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Zombie in Combat Arms

Ore 12:21

Universo di Combat Arms si era sempre combattuto nemici vivi e vegeti , mai persone morte come gli zombie . Adesso tutto questo cambierà tre settimane fa gli zombie hanno infestato una nave e la Polizia Internazionale del Tempo , Dello Spazio e dei Mondi ha isolato quella zone e quando ha capito che c’ erano delle persone in gamba . Cioè il meglio del meglio che è pronta a sparare e a uccidere questi mostri hanno lasciato a loro agire e io decisi di si . In Combat Arms appena sarà possibile potete andare a sparare e a far saltare in aria qualche zombie pechè vi va o per qualunque motivo vi piaccia . Adesso vi metto un video in cui si vede la zona di cui vi parlo con maggiori dettagli e molto altro .

 

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Spiego a Pandora il Calendario

Dopo aver spiegato a Pandora tutto quello che c’ era da sapere sulla casa e avergli fatto vedere varie foto delle case , gli dissi – adesso ti spiego tutto quello che c’ e da sapere sul Calendario e Pandora disse – ok , iniziai pure quando vuoi . Io allora iniziai a dire a Pandora tutto quello che c’ e da sapere sul calendario – Il calendario è un sistema adottato dall’uomo per suddividere, calcolare e dare un nome ai vari periodi di tempo. Questi nomi vengono definiti date del calendario.

Il termine calendario identifica inoltre lo strumento materiale utilizzato per illustrare tale sistema di calcolo cronologico (ad esempio un calendario a muro o da scrivania).

Più in generale, il termine calendario è anche usato per denotare una lista di eventi stabiliti o pianificati in maniera dettagliata.

Quasi tutti i calendari si basano su alcune unità di tempo fondamentali:

 la settimana, di sette giorni;

 il mese, di circa quattro settimane;

 l’anno, in genere di dodici mesi.

Ciascuna nazione adotta un proprio calendario ufficiale per definire le festività e identificare le date in modo univoco:

 La maggior parte dei paesi del mondo occidentale, nonché le organizzazioni sovranazionali come l’ONU, ma non la maggior parte della popolazione mondiale, adotta il calendario gregoriano.

 Alcuni paesi musulmani adottano il calendario islamico.

 La Cina e la maggior parte dei paesi orientali adottano il calendario cinese.

 l’India adotta il calendario nazionale indiano.

 La Thailandia adotta il proprio calendario.

 Israele adotta il calendario ebraico.

Diversi altri calendari sono stati usati, ufficialmente o no, in passato. Alcuni di essi rimangono in uso soprattutto per motivi religiosi o liturgici; ad esempio le Chiese ortodosse utilizzano il calendario giuliano.

Astronomia

 Le unità di tempo fondamentali su cui si basano i calendari sono ricavate dall’osservazione del Sole e della Luna:

 la settimana corrisponde alla durata di una singola fase lunare tra le quattro principali;

 il mese corrisponde alla durata di un ciclo completo di fasi, cioè a quattro settimane;

 l’anno corrisponde alla durata di un ciclo di stagioni, cioè a un periodo di rivoluzione della Terra intorno al Sole (non esattamente a causa della precessione degli equinozi).

Poiché però un anno solare non corrisponde a un numero intero di mesi lunari (il rapporto è di circa 12.3683), i calendari seguono in genere o l’uno o l’altro dei due cicli. Essi si distinguono quindi in:

 calendari solari: sono basati sulla durata dell’anno solare, o anno tropico, di circa 365 giorni. In questi calendari le stagioni iniziano sempre nelle stesse date (queste date tuttavia possono spostarsi molto lentamente nell’arco dei secoli), ma i mesi non seguono esattamente il ciclo delle fasi lunari. Esempi di calendari solari sono il calendario gregoriano e il calendario giuliano.

 calendari lunari: sono basati sulla durata del mese lunare, di circa 29 giorni e mezzo. In questi calendari il mese inizia sempre con la Luna nuova, ma la data d’inizio delle stagioni si sposta in avanti da un anno all’altro (in media di circa 11 giorni). Un esempio è il calendario islamico.

 calendari lunisolari: sono sincronizzati sia con la durata dell’anno tropico, che con quella del mese lunare. Per poter mantenere questa sincronia, occorre alternare anni di 12 e di 13 mesi (vedi Ciclo metonico). In questi calendari la data d’inizio delle stagioni si sposta in avanti o indietro da un anno all’altro, ma si mantiene sempre vicina (entro 12-13 giorni) ad una data fissa. Un esempio è il calendario ebraico.

