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L’ombra dello scorpione di Stephen King: Scott Cooper abbandona il progetto

Un po’ come avvenuto con La Torre Nera, per mesi in mano a Ron Howard per poi finire nel buio di in un triste cassetto produttivo, anche L’ombra dello scorpione, celebre romanzo di Stephen King da anni alla ricerca di una disperata trasposizione cinematografica, sembrerebbe finito in un pantano.

Scott Cooper, regista designato dalla Warner per riuscire nell’impresa, ha infatti abbandonato il progetto. Ufficialmente. Il motivo? A detta di The Wrap sono sorte le immancabili differenze creative su ‘come’ adattare correttamente il materiale a disposizione.

Cooper, regista di Crazy Heart e di quel Out of the Furnace visto una decina di giorni fa al Festival di Roma, aveva preso in mano il timone della pellicola dopo l’altro e precedente abbandono di peso, legato a Ben Affleck. 20 anni fa The Stand, questo il titolo originale, venne adattato per una miniserie televisiva. Inquietante e conosciuta la storia.

L’errore di un computer, l’incoscienza di pochi uomini e si scatena la fine del mondo. Il morbo sfuggito a un segretissimo laboratorio semina morte e terrore. Il novantanove per cento della popolazione della terra non sopravvive all’apocalittica epidemia e per i pochi scampati c’è una guerra ancora tutta da combattere, una lotta eterna e fatale tra chi ha deciso di seguire il Bene e appoggiarsi alle fragili spalle di Mother Abagail, la veggente ultracentenaria, e chi invece ha scelto di calcare le orme di Randall, il Senza Volto, il Male, il Signore delle Tenebre.

Per ora nessuno sa chi andrà a sostituire il sostituto Cooper, ma certo è che L’ombra dello scorpione targato Warner ha iniziato nel peggiore dei modi il proprio percorso che dovrebbe portarlo al cinema.

 

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David Frost è morto: Cineblog ricorda il giornalista di Frost/Nixon

Il giornalista è morto sabato scorso per un sospetto attacco di cuore a bordo della nave da crociera Queen Elizabeth.

Frost ha intrapreso una brillante carriera televisiva che ha attraversato cinque decenni in cui si è cimentato come conduttore di quiz e spettacoli comici oltre naturalmente ad aver intervistato leader mondiali, star e celebrità di Hollywood.

Le sue celeberrime interviste a Nixon sono state al centro del film Frost/Nixon – Il duello, dramma del 2008 in cui il giornalista aveva il volto dell’attore Michael Sheen.

Il film diretto da Ron Howard era una narrazione cinematografica dei suoi faccia a faccia nel 1977 con l’ex presidente degli Stati Uniti (interpretato da uno strepitoso Frank Langella), a tre anni dallo scandalo Watergate che aveva costretto Nixon a dimettersi dalla carica.

Il film di Howard, basato su un dramma teatrale scritto da Peter Morgan, che all’epoca ne curò anche l’adattamento cinematografico, venne candidato a 5 Premi Oscar (Miglior film, regia, sceneggiatura non originale, montaggio e attore protagonista a Langella) non vincendo purtroppo neanche una statuetta, anche se Langella venne battuto da un ispirato Sean Penn premiato per il suo ruolo in Milk.

– Frost: Veramente lei sostiene che il presidente può fare qualcosa di illegale?
– Nixon: Sto dicendo che, se è il presidente a farlo, vuol dire che non è illegale!

Frost in questi faccia a faccia riuscì ad incalzare il presidente, tanto da costringerlo davanti alle telecamere e a 45 milioni di spettatori ad ammettere i suoi errori e il suo tradimento nei confronti del popolo americano.

David Frost riuscì così a diventare uno degli uomini più famosi di quel tempo: le sue interviste “David Frost Interviews Richard Nixon”, riscossero il più grande consenso della storia della tv americana per quanto riguarda un programma di informazione.

Domenica scorsa, il primo ministro David Cameron ha scritto su Twitter:

Il mio cuore è con la famiglia di David Frost. Poteva essere – e sicuramente lo è stato con me – un amico e un temibile intervistatore.

 

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Rush – locandine italiane per il dramma sulla F1 di Ron Howard

Disponibili un nuovo set di locandine italiane per il dramma sportivo di Ron Howard, tra cui due character poster per lo James Hunt di Chris Hemsworth e il Niki Lauda Daniel Bruhl.

