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Ada Knight Daniel Saintcall Dominatore di Poteri Dominatrice di Poteri Karin Night Kay Knight Osservatore Osservatori Ottobre

Ottobre mi parla con la telepatia

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Prima di andare giù e vantarmi con Ada Knight che avevo scoperto il suo grande segreto cioè il suo primo potere mi fermai visto che Ottobre mi inizio a parlare in modo telepatico – Salve Daniel Saintcall vedo che sei tornato indietro nel tempo e hai fatto bene . L’ unico modo per cercare di capire tutto su Nerissa è il passato . E quello che stai facendo li è molto importante . Cosi facendo non salvi solo la vita di Kay Knight o quella delle altre vittime di Nerissa ma anche Ada Knight . Ottobre resto li a New York a vedere un altro evento e nello stesso tempo stava parlando con me . Io non capivo di cosa parlava Ottobre – spiegati meglio . Vuoi dire che se lei vivrà sarà grazie a me e grazie a quello che dirò a Kay Knight . Ottobre era li che si segnava delle cose nel suo taccuino nero – vedi tra poco Kay Knight dovrà fare quello che deve fare e lo devo fare per salvare la vita di Ada Knight e Karin Knight . Tu nella settimana che inizia tutto . Tra due giorni i demoni iniziano a perseguitarla e tutto inizierà con un oggetto o qualcosa di simile . Non ti posso dire di più ma tu e Ada Knight lo vedrete con i vostro occhi . Prima che gli potessi chiedere di più Ottobre aveva già chiuso il contatto telepatico e se ne era andato . Lui mi poteva dare informazioni ma mi aveva già detto troppo e di più non mi poteva dire .

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Spiego a Kratos il calendario

Dopo aver detto a Kratos tutto sulla casa e dopo aver fatto vedere a Kratos alcune foto di case , gli dissi – adesso ti spiego tutto sul calendario e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sul calendario – Il calendario è un sistema adottato dall’uomo per suddividere, calcolare e dare un nome ai vari periodi di tempo. Questi nomi vengono definiti date del calendario.

 

Il termine calendario identifica inoltre lo strumento materiale utilizzato per illustrare tale sistema di calcolo cronologico (ad esempio un calendario a muro o da scrivania).

 

Più in generale, il termine calendario è anche usato per denotare una lista di eventi stabiliti o pianificati in maniera dettagliata.

 

Quasi tutti i calendari si basano su alcune unità di tempo fondamentali:

 

 la settimana, di sette giorni;

 

 il mese, di circa quattro settimane;

 

 l’anno, in genere di dodici mesi.

 

Ciascuna nazione adotta un proprio calendario ufficiale per definire le festività e identificare le date in modo univoco:

 

 La maggior parte dei paesi del mondo occidentale, nonché le organizzazioni sovranazionali come l’ONU, ma non la maggior parte della popolazione mondiale, adotta il calendario gregoriano.

 

 Alcuni paesi musulmani adottano il calendario islamico.

 

 La Cina e la maggior parte dei paesi orientali adottano il calendario cinese.

 

 l’India adotta il calendario nazionale indiano.

 

 La Thailandia adotta il proprio calendario.

 

 Israele adotta il calendario ebraico.

 

Diversi altri calendari sono stati usati, ufficialmente o no, in passato. Alcuni di essi rimangono in uso soprattutto per motivi religiosi o liturgici; ad esempio le Chiese ortodosse utilizzano il calendario giuliano.

 

Astronomia

 

 Le unità di tempo fondamentali su cui si basano i calendari sono ricavate dall’osservazione del Sole e della Luna:

 

 la settimana corrisponde alla durata di una singola fase lunare tra le quattro principali;

 

 il mese corrisponde alla durata di un ciclo completo di fasi, cioè a quattro settimane;

 

 l’anno corrisponde alla durata di un ciclo di stagioni, cioè a un periodo di rivoluzione della Terra intorno al Sole (non esattamente a causa della precessione degli equinozi).