 

Anche la durata media di una fase lunare non è esattamente di sette giorni (precisamente è di circa 7.3826 giorni): per questo motivo le fasi non iniziano sempre lo stesso giorno della settimana.

Intercalazione

 I calendari basati su eventi astronomici necessitano periodicamente di intercalare nell’anno periodi di tempo extra per mantenere la sincronizzazione con l’evento astronomico di riferimento.

Alcuni tipi di intercalazione calendariale ben noti sono il giorno aggiuntivo introdotto negli anni bisestili, il tredicesimo mese intercalare introdotto periodicamente nei calendari lunisolari (quali quelli ebraico e cinese), e il secondo intercalare aggiunto periodicamente al tempo segnato dagli orologi atomici.

I principali calendari

 Calendario babilonese

 Calendario balinese

 Calendario berbero

 Calendario celtico

 Calendario cinese

 Calendario copto

 Calendario curdo

 Calendario C&T

 Calendario ebraico

 Calendario egizio

 Calendario etiopico

 Calendario giapponese

 Calendario giuliano

 Calendario gregoriano

 Calendario hindu

 Calendario nazionale indiano

 Calendario islamico

 Calendario maya

 Calendario mongolo

 Calendario olocenico

 Calendario persiano

 Calendario rivoluzionario francese

 Calendario rivoluzionario sovietico

 Calendario romano

 Calendario somalo

 Calendario tuareg

 Calendario Rose

 Antico calendario bulgaro

Numerazione degli anni

 Per distinguere i vari anni tra loro, si usa assegnare a ciascuno di essi un numero progressivo.

 

Nel calendario gregoriano e in quello giuliano la numerazione attualmente in uso inizia dalla data di nascita di Gesù calcolata nel VI secolo dal monaco Dionigi il Piccolo. Gli anni successivi a tale data sono denominati dopo Cristo, in sigla d.C.; gli anni precedenti avanti Cristo, in sigla a.C. Non esiste l’anno zero: l’1 d.C. segue immediatamente l’1 a.C. Gli astronomi usano tuttavia, per semplicità di calcolo, una numerazione che comprende lo zero (corrispondente all’1 a.C.) e in cui gli anni precedenti all’1 a.C. sono indicati da numeri negativi.

In tempi passati si sono usati sistemi di numerazione basati su altri eventi storici: i più diffusi sono stati quelli che facevano riferimento alla fondazione di Roma e all’inizio dell’impero di Diocleziano.

Altri calendari usano una numerazione loro propria: per esempio quello ebraico inizia dalla creazione del mondo (calcolata in base alla Bibbia), quello islamico dall’Egira.

Per evitare il riferimento alla religione cristiana, si sta diffondendo, soprattutto nei Paesi Anglosassoni, l’uso di sostituire le locuzioni Prima di Cristo (a.c.) e Dopo Cristo (d.c.) con le equivalenti: Ante Era Volgare (a.e.v.) ed Era Volgare (e.v.).

Primo giorno dell’anno

 Durante il Medioevo, tutti gli stati e le città dell’Europa occidentale seguirono il calendario giuliano, ma si differenziarono riguardo al giorno d’inizio dell’anno: tra le differenti date adottate vi furono il 25 marzo, il giorno di Pasqua, il 1º settembre. La numerazione degli anni variava di conseguenza, per cui lo stesso giorno poteva corrispondere in diversi paesi ad anni diversi.

In seguito, a partire dalla promulgazione del calendario gregoriano (1582), progressivamente si ritornò alla data del 1º gennaio, originariamente fissata da Gaio Giulio Cesare, e oggi adottata universalmente.

