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Ada Knight Daniel Saintcall Dominatore di Poteri Ethan Carter Foto Galleria Galleria Foto Pandora Black The Vinishing of Ethan Carter

The Vanishing Of Ethan Carter

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Nell’ universo di The Vanishing of Ethan Carter c’ era un posto molto pericoloso . Il posto di cui vi parlo è un ponte . Questo ponte era un ponte davvero molto pericoloso . Io e Ada eravamo li davanti al ponte . Pandora era dietro di me . Pandora mi vide il ponte dietro di e me e poi andò verso Ada – dobbiamo per forza passare per questo ponte . Pandora mise il suo piede su una tegola e vide che la tegola tremava . Poi una volta che tolse il piede la tegola cadde . Pandora si mise vicina ad Ada Knight – sei propria sicura che lo dobbiamo fare . Ada vide che il ponte non era sicura ma non si mise paura – Pandora se stai calma e stai vicino a noi tutto andrà bene .

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Pandora si era messa un pò paura , ma dopo pochi minuti smise di avere paura e stesse vicino a me . Andai prima io . Vidi quali tegole sicure e andai . Nel percorso scelto da me non cade nessuna tegola . Poi passo Ada Knight e poi Pandora Black . Ecco il ponte che Pandora aveva paura di attraversa , ma grazie a noi non si mise più paura . Pandora fece una foto di questo ponte che fa veramente schifo . Pandora quando mise il suo piede li aveva visto che il ponte era ridotto in questo modo perchè qualche anno li sopra c’era passata un auto troppo pesante .

Una volta passati Pandora andò venne verso di me – Daniel perchè siamo andati su questo ponte pericolante . Io e Ada eravamo vicini l’ una all’ altra – stiamo cercando una persona scomparsa . Stiamo cercando Ethan Carter . Questo ragazzo è qui è da qualche parte . Pandora sapeva se le persone scomparse possono scomparire se non vengono cercate e decise di aiutarci a cercare Ethan Carter . Pandora inizio a camminare vicino a me e ad Ada Knight – cerchiamo questa persona prima che possa scomparire per sempre . Questa persona può essere ancora viva . Se non lo troviamo per tempo invece di trovarlo vivo , troviamo il suo cadavere .

 

 

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Foto del coppo visto da Kratos

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Spiego a Kratos il coppo

Dopo aver detto a Kratos tutto sul tappeto e dopo avergli fatto vedere due foto sui tappeti , gli dissi – adesso ti spiego tutto sul coppo e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sul coppo – Il coppo, o tegola curva, localmente detta anche “canale”, prodotto tradizionalmente per stampaggio ed industrialmente per estrusione, deriva geometricamente da una superficie cilindrica tagliata secondo due piani paralleli trasversali all’asse del cilindro e secondo altri due piani secanti lungo una retta normale all’asse del cilindro stesso[senza fonte]. Le dimensioni tipiche, variabili nelle varie tradizioni regionali (coppo veneto, coppo piemontese, ecc.) sono di 45-50 cm di lunghezza per una larghezza di 13-17 cm.

 

 

 

Il fabbisogno per metro quadrato di copertura è piuttosto variabile a causa della misura di sovrapposizione molto flessibile. Tuttavia occorrono circa 28-30 coppi, da disporre inferiormente per file convesse (canali) e superiormente per file concave (coperte), con sormonti di 10 cm circa; ne deriva un peso a metro quadrato di circa 60-66 kg. La pendenza della falda non è in genere inferiore a 30%.

 

 

 

Era largamente usato già dagli antichi romani, ma conosciuto anche da greci ed etruschi. La sua diffusione in epoca storica comprendeva l’Europa meridionale e tutto il Mediterraneo, compreso il mondo arabo.

 

 Rappresenta il tipo di copertura più diffusa in Italia. Ha l’inconveniente di tendere nel tempo a scivolare verso il basso; per assicurare stabilità di posizione, sono in commercio versioni dotate di semplici sistemi che permettono di ancorare insieme un coppo con l’altro.

 

 

 

Disposizioni del manto

 

 

 

Il coppo viene utilizzato tradizionalmente in due diverse disposizioni del manto di copertura:

 

 quella sopra descritta che prevede file parallele alterne, concave e convesse, di coppi, che è diffusa principalmente nell’Italia meridionale e che a volte prende la definizione di “alla diavola”.

 

 la disposizione alternata con gli embrici (tegole piane) diffusa principalmente nell’Italia centrale e che a volte prende la definizione di “alla romana” o alla “fiorentina”. In effetti in Toscana è stata utilizzata in via praticamente esclusiva fino all’avvento di tipologie di tegole più moderne.

 

 

 

Entrambe le disposizioni, consentendo un’ampia tolleranza di sovrapposizione sia longitudinale che trasversale, si adattano anche a coperture di geometria complessa.

