

PARALLELE ASIMMETRICHE (Sikulova e Steingruber si giocano il titolo, non crediamo che la Grishina si presenti in Slovenia a quindici giorni dal Mondiale):

1.         Jana Sikulova (Repubblica Ceca)       78 punti

2.         Giulia Steingruber (Svizzera)             68 punti

3.         Anastasia Grishina (Russia)               60 punti

 

TRAVE (la Millousi ha già vinto, perché difficilmente la Iordache si presenterà all’ultima tappa; per due miseri punti la Ferlito, vincitrice in Francia, non sale sul podio):

1.         Vasiliki Millousi (Grecia)       83 punti

2.         Larisa Iordache (Romania)     60 punti

3.         Diana Bulimar (Romania)       52 punti

4.         Carlotta Ferlito (Italia)            50 punti

5.         Vanessa Ferrari (Italia)           45 punti

 

CORPO LIBERO (trofeo già assegnato alla Bulimar, in classifica anche Ferlito e Ferrari dopo i piazzamenti in Francia):

1.         Diana Bulimar (Romania)       100 punti

2.         Maegan Chant (Canada)         65 punti

3.         Larisa Iordache (Romania)     55 punti

6.         Carlotta Ferlito (Italia)            40 punti

8.         Vanessa Ferrari (Italia)            30 punti

 

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Vanessa Ferrari: “Continuerò a fare ginnastica!”

Dopo le dichiarazioni rilasciate in seguito al successo nella prova a squadre, in cui aveva affermato di star pensando al ritiro, Vanessa Ferrari smentisce tutto ai microfoni della RAI: “Fino a quando riuscirò ad essere competitiva continuerò a fare Ginnastica. Il successo di stamane nel concorso generale ai Giochi del Mediterraneo sembra aver fatto davvero alla ventiduenne bresciana che tornava sul podio di una gara internazionale dopo un’assenza di quattro anni (argento al corpo libero agli Europei di Milano 2009, senza contare la Coppa del Mondo di specialità in Francia tre mesi fa).

E noi, naturalmente, speriamo che la competitività della Campionessa del Mondo 2006 duri ancora molto, molto a lungo.

A margine annunciamo i risultati dei ragazzi impegnati a Mersin nel concorso generale: Paolo Principi è quarto, Paolo Ottavi settimo con un errore al corpo libero. Speriamo di darvi più dettagli nelle prossime ore.

 

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Ginnastica, Europei: che Italia ritorna da Mosca?

La Nazionale Italiana di ginnastica artistica è tornata ieri dalla lunga trasferta di Mosca. Un gruppo corposo di rientro dagli Europei di ginnastica artistica. Un bilancio molto soddisfacente al maschile(sorprendente bronzo di Andrea Cingolani al corpo libero e la definitiva esplosione di un giovane promettente, l’ennesima risposta di Matteo Morandi agli anelli, la solita sfortuna di Alberto Busnari al cavallo con maniglie), di discreto livello (tutto sommato positivo) al femminile. Valutiamo con un occhio più attento le prestazioni delle azzurre impegnate nella capitale moscovita.

 

VANESSA FERRARI. Sapevamo che la nostra campionessa non era al top della forma fisica. L’infortunio al piede, patito a Jesolo durante l’esercizio alla trave, si è fatto pesantemente sentire in questa rassegna continentale. Come ha detto Enrico Casella, “si è provato a tirare fuori il coniglio dal cilindro, ma la magia non è riuscita. Non era facile in una situazione del genere, con un imprevisto capitato tre settimane prima dell’appuntamento clou d’inizio 2013 e con gli allenamenti che hanno dovuto ovviamente calare di intensità. Che la bresciana non stesse stupendamente si era già capitato mercoledì quando aveva rinunciato a volteggio e parallele, risparmiandosi per la trave e per l’amato corpo libero. Sui 10cm è risultata essere la peggiore italiana (ma per punteggio era comunque tra le prime otto d’Europa), sul suo quadrato magico non è riuscita ad entrare in finale. E addio sogni di gloria.