 

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Faccio conoscere a Pandora cos’ e la settimana

Dopo aver spiegato a Pandora del mese , gli dissi – adesso ti spiego la settimana e poi ti spiego cos’ e l’ anno e Pandora disse – ok , avanti spiega . Io allora iniziai a spiegare a Pandora tutto quello che c’ era da sapere sulla settimana – La settimana come periodo di tempo ciclico, regolare e costante di sette giorni dipende dal calendario lunisolare, essendo l’unità cronologica minima, una singola fase lunare delle quattro principali mensili, nell’interazione fra questi due corpi celesti. Ha una valenza sacra in tutta l’area mesopotamica, culla anche della cultura ebraica e del suo calendario in cui la settimana risulta una delle istituzioni più antiche. L’osservanza del sabato (il settimo giorno) e la cadenza settimanale sono accertate solo dopo l’esilio da Gerusalemme cui gli ebrei furono costretti dalla conquista babilonese del 586 a.C., ma probabilmente l’uso preesisteva da molto. La settimana e l’osservanza del sabato come giorno di riposo da consacrare a Dio, si fondano sulla Bibbia (Genesi) e sui comandamenti («Ricordati del giorno di sabato per santificarlo»: Esodo 20, 8).

La settimana entrò anche nella pratica dei caldei, ma, come era tipico della loro cultura, con una lettura astrologica. I caldei associarono ogni ora del giorno ad un pianeta, che ne determina la qualità; così l’associazione ad un certo pianeta rende un’ora adatta alla preghiera ed al culto, altri pianeti sovrintendono agli affari, ai sentimenti, eccetera. La vita dei seguaci si profilava un po’ complicata vista la rapida successione di diverse possibili attività col trascorrere delle ore.

I pianeti, cioè i corpi luminosi che si muovono nel cielo delle stelle fisse (dal greco πλανασθαι, che significa vagare), sono, per l’astronomia antica,

 Saturno

 Giove

 Marte

 Sole

 Venere

 Mercurio

 Luna

questi nomi sono di origine latina e sono i corrispondenti romani di quelli greci. Anche l’ordine è quello in uso tra gli astronomi di epoca ellenistica, e corrisponde all’ordine dei periodi orbitali o delle distanze dalla Terra decrescenti, definiti ad Alessandria d’Egitto probabilmente nel II secolo a.C. Notiamo che Saturno è padre di Giove e Giove è padre di Apollo (cui è associato il Sole), di Venere e di Mercurio. Un ruolo a parte ha la Luna nell’Olimpo greco (Selene) e romano.

Il pianeta che governa la prima ora è per i caldei il pianeta dominante della giornata e ne caratterizza la qualità; il giorno prende nome da questo pianeta.

Dalla successione dei pianeti delle prime ore otteniamo la successione dei giorni della settimana. Se la prima ora di oggi è associata alla Luna vuol dire che oggi è lunedì; scorrendo le 24 ore e la corrispondente serie di pianeti si vede che la prima ora di domani è associata a Marte; quindi domani è martedì e così via. Più semplicemente l’ordine della sequenza dei giorni della settimana si ottiene percorrendo i lati della stella a sette punte della figura qui sotto riportata nel senso indicato dalla freccia.

Dai caldei attraverso i greci i nomi dei giorni della settimana sono arrivati ai romani nella forma latina seguente:

 dies Saturni

 dies Solis

 dies Lunae

 dies Martis

 dies Mercurii

 dies Iovis

 dies Veneris

 Il calendario settimanale si diffuse a Roma e in tutto l’Impero; fu il suo valore astrologico a decretarne il successo e a farne una istituzione del calendario: nel I secolo a.C. era già introdotto a Roma; certamente lo era dopo la conquista dell’Egitto ad opera di Augusto (30 a.C.) se non prima.

Ai tempi della Repubblica i Romani usavano un ciclo di 8 giorni detto nundinum che significa (periodo) di nove giorni, soprattutto ad uso dei mercati: i calendari romani portavano l’indicazione del giorno delle nundinae con una lettera (A-H) che accompagnava tutti i giorni dell’anno. Le nundinae sono state in uso fino al II secolo a.C., poi soppiantate dalla settimana.