 

 

 

Produzione moderna

 

 

 

La produzione moderna presenta modelli innovativi di conformazione complessa, impiegati al posto del coppo tradizionale, finalizzati ad assicurare una maggiore velocità di posa, maggiore stabilità rispetto al vento e vibrazioni, e minore manutenzione. Tra questi, per esempio, la tegola ottenuta concettualmente dall’unione di un coppo di canale ed uno di copertura (in sezione, essendo il susseguirsi di due “U” una concava ed una convessa, è assimilabile ad una “S”). Tali modelli, nelle ristrutturazioni, non consentono tuttavia di rispettare l’aspetto estetico e tipologico precedente e generalmente il loro uso non è consentito nei centri storici.

 

 

 

Sono presenti sul mercato prodotti di varie colorazioni ottenute con diverse qualità di argilla o aggioungendo all’impasto ossidi naturali.

 

 

 

Vengono prodotti anche tegole e coppi smaltati o “antichizzati”, che cercano di imitare l’aspetto delle coperture invecchiate per l’azione del tempo e degli agenti atmosferici..

 

 

 

Tipi particolari

 

 

 

Coppo portoghese

 

 

 

Detto anche tegola portoghese, si tratta di una tegola di forma asimmetrica con una parte convessa, simile al normale coppo, affiancata da una parte piana che corrisponde a quella sulla quale si sovrappone la fila di tegole adiacente. È una versione aggiornata del sistema coppo-embrice, ma in realtà una forma simile risulta utilizzata fin da epoca romana.

 

 

 

Attualmente è prodotto in laterizio ed in cemento e utilizzato al posto del tradizionale sistema coppo-embrice. Quello prodotto in cemento in vari colori, costituisce il sistema di copertura preferito in molte delle nuove costruzioni.

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Foto della tegola vista da Kratos

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Spiego a Kratos la tegola

Dopo aver detto a Kratos tutto sulla copertura e dopo avergli fatto vedere alcune foto , gli dissi – adesso ti spiego tutto sulla tegola e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sulla tegola – La tegola (dal latino tegere, coprire) è un manufatto realizzato in materiali resistenti ma allo stesso tempo leggeri, come il laterizio (il più diffuso per quanto attiene questo tipo di elemento), l’ardesia, il legno, il cemento o il metallo. Le tegole sono utilizzate solitamente come manto di copertura per le coperture a tetto (o falda inclinata) e costituiscono i cosiddetti “sistemi di copertura discontinui” cioè a piccoli elementi per distinguerli dalle “coperture continue” a grandi lastre.

 

 

 

Lo scopo principale delle tegole è quello di proteggere l’edificio dalla pioggia, impedendo che questa si infiltri, danneggiando la struttura e pregiudicando l’abitabilità.

 

 

 

Tipologie

 

 

 

Esistono diversi tipi di tegole, evolutesi nel corso dei secoli, che variano a seconda delle località e dei materiali utilizzati:

 

 il coppo, di laterizio a stampo curvo, è il tipo di tegola più diffuso in Italia;

 

 la tegola marsigliese, di laterizio, piana con dei solchi longitudinali, per favorire lo scorrimento delle precipitazioni, e dentelli laterali per la sovrapposizione reciproca;

 

 l’embrice (o tegola romana), di laterizio, di forma piana con bordi rialzati, urilizzata insieme ai coppi per le coperture tradizionali, soprattutto dell’Italia centrale.

 

 la tegola portoghese: di laterizio, ha una onda e una parte piana, su cui si poggia e va ad agganciarsi l’onda della tegola di fianco. La parte ad onda va a restringersi verso l’alto e può avere dei rilievi per agganciarsi alla tegola a monte.

 

 la tegola canadese;

 

 le lastre di ardesia o di altre pietre;

 

 la scandola di legno..

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Foto del Coppo visto da Pandora

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Spiego a Pandora il Coppo

Dopo aver detto a Pandora tutto quello che c’ e da sapere sul Tappeto e dopo avergli fatto vedere una foto di quel Tappeto , io dissi a Pandora – adesso ti spiego tutto quello che c’ e da sapere sul Coppo e Pandora disse – ok , inizia pure quando vuoi . Dopo poco io dissi a Pandora tutto quello che c’ era da sapere sul Coppo – Il coppo, o tegola curva, localmente detta anche “canale”, prodotto tradizionalmente per stampaggio ed industrialmente per estrusione, deriva geometricamente da una superficie cilindrica tagliata secondo due piani paralleli trasversali all’asse del cilindro e secondo altri due piani secanti lungo una retta normale all’asse del cilindro stesso[senza fonte]. Le dimensioni tipiche, variabili nelle varie tradizioni regionali (coppo veneto, coppo piemontese, ecc.) sono di 45-50 cm di lunghezza per una larghezza di 13-17 cm.

 

Il fabbisogno per metro quadrato di copertura è piuttosto variabile a causa della misura di sovrapposizione molto flessibile. Tuttavia occorrono circa 28-30 coppi, da disporre inferiormente per file convesse (canali) e superiormente per file concave (coperte), con sormonti di 10 cm circa; ne deriva un peso a metro quadrato di circa 60-66 kg. La pendenza della falda non è in genere inferiore a 30%.

