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Serafina parla dei demoni a Kay Knight

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Serafina nel salvare Kay si era dimenticata di dire il suo nome e da dove proveniva ma lo aveva fatto perché doveva salvarla da un demone che le voleva strappare il cuore dal petto e lei sarebbe morta soffrendo davvero molto . Serafina adesso che nell’ appartamento di Kay aveva tutto il tempo per dire a Kay chi era e da dove proveniva . Serafina diede la mano a Kay e lei la strinse in modo non molte forte – io sono Serafina e sono il tuo angelo protettivo . Sono arrivata al tempo giusto e nel momento giusto per salvarti la vita da questo demone che ti voleva prendere il cuore dal petto . Kay non sapeva se questa storia era vera oppure no e decise di dare un pizzicotto alla sua pelle ma vide che era sveglia e tutto era vero . Serafina vedeva che Kay era in quello stadio detto da tutti “ Non Credo in Questa storia e tu sei una pazza “ . Serafina inizio a bere la sua tisana con calma – lo so che adesso farai tutto per vedere se la storia che ti ho detta è vero oppure no . Cioè proverai a darti pizzicotti o a fare altro . Ma te lo posso giurare ti sto dicendo la verità . Serafina vedeva che a Kay serviva una vera prova e cosi decise di far vedere le sue . Serafina si giro di schiena e fece uscire due belle ali bianche come non mai . Kay non sapeva se toccarle oppure no e Serafina sentiva che Kay voleva toccare ma allo stesso tempo voleva non toccarle . Voleva queste due cose per vedere se poteva tornare nel suo vecchio mondo ma allo stesso tempo voleva vedere se questa storia era vera . Kay inizio a toccare le ali di Serafina ed erano bellissime come non mai e molto soffici . Kay le toccava con dolcezza – mi hai detto la verità e io non ti ho creduto scusami . Serafina fece scomparire le ali dentro al suo corpo – non scusarti per non avermi creduto . Tutti quanti hanno questa reazione se gli dici che nel mondo ci sono i demoni , gli angeli , i fantasmi . Tutte le persone di questo mondo fanno una cosa e sarebbe a dire far finta di credere a questa storia ma visto che non lo possono vedere con i loro occhi credono che tutta questa storia sia falsa . Pure tu hai fatto una cosa del genere e lo vuoi fare perché vuoi una vita normale non solo per te ma anche per le tue figlie e in questo la tua mente e il tuo cuore non ci vedono nulla di male . Kay si mise seduta di nuovo sulla poltrona e fini di bere la tisana fatta da Serafina che era molto buona non solo dal sapore ma anche dall’ odore . Una volta bevuta Kay aveva un sacco di domande – da dove vieni ? . Serafina si mise sulla poltrona con le gambe una sopra l’ altra – io vengo dall’ isola di Sefira . Provengo da li e sono partita da li per salvarti la vita . Un altra domanda che aveva dentro la mente Kay era – ti ho visto uccidere quel demone con un solo colpo mi puoi dire come hai fatto ? . Serafina vedeva che Kay era piena di domande e faceva bene a farle visto per salvarsi la vita in questo nuovo mondo doveva sapere tutto su cosa poteva uccidere i demoni . Serafina decise di rispondere a questa domanda – uno è dei modi per uccidere un demone e buttargli addosso l’ acqua santa ma anche il sale va bene . Kay ripenso a quello che aveva fatto prima Serafina – quindi prima quando mi hai fatto chiudere le finestre e hai messo il sale davanti alla porta e davanti alle finestre lo facevi per stare al sicuro . Serafina vedeva che Kay era felice di aver saputo tali cose dal suo angelo protettivo . Ma adesso Kay aveva una domanda che era più importante delle altre – come faccio a capire chi è un demone e chi non lo è ? . Serafina aveva visto che gli occhi di Kay erano diversi ma lei non lo aveva visto . Serafina teneva ancora la mano a Kay – adesso ti faccio vedere io come li riconosci .

