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2013 Ginnastica Artistica Mondo Notizie Notizie dal Mondo Sport Sport nel Mondo Vanessa Ferrari

Ginnastica, le pagelle dei Giochi del Mediterraneo: grande Italia

I Giochi del Mediterraneo sono andati in archivio a meno di quarantotto ore. Questo è il momento migliore per dare i voti alle ragazze scese in pedana, un classico di Olimpiazzurra dopo tutte le gare. Mi soffermo momentaneamente sul settore femminile.

 

ITALIA: 10. Una delle spedizioni più vincenti di sempre. E dire che, sulla carta, non era nemmeno la formazione migliore che potessimo presentare (mancavano, tra le tante, Carlotta Ferlito ed Elisa Meneghini, assenti per motivi di studio).

Scontato successo a squadre (quinta volta nella storia). Eguagliato il numero di ori (5) che conquistammo nelle edizioni record di Almeria 2005 (ma tutti opera di un’incredibile Ferrari) e di Smirne 1971 (esordio per la disciplina, tra l’altro non vigeva ancora la regola dei passaporti); secondo miglior risultato di sempre in termine di medaglie assolute (9), inferiore solo alle 10 ancora dell’inarrivabile Smirne. Tutte le atlete hanno conquistato almeno una medaglia individuale. Su tutti i podi c’era almeno un’azzurra.

Certo, il livello era relativamente basso. Sarà forse stata la sagra del “ti piace vincere facile” (ma comunque relativo, perché mai è così), ma le medaglie regalano sempre indimenticabili sorrisi.

 

VANESSA FERRARI: 9.5. Una donna da record. In una condizione fisica non di certo al 100%, in ripresa dall’infortunio di Jesolo, con i soliti acciacchi, nonostante delle difficoltà non super (e dei punteggi a volte bassi per il suo standard), la bresciana è sempre la Reginetta del Mare Nostrum. Dominio imbarazzante e comoda accoppiata concorso a squadre-concorso individuale. Ci unisce il successo al corpo libero e diventa l’italiana più vincente di sempre nella rassegna con otto titoli (non dimentichiamoci i cinque della fantastica Almeria). Vera trascinatrice di una Nazione intera, non solo sul campo, ma anche come grande icona della specialità. Il mezzo punto tolto a un 10 strameritato, è dovuto al brivido che ci ha fatto correre dopo quel “sto pensando al ritiro”. Certo, Vanessa ha 22 anni e siamo ben consapevoli che quel momento prima o poi arriverà, ma lasciaci sognare ancora un po’ Campionessa.

 

GIORGIA CAMPANA: 8. La romana chiude così un semestre spettacolare, forse la miglior italiana per stato di forma e per progresso mostrato. La diciottenne si deve mangiare le mani per qualche errore di troppo alle parallele che l’ha privata di un oro ampiamente previsto alla vigilia. Tenace com’è non poteva andarsene via solo col bronzo e ha voluto dettare legge alla trave dove ha conquistato un meritato oro. I 10cm sembrano quasi essere diventati il suo terreno prediletto e ultimamente sta molto ben figurando sull’insidioso attrezzo, quasi diventato di punta insieme agli amati staggi. Abbiamo ritrovato un all-arounder importante, nonostante il grave errore al corpo libero che l’ha estromessa dal podio (previsto) nel concorso individuale. Proprio queste sbavature le impediscono di raggiungere un voto più alto.

 

GIULIA LENI: 8.5. Che riscatto! Dall’annuncio del ritiro al primo podio internazionale da senior. La senese trova una nuova dimensione. Non è tanto il bronzo al volteggio (arrivato con punteggio relativamente basso e con un paio di errori) a regalarle un voto così alto, ma la convinzione ritrovata nei proprio mezzi, la caparbietà di voler presentare due salti per salire su quel dannato gradino, all’esordio col body azzurro delle grandi. Non potrebbe essere più soddisfatta di così! Speriamo abbia trovato quella convinzione in sé stessa che spesso le è mancata e che continui su questa strada.