 

Poiché però un anno solare non corrisponde a un numero intero di mesi lunari (il rapporto è di circa 12.3683), i calendari seguono in genere o l’uno o l’altro dei due cicli. Essi si distinguono quindi in:

 

 calendari solari: sono basati sulla durata dell’anno solare, o anno tropico, di circa 365 giorni. In questi calendari le stagioni iniziano sempre nelle stesse date (queste date tuttavia possono spostarsi molto lentamente nell’arco dei secoli), ma i mesi non seguono esattamente il ciclo delle fasi lunari. Esempi di calendari solari sono il calendario gregoriano e il calendario giuliano.

 

 calendari lunari: sono basati sulla durata del mese lunare, di circa 29 giorni e mezzo. In questi calendari il mese inizia sempre con la Luna nuova, ma la data d’inizio delle stagioni si sposta in avanti da un anno all’altro (in media di circa 11 giorni). Un esempio è il calendario islamico.

 

 calendari lunisolari: sono sincronizzati sia con la durata dell’anno tropico, che con quella del mese lunare. Per poter mantenere questa sincronia, occorre alternare anni di 12 e di 13 mesi (vedi Ciclo metonico). In questi calendari la data d’inizio delle stagioni si sposta in avanti o indietro da un anno all’altro, ma si mantiene sempre vicina (entro 12-13 giorni) ad una data fissa. Un esempio è il calendario ebraico.

 

 

 

Anche la durata media di una fase lunare non è esattamente di sette giorni (precisamente è di circa 7.3826 giorni): per questo motivo le fasi non iniziano sempre lo stesso giorno della settimana.

 

Intercalazione

 

 I calendari basati su eventi astronomici necessitano periodicamente di intercalare nell’anno periodi di tempo extra per mantenere la sincronizzazione con l’evento astronomico di riferimento.

 

Alcuni tipi di intercalazione calendariale ben noti sono il giorno aggiuntivo introdotto negli anni bisestili, il tredicesimo mese intercalare introdotto periodicamente nei calendari lunisolari (quali quelli ebraico e cinese), e il secondo intercalare aggiunto periodicamente al tempo segnato dagli orologi atomici.

 

I principali calendari

 

 Calendario babilonese

 

 Calendario balinese

 

 Calendario berbero

 

 Calendario celtico

 

 Calendario cinese

 

 Calendario copto

 

 Calendario curdo

 

 Calendario C&T

 

 Calendario ebraico

 

 Calendario egizio

 

 Calendario etiopico

 

 Calendario giapponese

 

 Calendario giuliano

 

 Calendario gregoriano

 

 Calendario hindu

 

 Calendario nazionale indiano

 

 Calendario islamico

 

 Calendario maya

 

 Calendario mongolo

 

 Calendario olocenico

 

 Calendario persiano

 

 Calendario rivoluzionario francese

 

 Calendario rivoluzionario sovietico

 

 Calendario romano

 

 Calendario somalo

 

 Calendario tuareg

 

 Calendario Rose

 

 Antico calendario bulgaro

 

Numerazione degli anni

 

 Per distinguere i vari anni tra loro, si usa assegnare a ciascuno di essi un numero progressivo.

 

 

 

Nel calendario gregoriano e in quello giuliano la numerazione attualmente in uso inizia dalla data di nascita di Gesù calcolata nel VI secolo dal monaco Dionigi il Piccolo. Gli anni successivi a tale data sono denominati dopo Cristo, in sigla d.C.; gli anni precedenti avanti Cristo, in sigla a.C. Non esiste l’anno zero: l’1 d.C. segue immediatamente l’1 a.C. Gli astronomi usano tuttavia, per semplicità di calcolo, una numerazione che comprende lo zero (corrispondente all’1 a.C.) e in cui gli anni precedenti all’1 a.C. sono indicati da numeri negativi.