Si doveva forse lasciarla a riposo? Assolutamente no! Anche se c’è un minimo barlume di speranza, il talento puro della ginnasta italiana migliore di sempre va convocato e provato ad ogni costo. Ovunque, se c’è una gara importante. Soprattutto perché doveva fungere da riscatto dopo l’amaro quarto posto di Londra. Inutile fare il gioco del se e del ma, ma è logico che senza l’incidente alla classicissima, Vanessa sarebbe stata da podio al corpo libero (non sono sembrati irresistibili gli esercizi di Bulimar e Iordache) e sarebbe agevolmente entrata tra le cinque nel concorso generale. Cuore in pace e ora sotto con gli allenamenti: che si provi l’approccio ai Giochi del Mediterraneo (ricordiamo ancora l’incetta di medaglie di Almeria 2005 che funse da trampolino per gli indimenticabili successi del 2006), prima dei Mondiali di Anversa? Staremo a vedere…

 

CARLOTTA FERLITO. Difficile decifrare l’Europeo della siciliana. Vedere il bicchiere mezzo pieno perché ha centrato due finali su due, oppure meno vuoto perché non ha conquistato una medaglia alla trave? Dipende dai punti di vista, ma propendiamo che la seconda valutazione sia quella più azzeccata. Salire sul podio di specialità era assolutamente una missione possibile per la diciottenne a cui bastava mantenere il proprio standard per riprendersi una gioia dopo l’argento di Berlino 2011.Probabilmente ha risentito della pressione del grande appuntamento (dopo la defezione di Vanessa, le speranze erano tutte riposte su di lei) come già le è capitato a Londra. Un vero peccato perché tante avversarie mancavano e l’occasione era davvero ghiotta.

Il suo esercizio, comunque, è stato tutt’altro che perfetto (e il punteggio attribuito all’esecuzione parla da sé): i salti artistici sono stati poco ampi, l’uscita ha visto un passo abbastanza grande, rovinando un eccellente inizio caratterizzato da una bella combinazione ribaltata senza più montone e dalla consueta serie flic flic salto teso. A questo punto, però, il suo D Score è calato: Carlotta mancava la combinazione giro normale più giro impugnato e scappava via il decimo abbuono e calava una difficoltà. Come ha detto Casella bisognerà concentrarsi sull’incrementare le proprie difficoltà per ambire a qualcosa di più concreto e non accontentarsi di questi quarti posti (ci torneremo domani). Da apprezzare, invece, la bella prova al corpo libero: nonostante la delusione di mezzora prima, la catanese si esibiva senza sbagliare sostanzialmente nulla e si classifica al quinto posto.

Ora una pausa di qualche giorno. Dovremo ovviamente rivederla agli Assoluti, ma attenzione perché c’è anche un Esame di Stato da preparare. Dopo la maturità, si è già detto, si faranno delle valutazioni più approfondite sugli esercizi.

 

ELISA MENEGHINI. Un signor Europeo per la quindicenne alla prima vera uscita importante da seniores. A soli quattro mesi dal passaggio di categoria, la comasca conquistava la finale nell’all-around ed entrava addirittura tra le prime otto. Dopo l’Armata russa, dopo la coppia rumena, dopo una professionista fatta e finita come Giulia Steingruber, dopo la sorpresa spagnola, c’è la nostra Mini. Premiata da un mito come Svetlana Khorkina, accanto al suo idolo Aliya Mustafina. Non osiamo immaginare l’emozione.

Per quanto riguarda le prestazioni: nell’atto conclusivo del generale molto bene (peccato per il semplice avvitamento al volteggio, dove in futuro si dovrà osare qualcosa in più per andare ben oltre) e grande maturità dal rifarsi dall’errore commesso in qualifica al corpo libera. Nella finale alla trave, invece, peccato per l’errore sul Johnson che le è costato la caduta dall’attrezzo e l’addio alle possibilità di un buon piazzamento (un quarto-quinto era alla portata). Comunque tutto fa esperienza e ci sono ampi margini di crescita.