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Alice Silverstrike Demone Demoni Destronema Druido Jenna Silverstrike Stephen Silverstrike

Alice toglie l’ incantesimo a Jenna

 

Alice si mise subito a cercare il libro di incantesimi che era bello grosso e sopra era di colore nero . Se qualcuno lo avesse preso non ci avrebbe capito niente e avrebbe pensato che era una cosa stupida ed era una cosa scritta in latino . Ad alcuni il latino non piace e per questo lo avrebbe buttato in un lago o lo avrebbe bruciato . Mi puoi aiutare , tesoro . Quello che stiamo cercando e un libro nero e bello grosso – Alice visto che era l’ unico modo per ricordare quella notte , aiuto sua madre a trovarlo e inizio le ricerche prima in cucina e visto che li non c’ era niente , andò a vedere in camera di sua madre . Una volta entrata vide sotto il suo letto che era bello comodo e li sotto c’era un sacco di libri e decise di prenderli tutti quanti . Tutti i libri erano davvero molto grandi e neri e Jenna non sapeva se uno di quelli era il libro che stava cercando Alice . Torno di sotto con tutti i libri e lei era nascosta da dietro tutti quei libri . Alice vide che Jenna stava facendo crollare tutti i libri e andò a prendere alcuni dei suoi libri e li mise sul tavolo che erano molti . Una volta messi li sul tavolo e Alice chiese aiuto a sua figlia Jenna visto che era molto brava con il latino e in due facevano prima . I libri erano tanti e c’ erano un sacco di incantesimi e non solo quelli su quei libri ma anche informazioni su demoni e suoi loro punti deboli e anche i simboli druidici per proteggere una persona dalle forze del male . Jenna quando vide tutti quei incantesimi , si giro verso sua madre che era vicino a un libro e con un foglio e con una penna in mano – tu hai imparato tutti questi incantesimi . Allora sarai fortissima . Alice vide che Jenna era felice di sentire che sua madre era davvero una grande druida e sapeva davvero fare un sacco di incantesimi – si li so fare tutti quanti e una volta che avrai me come insegnante li saprai pure tu questi incantesimi e quello di far cadere le persone in un sonno profondo . Jenna vide che c’ erano molti demoni su quei libri e alcuni era molto potenti e forse più potenti di Destronema e da li capì che quello che aveva fatto Alice era per proteggerla – senti mamma mi dispiace per quello che ti ho detto prima , non volevo dirtelo e so che tu hai fatto questo . Nascondermi la verità e il fatto dei demoni per proteggermi ma adesso sono pronta a sapere la verità e grazie a te sarò pronta a saperla . Alice andò verso Jenna la abbraccio e poi dopo lungo cercare , trovo l’incantesimo giusto . Alice fece mettere Jenna al centro della stanza e poi pronuncio l’ incantesimo con una voce molto chiara e forte . Se avesse detto male le parole sarebbe successo una cosa davvero molto brutta e sarebbe a dire la memoria di Jenna sarebbe stata cancellata del tutto e non avrebbe riconosciuto Alice . Alice vide Jenna negli occhi e vide che era tutto apposta e dentro la sua mente stava per scomparire la nube che Alice aveva fatto mettere dentro la mente dentro la sua mente . Dentro la mente di Jenna , i ricordi stavano tornando con calma e vide lei che entrava in casa e metteva del sale vicino alle finestre dopo che Alice le aveva detto di entrare dentro casa . Jenna fece come le aveva detto Alice visto che si fidava ciecamente di sua madre e alla fine lei svenne a terra . Jenna guardo negli occhi Alice e le fece capire che tutto stava andando bene e che adesso lei ricordava tutto di quella sera . Jenna si mise seduta visto che le girava un po’ la testa e Alice le diede un po’ d’ acqua fresca visto che dopo ogni incantesimo c’ e sempre un effetto collaterale . Quell’ incantesimo aveva solo l’ effetto di far avere un mal di testa enorme sulla persona che lo utilizzava . Alice prima di dire a Jenna tutta la verità su quella sera e anche alcune domande che aveva sul conto del sale e di alcune cose . Alice porto Jenna in camera sua e la fece stendere e la fece dormire per un po’ visto che gli effetti duravano un ora e per tutto quel tempo Jenna aveva bisogno di dormire un po’ . Una volta che Jenna non aveva più quel mal di testa davvero molto doloroso , Alice le avrebbe detto tutto sulla morte di suo padre e delle sue domande sul sale .