 

Era largamente usato già dagli antichi romani, ma conosciuto anche da greci ed etruschi. La sua diffusione in epoca storica comprendeva l’Europa meridionale e tutto il Mediterraneo, compreso il mondo arabo.

 Rappresenta il tipo di copertura più diffusa in Italia. Ha l’inconveniente di tendere nel tempo a scivolare verso il basso; per assicurare stabilità di posizione, sono in commercio versioni dotate di semplici sistemi che permettono di ancorare insieme un coppo con l’altro.

 

Disposizioni del manto

 

Il coppo viene utilizzato tradizionalmente in due diverse disposizioni del manto di copertura:

 quella sopra descritta che prevede file parallele alterne, concave e convesse, di coppi, che è diffusa principalmente nell’Italia meridionale e che a volte prende la definizione di “alla diavola”.

 la disposizione alternata con gli embrici (tegole piane) diffusa principalmente nell’Italia centrale e che a volte prende la definizione di “alla romana” o alla “fiorentina”. In effetti in Toscana è stata utilizzata in via praticamente esclusiva fino all’avvento di tipologie di tegole più moderne.

 

Entrambe le disposizioni, consentendo un’ampia tolleranza di sovrapposizione sia longitudinale che trasversale, si adattano anche a coperture di geometria complessa.

 

Produzione moderna

 

La produzione moderna presenta modelli innovativi di conformazione complessa, impiegati al posto del coppo tradizionale, finalizzati ad assicurare una maggiore velocità di posa, maggiore stabilità rispetto al vento e vibrazioni, e minore manutenzione. Tra questi, per esempio, la tegola ottenuta concettualmente dall’unione di un coppo di canale ed uno di copertura (in sezione, essendo il susseguirsi di due “U” una concava ed una convessa, è assimilabile ad una “S”). Tali modelli, nelle ristrutturazioni, non consentono tuttavia di rispettare l’aspetto estetico e tipologico precedente e generalmente il loro uso non è consentito nei centri storici.

 

Sono presenti sul mercato prodotti di varie colorazioni ottenute con diverse qualità di argilla o aggioungendo all’impasto ossidi naturali.

 

Vengono prodotti anche tegole e coppi smaltati o “antichizzati”, che cercano di imitare l’aspetto delle coperture invecchiate per l’azione del tempo e degli agenti atmosferici..

 

Tipi particolari

 

Coppo portoghese

 

Detto anche tegola portoghese, si tratta di una tegola di forma asimmetrica con una parte convessa, simile al normale coppo, affiancata da una parte piana che corrisponde a quella sulla quale si sovrappone la fila di tegole adiacente. È una versione aggiornata del sistema coppo-embrice, ma in realtà una forma simile risulta utilizzata fin da epoca romana.

 

Attualmente è prodotto in laterizio ed in cemento e utilizzato al posto del tradizionale sistema coppo-embrice. Quello prodotto in cemento in vari colori, costituisce il sistema di copertura preferito in molte delle nuove costruzioni.

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Spiego a Pandora la Tegola

Dopo aver detto a Pandora tutto quello che c’ e da sapere sulla Copertura e avergli fatto vedere delle foto , io dissi a Pandora – adesso ti spiego tutto quello che ce da sapere sulla tegola e Pandora disse – ok , inizia a spiegare quando vuoi . Dopo poco io dissi a Pandora tutto quello che c’ e da sapere sulla Tegola – La tegola (dal latino tegere, coprire) è un manufatto realizzato in materiali resistenti ma allo stesso tempo leggeri, come il laterizio (il più diffuso per quanto attiene questo tipo di elemento), l’ardesia, il legno, il cemento o il metallo. Le tegole sono utilizzate solitamente come manto di copertura per le coperture a tetto (o falda inclinata) e costituiscono i cosiddetti “sistemi di copertura discontinui” cioè a piccoli elementi per distinguerli dalle “coperture continue” a grandi lastre.

 

Lo scopo principale delle tegole è quello di proteggere l’edificio dalla pioggia, impedendo che questa si infiltri, danneggiando la struttura e pregiudicando l’abitabilità.

 

Tipologie

 

Esistono diversi tipi di tegole, evolutesi nel corso dei secoli, che variano a seconda delle località e dei materiali utilizzati:

 il coppo, di laterizio a stampo curvo, è il tipo di tegola più diffuso in Italia;

 la tegola marsigliese, di laterizio, piana con dei solchi longitudinali, per favorire lo scorrimento delle precipitazioni, e dentelli laterali per la sovrapposizione reciproca;

 l’embrice (o tegola romana), di laterizio, di forma piana con bordi rialzati, urilizzata insieme ai coppi per le coperture tradizionali, soprattutto dell’Italia centrale.

 la tegola portoghese: di laterizio, ha una onda e una parte piana, su cui si poggia e va ad agganciarsi l’onda della tegola di fianco. La parte ad onda va a restringersi verso l’alto e può avere dei rilievi per agganciarsi alla tegola a monte.

 la tegola canadese;

 le lastre di ardesia o di altre pietre;

 la scandola di legno..