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Karaoke Girl: trailer, poster e foto del film in concorso a Torino 2013

Terzo film orientale in concorso al Torino Film Festival 2013Karaoke Girl è il primo lungometraggio della thailandese (ma cresciuta negli States) Visra Vichit-Vadakan. Si tratta di un film di finzione che racconta però una realtà quotidiana del paese: quello delle ragazze-karaoke.

Attraverso la storia di Sa Sittijun, che interpreta se stessa, la giovane regista si avvale di un’estetica simile a certi indie americani per descrivere una città: Bangkok. Per la commistione tra immagini e suoni, per certi versi Karaoke Girl è stato accostato da qualcuno a Lost in Translation, ma il risultato sembra anche più radicale e sperimentale. Questa la trama raccontata sul sito del TFF:

Sa, a quindici anni, si è trasferita dalla campagna a Bangkok per cercare un lavoro con cui sostenere la famiglia lontana, schiacciata da debiti e povertà. Dopo tre anni passati in fabbrica si è resa conto che l’unica soluzione per avere uno stipendio decente è quella di vendere il proprio corpo, lavorando in un locale di karaoke, in cui l’intrattenimento dei clienti si spinge ben oltre l’interpretazione di qualche canzone. Ora che ha compiuto ventitré anni è giunto il momento di tornare a casa, per fare visita ai suoi genitori.

Visra Vichit-Vadakan racconta invece così il suo film:

Attraverso l’esperienza reale di una donna, Karaoke Girl svela l’aspetto più umano di una categoria che fa parte della nostra società e che troppo spesso viene ritratta in modo bozzettistico. Piuttosto che fare ricorso a una struttura narrativa classica, Karaoke Girl ci mostra il mondo interiore di una donna premurosa e ottimista, nonostante il difficile passato.

Karaoke Girl sarà in concorso al 31. TFF martedì 26 novembre. In attesa di vederlo, ecco due trailer e una gallery di foto e poster.

 

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A Woman and War: trailer, poster e foto del film shock di Torino 2013

Il film shock del Torino Film Festival 2013? Molto più che probabile, visto che sin da quando ha esordito in Giappone, e quando è poi stato proiettato nella rassegna Japan Cuts negli States, ha scatenato le reazioni più contrastanti.

Forse non è nemmeno un caso che A Woman and War sia stato soprannominato il “film erede” delle produzioni di Koji Wakamatsu, il grande regista nipponico scomparso lo scorso anno. A dirigere il film c’è Junichi Inoue, esordiente nel lungometraggio ma – guarda un po’! – per anni e anni assistente alla regia della Wakamatsu Production.

Nel trailer e nella trama del film si possono subito scovare le tematiche e (forse) lo stile dei film più brutali di Wakamatsu, compreso quel Caterpillar che avevamo visto e adorato proprio a Torino nel 2010. Ecco la sinossi come viene raccontata sul sito del TFF:

In Giappone, negli ultimi anni della Seconda guerra mondiale, si incrociano i destini di una prostituta che non ha mai provato piacere ma continua a inseguirlo, di uno scrittore fallito che ha scelto di sfogare nel sesso il dolore per gli stravolgimenti subiti dal suo Paese e di un reduce tornato a casa senza un braccio, incapace di riprendere a vivere normalmente perché ossessionato dagli stupri commessi sul fronte cinese. Un groviglio inestricabile di colpe e violenze generato dalla follia della guerra, che perseguiterà i tre personaggi come in un incubo.

Sesso, violenza e guerra. Un vero incubo che risparmia poco allo spettatore e che qualcuno ha trovato addirittura offensivo (?), basta leggere un po’ di recensioni indignate in rete… Dal canto suo Inoue descrive il suo film così:

La gente tende a dimenticare; i giapponesi, in particolare, dimenticano molto facilmente. Ciò li porta a ignorare avvenimenti sconvenienti oltre ai crimini commessi durante la Seconda guerra mondiale. Di sicuro, questa facilità a dimenticare è alla base dei rapporti tumultuosi che intercorrono tra il Giappone e il resto dei Paesi asiatici. Come regista, il mio scopo era quello di girare un film che parlasse di una serie di argomenti che altrimenti i giapponesi avrebbero dimenticato.

Sul programma della rassegna invece A Woman and a War viene descritto così:

Eros e thanatos per un’opera prima shock, attonita e nichilista, che ha la ruvidezza del tardo Wakamatsu e il dolore di Oshima. Ritratto di un Paese sull’orlo dell’abisso, senza coordinate, un pugno nello stomaco che mette in gioco.

A Woman and a War sarà in concorso al 31. TFF il 27 novembre 2013. In attesa di vederlo, ecco il trailer e una gallery di foto e poster.