 

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Destronema uccide Stephen Silverstrike

 

Destronema aveva già ucciso Stephen Silverstrike anche prima di farlo tornare da sua moglie e farlo parlare con lei . Nessuno l’ ha mai detto ma anche i cadaveri possono essere usati come mezzo per i demoni ma devono essere ancora intatti e devono essere presi dopo la morte della persona oppure arriva la morte e prende il suo cadavere e il demone non può più fare nulla . Destronema aveva fatto venire Stephen nel bagno e gli diede un bacio con il quale manipolo il suo sangue e lo fece diventare agitate e pronto a essere caldo . Destronema dopo essere stata baciato da Stephen chiuse un attimo la porta e in quel momento fece diventare tutta la stanza ferma e li aveva bloccato il tempo e poi uccise Stephen . Destronema non voleva muovere il suo corpo e cosi decise di muoversi visto che aveva poco tempo e fermare il tempo non funziona contro la Morte . Doveva essere più veloce della morte stessa e alla fine entro dentro al corpo di Stephen . Una volta entrata si trovo molto scomoda visto che era nel corpo di un uomo e non vedeva l’ ora di uscire da questo corpo . Aveva saputo dalla sua memoria che sua moglie sarebbe tornata a casa sua verso le 11 di sera visto che era a un raduno di druidi e aveva portato con se anche Jenna . Jenna voleva stare con sua madre visto che voleva sapere di quel mondo anche se non era ancora una druida . Per il momento non poteva vedere la magia che facevano le altre persone e Alice decise di usare un incantesimo e far vedere a sua figlia alcune cose . Quando vide magie e incantesimi e tutte quelle persone fu davvero molto felice di essere venuta e li incontro delle ragazze che erano druide e con le quali fece subito amicizia . Quando furono le 11 Alice e Jenna tornare a casa e li davanti alla porta di ingresso trovarono Stephen . Alice senti la natura e vide che era ferma e immobile e nessun animale faceva rumore e si stava chiedendo cosa stava accadendo . Alice non fece abbracciare Jenna e Stephen visto che aveva visto a terra dello zolfo e pure sulle finestre di casa sua e le fece entrare in casa sua . Alice aveva detto a Jenna di chiudersi dentro di mettere il sale vicino alle finestre e vicino alla porta e Jenna si fidava di sua madre e fece come aveva detto lei . Alice fece svenire Jenna con un incantesimi e cosi era caduta in un sonno e non avrebbe ricordato niente di quella sera . Tutto questo lo aveva fatto per aiutare Jenna e cosi non farla diventare un mostro . Destronema in bagno dopo aver baciato quell’ uomo che aveva tradito sua moglie al primo momento decise di ucciderlo con un bacio e lui mori per colpa di un attacco di cuore . Alice aveva capito già che suo marito era morto ma pensava che Destronema lo teneva in vita e cosi aveva sperato ma quando era caduta a terra e il demone se ne era andato capì che per Stephen non c’ era più nulla da fare . Alice mise il corpo di Stephen sotto terra e fece in modo che sua figlia Jenna non seppe nulla di quella sera . Alice prese il corpo di Jenna e la mise a letto e poi le diede un bacio sulla fronte e disse sotto voce – mi dispiace non volevo farti questo .

 

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Sale che mia sorella Alyssa ha nella sua macchina

Sale

Sale che mia sorella ha nella sua macchina .

