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Abby Miles Ada Knight Daniel Saintcall Dominatore di Poteri Foto Ichabod Crane Sleepy Hollow

Sleepy Hollow

Io e Ada tornammo nel mondo di Sleepy Hollow visto che era arrivato il momento di combattere contro Moloch e sconfiggerlo una volta per tutte . Oppure lui ci avrebbe sconfitti e avrebbe dato inizio alla sua Apocalisse . Ichabod era li con Abbie e stava parlando di quello che aveva fatto Abraham . Ichabod rivede un suo evento passato . Ichabod e Abraham stavano tirando di scherma . Tutti e due eravamo molto bravi . Ognuno aveva imparato da ottimi maestri ed erano molti bravi . Ma a vincere fu Abraham e per esigere la sua vittima disse ” Ci sono persone che insegnano la storia e ci persone che la fanno ” . Quando Ichabod vede quell’ evento si trova esattamente in quel luogo ma adesso erano solo rovine

Frank Irving era uscito dal reparto di psicologia grazie a Abbie e a Jenny e gli avevano detto tutto anche della venuta di Moloch qui sulla Terra . Frank crede che lui non potrà mai più rivedere nulla nemmeno la sua famiglia . Invece Jenny crede che lui li potrà incontrare di nuovo . Frank non ha perso solo la sua anima ma anche la speranza di essere al sicuro in ogni luogo .

Abraham si può muovere solo di notte e lui arriva con la sua ascia

Abraham con il suo telefonino vicino alla testa segnala la risposta a Abbie

Ichabod si avvicina verso la libreria e cerca di vedere una cosa

Abraham ha trovato il luogo e si sta avvicinando

Abbie e Ichabod trovano un passaggio segreto

Abbie sta arrivando invece non so come mai ma Ichabod si nasconde

Abbie guarda in modo molto storto Ichabod

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Mondiali di Scherma Budapest 2013: programma, orari e azzurri in gara lunedì 12 agosto

Si concludono oggi i Mondiali di Scherma di Budapest 2013. Alcuni degli azzurri sono già in vacanza, per alcuni particolarmente meritata come le fiorettiste che hanno vinto la prova a squadre e due medaglie individuali. Oggi tocca ai loro colleghi della stessa arma e alle ragazze della sciabola provare ad arricchire il medagliere dell’Italia.

Proprio le sciabolatrici saranno le prime a salire in pedana questa mattina alle ore 10:00 per tirare, negli ottavi di finale della prova a squadre, contro coloro che vinceranno la sfida dei sedicesimi tra Repubblica Ceca e Hong Kong. Il ct Giovanni Sirovich schiererà il quartetto composto da Irene VecchiRossella GregorioLivia Stagni e Lucrezia Sinigaglia.
La Sinigaglia non ha partecipato alla gara individuale, mentre Irene Vecchi è l’unica che ha già ottenuto una medaglia in questo Mondiale, quella di bronzo.

Per quanto riguarda il torneo di fioretto maschile a squadre, anche Andrea BaldiniAndrea CassaràValerio Aspromonte e Giorgio Avola cominciano il loro cammino dagli ottavi sfidando la vincente dell’assalto dei sedicesimi tra Messico e Giappone. Finora è stato piuttosto deludente il Mondiale dei fiorettisti che hanno conquistato una sola medaglia nella gara individuale, ossia il bronzo di Valerio Aspromonte, una notevole differenza rispetto a due anni fa, quando a Catania su tutti e tre i gradini del podio c’era un italiano (oro per Cassarà, argento per Aspromonte, bronzo per Avola). In Sicilia, però, nella prova a squadre non riuscirono a raggiungere il podio, se ci riuscissero oggi salverebbero decisamente questo Mondiale. La squadra schierata oggi è la stessa che poco più di un anno fa (il 5 agosto 2012) ha vinto l’oro alle Olimpiadi di Londra.

Oggi gareggia anche la squadra di fioretto maschile nel torneo di scherma paralimpica conMatteo BettiAndrea MacrìAlessio Sarri (oro nella sciabola maschile individuale) e Marco Cima.