Si conclude così un grandissimo quadrimestre: due successi all-around in Serie A1, lo scudetto con la Gal Lissone, la trasferta in Coppa del Mondo e questa stupenda partecipazione alla rassegna continentale. Meglio di così…

 

GIORGIA CAMPANA. Ha confermato alla grande i meritarsi il body azzurro. Sarò ripetitivo, lo ammetto, ma indubbiamente uno dei più meritati degli ultimi anni. L’all-around di Firenze aveva messo il sigillo su due mesi di grandi prestazioni che si sono ampiamente confermate in Russia. Bastano i risultati per capirlo: 11esima nel generale, quarta nelle qualifiche alla trave (parimerito con la Meneghini, scelta poi da Enrico, e out solo per la regola dei passaporti), quinta nella finale alle parallele. Sugli staggi è stata davvero brava, dimostrando il suo feeling con l’attrezzo. E dire che non aveva il giro e mezzo prima dell’uscita: con quello si guadagnerebbe intorno ai quattro decimi. Certo con i mostri che sono in circolazione è sempre più difficile, ma questa è l’atteggiamento giusto. Frutto di una grandissima preparazione nel periodo invernale, che siamo sicuri proseguirà ancora per poter crescere ulteriormente.

 

A domani per un approfondimento sulle parole di Enrico Casella e sul futuro dell’artistica al femminile.

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Ginnastica, Casella: “Per i podi serve qualcosa in più”

Sono terminati ieri i Campionati Europei di ginnastica artistica (clicca qui per il bilancio finale). Di seguito il commento del direttore tecnico della nazionale femminile, Enrico Casella, rilasciato alla Federazione.

E’ necessario che Carlotta (Ferlito, ndr) si convinca che per competere a certi livelli occorre inserire qualche difficoltà in più. Non bastano i collegamenti, bisogna stupire le giurie e il pubblico con elementi spettacolari, come fanno le rumene. Il podio della trave, infatti, non fa una grinza. Lo stesso discorso vale anche per le altre azzurre. Se guardiamo lo standard il nostro è stato un Europeo positivo, ma per emergere , per vincere le medaglie serve altro. Le nuove pedane in dotazione nelle gare internazionali spingono in maniera esagerata. Credo che di questo passo le ginnaste del futuro faranno cose pazzesche. Bisogna adeguarsi, acquistandone un paio anche in Italia, così da non trovarci disorientati quando andiamo a gareggiare all’estero. E alle parallele asimmetriche obbligheremo le nostre atlete ad usare i paracalli. Ormai senza non si va da nessuna parte. Insomma, Mosca ci dà lo spunto per lavorare e migliorarci ancora. Ripeto, negli esercizi siamo molto apprezzati, gli addetti ai lavori degli altri Paesi si complimentano con noi per le coreografie e per l’eleganza delle nostre ragazze. Non possiamo, tuttavia, fermarci a questo. Noi vogliamo vincere e le ginnaste per prime non devono accontentarsi, trovando dentro di loro la volontà di spingersi oltre”.

 

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Jesolo: super Biles, spavento Vanessa…e tanto altro

Ieri pomeriggio prima giornata al VI Trofeo Internazionale di Jesolo. Successo prevedibile per gli Stati Uniti d’America, seconda una buona Italia, terzo il Giappone, quarta l’Italia sperimentale, quinta la Svizzera. Come di consueto, però, andiamo a vedere quali sono stati i momenti clou e le migliori ginnaste del sabato. Ricordando che, nel pomeriggio di oggi, si disputeranno le finali di specialità.

 

L’INFORTUNIO DI VANESSA FERRARI. Il momento più brutto, quello che ci ha lasciati impietriti. La Cannibale di Orzinuovi era salita sulla trave con molto convinzione. La combinazione flick-salto indietro raccolto con un avvitamento, inserita per ottenere un bonus, le si rivolta contro.