 

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Foto delle varie armi che ho nella mia Shelby Mustang Gt 500 Kr

 

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Armi che ho nella mia Shelby Mustang GT 500 KR

Nella mia macchina io varie armi e oggetti che mi possono essere molto utili per combattere mostri e altre creature pericolose , perché anche se ho moltissimi poteri , io non posso uccidere tutte le creature pericolose nel mondo che le persone conoscono e no . Alcune sono pericolose altre sono molto più pericolose e per questo io , Kratos , Aqua e Pandora andiamo in giro per il mondo e in posti molti pericolosi e uccidiamo queste creature molto pericolose per gli altri e cosi cerchiamo di salvare le persone in questo modo . Allora come armi ho varie pistole e vari fucili come il fucile Winchester che penso sia molto bello come fucile e sia molto pratico da usare . Oltre alle pistole e ai fucili , io ho vari oggetti che servono a fermare demoni e altre creature , tipo ho il sale che non serve solo per la cucina ma viene usato per interrogare i demoni e per scacciarli dal proprio corpo , quindi se hai a che fare con un demone che ti ha posseduto allora mangia il sale e il demone viene scacciato , oltre al sale io ho l’ acqua santa e molte altri oggetti che mi possono servire a scacciare i demoni e altre creature sparse sia nei mondi , sia tempo e nell’ universo . Adesso non vi posso dire quali creature molte pericolose esistono , a presto .

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Spiego a Pandora e a Kratos la pizza

Dopo esseri tornati in camera io dissi a Kratos e a Pandora – ve lo spiego adesso tutto quello che c’ e da sapere sulla pizza e Kratos e Pandora dissero simultaneamente – avanti spiega e se ci sono foto faccele vedere e io dissi – ok . Dopo inizia a dire sia a Kratos sia a Pandora tutto sulla pizza – La pizza è un prodotto gastronomico che ha per base un impasto di acqua, farina di frumento, e lievito, che dopo una lievitazione di almeno ventiquattr’ore viene lavorato fino a ottenere una forma piatta, cotto al forno e variamente condito.

 

Etimologia

 

L’etimologia del nome “pizza” (che comunque non è necessariamente legata all’origine del prodotto) deriverebbe secondo alcuni, da pinsa, participio passato del verbo latino pinsere, cioè pestare, schiacciare, pigiare o dalla pita mediterranea e balcanica, di origine greca, secondo quest’ultima ipotesi la parola deriverebbe dall’ebraico פִּתָּה o פיתה, dall’arabo كماج e dal greco πίτα, da cui anche pita che appartiene alla stessa categoria di pane o focacce. Studi più recenti accreditano, oltre all’origine greca, anche altre ipotesi, cioè che la parola deriverebbe dal germanico (longobardo o gotico) dell’alto tedesco d’Italia bĭzzo-pĭzzo (da cui anche in tedesco moderno Bissen: “boccone”, “pezzo di pane”).

 

Questa ipotesi sarebbe pure confermata dall’area di diffusione originaria della parola, che coinciderebbe con il regno e i ducati longobardi di Benevento e Spoleto. Tuttavia la diffusa presenza, in area balcanica di pita, induce J. Kramer, riportato dalla stessa fonte, a cercare nel greco πίττα (di provenienza albanese) l’origine dell’italiano “pita”, da cui poi “pizza” per incrocio con “pezzo”. Appare comunque certo che la fortuna odierna della parola “pizza” venga da Napoli.

 

Origine

 

Benché si tratti ormai di un prodotto diffuso in quasi tutto il mondo, la pizza è generalmente considerata un piatto originario della cucina italiana ed in particolar modo napoletana. Nel sentire comune, infatti, ci si riferisce con questo termine alla pizza tonda condita con pomodoro e mozzarella, ossia la variante più conosciuta della cosiddetta pizza napoletana, la pizza Margherita.

 

La vera e propria origine della pizza è tuttavia argomento controverso: oltre a Napoli, altre città ne rivendicano la paternità. Esiste, del resto, anche un significato più ampio del termine “pizza”. Infatti, trattandosi in ultima analisi di una particolare specie di pane o focaccia, la pizza si presenta in innumerevoli derivazioni e varianti, cambiando nome e caratteristiche a seconda delle diverse tradizioni locali. In particolare, in alcune aree dell’Italia centrale, viene chiamata “pizza” qualsiasi tipo di torta cotta al forno, salata o dolce e alta o bassa che sia.

 

La pizza ha una storia lunga, complessa e incerta. Le prime attestazioni scritte della parola “pizza” risalgono al latino volgare di Gaeta nel 997. Già comunque nell’antichità focacce schiacciate, lievitate e non, erano diffuse presso gli Egizi, i Greci (maza) e i Romani (offa e placenta).