Mondiali Scherma Budapest 2013: azzurri in gara lunedì 12 agosto

Sciabola femminile a squadre
ore 10:00 – Italia contro la vincitrice della sfida tra Repubblica Ceca e Hong Konk
A seguire quarti di finale, semifinali e finali

Fioretto maschile a squadre
ore 10:50 – Italia contro la vincitrice della sfida tra Messico e Giappone
A seguire quarti di finale, semifinali e finali

Diretta televisiva su RaiSport 2 ed Eurosport 2 dalle ore 16.15 (finali per il terzo posto) e dalle 19.25 (finali per il primo posto).

 

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Mondiali di Scherma Budapest 2013: programma, orari e italiani in gara venerdì 9 agosto

Oggi è lecito sognare per gli italiani perché ai Mondiali di Scherma in corso a Budapest vanno in scena le gare di fioretto maschile e di sciabola femminile e le possibilità di raccogliere qualche medaglia sono molte.
Gli azzurri che sono impegnati oggi in pedana devono (e possono!) riscattarsi per un Europeo sottotono lo scorso giugno a Zagabria, dove solo Andrea Baldini è arrivato a medaglia tra i nostri fiorettisti plurititolati e solo sul gradino più basso.

Il primo a gareggiare stamattina è Andrea Cassarà, il campione del mondo in carica, che alle 8:30 se la vedrà con l’ungherese Szeki. Alla stessa ora tocca anche al vice-campione del mondo, cioè a Valerio Aspromonte, che a Catania due anni fa è stato battuto dal bresciano per una sola stoccata, e che oggi affronterà un altro ungherese, Szabados.
Ma la sfida Italia-Ungheria non finisce qui, perché anche Giorgio Avola si scontrerà, alle 9:45 con uno dei padroni di casa, Gatai, mentre Andrea Baldini tirerà contro il turco Babaoglu alla stessa ora.

Per quanto riguarda la sciabola femminile, tra le azzurre la prima a cominciare è Irene Vecchiche gareggerà contro la giapponese Itoh alle 14:10, poi alle 14:40 tocca a Rossella Gregoriocontro la francese Berder, mentre alle 14:55 in contemporanea Ilaria Bianco gareggerà con la russa Gavrilova e Livia Stagni con Alejandra Benitez, che nel suo Venezuela è ministro dello Sport.

Mentre i quattro fiorettisti azzurri entrano tutti in scena direttamente oggi perché non hanno avuto bisogno delle qualificazioni in quanto fanno parte della top 16 mondiale, tre sciabolatrici su quattro sono reduci dalle qualificazioni: solo Irene Vecchi, terza a Zagabria, non le ha dovute disputare.

Nella scherma paralimpica oggi in gara nel fioretto maschile Matteo Betti e Andrea Macrì per la categoria A, Marco Cima e Alessio Sarri per la B e William Russo per la C. Ricordiamo cheSarri ha già vinto un oro a questo Mondiale nella sciabola.

Mondiali Scherma Budapest 2013: azzurri in gara venerdì 9 agosto

Fioretto Maschile
Tabellone dei 64
ore 8,30: Cassarà – Szeki (Hun)
ore 8,30: Aspromonte – Szabados (Hun)
ore 9,45: Avola – Gatai (Hun)
ore 9,45: Baldini – Babaoglu (Tur)

A seguire sedicesimi, ottavi e quarti di finale, dalle 18 semifinali e finale

Sciabola Femminile
Tabellone delle 64
ore 14,10: Vecchi – Itoh (Jpn)
ore 14:40 – Gregorio – Berder (Fra)
ore 14,55: Stagni – Benitez (Ven)
ore 14,55: Bianco – Gavrilova (Rus)

A seguire sedicesimi, ottavi e quarti di finale, dalle 18 semifinali e finale

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Mondiali di Scherma Budapest 2013: programma, orari e italiani in gara giovedì 8 agosto