 

CHIARA GANDOLFI: 9. Che sorpresona! Alzi la mano chi credeva che si mettesse al collo l’oro di specialità alle parallele. Invece la romana, con un buon esercizio, sfrutta gli errori dell’amica Campana evola sul gradino più alto del podio per la prima volta in carriera, al rientro in Nazionale dopo i Mondiali di Tokyo 2011. La 17enne è stata davvero brava e pure lei è rimasta incredula quando ha sentito l’Inno di Mameli tutto per lei. Un raggio di luce in un semestre che aveva portato sì il terzo posto in campionato con la Olos, ma che forse era stato un filo sotto le aspettative.

 

ELISABETTA PREZIOSA: 6-. Indubbiamente la più deludente della formazione. Ha clamorosamente mancato l’accesso alla finale alla trave dopo una brutta qualificazione: sui 10cm era chiamata a conquistare una medaglia pesante. Al corpo libero si è dovuta accontentare del bronzo con un basso 13.166 e non ha potuto difendere il titolo di Pescara 2009 (ma questo era difficile vista la presenza di Vanessa). Siamo certi che con rabbia e cattiveria si rimetterà in pista per strappare la convocazione ai Mondiali.

 

LA DIRETTA DI OLIMPIAZZURRA: 10MILA. Un voto per ciascuna persona che ha guardato la nostra DIRETTA STREAMING ESCLUSIVA della finale individuale che ha portato Vanessa Ferrari all’oro. Un vero miracolo avere quelle immagini. E un grazie immenso a tutti voi che ci avete seguito. Il miglior regalo per il nostro primo compleanno. Perdonateci se la qualità non era al top, ma avete visto il livello dell’organizzazione turca (da zero in pagella).

PREMIO PAZZIA: All’egiziana Mahmoud che ha presentato il Produnova, il difficilissimo triplo avvitamento al volteggio, riuscito solo alla ginnasta che le ha dato il nome (oltre, non eccellentemente, alla Yamilet Peña). L’atterraggio praticamente di testa ci ha fatto tremare. Ok, è arrivato l’oro, ma lì si era rischiato l’osso del collo…

PREMIO BELLEZZA. Da ora in poi eleggerò la miss dell’evento. Sia chiaro, è solo un giochino giusto per strappare un sorriso a fine articolo. Vince, con largo margine, la biondina Johanna Cano (Francia).

 

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Ginnastica, Mersin 2013 da record: Vanessa oro al libero

La giornata si è definitivamente rilevata campale. L’Italia conquista un altro oro e un altro bronzo al femminile e chiude la spedizione femminile di Mersin con 5 ori e 4 bronzi! Per la quinta volta nella nostra storia andiamo a medaglia in tutte le gare disputate (dopo Smirne 1971, Algeri 1975, Spalato 1979 e Almeria 2005), per la terza volta nella nostra storia ai Giochi del Mediterraneo conquistiamo cinque ori (successe proprio a Smirne 1971 e ad Almeria 2005 grazie a una scatenata Vanessa Ferrari). Con nove medaglie è la seconda miglior spedizione di sempre, dietro solo a Smirne 1971 (dieci allori).

Dopo l’oro a squadre, quello nell’all-around grazie alla Ferrari, quello alle parallele con la Gandolfi e quello alla trave con la Campana, è ancora la Cannibale di Orzinuovi a mettere il sigillo finale. Primo posto al corpo libero con un non eccellente 13.900, ma che basta per primeggiare a questo livello. La bresciana chiude così i suoi Giochi con 3 ori (squadra, individuale, corpo libero) oltre al bronzo alla trave: non sarà l’enplein di Almeria ma è un’ottima iniezione di fiducia!

Terza Elisabetta Preziosa (13.166) che non riesce a confermare il titolo conquistato quattro anni fa a Pescara.

 

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Ginnastica, Mersin 2013: sorprendente Gandolfi! Oro alle parallele

Le sorprese non finisco mai. A Mersin, dove sono in corso le finali di specialità ai Giochi el Mediterraneo, Chiara Gandolfi si regala la giornata più bella della sua giovane carriera e conquista uno spettacolare oro alle parallele asimmetriche. La romana, tornata in Nazionale dopo i Mondiali di Tokyo 2011, vola sugli amati staggi e conquista un ottimo 14.200 che le vale il gradino più alto del podio.

