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Ginnastica, PAZZESCA Kate: guarisce da un cancro e torna ad allenarsi…amputata!

Una nuova incredibile storia arriva dagli USA nel giorno più caro al popolo stelle e strisce: il Thanksgiving day (Ringraziamento).

Kate Foster era una promettente ginnasta, con la serie ambizione di potersi giocare un body a stelle e strisce. Poi, però, una brutta leucemia le ha stroncato i sogni.

Sulla carta, perché la piccola non si abbatte, combatte la malattia, la vince. Una volta. Il cancro ritorna e lei lo mette ancora ko. Ma non si accontenta: vuole ritornare nella sua amata palestra.

E ora, a 14 anni, dopo aver trionfato nella sua battaglia più importante, nonostante l’amputazione della gamba sinistra, è riuscita a ritoccare l’amata Polvere di Magnesio con cui era cresciuta! Pazzesca!

Allora se volete vedere il servizio che parla del coraggioso gesto di Kate Foster dovete andare su questo link : http://www.today.com/video/today/53668402/#53668402

 

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FOTO – La figlia di Fiona May ha scelto la Ginnastica! La prima gara

La figlia di Fiona May ha scelto il suo sport! Larissa Iapichino ha deciso di praticare ginnastica artistica e proprio in questa stagione ha iniziato a partecipare alle sue prime competizioni.

La bimba, classe 2002, che tutti conosciamo grazie agli spot televisivi della Kinder, è scesa in pedana lo scorso weekend nella fase Interregionale – Zona Centro della Serie C (la competizione riservata alle allieve) a Montevarchi (Arezzo), vestendo il body dell’Artistica Mugello.

Larissa è dotata di una grandissima rincorsa (i geni non mentono) e di un approccio al volteggio di tutto rilievo (è stata tra le migliori nella specialità). Si è poi cimentata alla trave (la foto qui sotto è stata scattata nell’occasione da Laura Pieri) e al corpo libero.

Fiona May è stata una delle più grandi sportive italiane, una donna che ha dominato in lungo e in largo per dieci anni, tenendo altissima la bandiera del nostro Paese tra il 1994 e il 2005. Indubbiamente una delle più grandi atlete che abbiano mai vestito la maglia azzurra.

Una delle grandi icone internazionali del salto in lungo, capace di vincere due ori mondiali (Goteborg 1995 ed Edmonton 2001); due argenti alle Olimpiadi di Atlanta 1996 e alle Olimpiadi di Sidney 2000; un argento e un bronzo mondiale; un argento e un bronzo agli Europei. Poi ha partorito Larissa, è tornata all’agonismo (non riuscendo a ripetersi ai livelli mostruosi), poi si è data al cinema e alla televisione.

Gianni Iapichino, il papà di Larissa, è l’ex primatista italiano di salto con l’asta (5.70m realizzato nel 1994).

Insomma i geni sono di altissimo livello. Abbiamo forse trovato una nuova stellina della Polvere di Magnesio?

Cliccate qui per leggere tutti i risultati della Serie C – Fase Interregionale.

 

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Carlotta Ferlito Ginnastica Artistica Mondo Notizie Notizie dal Mondo Sport Sport nel Mondo Vanessa Ferrari

Ginnastica, RIVOLUZIONE nei diritti televisivi!

Un’altra rivoluzione per la Polvere di Magnesio, che in questo 2013 ha subito tantissimi cambiamenti(o proposte di). La Federazione Internazionale ha firmato ieri una partnership con IEC in sport, la celeberrima media company internazionale attiva nella distribuzione dei diritti televisivi e facente parte del Gruppo Lagardère.

 

L’intento della FIG è quello di centralizzare la distribuzione dei diritti e la messa in onda delle principali competizioni: un unico grande gruppo (IEC appunto) riprende i vari eventi, distribuisce il segnale (cioè le immagini) e i vari gruppi televisivi, che hanno acquistato i diritti, ritrasmettono il segnale sulle proprie piattaforme.

Un sistema innovativo che consente di non perdere nemmeno un evento di ginnastica per i grandi network che acquisteranno il pacchetto completo, che permetterà di ottimizzare le risorse e di avere una qualità superiore, che porta la ginnastica ai livelli di altri sport come sci, calcio e basket ormai da anni all’avanguardia in questo settore.

