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Misfits, il commento alla 4^ stagione

E’ stata una delle grandi rivelazioni made in UK degli ultimi anni Misfits, storia rocambolesca e goliardica di un gruppo di piccoli criminali dotati di poteri straordinari. Giunti alla 4^ stagione, in onda in questi giorni su Rai4 dopo essere passati su Fox, i nostri anti-eroi non sono più gli stessi. Letteralmente, visto che gli attori sono quasi tutti cambiati. E la serie pare aver subito il colpo.

Kelly vive ormai in Uganda e SethRudy e Curtis stanno ancora svolgendo il servizio cittadino. Nel frattempo, oltre ad un nuovo assistente sociale, arrivano due nuovi ragazzi al centro: Finn (che possiede il potere della telecinesi, anche se non lo controlla al meglio) e Jess (che può vedere attraverso le pareti). Durante il corso della stagione apparirà un “terzo” Rudy, violento e sadico, molto diverso dagli altri due, che era finito in prigione in seguito ad un’aggressione, inoltre nel quarto episodio si assiste alla morte di Curtis, suicidatosi dopo i vari avvenimenti accaduti nel corso della puntata. Nel corso degli ultimi due episodi si aggiungerà al gruppo (ormai composto da Rudy, Finn e Jess) una ragazza di nome Abbey, di personalità molto ambigua e apparentemente senza un potere.

Sempre condotto dal creatore Howard Overman, che ha scritto tutti gli episodi, la stagione si trova ad affrontare le varie vicissitudini derivate dal poderoso cambio di cast, non solo a inizio stagione, ma soprattutto in corsa d’opera. Scelte sicuramente anti-convenzionali, ma non per questo azzeccate, soprattutto se la qualità della scrittura cede un po’ il passo. L’amore di Rudy per Nadine è ripetitivo e non è reso in modo coinvolgente, i personaggi sono molto meno interessanti dei precedenti e i loro poteri servono a poco o nulla, le stesse storie hanno raramente il guizzo della sorpresa assurda che aveva caratterizzato le annate precedenti. Ritmo e trovate sembrano più svogliati del solito, fino a pasticciare con misticismi e a perdere troppo tempo con sotto-trame sciocche (si veda il finale di stagione, di cui servono 30 minuti su 45 per un po’ di divertimento) o parodie poco riuscite (il noir della première).

Superati i difetti, non proprio veniali, della stagione, Misfits resta sempre un passatempo più simpatico, spigliato e scorretto della media, con violenza, sesso e parolacce in quantità, come se laHBO fosse diventato il paradiso dei goliardi, e c’è qualche idea folgorante, come i cavalieri dell’apocalisse in bici e katana. Si ride e non si è mai davvero delusi con Misfits. Ma non si può negare che il cambio dei personaggi, e il loro trattamento poco assennato (Nathan era insopportabile, ma irresistibile, Rudy è solo la prima delle due cose), facciano soffrire una serie che si prepara l’anno prossimo a darci l’addio.