La 17enne sovverte il pronostico che sulla carta la dava solo secondo. Sì, perché Giorgia Campana,favorita numero 1 e campionessa italiana in carica, commette degli errori e si deve fermare a un deludente 13.700 che le vale solo il bronzo

In precedenza il nostro Paolo Ottavi si era classificato settimo agli anelli (14.766) a un solo decimo dal bronzo dello spagnolo Javier Gomez. Oro al greco Eleftherios Petrounias (15.700), argento al turco Ibrahim Colak (15.133).

Saliamo così a quota due medaglie dopo il bronzo di Giulia Leni.

 

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2013 Ginnastica Artistica Giulia Leni Mondo Notizie Notizie dal Mondo Sport Sport nel Mondo

Ginnastica, Giulia Leni è di bronzo ai Giochi del Mediterraneo!

Inizia benissimo la giornata a Mersin, dove sono in corso le finali di specialità di ginnastica artistica ai Giochi del Mediterraneo. Giulia Leni conquista un’inaspettata medaglia di bronzo al volteggio. La senese conquista una media di 13.599 (13.866 il primo salto, 13.333 il secondo) che la spedisce sul primo podio internazionale della carriera, alle spalle dell’inarrivabile egiziana Fawda Mahamoud (per lei un fantastico Produnova) e della bella francesina Johanna Cano.

La 17enne conferma anche all’interno di un contesto più importante, il terzo posto di specialità conquistato agli Assoluti un mese fa. Per una che a settembre aveva annunciato il proprio ritiro…

 

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Ginnastica, tutti a Mersin con un “Gamba”….speciale

Tra poche ore le Nazionali di ginnastica artistica partiranno alla volta di Mersin, dove da venerdì 21 giugno a lunedì 24 giugno saranno impegnate nei Giochi del Mediterraneo.

Alle 11.00 la formazione maschile (Andrea Cingolani, Ludovico Edalli, Enrico Pozzo, Paolo Principi, Paolo Ottavi) e quella femminile (Giorgia Campana, Vanessa Ferrari, Chiara Gandolfi, Giulia Leni, Elisabetta Preziosa) si imbarcheranno all’aeroporto di Milano Malpensa in direzione Istanbul, capitale della Turchia, dove atterreranno alle 14.45.

A quel punto scalo, per poi reimbarcarsi (alle 16.10) verso Adana, cittadina nella Turchia sud-orientale, dove l’arrivo è previsto intorno alle 17.45. Poi ulteriore trasferimento con altri mezzi per coprire i restanti 100km che mancano per arrivare nella splendida Mersin.

Insomma è un viaggio lunghissimo che tiene occupato quasi un giorno intero. Per questo, e per le competizioni a cui i nostri campioni sono chiamati a fare incetta di medaglie, vogliamo far loro un in bocca al lupo speciale.

 

Abbiamo già detto diverse volte che le ginnaste amano incitare (e ricevere incitamento) attraverso la parola “Gamba”. La discussione nata sul gruppo Facebook nella giornata di ieri, mi ha dato però lo spunto per spiegarvi l’origine di questo vocabolo e per togliervi alcune curiosità.

Innanzitutto è di origini giapponesi. I kanji ガンバ si pronunciano “Gan-ba” e significano “Tieni duro!”/ “Fatti forza”. Noi italiani, non udendo bene l’urlo pronunciato dalle kamikaze (nel senso buono) giapponesi, lo abbiamo travisato in “Gamba”, immaginando un chissà quale collegamento con i nostri arti inferiori e l’artistica. Ma se così fosse stato allora si dovrebbe scrivere 頑張, i due kanji che identificano proprio quella parte fisica del nostro corpo (e si pronunciano, tra l’altro, Gan-chiang).