 

Tipologie

 

Pizza tonda

Per la pizza tonda l’impasto, previamente fatto lievitare in monoporzioni, viene steso in forma di disco, variamente condito e cotto a contatto del piano rovente di un forno. È la più conosciuta e consumata nel mondo e viene detta appunto anche pizza classica o pizza napoletana.

 

Tipica in diverse cucine regionali italiane, è divenuta famosa come specialità della cucina napoletana. La città di Napoli ha svolto infatti un ruolo importantissimo nella storia della pizza, creando ed esportando questa specialità che è ora la più diffusa nel mondo (vedi sez.”Dove si mangia la pizza”). Per questo motivo si usa ancora l’espressione “pizza napoletana” come sinonimo di “pizza tonda” anche se le sue caratteristiche sono spesso diverse rispetto a quelle della tradizione partenopea.

 

Soprattutto fuori dall’Italia invece della pasta di pane si usano spesso impasti più grassi e talvolta anche dolci; il condimento è sempre abbondante e varia notevolmente a seconda delle abitudini locali. La stesura dell’impasto in forma di disco può avvenire con l’uso del matterello oppure, preferibilmente, a mano girando e tirando le palline lievitate d’impasto sopra un piano di lavoro o con evoluzioni aeree. Specialisti di quest’ultimo metodo sono i pizzaioli acrobatici.

 

Pizza al taglio

 

Per la pizza al taglio o pizza in teglia la pasta lievitata viene stesa, condita e cotta in grandi teglie di metallo tonde o rettangolari e poi messa in mostra per essere venduta a peso a scelta del cliente o, in casa, consumata a tranci. La vendita di questa varietà di pizza è diffusa oltre che nelle pizzerie al taglio vere e proprie, anche nelle panetterie.

 

Poiché la pizza in teglia deve essere tenuta in mostra ed eventualmente riscaldata necessita dell’utilizzo di impasti molto acquosi che pure in queste condizioni non si secchino ma diano il massimo del gusto. A tal fine vengono usate farine forti e appositi procedimenti di rigenerazione che permettono di aggiungere agli impasti una maggiore percentuale di acqua, fino al 90%.[senza fonte] Questo ha anche un vantaggio dal punto di vista economico essendo la pizza venduta in alcuni casi a peso (questo metodo è ad esempio il più diffuso nella città di Roma).

 

Pizza alla pala

 

La pizza alla pala, come la pizza in teglia, è una pizza di grandi dimensioni messa in mostra e venduta a peso ma la sua cottura avviene, analogamente alla pizza tonda, direttamente sul piano del forno.

 

Una delle sue varianti è la pizza al metro.

 

Tipologie per origine geografica

 

 Pizza genovese

 

La pizza genovese è pizza in teglia dalla pasta piuttosto alta e morbida, prodotta con farina di grano tenero, acqua, sale, lievito di birra e, talvolta, un poco di latte. Dopo la lievitazione viene stesa con le mani direttamente nella teglia e cotta in forno, preferibilmente a legna. Deriva dalla focaccia genovese.

 

“Verace” Pizza napoletana

 

La pizza napoletana è l’unico tipo di pizza italiano riconosciuto in ambito nazionale ed europeo. Dal 4 febbraio 2010, infatti, è ufficialmente riconosciuta come specialità tradizionale garantita della Comunità Europea.

 

Essa si presenta come una pizza tonda dalla pasta morbida e dai bordi alti (cornicione). Tale rigonfiamento del cornicione è dovuto all’aria, che durante la fase di manipolazione del panetto si sposta dal centro verso l’esterno. Nell’impasto classico napoletano non è ammesso nessun tipo di grasso. Soltanto acqua, farina, lievito (di birra o naturale) e sale. Nella più stretta tradizione prevede solo due varianti per quanto riguarda il condimento:

 Pizza marinara: con pomodoro, aglio, origano e olio extravergine di oliva.

 Pizza Margherita: con pomodoro, mozzarella STG a listelli, mozzarella di bufala campana DOP a cubetti o Fior di latte, basilico e olio extravergine di oliva.

