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Faccio vedere a Pandora il segno uguale

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Spiego a Pandora il segno uguale

Dopo aver detto a Pandora tutto quello che sapevo sul segno per , gli dissi – adesso ti spiego tutto quello che so sul segno uguale e Pandora disse – ok . Dopo iniziai a spiegare a Pandora tutto quello che sapevo sul segno uguale – L’uguale è un comune segno tipografico di tipo matematico, probabilmente uno dei più antichi; la sua immagine è costituita da due lineette orizzontali parallele, simili a due meno posti l’uno sull’altro. Il termine uguale viene dal latino æqualis, e, che significa per l’appunto uguale, oppure pianeggiante; questo vocabolo deriva a sua volta da un’altra parola latina, æquus, i, nel significato di piano, liscio: è proprio a causa di questa etimologia che, spesso, il simbolo = si legge anche eguale. Fu “inventato” nel 1557, appunto in sostituzione del termine aequalis fino ad allora usato, dall’astronomo e matematico gallese Robert Recorde, che decise di utilizzare due trattini paralleli affermando letteralmente: “…per evitare la noiosa ripetizione di queste parole: “è uguale a”, userò un paio di linee parallele della stessa lunghezza, perché non ci sono due cose uguali tra loro più di due rette parallele.”.

 

Utilizzo

L’uguale è un simbolo molto adoperato in matematica, e serve ad indicare che due o più entità numeriche o geometriche sono tra loro completamente identiche, indifferenti; lo si vede comparire spesso nelle equazioni:

Oltre che in matematica, come spesso avviene per i simboli scientifici, l’uguale viene spesso adoperato anche in lingua italiana dai giovani, i quali, per risparmiare tempo-tastiera, invece della parola “uguale” scrivono il simbolo =. Un chiaro esempio che attesti tale utilizzo del simbolo potrebbe essere la frase “Tu non sei = a me”, nella quale si evita di scrivere ben cinque caratteri. D’altra parte, questo utilizzo è deprecato in molti contesti, e in particolare nelle scuole, poiché non rispetta le regole della grammatica italiana e sfrutta simboli esterni alla lingua.

Altri segni derivati dall’uguale

 Tra i più importanti segni derivati dall’uguale ricordiamo quello che in matematica è il suo esatto opposto: il ≠, detto disuguale o diseguale; com’è ovvio la sua funzione è indicare che due entità sono tra loro differenti.

Sempre dall’uguale deriva il simbolo di congruente, ≡, che in geometria indica la proprietà di due figure di essere perfettamente sovrapponibili in ogni loro punto; la figura è composta da un uguale a tre lineette, come a intendere che il congruente indica cose “più uguali”, “interamente uguali” tra loro. In teoria dei numeri esso indica anche una relazione di equivalenza tra numeri interi detta congruenza modulo n.

Anche il segno di similitudine, ≈, viene dal simbolo ‘uguale’; le due linee ondeggianti indicano che le due figure geometriche di cui si sta parlando sono solo parzialmente uguali, precisamente solo per quanto riguarda gli angoli. In teoria degli insiemi il simbolo, talvolta anche con una tilde sola, ~, serve a indicare due elementi appartenenti a una stessa classe di equivalenza. Il carattere tipografico ≈ può anche voler dire quasi uguale a, uguale circa a (sia in senso di approssimazione, come in analisi numerica, che in un senso di equivalenza asintotica).

Il simbolo := sta per “uguale, per definizione, a”, indicando un’uguaglianza che discende da una definizione come, ad esempio: π := Circonferenza / Diametro. Un uso analogo si ha in alcuni linguaggi di programmazione (come ADA, ALGOL, Pascal e altri), nel quale il simbolo := indica l’assegnazione di un valore a una variabile.

Per tutti questi altri simboli, si vedano i seguenti esempi:

 3 ≠ 4

 triangolo ABC ≡ triangolo DEF

 9 ≡ 5 (mod 2)

 quadrato ABCD ≈ quadrato EFGH

 π ≈ 22/7