“Gan-ba” deriva quindi da  頑張れ (si pronuncia gan-ba-re), e rappresenta la forma imperativa del verbo ganbaru, come per dire “Dai il meglio di te stesso”, con un chiaro scopo motivazionale. Se invece voleste essere più cortesi (magari perché vi state rivolgendo a degli adulti), dovreste usare i kanji 頑張って (si legge gan-ba-tte). Ma mai in palestra!

 

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Ginnastica, Europei: le Top, i momenti migliori, i nostri premi

Si è conclusa ieri una grande settimana di ginnastica artistica. Gli Europei di Mosca vanno in archivio dopo cinque giorni di gara davvero intensi e spettacolari. Come di consueto, Olimpiazzurra analizza i momenti clou dell’evento, valuta le migliori ginnaste e dà le proprie pagelle. Queste le nostre promesse, i nostri premi, una riflessione finale e tanto altro. All’Italia dedicheremo un articolo specifico nella giornata di domani (e non solo).

 

Al primo posto Aliya Mustafina. L’unica atleta a conquistare due ori in questa rassegna. La russa lo ha fatto in casa, come si addice alle vere campionesse: vincere sul suolo natio è un onore reso solo alle numero 1 dello sport. L’impresa nel concorso generale individuale: indietro di un punto rispetto a Larisa Iordache a metà gara, quando tutto sembrava perduto, la tartara si inventava un numero d’alta classe e si rendeva semplicemente protagonista di una delle rimonte più belle della storia della ginnastica artistica moderna. Superlativa al volteggio e poi sugli staggi volava letteralmente verso l’oro.

Dopo due anni da quel bruttissimo infortunio al ginocchio durante gli Europei 2010, arriva la rivincita e un nuovo preziosissimo alloro da affiancare al Mondiale 2011 e al bronzo olimpico di Londra: Aliya è una delle più grandi (e vincenti) ginnaste degli ultimi dieci anni. A questo va aggiunto un meritato oro alle amate parallele: dopo la defezione della Grishina all’attrezzo è stato davvero un gioco da ragazze, un dominio imbarazzante sulle avversarie. Ciliegina sulla torta: la cortesia di lasciare il posto proprio alla Grishina nella finale al corpo libero. Non sappiamo se lo ha fatto per qualche acciacco (non stava benissimo) o proprio per “amicizia”, ma tant’è.

 

Al secondo posto Larisa Iordache. Lo rumena è la più medagliata della rassegna (ben quattro podi su cinque gare), ma anche la più sfortunata: conquista addirittura tre argenti. Nel generale si è fatta rimontare incredibilmente dalla Mustafina, al corpo libero si è inchinata di fronte alla grazia di Ksenia Afanaseva non confermando il titolo conquistato a Bruxelles 2012, al volteggio non è riuscita a contenere al super potenza della specialista Giulia Steingruber.

Per fortuna è arrivato il titolo alla trave: sui 10cm davvero non ha eguali nel Vecchio Continente e può seriamente lottare a livello mondiale. Lo scricciolo di Bucarest riscatta ampiamente la delusione per Londra (ma ricordiamo che era infortunata) e mette le basi per un nuovo rilancio su cui nessuno poteva avere dubbi: la sedicenne è un vero talento, uno dei più limpidi a livello planetario.

 

Al terzo posto la Russia. Semplicemente una forza della natura. Gareggiavano in casa e non erano ammesse figuracce. Un successione per una delle grandi Patrie della ginnastica artistica. Primo posto nel medagliere complessivo (10, 6 ori), primo posto in quello femminile (6, 3 ori), primo in quello maschile (4, 3 ori). Almeno un atleta sul podio in otto finali su dodiciconquistati entrambi i titoli individuali. Numeri da capogiro che parlano da soli. E dire che mancava Viktoria Komova, vicecampionessa olimpica… E pensare che non sono brillati agli anelli.

 

Il momento più bello. Indubbiamente la rimonta di Mustafina. Ma ne segnaliamo un altro davvero meritevole: la grande lotta nella finale agli anelli. Sei ragazzi racchiusi in soli 66 millesimi di punto: un vero spettacolo. Tre pari meriti, quattro atleti sul podio, argento non assegnato. Siamo certi che le statistiche se ne ricorderanno a lungo.