Oggi a Budapest si assegnano le medaglie della spada individuale sia maschile sia femminile. Vedremo se gli azzurri di quest’arma sapranno fare meglio di quelli che hanno gareggiato ieri, giornata in cui l’Italia ha raccolto l’oro di Arianna Errigo e il bronzo di Elisa Di Francisca nel fioretto femminile. Gli sciabolatori si sono tutti fermati prima delle semifinali, il numero uno del mondo Diego Occhiuzzi addirittura ai sedicesimi, il campione del mondo del 2011 Aldo Montano e Luigi Samele agli ottavi e il giovane Enrico Berrè, bronzo agli Europei di Zagabria 2013, ai quarti. Nella sciabola maschile paralimpica, invece, Alessio Sarri, bronzo alle Paralimpiadi di Londra 2012, ieri si è laureato campione del mondo dominando il torneo.

Questa mattina i primi a salire in pedana saranno i ragazzi della spada maschilePaolo Pizzo, campione del mondo uscente, gareggerà alle 8:30 con l’ungherese Imre, Enrico Garozzo alle 8:50 con l’ucraino Herey e Matteo Tagliariol, campione olimpico a Pechino 2008, se la vedrà con il bielorusso Sokolovski alle 9:10. In mattinata si andrà avanti fino ai quarti di finale.

Alle 13:30 entreranno in scena le ragazze, Mara Navarria, neomamma passata dalle qualificazioni, se la vedrà con la lussemburghese Fautsch, alle 13:50 Francesca Quondamcarlo, anch’ella qualificata nonostante l’argento europeo, tirerà contro la romena Pop, poi alle 14:10 tocca a Bianca Del Carretto contro la cinse Sun e a Rossella Fiamingo contro la coreana Choi. Nel pomeriggio si disputeranno le gare fino ai quarti di finale.

Nel pomeriggio, dalle 18, si procederà con le semifinali maschili, poi con quelle femminili, infine con le finali.

Oggi si disputano anche le gare di spada maschile paralimpica, categoria A, con Matteo BettiAndrea Macrì, di categoria C con William Russo e di spata femminile categoria A conMarcella Li Brizzi.

In tv, su RaiSport ed Eurosport, saranno trasmesse le semifinali e finali dalle ore 18 in poi. Fin dalla mattina si possono seguire tutti gli assalti in diretta streaming sul canale Youtube della Fie.

Mondiali Scherma Budapest 2013: azzurri in gara giovedì 8 agosto

Spada Maschile
Tabellone dei 64
ore 8,30: Pizzo – Imre (Hun)
ore 8,50 Garozzo – Herey (Ukr)
ore 9,10: Tagliariol – Sokolovski (Blr)

A seguire sedicesimi, ottavi e quarti di finale, dalle 18 semifinali e finale

Spada Femminile
Tabellone delle 64
ore 13,30: Navarria – Fautsch (Lux)
ore 13,50: Quondamcarlo – Pop (Rou)
ore 14,10: Del Carretto – Sun (Chn)
ore 14,10: Fiamingo – Choi (Kor)

A seguire sedicesimi, ottavi e quarti di finale, dalle 18 semifinali e finale

 

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Spiego a Kratos e a Pandora la Sciabola (Sport)

Dopo aver detto sia a Kratos sia a Pandora tutto sul Fendente , io dissi a loro – adesso vi spiego tutto sulla Sciabola e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti io dissi a loro tutto sulla Sciabola – La sciabola è un’arma usata nella scherma con cui si può colpire di taglio, controtaglio e punta. Deriva dall’omonima arma di cavalleria, nella forma usata dagli Ussari nel periodo napoleonico (v. sciabola). Padre della moderna sciabola sportiva viene ritenuto l’italiano Italo Santelli (1866-1945), il quale, trasferitosi in Ungheria nel 1896, adattò gli insegnamenti della scherma italiana alla tradizione magiara di sciabola.