La bresciana è troppo avanti con le spalle, si sbilancia e cade picchiando pesantemente un piede sul legno. Prova a risalire sui 10cm, ma non ci riesce. Non riesce addirittura a camminare. Piange a dirotto: non capita mai di vedere Vanessa in queste condizioni. Se lacrimava in maniera copiosa, significa che ildolore era davvero lancinante (cliccate qui per vedere tutta la scena).

La prima lastra ha fortunatamente scongiurato una frattura a un arto martoriato durante tutta la carriera della ginnasta italiana più forte di tutti i tempi. Si tratterebbe di un “semplice” trauma distorsivo. In settimana nuove indagini mediche a Brescia. A serio rischio la tappa di Coppa del Mondo a Tokyo (6 aprile, difficilmente ci andrà) e, soprattutto, bisognerà valutare le sue condizioni in vista degli Europei di Mosca (17-21 aprile).

 

L’AMANAR DI SIMONE BILES. Il momento più bello, quello che vale il prezzo del biglietto. La statunitense è stata fantascientifica all’amato volteggio con un doppio avvitamento e mezzo da favola(cliccate qui per vederlo). Vola altissima e arriva plastica sul tappetino: non ci sono passettini che tengano e si impunta lì: 15.900 da lasciare a bocca aperta. Il 9.600 per l’esecuzione parla da solo. Questo esercizio pone serie basi per una medaglia mondiale.

Con questa performance alla tavola è volata ad aggiudicarsi l’all-around individuale (sfondando il muro dei 60 punti) soffiandolo a Kyla Ross, che a Jesolo aveva già vinto sia da junior che da senior, e aggiudicandosi il primo successo internazionale dopo il secondo posto all’American Cup. Il futuro degli USA è qui.

 

UFFICIALE E SPERIMENTALE. La grande idea di Enrico Casella. Portare due squadre si è rivelata la scelta più azzeccata dei suoi primi due mesi da Direttore Tecnico (seconda gestione). Aver visto alla prova dodici atlete (e altre dodici juniores alla mattina) è stato fondamentale sia per delle valutazioni tecniche in un contesto molto importante sia per far sentire tutte le ginnaste all’interno di un progetto.Con il chiaro intento di voler cambiare qualcosa, come ha detto esplicitamente. Una gamma completa che attraversava vent’anni: dalla classe 1982 della Crisci alla classe 2000 della piccola e promettente Pilar Rubagotti.

 

I GRANDI RITORNI. Rivedere Adriana Crisci in Nazionale fa un certo effetto: mancava da undici anni (Europei di Patrasso 2002)! L’olimpica di Sidney 2000 celebra il suo grande ritorno a un solo anno dal rientro alle competizioni agonistiche. La trentenne torinese si rende protagonista di una routine lineare, inferiore però alla bella gara vista domenica all’Interregionale di Serie B, ma con un bel picco al volteggio (cliccate qui per vederlo): 14.150 , il secondo punteggio tra tutte le italiane, inferiore solo al 14.300 di Vanessa.

Federica Macrì, invece, è già nella storia dell’artistica italiana: oro europeo a squadre a Volos 2006, quarta ai Mondiali, olimpica a Pechino 2008. Tutto sempre accanto a Vanessa Ferrari. La triestina ha vestito il body azzurro della ufficiale e si è ben comportata, nonostante fosse visibilmente scossa dopo quanto successo all’amica.

 

AMERICAN BEAUTY. Una Nazionale che perde quattro quinti della formazione che ha conquistato l’oro olimpico (riportandolo in Patria dopo sedici anni), ma riesce comunque a dominare un incontro di livello internazionale. Questa è la magia degli Stati Uniti d’America. Un bacino infinito da cui attingere, con la classe della grande Martha Karolyi che riesce a trovare il meglio da ogni scuola del Paese. Poco importa se le Fierce Five si diano allo spettacolo (tranne Kyla Ross, presente infatti a Jesolo): la maga mette insieme un sestetto meraviglioso. E vince il Trofeo piazzando tutte le ginnaste ai primi sei posti della classifica generale individuale. Senza dimenticare che non mancavano Ohashi, Price e Finnegan. Non ci sono davvero limiti.