Il momento più brutto. L’uscita in barella di Gabrielle Jupp durante le qualificazioni. Un brutto infortunio. Speriamo si riprenda davvero presto: vogliamo rivedere la fortissima britannica alla prima occasione utile.

 

Premio sorpresa a Jonna Adlterg. Alzi la mano chi si aspettava una medaglia da questa semi-sconosciuta. Una svedesina sbucata fuori dal nulla faceva l’impresa alle parallele, conquistando un incredibile argento dietro a sua maestà Mustafina, ma davanti addirittura alla Paseka e alle britanniche, e portando a casa una delle medaglie meno prevedibili di tutta la rassegna. Fortunato chi ha scommesso su di lei. Stesso discorso per lo svizzero Lucas Fischer, sorprendente argento alle parallele pari.

Premio “comunicazione” allo streaming della Federazione Europea. Uno strumento che ha consentito davvero a TUTTI di vedere TUTTE le finali, senza pagare abbonamenti e canoni vari, con una qualità eccellente delle immagini, senza rilevanti ritardi nella trasmissione del segnale, con un audio coinvolgente. Senza dover dipendere dal ginepraio televisivo: sabato niente diretta per gli anelli di Morandi su RaiSport e domenica niente trave con impegnate Ferlito e Meneghini; su Eurosport niente diretta nella giornata di domenica e parziale in quella del sabato.

 

Applauso della settimana all’Olympiskiy. Avrà sì trentatré anni (costruito per le Olimpiadi 1980, quelle del famoso boicottaggio statunitense), ma il fascino è sempre immenso.

La nota stonata. La ginnastica artistica ha praticamente sempre convissuto con la regola dei passaporti (solo due connazionali in finale) per evitare che i podi si tingano di una sola bandiera. Ma è un vero peccato: l’Italia aveva qualificato quattro ginnaste alla finale alla trave (cioè l’intera formazione!), ne ha potute schierare solo due e non ha preso nemmeno una medaglia… Si potrebbe cambiare? Molto difficile. Ah, sia chiaro: ieri ha detto male al nostro Paese, ma sono cose che succedono molto spesso ad altre Nazioni.

 

LA RIFLESSIONE FINALE. Gli Europei di Mosca hanno chiuso il primo quadrimestre del 2013, un anno post olimpico che porta con sé molte difficoltà ed è sempre particolare da decifrare. Subentra un nuovo codice di punteggi, molte ginnaste prendono un periodo di stacco dalle gare e meditano sul loro futuro. Chi invece continua lo fa cercando di porre delle basi per il quadriennio appena iniziato che porta ai successivi Giochi Olimpici.

Non c’è da meravigliarsi se (al femminile, perché al maschile il livello è stato mostruoso) si è andati a medaglia con punteggi “normali”, se non si sono visti azzardi particolari in gara (al di là di un paio di movimenti che potrebbero entrare nel codice, ma ci torneremo sopra) e se lo stato di forma non era propriamente al top per tutte. Lo spettacolo c’è stato e possiamo esserne ben contenti; il bilancio è complessivamente positivo e l’Olympiskyi può chiudere soddisfatto i propri battenti.

Ora gli atleti hanno di fronte cinque mesi di fuoco per arrivare ben preparati all’appuntamento clou della stagione: i Mondiali di Anversa ad inizio ottobre. Ricordiamo che l’Italia passerà prima dai Giochi del Mediterraneo (Mersin, Turchia, 24 giugno – 3 luglio), senza dimenticare che le juniores avranno gli EYOF ad Utrecht (Paesi Bassi).

 

Questo è solo l’antipasto di una settimana in cui analizzeremo a fondo tutto quanto è emerso dall’evento in Russia: un bilancio sull’Italia (domani), il futuro del nostro Paese in base anche alle parole del nostro Direttore Tecnico Enrico Casella (mercoledì), tanto per iniziare. E sveleremo anche il nome del vincitore del concorso sui pronostici podio…