 

La disciplina della sciabola è detta convenzionale perché prevede una convenzione nel portare i colpi contro l’avversario, che viene fatta rispettare da un arbitro. Possiede una coccia molto ampia per proteggere la mano dai colpi.

 

Il bersaglio valido è delimitato dal giubbetto elettrico, e si compone di:

 busto

 testa

 braccia

 

Descrizione dell’arma

 

Come il fioretto e la spada, anche la sciabola si compone ugualmente della lama e della guardia.

 

Nella lama, che è di acciaio temprato o inossidabile e la cui lunghezza deve essere inferiore a 880 mm, si distinguono:

 il codolo, cioè la parte grezza, quadrangolare, che resta dopo la lama, avente l’estremità a vite;

 il tallone, ossia la parte più robusta, non scanalata, che dà origine alla lama propriamente detta;

 la scanalatura, gli incavi cioè che solcano in senso longitudinale il mezzo della lama per due terzi di essa, al fine di diminuire il peso;

 il taglio, parte più sottile della lama dal lato della guardia, che ha inizio al termine del primo terzo della lama rispetto al tallone, e va fino alla punta;

 il dorso, ossia la parte più spessa in opposto al taglio;

 il contro-taglio, la parte affinata che comprende l’ultimo terzo della lama dalla parte del dorso, e che ha esattamente inizio dove hanno termine le scanalature e va fino alla punta;

 la punta, estremità della lama rispetto al tallone, la quale è appiattita e arrotondata.

 

La lama, oltre a non superare, come si è detto, la lunghezza di 880 mm, deve avere alla sua estremità (la punta) una larghezza minima di 4 mm, ed il suo spessore minimo, parimenti all’estremità, di 1,2 mm. Essa, inoltre, non deve essere né troppo rigida né troppo flessibile e soprattutto non deve curvarsi lateralmente lungo il taglio.

 

Nella guardia sono compresi:

 

a) la coccia, che serve a proteggere la mano, è liscia a superficie unita e costruita di un solo pezzo in lamina metallica (ferro o alluminio). Essa presenta una forma convessa a curva continua, senza orlature né fori nei quali la punta dell’arma avversaria possa impigliarsi. La sua lunghezza, misurata nel medesimo senso del taglio della lama, deve essere inferiore ai 150 mm, e la sua larghezza, misurata perpendicolarmente a detto senso, inferiore ai 140 mm. In altri termini, la coccia deve poter passare in un calibro di controllo che misuri 150 per 140 mm, col piatto della lama tenuto parallelo ai lati di 150 mm;

 

b) l’impugnatura o manico, generalmente di legno zigrinato e con due ghiere di metallo a rafforzamento delle estremità, ha forma pressoché cilindrica appiattita dalla parte corrispondente a quella del dorso della lama, e leggermente ricurva all’estremità inferiore per l’adattamento della concavità della mano;

 

c) il pomolo o bottone, che avvitandosi all’estremità del codolo, permette di tenere solidamente unite le varie parti dell’arma.

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Spiego a Kratos e a Pandora il Fendente

Dopo aver detto sia a Kratos sia a Pandora quello che gli avrei spiegato oggi , io dissi a loro – adesso vi spiego tutto sul Fendente e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti io dissi a loro tutto sul Fendente – Il fendente è un colpo schermistico tipico della sciabola portato dall’alto verso il basso con il pugno (posizione della mano) in terza (pollice verso l’alto e dorso della mano verso l’esterno).

 

In particolare è un colpo inseribile all’interno dei colpi di molinello e deriva da un’azione di svincolo della propria lama da un legamento (presa del ferro avversario) di terza o di quarta dell’avversario.

 

Il fendente è assimilabile al colpo di coupé usato nel fioretto.

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Foto della Mezza Spada vista da Kratos e da Pandora

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Spiego a Kratos e a Pandora la Coccia

Dopo aver detto sia a Kratos sia a Pandora tutto sul Fioretto e dopo avergli fatto vedere una foto sul tale argomento , io dissi a loro – adesso vi spiego tutto sulla Coccia e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti io dissi a loro tutto sulla Coccia – La coccia è una parte contenuta nelle tre armi usate nella scherma. La sua forma è semicircolare ed è fatta in acciaio o titanio. Nel caso di certe spade è in lega di alluminio; il che la rende molto più leggera.