 

La cottura della pizza napoletana, infine, avviene sempre ed esclusivamente tramite l’utilizzo del forno a legna e mai quindi utilizzando altri modi di cottura come per esempio il forno elettrico. Oggi la pizza napoletana è uno dei piatti più diffusi al mondo ed è presente in quasi tutti i ristoranti e locali di cucina italiana all’estero con il nome pizza napoletana o pizza Napoli.

 

Nel 2011, la pizza napoletana è stata presentata dall’Italia come candidata al riconoscimento UNESCO come Patrimonio immateriale dell’umanità.

 

Pizza romana

 

La pizza romana è una pizza tonda dalla pasta molto sottile e croccante. L’impasto viene prodotto con farina di grano tenero tipo 00 o 0, acqua, lievito di birra (oppure lievito naturale), olio d’oliva (oppure per ottenere una pizza più croccante si utilizza l’olio di semi) e sale in proporzioni tali che risulti duro e consistente, tanto da rendere spesso necessaria la stesura con il mattarello. Diffusasi a partire appunto dalla capitale solo dopo l’ultimo dopoguerra, si chiama Napoli la variante di condimento con pomodoro, mozzarella e alici. I libri di cucina tradizionale romana, sembrerebbero avvalorare che la variante con le acciughe sia un’usanza propria della Capitale; la pizza romana, secondo gli stessi ricettari, dovrebbe comprendere anche basilico tagliuzzato,pecorino e pepe.

 

Altre

 

A Napoli la cosiddetta pizza chiusa, ossia pizza ben condita e coperta dalla stessa pasta, si chiamava anche calzone, ma in seguito altre varietà di calzone con un tipo di pasta differente son state ideate e preparate nella vicina Puglia, ragion per cui il calzone al forno è divenuto di fatto un altro prodotto culinario.

 

Anche in Calabria si prepara qualcosa di simile quando si inforna il pane. Specie in passato, assieme al pane “normale” per la famiglia, si faceva spesso anche una pitta chjina (pitta ripiena, dove pitta è un nome generale per una forma di pane). Tale prodotto ha l’aspetto di una pizza chiusa, ovvero formata da due strati di pasta con il ripieno al loro interno.

 

In Sardegna la variante locale viene denominata panada, pizza morbida ed a pasta spessa farcita dei più svariati ingredienti quali pomodori, melanzane, zucchine, funghi, carne d’agnello, pesci (particolarmente ghiotta la variante alle anguille). La ricetta originale prevede che, una volta completata la cottura in forno a legna, la panada venga unta con un filo di olio extravergine bollente e poi lasciata riposare.

 

Una piccola pizza chiusa è il panzerotto, il quale può essere cotto al forno o fritto in padella.

 

In Sicilia vi sono diverse varianti collegate alla tradizione culinaria rurale che con la pizza vera e propria hanno poco a che vedere. E così, a Catania, è diffusissima da secoli l’uso della Scacciata, soprattutto nel periodo natalizio e per le ricorrenze in genere, formata da un primo strato di impasto, tuma e acciughe in città, oppure alla paesana con patate salsiccia broccoli , pepe nero , pomodoro , tuma , in entrambi i casi si chiude con un secondo strato di impasto, e infornata dopo una spennellata di uovo. Nel palermitano è diffuso lo sfinciuni, focaccia morbida con cipolla, caciocavallo, pomodoro e pangrattato; in Provincia di Siracusa, specie nei comuni di Solarino e Sortino, si può gustare il pizzòlu, una sorta di pizza tonda farcita; in provincia di Messina è cucinato il tradizionale piduni, piccolo calzone fritto o al forno ripieno di verdure ed è inoltre presente la focaccia alla messinese, che viene tradizionalmente preparata in teglia con verdure, formaggio, pomodoro e acciughe; e in provincia di Catania, specie a Zafferana Etnea e a Viagrande , la tipica pizza siciliana, un calzone fritto a pasta morbida con ripieno di formaggio, acciughe, funghi porcini e altri ingredienti.