I primi cristiani erano di origine ebraica, usavano la settimana ebraica e onoravano il sabato. Il graduale allontanamento dall’originale matrice ebraica che caratterizzò lo sviluppo del cristianesimo antico, si manifestò in molti modi e anche nella liturgia festiva. Il giorno sacro è quello nel quale Cristo è risorto e questo secondo i vangeli è avvenuto in un giorno successivo al sabato; di qui la decisione di rendere festivo il giorno successivo al sabato, cioè il dies Solis che divenne dies Domini.

I cristiani mantennero l’uso della settimana, anche per loro un istituto divino, ma cambiarono il giorno dedicato al Signore e successivamente proibirono (sinodo di Laodicea, 360 circa) di celebrare il sabato.

La settimana ebraica si trasferì dunque con le variazioni citate in quella cristiana, che a Roma si fuse con quella astrologica. L’astrologia si era diffusa nell’Impero romano prima e più velocemente del cristianesimo, e quando la Chiesa conquistò la supremazia religiosa nell’Impero (inizio del IV secolo) l’uso era ormai molto ben radicato. I cristiani cercarono di imporre nuovi nomi in sostituzione della terminologia pagana ma non riuscirono a cambiare una tradizione popolare ormai consolidata. Vi riuscirono invece i cristiani ortodossi, che mantennero una nomenclatura simile a quella ebraica.

Ai margini dell’Impero, ad esempio in Britannia e Germania, la diffusione del cristianesimo avvenne più tardi, e qui i nomi astrologici sopravvissero: né il sabato, né la domenica sono entrati nell’uso. I popoli sassoni e nordici hanno tradotto i nomi delle divinità latine nei corrispondenti locali:

 Marte in Týr,

 Mercurio in Woden – Odino,

 Giove in Thor – Donar – Thunar,

 Venere in Freyja – (oppure in Frigg),

 Luna in Màni – Mona.

Nell’odierno Inglese, il sabato è dedicato al Dio Romano Saturno (Saturday), mentre in Tedesco, la parola “mercoledì” (Mittwoch) significa “metà della settimana” (iniziando a contare da Domenica)

Quindi la settimana astrologica che oggi usiamo è nata da un complesso di contributi:

 ebraico : come istituzione sacra

 egizio : la suddivisione del giorno in 24 ore

 caldeo : le corrispondenze astrologiche

 ellenistico: ordine dei pianeti

 latino : nomi dei pianeti

 cristiano : emancipazione dalla matrice giudaica e definitiva consacrazione e diffusione della settimana

Gli ebrei chiamano il pianeta Saturno “Shabtai”, cioè il pianeta del sabato: adottando un processo inverso a quello dei caldei, hanno dato al pianeta il nome del giorno della settimana.

Anche l’Islam adottò la settimana, seppure con variazioni del giorno festivo e del suo nome, analogamente a quanto fecero i cristiani.

 Nei calendari moderni la settimana corrisponde a sette giorni.

Un anno è composto da poco più di 52 settimane:

 52 settimane e un giorno

 52 settimane e due giorni negli anni bisestili

Secondo lo standard internazionale ISO 8601, in un anno sono presenti 52 o 53 settimane.

La settimana 01 dell’anno è la prima settimana che contiene quattro o più giorni del nuovo anno.

Può essere anche equivalentemente definita come:

 la settimana che contiene il primo giovedì dell’anno;

 la settimana che contiene il 4 gennaio;

 la settimana che inizia con il lunedì fra il 29 dicembre ed il 4 gennaio.

Ne deriva che se il 1º gennaio è un lunedì, martedì, mercoledì o giovedì allora è nella settimana 01. Se è un venerdì, sabato o domenica allora appartiene all’ultima settimana (52^ o 53^) dell’anno precedente.

 La “settimana santa” è tradizionalmente per i cristiani la settimana che va dalla domenica delle Palme alla domenica di Pasqua. La sua collocazione all’interno dell’anno non è fissa, ma dipende da considerazioni astronomiche ben definite dalla tradizione cristiana.

 In epoca attuale, per “settimana bianca” si intende un periodo passato in montagna, tipicamente d’inverno, per dedicarsi allo sci; la durata di tale periodo non è necessariamente di sette giorni.