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Spiego a Kratos e a Pandora il Fioretto

Dopo aver detto sia a Kratos sia a Pandora tutto sulla Scherma e dopo avergli fatto vedere una foto su tale argomento , io dissi a loro – adesso vi spiego tutto sul Fioretto e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti io dissi a loro tutto sul Fioretto – Il fioretto è una delle tre armi della scherma.

 

Descrizione dell’arma

 

È un’arma accademica (nata cioè per l’insegnamento della scherma); si compone di due parti, la lama e la guardia.

 La lama è solitamente lunga 90 cm (è possibile anche che sia lungo 85 cm per i bambini, e si trovano in commercio anche lame da 88) ed è divisa in gradi: forte, medio e debole e termina con un bottone. È una specialità olimpica.

 

La guardia può avere diverse impugnature: italiana, francese, anatomica. La differenza tra i vari tipi di impugnatura è data dal diverso modo di inserire la mano su esse ed imprime allo schermitore un diverso stile di combattimento. L’impugnatura italiana ha la coccia, il cuscinetto, il ricasso, gli archetti di unione, il manico ed il pomolo, invece l’impugnatura francese ha il manico diritto leggermente incurvato verso l’esterno della guardia dello schermitore.

 

Ad oggi l’impugnatura italiana non è più utilizzata ed è stata quasi completamente sostituita da quella anatomica (ideata da un Maestro di Vercelli: Francesco Visconti) e, talvolta (soprattutto in Francia), da quella francese.

 

Le regole del combattimento

 

Il bersaglio del fioretto è costituito da un giubbetto conduttivo (comunemente, ma impropriamente detto giubbetto elettrico) che ricopre tutta la zona del tronco, ovvero torace, addome, fianchi e schiena; tutte le altre zone del corpo sono coperte dalla sola divisa bianca in tessuto elastico e costituiscono bersaglio non valido. Questa limitazione del bersaglio è retaggio dell’origine della scherma di fioretto. Difatti, nascendo il fioretto come arma di addestramento, l’allievo era impratichito a colpire le parti vitali del proprio avversario.

 Il giubbetto conduttivo e il fioretto sono collegati tramite un cavo a un apparecchio che segnala, con suono e luci di diverso colore, l’impatto della punta del fioretto sull’avversario. Il cavo conduttore viene infilato, attraverso la manica della mano armata, all’interno della divisa dello schermitore: per questo motivo è detto “passante”. A seconda del colore della luce l’arbitro può stabilire se lo schermitore ha toccato l’avversario in bersaglio valido o non valido.

 

Il fioretto, assieme alla sciabola, è definito “arma convenzionale”, ovvero è un’arma disciplinata da un regolamento per l’assegnazione della stoccata. Per avere assegnata la stoccata, o botta in gergo schermistico, l’atleta deve non solo colpire un bersaglio valido, ma deve farlo avendo iniziato l’attacco prima del suo avversario. Chi è in difesa, o non ha la priorità dell’attacco, per mettere a segno una stoccata valida dovrà prima parare l’attacco dell’avversario e rispondere con una botta o mandarlo a vuoto facendo pressione verso l’esterno.

 

Storia dello Sport

 

In senso etimologico “scherma” deriva da “schermire” verbo che ha come significato l’atto del ripararsi, del difendersi. Alcuni studiosi fanno derivare tale termine dal tedesco arcaico “skirmen”, che vuol dire proteggere e, per sinonimia, difendere o difendersi. Nel Vocabolario dell’Accademia della Crusca infatti si trova questa definizione: “scherma, schermire è riparare con arte il colpo che tira il nemico e cercare di offenderlo sempre”. L’arte della scherma appunto.