 

In tempi passati si sono usati sistemi di numerazione basati su altri eventi storici: i più diffusi sono stati quelli che facevano riferimento alla fondazione di Roma e all’inizio dell’impero di Diocleziano.

 

Altri calendari usano una numerazione loro propria: per esempio quello ebraico inizia dalla creazione del mondo (calcolata in base alla Bibbia), quello islamico dall’Egira.

 

Per evitare il riferimento alla religione cristiana, si sta diffondendo, soprattutto nei Paesi Anglosassoni, l’uso di sostituire le locuzioni Prima di Cristo (a.c.) e Dopo Cristo (d.c.) con le equivalenti: Ante Era Volgare (a.e.v.) ed Era Volgare (e.v.).

 

Primo giorno dell’anno

 

 Durante il Medioevo, tutti gli stati e le città dell’Europa occidentale seguirono il calendario giuliano, ma si differenziarono riguardo al giorno d’inizio dell’anno: tra le differenti date adottate vi furono il 25 marzo, il giorno di Pasqua, il 1º settembre. La numerazione degli anni variava di conseguenza, per cui lo stesso giorno poteva corrispondere in diversi paesi ad anni diversi.

 

In seguito, a partire dalla promulgazione del calendario gregoriano (1582), progressivamente si ritornò alla data del 1º gennaio, originariamente fissata da Gaio Giulio Cesare, e oggi adottata universalmente.

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Spiego a Kratos la Domenica

Dopo aver detto a Kratos tutto sul sabato , io dissi a Kratos – adesso ti spiego tutto sulla Domenica e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti io dissi a Kratos tutto sulla Domenica – La domenica è il giorno della settimana civile tra il sabato e il lunedì.

 

In Europa e in America latina è considerato l’ultimo giorno della settimana, negli Stati Uniti, in Giappone e in Brasile invece è considerato il primo.

 

Prima dell’avvento del Cristianesimo, questo giorno corrispondeva al dies solis, cioè il “giorno del Sole” in onore della divinità del Sol Invictus. Ancora oggi questa denominazione si è conservata nelle lingue germaniche come nella lingua inglese Sunday, o nella lingua tedesca Sonntag.

 

Origine del riposo domenicale

 

 Il riposo domenicale non ha un’origine pagana ma cristiana. Il 7 marzo 321 l’imperatore Costantino (che allora era un adepto del Sol Invictus ma si battezzò in punto di morte divenendo alla fine cristiano) stabilì che il primo giorno della settimana (il giorno del Sole, dies Solis) doveva essere dedicato al riposo perché la chiesa prima di lui sin dal tempo degli apostoli osservava la domenica.

 

La religione del Sol Invictus restò in auge fino al celebre editto di Tessalonica di Teodosio I del 27 febbraio 380, in cui l’imperatore stabilì che l’unica religione di stato era il Cristianesimo, bandendo e perseguitando ogni altro culto.

 

Per tale ragione, il 3 novembre 383 il dies Solis venne rinominato dies dominicus (Giorno del Signore) e in tale forma è giunto fino a noi.

 

 I cristiani hanno basato l’osservanza della domenica sulla resurrezione di Cristo dopo che i rituali della legge di Mosè vennero aboliti e con essi il riposo sabbatico.

 

I primi cristiani sin dalle origini, subito dopo la resurrezione di Cristo, hanno celebrato il giorno di domenica abbandonando il sabato in quanto rituale abolito nella nuova alleanza. Il sabato infatti è un rituale abolito nella nuova alleanza e la domenica è una iniziativa cristiana creata nella libertà del vangelo il cui culto è indipendente dalla legge di Mosè. La domenica non è quindi una continuazione o la sostituzione del sabato nella nuova alleanza, ma una iniziativa cristiana che parte da zero, dalla risurrezione di Cristo, indipendente e svincolata dalla legge di Mosè. Il Sabato è inserito nel Decalogo (Esodo 20), legge che non rispecchia esclusivamente il carattere eterno del suo autore, cioè Dio, ma è solo un simbolo della legge che Dio diede a Mosè. La legge eterna di Dio è sparsa per tutta la scrittura e i comandamenti morali più importanti non sono compresi nel decalogo: “ama Dio con tutto il tuo cuore la tua mente e la tua anima e ama il prossimo come te stesso” comandamenti definiti da Gesù Cristo la massima espressione di legge morale sono inseriti nella legge di Mosè ma non dentro il decalogo e non erano dentro l’arca dell’alleanza.