 

IEC (che ha la sede principale a Stoccolma, Svezia) si occuperà: di tutte le tappe di Coppa del Mondo(Glasgow, Stoccarda, American Cup, Giappone), di tutte le tappe del World Challenge (la cosiddetta Coppa del Mondo per attrezzi), di altri eventi di secondo piano inclusi nel calendario internazionale(ad esempio il Trofeo Gander, l’Abierto Mexicano, etc.).

 

Rimangono fuori i Mondiali. La rassegna iridata verrà unicamente distribuita dalla Federazione Internazionale che assegnerà man mano i diritti televisivi ai richiedenti (e abbiamo brutti ricordi, anche se fortunatamente la RAI ha poi trasmesso i Campionati).

 

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Catalina Ponor in ESCLUSIVA: “Rio 2016? Ora no, ma…”

Catalina Ponor. Una delle più grandi ginnaste degli ultimi dieci anni. La rumena ha dominato la scena internazionale della Polvere di Magnesio con una classe, una bravura, una bellezza e una sensualità che si sono raramente viste in pedana. Reginetta e super protagonista alle Olimpiadi di Atene 2004: oro a squadre, alla trave e al corpo libero. Cinque medaglie olimpiche, cinque mondiali, dieci europee in carriera.

Con 20 medaglie internazionali alle spalle, la Divina di Constanza si è ritirata solo da dieci mesi ma manca tantissimo a tutto l’ambiente. Per la 26enne è iniziata una nuova vita: ideerà e creerà body e scarpette per Domyos, la celeberrima marca di abbigliamento sportivo del gruppo Oxylane e distribuita da Decathlon.

E con grande piacere e orgoglio abbiamo intervistato in esclusiva la grandissima Catalina durante il suo weekend ad Anversa, in occasione delle finali di specialità dei Mondiali 2013.

 

Mi chiama al telefono. La saluto. Ride, mi risponde in italiano e mi fa i complimenti per il mio rumeno. Il ghiaccio è rotto.

Parliamo della tua partnership con Domyos. Che prodotti proporrai, che idee hai…

Mi impegnerò per trovare soluzioni accessibili a tutte le ginnaste. Sarò molto attiva nel design di body e scarpette per la ginnastica: mi metterò al servizio di Domyos per sviluppare prodotti innovativi garantendo prezzi accessibili. Mi concentrerò sia sulla “professioniste” sia sulle principianti e sulle giovani. Il progetto è molto bello, interessante e ha delle grandi potenzialità”.

Come pensi che un body possa migliorare le prestazioni di una ginnasta di livello internazionale?

Ci sto lavorando e ho tantissime idee in mente. Al momento tutto top secret. Di certo avranno grande eleganza e darà quel personal touch che mi contraddistingue. Ti posso assicurare che l’abbigliamento è veramente importante per una sportiva”.

Il tuo body preferito.

Ovviamente quello di Atene! Quello è IL MIO body. Era così elegante, perfetto e rimarrà per sempre nel mio cuore”.

Cosa hai fatto in questo 2013 senza attività agonistica?

Ho iniziato ad aiutare un allenatore nella mia Costanza. Sto dando una mano a far crescere alcune ragazzine”.

 

Pensi di tornare per le Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016?

Al momento no. Anche se…tutto è possibile. Sarò vecchia (avrà 29 anni, ndr), ma è così difficile fermarsi…”.

Ti manca la ginnastica artistica?

Ogni secondo della mia vita (ride, ndr). Sono cresciuta con la ginnastica artistica ed è tutto quello che sono. Mi manca qualsiasi cosa: le compagne, la palestra, gli esercizi, le gare”.

Come hai iniziato a fare ginnastica artistica?

A quattro anni. Sono stati i miei genitori a farmi iniziare, anche per dei motivi di salute. Mi è subito piaciuta e non ho più smesso”.

Quando hai capito che saresti diventata una Campionessa?

Non c’è un momento preciso in cui lo capisci. Anzi, forse non credi neppure di diventare una Campionessa. Sì, lo speri, speri di diventare grande. Tutte ci sperano. Se proprio devo individuare un istante è quando sono entrata nella scuola di Deva, ma era solo un sogno non una certezza”.