 

Tale arte si evolve nel corso di più secoli, accompagnata anche dall’evoluzione delle sue armi a partire dalle prime armi da taglio, passando dal gladio romano fino, ai famosi spadoni medievali, ad arrivare ai giorni nostri alle armi da punta e da taglio. Il duello inizialmente limitato alla scherma militare, fu esteso poi all’uso civile come salvaguardia dell’onore e dei principi morali.

 

Già nel XIII secolo si parlò di una scherma italiana che godeva di grande prestigio fuori dai confine della penisola. Fin dal 1292 cinque maestri italiani ebbero sale d’armi a Parigi. Nella seconda metà del Trecento a Bologna, vissero maestri come Nerio e Lippo Di Bartolomeo; Gioacchino Meyer, fondatore più tardi della scherma tedesca, era stato allievo, a Bologna, del celebre Achille Marozzo. L’irradiarsi della scherma italiana coincise con il fiorire del genio Italiano in tutto il continente tipico di quei secoli. Risale di fatto al 1400 la nascita delle prime scuole di scherma con i cosiddetti “maestri d’arme”.

 

Nel 1536 lo stesso Achille Marozzo pubblicò un’opera completa sotto l’aspetto tecnico e critico, fissando i principi immutabili di ordine generale che lo investono “padre fondatore della scherma italiana”. Se però nella prima metà del XVI secolo il duello si faceva ancora impugnando due armi (spada nella mano destra e daga nella sinistra), presto l’uso fu abbandonato a favore della velocità delle azioni e della maneggevolezza dell’arma principale che, per merito dell’italiano Camillo Agrippa (autore di un famoso trattato del 1553), divenne prevalentemente di punta. La scoperta dell’efficacia dell’affondo da parte dello stesso Agrippa, permise alla scherma un ulteriore progresso di eccezionale importanza; furono infatti definitivamente messe in disuso le vecchie e pesanti armature, scudi e spadoni del Medio Evo per far strada a spade sempre più maneggevoli utilizzabili non più con due, ma con una sola mano. Altri trattati furono pubblicati: nel 1572 l’opera di Giovanni dell’Agoccie di Bologna ricca di dettagli tecnici ed approfonditi problemi psicologici connessi alla scherma; il trattato di Angelo Viggiani dal Mantone, che insegna “una scherma di spada sicura et singolare con una tavola copiosissima”. Ma quello che è ritenuto il trattato fondamentale per la scherma italiana è il “Flos duellatorum” del Maestro Fiore dei Liberi da Premariacco, manoscritto del 1409, pubblicato solo nel 1902 da Francesco Novati. Il trattato, che fu un codice di comportamento per il signore, diede l’input per i successivi trattati che delinearono poi il passaggio dalla scherma di combattimento al duello e, quindi, al fatto squisitamente sportivo. Il Cinquecento fu un secolo d’oro per la scherma italiana, in esso si gettano le basi di quella che sarà la scherma moderna.

 

Il Seicento fu invece il secolo di “cappa e spada”, in cui nacquero le basi del codice cavalleresco che arriverà quasi immutato fino ai giorni nostri. Già in questo secolo si videro i primi fioretti con punta coperta da un bottone allo scopo di evitare incidenti tra i duellanti, a sottolineare il carattere squisitamente sportivo ante litteram delle competizioni. È proprio in questo contesto che, con veemente intento apologetico, Iacopo Gelli, nel suo “Scherma Italiana” espresse il suo elogio all’arte della scherma per lo sviluppo delle facoltà intuitive, la rapidità dei pensieri e del giudizio, che rendendo prudenti e misurati i cultori della scherma, anche donne, frenano la brutalità dell’istinto impetuoso e sconsiderato con la pratica frequente, se non giornaliera, in una continua ricerca di grazia di movimenti e salute.