 

Dentro l’arca non c’erano solo ed esclusivamente i comandamenti morali eterni ma leggi che simboleggiavano l’alleanza tra Dio e gli ebrei. Quando Gesù indica i comandamenti morali più importanti ne cita due che non sono nel decalogo e non erano nell’arca dell’alleanza.

 

Gesù insegna il rispetto dell’uomo, in quanto la vita viene prima di ogni cosa, ma allo stesso tempo fa capire che il sabato è solo un cerimoniale della legge mosaica di secondaria importanza. Il giorno di riposo giudaico, il Sabato, è stato fatto per dedicarsi a Dio e agli altri solo all’interno della legge che Dio diede agli ebrei. Dio nel giardino dell’Eden non aveva bisogno di un giorno di riposo per gli uomini perché il periodo nel paradiso era un riposo quotidiano a partire dal settimo giorno della creazione in quanto non esisteva il lavoro faticoso maledetto da Dio (Genesi 3,17/18) e vi era sempre comunione con Dio senza bisogno di un riposo ciclico.

 

Il riposo del sabato è stato dato ai guidei solamente nella legge di Mosè come conseguenza del peccato e della maledizione di Dio sul lavoro che richiedeva riposo dopo l’angoscia di lavorare duramente data come maledizione all’uomo dopo il peccato di Adamo. Nel paradiso dell’Eden non esisteva il riposo sabbatico prima del peccato di Adamo perché la creatura entrava in comunione con Dio quotidianamente, in un sabato quotidiano a partire dal primo sabato alla creazione senza bisogno del rituale giudaico di riposare ciclicamente ogni sette giorni.

 

In tutto il NT si capisce che il rituale del riposo del sabato è abolito, il Concilio di Gerusalemme (Atti 15) il primo grande concilio cristiano, rende inutili le prescrizioni rituali e cerimoniali della legge mosaica per i cristiani, abolendo la circoncisione la quale legava all’osservanza di tutti i rituali dati da Dio agli ebrei.

 

Bisogna inoltre fare una netta distinzione tra legge scritta da Mosè (Deut. 31: 24-26) e Legge morale divina: l’una mutevole, l’altra eterna. Le grandi leggi morali non sono comprese esclusivamente nei dieci comandamenti: “ama il prossimo tuo come te stesso” e “ama Dio con tutto il cuore” sono l’apice della legge morale e non sono nel decalogo. I dieci comandamenti non rappresentano esclusivamente la legge morale di Dio che è invece sparsa per tutta la sacra scrittura. Il Sabato è un rituale che rientra nel decalogo e verrà abolito nella nuova alleanza insieme agli altri rituali della legge che Dio diede agli ebrei. L’insieme dei dieci comandamenti come gruppo di leggi è abolito nel nuovo testamento ( solo i comandamenti erano incisi sulla pietra e sono ormai un insieme superato secondo l’apostolo Paolo in Corinzi 3,4/11) e le singole leggi del decalogo adesso devono ora essere prese in considerazione una ad una indipendentemente per verificare se sono valide nella nuova alleanza nel sangue di Cristo. Il sabato, che si basa sul non lavorare ogni settima rotazione della circonferenza terrestre attorno al sole, è un comando fisico e rituale che non ha nulla di etico o morale, la sua prescrizione è ritualistica come il comandamento di indossare le frange o circoncidersi.