 

Anche oltreoceano la pizza ha avuto una sua evoluzione fino alla pizza all’americana contraddistinta dalla morbidezza e dal notevole condimento. Non raramente all’impasto vengono aggiunti burro o margarina (o altri tipi di grassi) e zucchero.

 

Negli ultimi anni del XX secolo si è andata affermando anche la pizza senza glutine, preparata con farine non a base di frumento, adatte a chi soffre di celiachia.

 

Valori nutrizionali

 

La più celebre delle pizze, la pizza margherita, contiene varie sostanze nutrienti: i carboidrati sotto forma di amido (nella farina), i lipidi vegetali dell’olio extravergine d’oliva e quelli animali della mozzarella di bufala o fior di latte, proteine animali (ancora dalla mozzarella).

 

Queste indubbie qualità non devono però far dimenticare che la pizza non è un alimento ipocalorico adatto a qualunque regime dietetico: una margherita del peso di 300 gr. dà un apporto di oltre 800 calorie peraltro molto sbilanciate a favore dei carboidrati (circa 75%).

 

Impasto

 

Molto importante nella pizza, oltre che la qualità degli ingredienti, è la giusta maturazione e lievitazione. La maturazione è il processo necessario affinché l’amido contenuto nella farina (polisaccaride) venga da alcuni enzimi (alfa e beta amilasi) scisso in zuccheri semplici, questo fa si che la pizza, ben maturata, risulti digeribile. Mentre il lievito di birra compie il suo lavoro producendo nell’impasto anidride carbonica e gas nobili, da qui, la lievitazione, cioè il raddoppio del volume che avviene nell’impasto.

 

Dove si mangia la pizza

 

I luoghi dove si cucina e si consuma la pizza si chiamano pizzerie.

 

A causa della forte immigrazione ed influenza italiana, la città con il più alto consumo di pizza nel mondo è la città di New York seguita da San Paolo in Brasile con 30 milioni di pizze al mese. In quest’ultima città le pizze hanno spesso guarnizioni derivanti dalla gastronomia locale, come il palmito e il catupiry, un formaggio cremoso.

 

Negli Stati Uniti e in varie parti del mondo esistono numerose catene di pizzerie; una delle maggiori catene in franchising è pizza Hut, la quale ha aperto propri ristoranti in 86 paesi del mondo. Dal 1999 è attiva in Italia la catena Spizzico, collegata al marchio Autogrill, che propone un concetto a metà strada tra la pizzeria e il fast-food tipico del Nordamerica; inoltre Autogrill, attraverso una società americana acquisita nel 1999, controlla indirettamente Pizza Hut, non presente in Italia. In Spagna e Portogallo è popolare Telepizza, che effettua anche consegne a domicilio.

 

Record

 

La più grande pizza mai prodotta è quella dell’ipermercato Norwood Pick ‘n Pay (Johannesburg, Sudafrica). Secondo il Guinness Book of Records la pizza – preparata nel 1990 con 500 kg di farina, 800 kg di formaggio e 900 kg di salsa di pomodoro – aveva un diametro di oltre 37 metri .

 A Feltham, Londra, il nuovo record per la più distante consegna di pizza spetta a Lucy Clough. Una pizza vegetariana è stata cotta il 17 novembre 2004 ed ha percorso una distanza di 16949 km per essere consegnata in Ramsey Street, a Melbourne, il 19 novembre 2004. Il record è presente nell’edizione 2006 del Guinness Book of Records

 La Pizza Louis XIII per 2 persone costa € 8.300,00

 La pizza Royale 007 creata a New York costa € 3.000,00 .

 

Informazioni sulla Pizza

 

Origini

 IPA /ˈpi:tsʌ/

 Luogo d’origine Italia

 Diffusione Asia meridionale

 Asia centrale

 Asia occidentale

 Oceania

 Europa

 Americhe

 Dettagli

 Categoria piatto unico

 Ingredienti principali farina

 acqua

 olio di oliva

 sale

 Lievito di birra

 (altri ingredienti differiscono in base alle varianti)

 Varianti Pizza napoletana

 Focaccia

 Piscialandrea

 Pizza genovese

 Pizza siciliana.