 

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Vandal: trailer, poster e foto del film sui graffiti in concorso a Torino 2013

La risposta francese a Gimme the Loot? Chissà: fatto sta che Vandal è già stato paragonato al film di Adam Leon per il fatto di parlare del mondo dei graffiti. Però quello di Leon era un film ambientato a New York, mentre quello di Hélier Cisterne è ambientato a Strasburgo, con tutte le differenze culturali del caso.

Chérif ha 15 anni ed è un adolescente ribelle e solitario. Dopo essere stato arrestato per l’ennesima volta, viene mandato a vivere a Strasburgo dagli zii, mentre il padre nullafacente vive a qualche km di distanza. Il ragazzo viene mandato a scuola ed aiuta il padre al lavoro, finché il cugino Thomas lo introduce al mondo della strada e dei graffiti.

Cisterne, dopo qualche medio e corto, è qui al banco di prova col suo primo lungometraggio. Perfetto quindi per il concorso del 31. Torino Film Festival, che nel programma descrive così il film:

Dramma sociale che aderisce come una pelle alla realtà e ne trattiene tutta l’energia vitale, girato con un’ampiezza di sguardo che ricorda Michael Mann.

Ah però. Vandal, uscito in Francia ad inizio ottobre, si mostrerà al TFF il 29 novembre. In attesa di vederlo, ecco il trailer e una gallery di foto e poster.

 

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Blue Ruin: teaser trailer, clip, poster e foto del thriller in concorso a Torino 2013

È stato uno dei film più chiacchierati al Festival di Cannes 2013, dove ha avuto la sua prima mondiale alla Quinzaine des Réalisateurs. Ora Blue Ruin sta diventando uno dei film indie più chiacchierati dell’anno, anche grazie ai vari passaggi in festival internazionali (Locarno, Toronto, l’AFI Fest…) che culmineranno al 31. Torino Film Festival.

Blue Ruin è uno dei due titoli americani in concorso al TFF 2013, ed è l’opera seconda diJeremy Saulnier, direttore della fotografia della scena indipendente che si sta costruendo man mano una carriera d’autore. La produzione è cominciata tra luglio e agosto 2012 con unacampagna su Kickstarter, con la quale Saulnier prometteva azione, gore e risate in un film perfetto sia per le sale d’essai che per i fan del cinema di genere.

Con la campagna di crowdfunding il regista ha raccolto circa 38.000 dollari, poi il resto lo sappiamo: è arrivato Cannes ed è anche arrivato il premio Fipresci della critica internazionaleassegnato a Blue Ruin come miglior film delle sezioni collaterali. Il programma del Torino Film Festival lo descrive come “un reveng movie asciutto e serrato”, e racconta così la sinossi dell’opera:

Dwight Evans è un senzatetto che vive di espedienti nel Maryland. Dorme nella sua vecchia Pontiac blu, si lava nei bagni delle case vuote, rovista nei cassonetti della spazzatura in cerca di cibo. Nel momento in cui scopre che l’assassino dei suoi genitori sta per tornare in libertà, decide di mettere in atto un’irrazionale vendetta.

Blue Ruin è stato acquisito dai Weinstein che lo distribuiranno prossimamente negli States attraverso la loro RADiUS-TWC, label che distribuisce opere attraverso diverse piattaforme (uscite cinematografiche e VOD). La proiezione a Torino si terrà sabato 23 novembre alle 19.45 al Reposi 3.

Se volete vedere il primo trailer trasmesso al Festival di Cannes : http://www.cineblog.it/post/335193/blue-ruin-teaser-trailer-clip-poster-e-foto-del-thriller-in-concorso-a-torino-2013.

 

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Il mondo di Arthur Newman – prima clip in italiano per la commedia con Colin Firth ed Emily Blunt

la Videa ha reso disponibile una prima clip in italiano per la commedia d’esordio del registaDante Ariola interpretata dal Premio Oscar Colin Firth ed Emily Blunt.

Presentato in anteprima mondiale al Toronto Film Festival 2012 e, successivamente, al Torino Film Festival 2012, Il mondo di Arthur Newman è una commedia romantica sulla crisi d’identità e la possibilità di reinventare la propria vita.

Da notare che alcuni elementi della trama hanno delle similarità con il film Ferro 3 – La casa vuota del regista coreano Kim ki-duk: il protagonista ha la strana abitudine di entrare nelle case momentaneamente disabitate e comportarsi come se ne fosse il padrone e il titolo del film di Ki-duk si riferisce ad una specifica mazza da golf (il personaggio di Colin Firth è un giocatore professionista di golf).

Se volete approfondire è disponibile una recensione in anteprima del film.