 

Il sabato non è un comando universale perché può essere osservato solo sul pianeta terra nella zona della Palestina. Il sabato non esiste oggettivamente ma è un periodo di tempo deciso arbitrariamente dagli uomini avendo stabilito soggettivamente una linea di inizio giorni sulla circonferenza terrestre per cui ad est e ad ovest della Palestina l’identità di questo giorno è puro arbitrio dell’uomo rendendo cosi’ ogni giorno uguale all’altro dal punto di vista di Dio.

 

Il passaggio dal Sabato alla domenica è avvenuto in quanto il rituale sabbatico è stato abolito e la domenica NON è la continuazione o la sostituzione del riposo del sabato nella nuova alleanza ma una nuova iniziativa cristiana nella libertà di culto della nuova alleanza, un culto che parte da zero e non è più legato alla legge di Mosè.

 

Significato nella religione

 

 Nel Cristianesimo la domenica è il giorno da dedicare al culto.

 

Nel cattolicesimo si ricorda la risurrezione di Gesù (Marco 16,2; Luca 24,1; Giovanni 20,1) e si santifica la domenica attraverso la partecipazione all’Eucaristia e il riposo dal lavoro. Tutte le domeniche sono giorni di precetto.

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Spiego a Kratos il sabato

Dopo aver detto a Kratos tutto sul venerdì , io dissi a Kratos – adesso ti spiego tutto quello che c’ e da sapere sul sabato e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti io dissi a Kratos tutto sul sabato – Sabato è il giorno della settimana tra il venerdì e la domenica, dal latino sabbatum derivante a sua volta dall’ebraico shabbat, giorno dedicato al riposo.

 

Per il mondo romano, prima dell’avvento del Cristianesimo, era Saturni dies, giorno di Saturno, utilizzato oggi nei paesi di lingua inglese (Saturday) e del Nord Europa.

 

Per l’ebraismo è un giorno sacro di astensione da qualsiasi opera creatrice e dunque anche dal lavoro (Esodo 20, 10) e di celebrazione dell’opera salvatrice di Dio (Deuteronomio 5, 12-15), prescritto nei dieci comandamenti, vedi Shabbat. Alcune denominazioni cristiane dell’Avventismo millerita, tra cui la Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno , gli Avventisti del Settimo Giorno del Movimento di Riforma, i Davidiani e la Vera Chiesa di Gesù, osservano il riposo dalla sera del venerdì a quella del sabato, così come raccomandato dalla Bibbia.

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Spiego a Kratos il venerdì

Dopo aver detto a Kratos tutto quello che c’ era da sapere sul venerdì , io dissi a Kratos – adesso ti spiego tutto quello che c’ e da sapere sul venerdì’ e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti io dissi a Kratos tutto sul venerdì – Venerdì è il giorno della settimana tra il giovedì e il sabato, dal latino Venĕris dies, giorno di Venere.

 

I termini inglese Friday e tedesco Freitag si riferiscono al suo essere, un tempo, giorno sacro alla dea Freyja, divinità più o meno equivalente alla latina Venere.

 

I venerdì speciali:

 

 Venerdì santo: due giorni prima di Pasqua, la cristianità ricorda la morte di Cristo.

 

 Venerdì islamico: per l’Islam il venerdì è il giorno santo in cui ci si reca nelle moschee per la preghiera.

 

 Venerdì ebraico: al tramonto del venerdì inizia il shabbath ebraico, che dura fino al tramonto del giorno seguente.

 

Superstizioni

 

 Secondo una superstizione diffusa nei paesi cristiani il venerdì è giorno infausto in quanto data presunta della morte di Gesù. Presso i romani era il venerdì che si pagavano le tasse e si eseguivano le condanne a morte.

 

Presso certe culture sono considerate particolarmente sfortunate le date venerdì 13 o venerdì 17.

 

C’è chi invece considerava il venerdì un giorno fortunato a prescindere dalla data del calendario in cui cadeva: il grande navigatore Cristoforo Colombo, ad esempio, salpò dal porto di Palos un venerdì. Per i siciliani invece il nato nel giorno di venerdì è un “vinnirinu” (traducibile in “venerdino”), e sarà un uomo valoroso e fortunato.