 

Anche il Settecento fu ricco di opere di rilievo ma fu solo con l’Ottocento che si fa risalire di fatto la nascita della moderna scuola italiana di scherma da sempre considerata una delle migliori al mondo per gli ottimi risultati ottenuti sia in Italia che all’estero. L’epoca d’oro fu quella della Scuola Magistrale Militare di Roma (1884) diretta da Masaniello Parise con Carlo Pessina e Salvatore Pecoraro, a cui seguirono i maestri Agesilao Greco, Candido Santone e più tardi Giuseppe Mangiarotti. Fu in questo secolo che gli schermidori si allenano fino a nove ore al giorno, affiancando all’esercizio e studio della tecnica e all’agonismo della scherma, la pratica di ginnastica e di attrezzi, precorrendo di molti decenni gli attuali sistemi di allenamento. Proprio con Agesilao Greco, anello di congiunzione tra il vecchio e il nuovo mondo della scherma, che la scherma si affermò come nuova disciplina olimpica.

 

In questo contesto di internazionalizzazione e di riconoscimento sportivo, dopo un tentativo senza successo effettuato a Pavia nel 1903, il 3 Giugno 1909 venne costituita a Roma La Federazione Schermistica Italiana su iniziativa del capitano Augusto Ciacci e favorita dall’allora onorevole Luigi Lucchini, in qualità di presidente dell’Istituto Nazionale per l’Incremento dell’Educazione Fisica. Un’apposita commissione presieduta dal conte Ezio Ravascheri venne incaricata di redigere lo statuto della nuova federazione, approvato poi nel giugno del 1910, nel quale si operava la distinzione tra maestri e dilettanti. Successivamente il 5 Ottobre 1923 il nome venne modificato in Confederazione Italiana di Scherma (CIS) e dieci anni più tardi, nel 1933, fu ulteriormente e definitivamente modificato con l’attuale nome di Federazione Italiana Scherma (FIS). La contemporanea nascita nel 1913 della Federazione Internazionale di Scherma (FIE) e lo svolgersi delle Olimpiadi fecero sì che la scherma si trasformasse da semplice concetto di arte in un vero e proprio sport da combattimento.

 

Le Olimpiadi di Anversa del 1920 incoronano Nedo Nadi come leggenda della scherma per la conquista di ben cinque medaglie d’oro olimpiche: fioretto individuale ed a squadre, sciabola individuale ed a squadre e spada a squadre.

 

In cento anni di storia delle olimpiadi da Parigi 1900 a Sydney 2000, la scherma italiana è salita ben cento volte sul podio; ad Atene 107 volte e con Pechino 2008 il numero delle medaglie è addirittura arrivato a 114.

 

Un record di eccezionale spessore per una disciplina che vanta di essere l’unica in Italia ad aver conquistato così tante medaglie olimpiche e che contribuisce ad accrescere sempre più il prestigio internazionale di tutto lo sport italiano.

 

Nella centenaria storia della FIS grandi nomi si sono susseguiti: Gastone D’Arè, Edoardo, Carola, Dario, Giuseppe e Mario Mangiarotti, Renzo e Giuliano Nostini, Antonella e Saverio Ragno, Nicola Granieri, Aldo, Carlo, Mario Aldo, Mario Tullio e Tommaso Montano, Mauro Numa, Dorina Vaccaroni, Annarita Sparaciari, Vladimiro Calarese, Irene Camber, Bruna Colombetti, Silvia Strukel, Gianfranco Dalla Barba, Giulio Gaudini, Pasquale La Ragione, Michele Maffei, Gustavo Marzi, Vannetta Masciotta, Angelo Mazzoni, Clara Mochi, Alberto Pellegrino, Gianluigi Saccaro, Emilio Salafia, Cesare Salvadori, Giovanni Scalzo, Giovanna Trillini, Valentina Vezzali, Margherita Zalaffi, Laura Chiesa, Elisa Uga, Margherita Grambassi, Ilaria Bianco, Elisa Di Francisca, Francesca Quondamcarlo, Ilaria Salvatori, Bianca Del Carretto, Nathalie Moullhausen, Cristiana Cascioli, Francesca Boscarelli, Irene Vecchi, Alessandra Lucchino, Mariangela Postiglione, Loreta Gulotta, Matteo Tagliariol, Luigi Tarantino, Gianpiero Pastore, Tonhi Terenzi, Salvatore Sanzo, Simone Vanni, Andrea Baldini, Andrea Cassarà, Stefano Cerioni, Annalisa Coltorti, Diana Bianchedi, Frida Scarpa, Alfredo Rota, Paolo Milanoli, Andrea Borella, Sandro Cuomo, Stefano Pantano, Maurizio Randazzo, e moltissimi altri che, con il loro impegno e con altri in futuro, hanno permesso e permetteranno di arricchire ancora di più il medagliere italiano.