 

Sei stata la seconda rumena nella storia a vincere tre ori olimpici nella stessa edizione dopo la grande Silivas. Un numero che non riuscì nemmeno alla Comaneci…

“… E non so come poterti spiegare quello che ho provato quando l’ho saputo. Sì, orgoglio ma forse qualcosa in più che non riesco ad esprimere. Quando sono salita sui vari podi ho sempre pianto: sono ovviamente lacrime di felicità. In quei frangenti pensi al duro lavoro e ti senti ripagata di tutto. Penso che una ginnasta viva per arrivare a questo”.

Hai saltato le Olimpiadi di Pechino per diversi problemi di salute. Poi sei voluta clamorosamente ritornare…

Volevo andare in Cina, ma davvero non è stato possibile. Mi sono ritirata, ma una mattina del 2011 mi sono svegliata, sono andata da mamma e le ho detto: “Vado in palestra”. In un primo momento mi ha preso per pazza e credeva che stessi scherzando. Poi ha subito capito che facevo sul serio e mi ha pienamente appoggiato.

Lì saltano fuori tutti i sacrifici di una vita. Sapevo che sarebbe stata durissima e che ce l’avrei fatta solo con una grandissima forza di volontà. L’ho fatto: sono tornata con successo. Lì mi sono davvero sentita orgogliosa di me stessa e ho dimostrato, a me stessa, che “se tu vuoi, allora puoi!”.

Qual è la tua medaglia più bella?

Difficile scegliere: ciascuna ti regala diverse emozioni. Ho però confrontato, tra me e me, i podi delle mie due Olimpiadi.

Ad Atene mi sentivo sicura, ero convinta delle mie possibilità e i risultati sono arrivati quasi senza nessun problema.

A Londra, invece, è stata durissima. Tornavo da una serie di problemi, dai problemi di salute che mi avevano fatto saltare i Giochi di Pechino. Dopo la delusione alla trave (quarto posto dopo il ricorso USA, ndr) sono tornata convinta in pedana e ho conquistato l’argento al corpo libero. Quello è stato il risultato di un grande lavoro, sia mio che dei miei allenatori. Lì ho dimostrato che Catalina c’era ancora.

A livello assoluto, comunque, l’oro alla trave di Atene 2004 rimane il mio ricordo più bello. Le medaglie con la squadra, invece, ti lasciano un sapore diverso: porti sul podio tutta la tua Nazione in un certo senso ed è una soddisfazione immensa”.

 

Sei ad Anversa per i Mondiali. Lo stesso palazzetto in cui ha dato l’addio alla ginnastica artistica lo scorso anno…

Sì, hai ragione. L’ho pensato subito anche io. Ed è molto strano. Provi degli strani sentimenti e soprattutto è così strano non poter competere. Diciamo che ho un misto di ricordi, di sensazioni bellissime. Ma, come sempre, è tutto così difficile da spiegare”.

 

Qual è la tua ginnasta preferita? Ti andrebbe di farci una panoramica sull’artistica internazionale?

Aaah, non si può assolutamente dire (ride, ndr). Ovviamente faccio il tifo per le mie connazionali, ma non mi posso sbilanciare ulteriormente”.

 

Della nostra Vanessa Ferrari cosa ci dici?

Non la conosco benissimo, ma posso solo dire che è formidabile. Le auguro semplicemente il meglio per il suo futuro”.

Verrai a salutarci in Italia?

Magari, mi piacerebbe molto visitare il vostro Paese, ma è molto difficile. Sono sempre impegnata e spesso mi capita di vedere solo gli aeroporti (ride, ndr)”.

 

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Sandra Izbasa: “Lascio la ginnastica”! Ma per Rio 2016…

Sandra Izbasa lascia la ginnastica artistica. La notizia era nell’aria, ma nel pomeriggio di ieri la rumena ha ufficialmente dato il proprio addio alla Polvere di Magnesio.

 

O meglio. Un arrivederci. Perché dal messaggio che ha rilasciato sulla sua pagina Facebook (in rumeno) e da quanto ha dichiarato alla stampa locale, si evince chiaramente: “Mi prendo una pausa. Una pausa. Poi dipende cosa intendete con pausa“. Le Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 potrebbero benissimo essere nel suo mirino, ma meglio non sbilanciarsi.