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Spiego a Kratos il giovedì

Dopo aver detto a Kratos tutto sul Mercoledì e io dissi a Kratos – adesso ti spiego tutto quello che c’ e dasapere sul giovedì e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti io dissi a Kratos tutto sul giovedì – Giovedì è il giorno della settimana tra il mercoledì e il venerdì, dal latino Iovis dies, giorno di Giove. L’inglese Thursday deriva invece dal nome del dio germanico Thor che venne equiparato, sulla base delle sue funzioni, a Giove nella interpretatio romana; è probabile che dalla stessa radice derivi anche il sostantivo “thunder” (tuono); fulmini e tuoni sono infatti collegati alla figura di Thor.

 

Di giovedì, tradizionalmente, cadono le solennità dell’Ascensione (40 giorni dopo Pasqua) e di Corpus Domini (60 giorni dopo Pasqua).

 

I giovedì speciali:

 

 Giovedì santo: nella settimana che precede la Pasqua.

 

 Giovedì grasso: il primo giovedì di carnevale. Nel rito ambrosiano è il giovedì che precede il sabato grasso.

 

 Giovedì elettorale: nel Regno Unito solitamente le elezioni vengono tenute di giovedì.

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Spiego a Kratos il Mercoledì

Dopo aver detto a Kratos tutto sul Martedì , io dissi a Kratos – adesso ti spiego tutto sul mercoledì e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti io dissi a Kratos tutto sul mercoledì – Mercoledì è il giorno della settimana tra il martedì e il giovedì, dal latino Mercurĭi dies, giorno di Mercurio.

 

Considerando la domenica come primo giorno della settimana, il mercoledì la divide in due. In tedesco, la parola “mercoledì” (Mittwoch) significa “metà della settimana”. Questo significato si ritrova anche nei nomi di questo giorno in altre lingue germaniche come l’islandese (miðvíkudagur) e nelle lingue slave come il ceco (středa, da střed, che significa centro), ma anche non germaniche come il finlandese (keskivikko da keskus, centro e vikko settimana).

 

L’inglese Wednesday deriva invece dalla divinità celtico-germanica Woden (Odino).

 

Tra i mercoledì degni di nota c’è il mercoledì delle Ceneri che segna il primo giorno della Quaresima nelle Chiese cattoliche di rito latino.

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Spiego a Kratos il lunedì

Dopo aver detto a Kratos quali erano i giorni della settimana e dopo io dissi a Kratos – adesso ti spiego il lunedì e Kratos disse – comincia pure quando vuoi . Dopo pochi minuti io dissi a Kratos tutto sul lunedì – Lunedì è il giorno della settimana tra la domenica e il martedì, dal latino lunae dies, giorno della luna.

 

In molti paesi europei, Italia compresa, è considerato il primo giorno della settimana, mentre negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Portogallo e in Brasile è il secondo. Per questo motivo in alcune lingue (arabo, greco, ebraico e portoghese) il nome significa “secondo giorno”.

 

Lunedì speciali:

 

 Lunedì dell’Angelo: è il lunedì seguente la domenica di Pasqua e giorno festivo (Pasquetta).

 

 Lunedì di Pentecoste: è il lunedì seguente la domenica di Pentecoste e giorno festivo in numerosi stati europei.