 

ELISA MENEGHINI. Si conferma in grandissimo spolvero. La quindicenne ha iniziato a bomba il 2013: dopo i successi di Padova e Bari nell’all-around, a Jesolo è la migliore italiana (prima dopo le sei statunitensi). Il picco arriva alla trave (da finale di specialità). Siamo in odore di convocazione per gli Europei!?

 

ENUS MARIANI. Nonostante degli esercizi semplificati rispetto al solito (soprattutto al corpo libero)mostra davvero un grandissimo passo e conclude al secondo posto nella classifica juniores, trascinando la squadra al successo finale. Paga tantissimo una caduta alla trave e un volteggio semplice rispetto a quello delle americane (otto decimi di distacco dalla Key solo per D Score). I problemi alla schiena sembrano essere alle spalle, la crescita è evidente e la campionessa europea di categoria sta provando ad entrare in una nuova dimensione.

 

LA SCENA PIÙ BELLA. Vanessa Ferrari seduta sul podio e le ragazze che si inginocchiano accanto alla loro capitana, per rincuorarla e urlare un silenzioso “Forza Vany!”.

GRADITA SORPRESA. Il doppio avvitamento di Serena Bugani al volteggio: unica azzurra a presentarlo, provando a inseguire le americane.

“FLOP” DI GIORNATA. La rotazione alla trave delle americane: tre atlete che cadono sullo stesso attrezzo e nella stessa gara è cosa assai rara per i mostri d’oltreoceano. Segniamoci l’evento.

SORRISO per il ritorno a Jesolo del Giappone. Ci mancavano dopo lo tsunami con annessa catastrofe nucleare: siamo felici di averle riavute.

APPLAUSO alla Gymnasium per l’organizzazione dell’evento. Siamo solo alla sesta edizione del Trofeo, ma ormai è una “classicissima”.

 

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Ginnastica, Vanessa Ferrari quinta in Coppa del Mondo!

Vanessa Ferrari al Coppa del Mondo
Vanessa Ferrari al Coppa del Mondo

 

Primo sabato di dicembre all’insegna della grande ginnastica artistica a Stoccarda (Germania) dove il circuito internazionale riapriva i battenti per la trentesima edizione della Deutscher Pokal, seconda tappa della Coppa del Mondo. La manifestazione sarà stata impoverita dall’assenza delle prime sette ginnaste classificatesi a Londra, ma si sono viste grandissime cose (a parte una rotazione alla trave letteralmente disastrosa).

Per l’Italia il tanto desiderato ritorno in pedana della nostra Vanessa Ferrari, decisa a mostrare tutta la sua immensa classe e la voglia di vendetta dopo l’ingiustizia del quarto posto al corpo libero della rassegna a cinque cerchi.

 

La fresca ventiduenne era la miglior piazzata del ranking grazie all’ottavo posto ottenuto ai Giochi Olimpici nel concorso generale ed era l’occasione buona per misurare il proprio stato di forma, vedere se gli allenamenti procedono per il verso giusto, verificare alcuni movimenti e, soprattutto, ricaricare la propria motivazione ed energia con la partecipazione a una competizione importante. Gli esercizi non erano ovviamente completi, semplificati in alcuni punti, proprio per non strappare eccessivamente una preparazione iniziata solo a metà settembre dopo alcuni dubbi spazzati via durante le vacanze. Una gara tedesca dalle due facce, con una brutta prima parte e una scatenata seconda metà che la porta a concludere in quinta posizione (54.065).

Al volteggio ha presentato un semplice Yurchenko con avvitamento e mezzo (nota di partenza di 5.3), concluso con un grosso passo laterale. In attesa dell’entrata in vigore del nuovo codice (dal 1° gennaio) l’esercizio le vale solo un 13.633.

Il momento no è proseguito quando alle parallele asimmetriche, dopo un esercizio sporcato qua e là con qualche imperfezione, è caduta in uscita durante il doppio salto mortale (12.633). A questo punto è settima.