 

La prima medaglia azzurra fu quella di Antonio Conte, oro nella sciabola maestri a Parigi agli albori del ventesimo secolo. Fu confermata tale dopo un lungo iter per la discussa vittoria in quanto maestro e non dilettante, nonostante l’ammissione di assalti di fioretto, sciabola e spada “pour amateurs e professeurs” da parte dello stesso Pierre De Coubertin, fondatore delle moderne Olimpiadi.

 

Tra la prima e l’ultima medaglia conquistata con medesimo sacrificio, costante preparazione, forte determinazione e classe genuina da parte di ogni singolo atleta, c’è una passerella fatta di grandissimi nomi della scherma italiana: dalle storiche medaglie d’oro di Nedo Nadi alle 16 medaglie dei fratelli Mangiarotti (13 del grande Edoardo e 3 di Dario), dalle travagliate medaglie a squadre agli ultimi successi di Pechino 2008, con la conferma di Valentina Vezzali campionessa olimpica per la terza volta consecutiva nel fioretto femminile, del rispettivo bronzo di Margherita Grambassi e del quarto posto di Giovanna Trillini alla sua quinta Olimpiade (4 ori, 1 argento e 3 bronzi), oltre all’ulteriore conferma della loro affiatata squadra di fioretto femminile assieme alla compagna Ilaria Salvatori. Eccome non ricordare l’oro di Matteo Tagliariol nella spada maschile individuale (quarantotto anni dopo Giuseppe Delfino oro a Roma 1960) e bronzo a squadre sempre nella spada maschile con Stefano Carozzo, Diego Confalonieri, Alfredo Rota; i bronzi di Salvatore Sanzo nel fioretto maschile e della squadra di sciabola maschile con Aldo Montano, Diego Occhiuzzi, Giampiero Pastore, Luigi Tarantino.

 Ma l’indiscusso prestigio mondiale della scherma italiana passa anche attraverso altre cifre estremamente significative: le 275 medaglie conquistate ai Campionati del Mondo Assoluti a partire dal 1921, le 169 nel Campionato del Mondo Giovani dal 1950, le 78 nel Campionato del Mondo Cadetti a partire dal 1987, le 148 ai Campionati Europei. Numeri questi che palesano come la realtà della scherma italiana si sia affermata a livello mondiale e come la scuola italiana goda di numerosi riconoscimenti per gli innumerevoli traguardi raggiunti nel corso di tutta la sua storia.

 

Campioni italiani

 

Quest’arma ha dato grandi soddisfazioni alla nazionale italiana.

 Tra i più grandi fiorettisti di tutti i tempi molti sono italiani e tra questi spiccano:

 Andrea Baldini

 Andrea Borella

 Andrea Cassarà

 Massimo Cavaliere

 Stefano Cerioni

 Mauro Numa

 Salvatore Sanzo

 Simone Vanni

 Giorgio Avola

 

nel fioretto maschile.

 

In quello femminile:

 Margherita Granbassi

 Antonella Ragno

 Ilaria Salvatori

 Dorina Vaccaroni

 Valentina Vezzali

 Giovanna Trillini

 

Tra i campioni di tutti i tempi vanno ricordati il livornese Nedo Nadi e il milanese Edoardo Mangiarotti che detiene il record nazionale di medaglie vinte alle Olimpiadi, ben 13.

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Foto della Scherma visto da Kratos e da Pandora