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Faccio conoscere a Pandora cos’ e la settimana

Dopo aver spiegato a Pandora del mese , gli dissi – adesso ti spiego la settimana e poi ti spiego cos’ e l’ anno e Pandora disse – ok , avanti spiega . Io allora iniziai a spiegare a Pandora tutto quello che c’ era da sapere sulla settimana – La settimana come periodo di tempo ciclico, regolare e costante di sette giorni dipende dal calendario lunisolare, essendo l’unità cronologica minima, una singola fase lunare delle quattro principali mensili, nell’interazione fra questi due corpi celesti. Ha una valenza sacra in tutta l’area mesopotamica, culla anche della cultura ebraica e del suo calendario in cui la settimana risulta una delle istituzioni più antiche. L’osservanza del sabato (il settimo giorno) e la cadenza settimanale sono accertate solo dopo l’esilio da Gerusalemme cui gli ebrei furono costretti dalla conquista babilonese del 586 a.C., ma probabilmente l’uso preesisteva da molto. La settimana e l’osservanza del sabato come giorno di riposo da consacrare a Dio, si fondano sulla Bibbia (Genesi) e sui comandamenti («Ricordati del giorno di sabato per santificarlo»: Esodo 20, 8).

La settimana entrò anche nella pratica dei caldei, ma, come era tipico della loro cultura, con una lettura astrologica. I caldei associarono ogni ora del giorno ad un pianeta, che ne determina la qualità; così l’associazione ad un certo pianeta rende un’ora adatta alla preghiera ed al culto, altri pianeti sovrintendono agli affari, ai sentimenti, eccetera. La vita dei seguaci si profilava un po’ complicata vista la rapida successione di diverse possibili attività col trascorrere delle ore.

I pianeti, cioè i corpi luminosi che si muovono nel cielo delle stelle fisse (dal greco πλανασθαι, che significa vagare), sono, per l’astronomia antica,

 Saturno

 Giove

 Marte

 Sole

 Venere

 Mercurio

 Luna

questi nomi sono di origine latina e sono i corrispondenti romani di quelli greci. Anche l’ordine è quello in uso tra gli astronomi di epoca ellenistica, e corrisponde all’ordine dei periodi orbitali o delle distanze dalla Terra decrescenti, definiti ad Alessandria d’Egitto probabilmente nel II secolo a.C. Notiamo che Saturno è padre di Giove e Giove è padre di Apollo (cui è associato il Sole), di Venere e di Mercurio. Un ruolo a parte ha la Luna nell’Olimpo greco (Selene) e romano.

Il pianeta che governa la prima ora è per i caldei il pianeta dominante della giornata e ne caratterizza la qualità; il giorno prende nome da questo pianeta.

Dalla successione dei pianeti delle prime ore otteniamo la successione dei giorni della settimana. Se la prima ora di oggi è associata alla Luna vuol dire che oggi è lunedì; scorrendo le 24 ore e la corrispondente serie di pianeti si vede che la prima ora di domani è associata a Marte; quindi domani è martedì e così via. Più semplicemente l’ordine della sequenza dei giorni della settimana si ottiene percorrendo i lati della stella a sette punte della figura qui sotto riportata nel senso indicato dalla freccia.

Dai caldei attraverso i greci i nomi dei giorni della settimana sono arrivati ai romani nella forma latina seguente:

 dies Saturni

 dies Solis

 dies Lunae

 dies Martis

 dies Mercurii

 dies Iovis

 dies Veneris

 Il calendario settimanale si diffuse a Roma e in tutto l’Impero; fu il suo valore astrologico a decretarne il successo e a farne una istituzione del calendario: nel I secolo a.C. era già introdotto a Roma; certamente lo era dopo la conquista dell’Egitto ad opera di Augusto (30 a.C.) se non prima.

Ai tempi della Repubblica i Romani usavano un ciclo di 8 giorni detto nundinum che significa (periodo) di nove giorni, soprattutto ad uso dei mercati: i calendari romani portavano l’indicazione del giorno delle nundinae con una lettera (A-H) che accompagnava tutti i giorni dell’anno. Le nundinae sono state in uso fino al II secolo a.C., poi soppiantate dalla settimana.

I primi cristiani erano di origine ebraica, usavano la settimana ebraica e onoravano il sabato. Il graduale allontanamento dall’originale matrice ebraica che caratterizzò lo sviluppo del cristianesimo antico, si manifestò in molti modi e anche nella liturgia festiva. Il giorno sacro è quello nel quale Cristo è risorto e questo secondo i vangeli è avvenuto in un giorno successivo al sabato; di qui la decisione di rendere festivo il giorno successivo al sabato, cioè il dies Solis che divenne dies Domini.