Alla trave recupera un po’ di smalto e di grinta, conduce una prova senza esitazioni e solo con qualche un piccolo passetto in atterraggio che le vale un buon 13.433 (terzo miglior punteggio all’attrezzo). Qui riesce a scalare una posizione visto che diverse avversarie (Tunney, Goryunova, Steingruber) cadono pesantemente.

Al corpo libero, però, la ragazza della Brixia Brescia non si smentisce seguendo alla grande il suo brano musicale e svolgendo un’eccellente combinazione Tsukahara più salto indietro. L’atterraggio finale è perfetto e viene premiata da uno scroscio di applausi e da un ottimo 14.366, il migliore di giornata sul quadrato 12×12. Chissà dove sarebbe arrivata senza la caduta agli staggi e l’errore al volteggio…

 

Davanti, intanto, una stellina iniziava a brillare. Gli addetti ai lavori la conoscevano già, nel suo Paese aveva già ottenuto risultati importanti, ma nessuno si aspettava di vederla in questo stato alla sua prima vera uscita internazionale. Elizabeth Price, americanina classe ’96, strabilia tutti e conquista la vittoria con un totale di punti (oltre a 15000 franchi svizzeri che a sedici anni fanno sempre comodo). Al volteggio si presenta con un Amanar spettacolare (15.733, migliore nella specialità), chiude le parallele con uno Tsukahara teso (14.933, primo posto nel segmento specifico di gara), alla trave ha una torsione letteralmente spettacolare sporcata solo da un piccolo squilibrio dopo un salto (13.166, quarta all’attrezzo) e al corpo libero controlla la situazione. Per la sedicenne arriva anche la testa della classifica generale: i cinquanta punti portati a casa oggi la proiettano al primo posto insieme alla connazionale Jordyn Wieber, vincitrice della prima tappa di New York a marzo e assente in Germania.

Secondo posto per l’idolo di casa Elisabeth Seitz (55.566) che sfrutta appieno la propria abilità tra gli staggi (14.033, non a caso è arrivata sesta nella finale di specialità a Londra), ma soprattutto è fantastica sui 10cm in cui primeggia a sorpresa. Vincere l’argento per un solo millesimo fa sempre sorridere…

Completa il podio l’elvetica Giulia Steingruber (55.565) che risale così su un podio autunnale dopo la prestigiosa vittoria al Memorial Gander. Medaglia di legno per Kim Bui (54.832), lei che è proprio di Stoccarda e voleva salutare al meglio i propri concittadini. Rebecca Tunney è sesta e sale a 40 punti in classifica, quinta appaiata a Larisa Iordache, dietro anche alla coppia Raisman-Seitz (45).

 

Tra sette giorni si replica a Glasgow (Scozia), terza e ultima tappa della Coppa del Mondo: il trofeo è ancora in bilico e rivedremo ancora la nostra Ferrari. Domani, invece, sempre a Stoccarda, sarà il turno degli uomini con un parterre di assoluto rilievo e la sfida tra l’idolo di casa Nguyen e l’americano Leyva.

 

Questa la classifica completa con il dettaglio di tutti i punteggi:

Elizabeth Price           v. 15.733         p. 14.933         t. 13.166         cl. 14.266        TOT: 58.098

Elisabeth Seitz            v. 14.533         p. 14.033         t. 13.700         cl. 13.300        TOT: 55.566

Giulia Steingruber       v. 15.400         p. 13.433         t. 12.866         cl. 13.866        TOT: 55.565

Kim Bui                      v. 13.633         p. 14.033         t. 13.600         cl. 13.566        TOT: 54.832

Vanessa Ferrari        v. 13.633     p. 12.633      t. 13.433    cl. 14.366        TOT: 54.065

Rebecca Tunney         v. 14.466         p. 13.966         t. 12.000         cl. 13.400        TOT: 53.832

Kristina Goryunova    v. 13.433         p. 13.433         t. 12.633         cl. 12.733        TOT: 52.232

Niamh Rippin             v. 13.800         p. 11.766         t. 12.133         cl. 12.366        TOT: 50.065