Howard dopo aver raccontato vita e gesta sportive del dell’ex campione dei pesi massimi James J. Braddock in Cinderella – Una ragione per lottare, torna a confezionare un dramma biografico a sfondo sportivo, stavolta ambientato negli anni ‘70 e nel mondo dellaFormula 1, per raccontare la rivalità tra due piloti che hanno fatto la storia delle competizioni automobilistiche.

Il cast include anche Olivia Wilde, Alexandra Maria Lara, Natalie Dormer, Christian McKay, Tom Wlaschiha, Jamie Sives e Pierfrancesco Favino nei panni del pilota italiano Clay Regazzoni (1939-2006) vincitore di 5 Gran Premi.

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Film 2013-2014: Jason Schwartzman per Big Eyes di Tim Burton – Cillian Murphy per In the Heart of the Sea di Ron Howard

– The Last 5 Years: annunciata da tempo, l’attesa trasposizione cinematografica di The Last 5 Years, musical off Broadway di Jason Robert Brown nato nel 2002, ha trovato il suo regista, ovvero Richard LaGravenese, sceneggiatore di Behind the Candelabra. Lucky Monkey Pictures, Sh-K-Boom Records, Lauren Versel, Kurt Deutsch, LaGravenese e Janet Brenner saranno i produttori, mentre Steve Norman si occuperà della co-produzione. Star del film Anna Kendrick, esplosiva in Pitch Perfect, e il nominato ai Grammy e ai Tony Awards Jeremy Jordan, talento recitativo visto nell’ultima stagione di Smash ed ultima novità dal set. Via alle riprese questa settimana, a New York, per un titolo che porterà in sala una “decostruzione musicale della storia d’amore e del matrimonio tra Cathy, un’attrice che cerca di emergere, e il promettente romanziere Jamie, raccontata attraverso canzoni molto sentimentali e comiche, dalla prospettiva di ciascuno di loro”.

– Big Eyes: ancora attori per il nuovo film di Tim Burton, Big Eyes, la cui produzione dovrebbe partire a breve. Dopo Christoph Waltz, Amy Adams e Krysten Ritter si è infatti aggiunto anche Jason Schwartzman, per un biopic che porterà in sala la storia dell’artista Margaret Keane, celebre negli anni 50 e 60 per le sue illustrazioni caratterizzate da bambini con gli occhi giganteschi. Ferrea femminista, la Keane diede vita ad un’aspra battaglia legale con suo marito, Walter (Waltz) Keane, colpevole di essesi preso i meriti di quei dipinti, in realtà realizzati dalla moglie. Schwartzman, secondo quanto riportato da The Wrap, sarà un gallerista d’arte di San Francisco di nome Ruben.

– In the Heart of the Sea: in attesa di Rush, Ron Howard scalda i motori per tornare nuovamente sul set grazie all’adattamento cinematografico di In the Heart of the Sea, romanzo di Nathaniel Philbrick tratto da una storia vera. Ebbene Cillian Murphy è l’ultimo colpo legato al cast, dopo gli annunciati Chris Hemsworth, Tom Holland e Benjamin Walker. Murphy andrà a vestire i panni di un secondo ufficiale della nave. La storia è infatti ambientata nel novembre del 1820. Dopo aver faticosamente doppiato Capo Horn, la baleniera Essex si spinge al largo del Pacifico verso rotte inesplorate. D’un tratto, la vedetta annuncia la vista di un branco di balene. Il capitano Pollard fa calare le lance, comincia l’inseguimento. Un gigantesco capodoglio passa sorprendentemente al contrattacco, ribalta una delle lance e si scaglia una prima volta sulla baleniera. Poi, un altro colpo, e la nave cola a picco. È l’inizio di una terribile odissea, 78 giorni nelle acque dell’oceano, segnati da fame, disidratazione, follia, cannibalismo, attacchi da parte di squali e di un’altra balena. Il resoconto di uno degli otto superstiti, Owen Chase, sconvolse il pubblico ottocentesco, e forse più di tutti Herman Melville, che ne trasse ispirazione per Moby Dick, la storia della Pequod, anch’essa salpata come l’Essex dal porto di Nantucket. Via alle riprese a metà settembre, a Londra.