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Ginnastica, Serie A1: Elisa Meneghini e la sua vittoria di Padova

Per Elisa Meneghini c’è un filo conduttore tra Firenze 2011 e Padova 2013. Due anni fa, la allora tredicenne riusciva ad imporsi nel concorso individuale virtuale e trascinava la sua Gal Lissone allo scudetto della stella. È stata l’ultima juniores (alla prima stagione tra l’altro) a riuscire nell’impresa: trionfare da under 16 nell’all-around. Certo in Toscana non c’era la concorrenza della Brixia Brescia, ma poco importa: quel 54.600 la fece esplodere di gioia.

 

Sabato scorso, invece, la concorrenza era agguerrita: Vanessa Ferrari scendeva in pedana per rodare i suoi esercizi in vista dell’American Cup del weekend che sta per iniziare (domani presenteremo l’evento); Enus Mariani portava dei D Score elevatissimi (cliccate qui per leggere l’articolo sulle sue parallele), anche se non si è presentata al volteggio; Carlotta Ferlito inaugurava il 2013 e voleva sicuramente ben fare.

La brianzola, però, le ha superate tutte ed è stata davvero la migliore: 55.850, superando solo di un decimo la nostra grande Campionessa e di quasi due punti l’altra olimpica Giorgia Campana. Eccolo qui il filo conduttore con l’uscita in Toscana: riuscire a trionfare alla seconda uscita da seniores, con un nuovo codice dei punteggi con cui si era cimentata solo una volta (al debutto nella nuova categoria, due settimane fa ad Ancona).

Una gara molto lineare, costante dall’inizio alla fine, in cui si è espressa su un livello sempre alto, con grande pulizia e perfezione: queste due in fondo, sono due delle sue doti più importanti.

 

Sulla tavola si è ben espressa grazie a uno Yurchenko con un avvitamento: un bel 9.35 per l’esecuzione che si è dovuto inchinare solo di fronte a una Martina Rizzelli stellare che ha presentato un avvitamento e mezzo.

Sugli staggi, invece, le uniche imprecisioni davvero importanti (tra cui spicca la mano appoggiata in uscita) di un pomeriggio meraviglioso. Il 5.20 di D Score è poca roba in confronto alle difficoltà incredibili che ha portato Enus Mariani (che, nonostante la caduta, le è stata davanti all’attrezzo), l’esecuzione ha peccato in diversi frangenti (era impossibile andare a riprendere la Campana, campionessa italiana di specialità): poco importa le asimmetriche non sono tra le sue preferenze.

 

La trave, invece, è stata eccellente. Punteggio di partenza di rilievo (5.9, come Elisabetta Preziosa), esecuzione pulita e molto precisa, con un’uscita davvero di spicco (doppio carpio): sui 10cm non ha sbagliato sostanzialmente nulla e ha fatto capire che il bronzo di specialità conquistata agli ultimi Europei juniores è meritatissima. Solo Carlotta Ferlito la sopravanza e le impedisce di primeggiare.

A questo punto si presentava sul quadrato magico per contenere l’attacco di Vanessa Ferrari (che insieme stava difendendo anche la vittoria della sua Brixia). C’è poco da fare al cospetto delle quattro magistrali diagonali della ventiduenne (che ha innalzato di quattro decimi il proprio D Score rispetto ad Ancona, poi risultati decisivi per la vittoria al corpo libero), ma Elisa è bravissima a perdere solo tre decimi brillando per un’esecuzione davvero graziosa e gradevole, a tratti anche divertente.

Et voilà. Successo conquistato con pieno merito. Il ghiaccio è rotto: ora servire alzare il livello di alcuni esercizi, perfezionare l’esecuzione, continuare ad allenarsi e sognare il primo body azzurro da grande: gli Europei di Mosca non sono così lontani e prima ci sarà la classica di Jesolo.