 

La 23enne di Bucarest è una delle grandi icone dell’ultimo lustro abbondante. Due volte campionessa olimpica: a Pechino 2008 trionfò all’amato corpo libero, a Londra 2012 vinse a sorpresa l’oro al volteggio. Tre medaglie mondiali, tra cui spicca il bronzo all-around ad Aarhus 2006 alle spalle di Vanessa Ferrari.

In Gran Bretagna una clamorosa caduta l’ha estromessa dalla lotta per il podio. E proprio sulla stessa diagonale ha replicato l’errore anche agli ultimi Mondiali dove stava volando verso una meritata medaglia.

 

Grandissima delusione, ma un addio senza rimpianti come ha ripetuto più volte: “Non ho nessun rimpianto. Non avevo molte aspettative, proprio come ho detto prima, volevo una gara di ritiro, volevo divertirmi e l’ho fatto. Non ho messo alcuna pressione su me stessa. Una gara è una gara e la vita va avanti“.

 

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Ginnastica, clamoroso! E se alzano le parallele? Cambia tutto…

Una rivoluzione dal Mondo della polvere di magnesio? Due settimana fa, al meeting della Federazione Internazionale, sono emerse alcune proposte che potrebbero cambiare radicalmente uno degli attrezzi più amati della ginnastica artistica: le parallele asimmetriche.

 

Ebbene, i piani alti della disciplina hanno proposto di alzare gli staggi di ben 10cm! Superfluo dire che, se la norma dovesse essere applicata, la disciplina subirebbe un cambiamento radicale!

Certo, siamo abituati a vedere delle modifiche in questo sport. Ricordiamo ancora quando il pericoloso cavallo con maniglie venne sostituito con l’attuale tavola del volteggio per motivi di sicurezza.

Ma portando la sbarra superiore alla vertiginosa quota di 2.40 metri (dal tappetino superiore, ma se contiamo dal pavimento sono 2.60) e quella inferiore a 1.60m (1.80 se si misura da terra), cosa succederebbe agli esercizi delle ragazze?

 

Innanzitutto mettiamo in conto un’iniziale “disagio” psicologico: trovarsi, da un giorno all’altro, a un altezza radicalmente diversa non sarà facile da gestire per le ginnaste. Contando che, già adesso, le parallele sono indigeste a molto proprio per questo motivo, figuriamoci in futuro…

Un’altezza maggiore implica anche un diverso comportamento in fase di salto. Nel passaggio dallo staggio alto a quello basso potrebbe subentrare una maggior velocità (si parla di pochissimo, ma in uno sport focalizzato sui dettagli) che andrebbe controllata con attenzione. Volare da quello inferiore a quello superiore, invece, potrebbe rendere più difficile afferrare l’attrezzo: il salto è sempre di 80cm, ma i 2.60m sono qualcosa di veramente incredibile…

E arriviamo al punto più importante: l’uscita. Le ginnaste avranno 10cm di spazio in più per eseguire la propria evoluzione. Questo consentirebbe di aggiungere magari un avvitamento, una rotazione, di proporre qualcosa che ora sarebbe impossibile. E qui potrebbe anche mutare il codice, abbassarsi le difficoltà, inventare, innovare…

 

Ma teniamo ben presente una cosa: la salute delle atlete. Proprio questa è la preoccupazione maggiore della Federazione che ha chiesto delle analisi più attente e di valutare con scrupolo i nuovi, eventuali rischi. Proprio per questo ci sarà tempo fino al 20-21 novembre prossimi quando è stata convocata la prossima riunione a Losanna (Svizzera) per prendere una decisione definitiva in merito.

 

Altra innovazione dovrebbe essere l’introduzione di un nuovo dispositivo di misurazione della forza. Un dispositivo digitale che misura la tensione delle parallele e che aiuterà gli allenatori a regolare la tensione dell’attrezzo in modo da capire meglio come prepararlo per la propria allieva. E questa ci sembra una novità assolutamente positiva

Poi si è discusso anche di alcuni cambiamenti al corpo libero per quanto riguarda le tecniche di misurazione, ma non si hanno dettagli ulteriori.

 

Ad ogni modo appuntamento a fine stagione (a quel punto mancheranno solo le due tappe iniziali della Coppa del Mondo 2013-2014) per saperne di più.