I cristiani mantennero l’uso della settimana, anche per loro un istituto divino, ma cambiarono il giorno dedicato al Signore e successivamente proibirono (sinodo di Laodicea, 360 circa) di celebrare il sabato.

La settimana ebraica si trasferì dunque con le variazioni citate in quella cristiana, che a Roma si fuse con quella astrologica. L’astrologia si era diffusa nell’Impero romano prima e più velocemente del cristianesimo, e quando la Chiesa conquistò la supremazia religiosa nell’Impero (inizio del IV secolo) l’uso era ormai molto ben radicato. I cristiani cercarono di imporre nuovi nomi in sostituzione della terminologia pagana ma non riuscirono a cambiare una tradizione popolare ormai consolidata. Vi riuscirono invece i cristiani ortodossi, che mantennero una nomenclatura simile a quella ebraica.

Ai margini dell’Impero, ad esempio in Britannia e Germania, la diffusione del cristianesimo avvenne più tardi, e qui i nomi astrologici sopravvissero: né il sabato, né la domenica sono entrati nell’uso. I popoli sassoni e nordici hanno tradotto i nomi delle divinità latine nei corrispondenti locali:

 Marte in Týr,

 Mercurio in Woden – Odino,

 Giove in Thor – Donar – Thunar,

 Venere in Freyja – (oppure in Frigg),

 Luna in Màni – Mona.

Nell’odierno Inglese, il sabato è dedicato al Dio Romano Saturno (Saturday), mentre in Tedesco, la parola “mercoledì” (Mittwoch) significa “metà della settimana” (iniziando a contare da Domenica)

Quindi la settimana astrologica che oggi usiamo è nata da un complesso di contributi:

 ebraico : come istituzione sacra

 egizio : la suddivisione del giorno in 24 ore

 caldeo : le corrispondenze astrologiche

 ellenistico: ordine dei pianeti

 latino : nomi dei pianeti

 cristiano : emancipazione dalla matrice giudaica e definitiva consacrazione e diffusione della settimana

Gli ebrei chiamano il pianeta Saturno “Shabtai”, cioè il pianeta del sabato: adottando un processo inverso a quello dei caldei, hanno dato al pianeta il nome del giorno della settimana.

Anche l’Islam adottò la settimana, seppure con variazioni del giorno festivo e del suo nome, analogamente a quanto fecero i cristiani.

 Nei calendari moderni la settimana corrisponde a sette giorni.

Un anno è composto da poco più di 52 settimane:

 52 settimane e un giorno

 52 settimane e due giorni negli anni bisestili

Secondo lo standard internazionale ISO 8601, in un anno sono presenti 52 o 53 settimane.

La settimana 01 dell’anno è la prima settimana che contiene quattro o più giorni del nuovo anno.

Può essere anche equivalentemente definita come:

 la settimana che contiene il primo giovedì dell’anno;

 la settimana che contiene il 4 gennaio;

 la settimana che inizia con il lunedì fra il 29 dicembre ed il 4 gennaio.

Ne deriva che se il 1º gennaio è un lunedì, martedì, mercoledì o giovedì allora è nella settimana 01. Se è un venerdì, sabato o domenica allora appartiene all’ultima settimana (52^ o 53^) dell’anno precedente.

 La “settimana santa” è tradizionalmente per i cristiani la settimana che va dalla domenica delle Palme alla domenica di Pasqua. La sua collocazione all’interno dell’anno non è fissa, ma dipende da considerazioni astronomiche ben definite dalla tradizione cristiana.

 In epoca attuale, per “settimana bianca” si intende un periodo passato in montagna, tipicamente d’inverno, per dedicarsi allo sci; la durata di tale periodo non è necessariamente di sette giorni.