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Damon Saintcall Daniel Saintcall Dominatore di Poteri Dominatrice di Poteri

Svelo un mio segreto

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Vi ricordate quando vi ho detto che dovevo recuperare la Spada dello Scorpione li un posto molto oscuro . Vedete non è andata esattamente come vi ho detto . Li dentro c’ e l’ ho buttata io . Quando nel 2009 sono stata a Venezia per recuperare un artefatto molto potente . Era un oggetto molto potente e che poteva fare molto male alle persone . Li ho fatto in fretta e poi ho incontrato Damon con la sua amica Rebecca . Erano li per avventura . Non mi avevano detto molto ma era per una cosa molto importante . Damon era li e aveva litigato con Rebecca . Avevano litigato per l’ ennesima volta . Avevano litigato perchè Rebecca voleva andare in un posto che era pericoloso e Damon non ce la voleva portare . Rebecca si avvicino a mio fratello – ogni volta è sempre la stessa storia . Ogni volta che ti chiedo di portarmi in un posto dici di no . Damon era li e non mi aveva ancora visto ma stava vedendo Rebecca in faccia – questo non è vero . L’ altra volta ti ho portato su Urano per salvare quelle persone . Rebecca stava li a guardare il cielo che era cosi bello – nell’ universo ci sono cose cosi belle ma tu mi hai portato li poche volte . Non mi avevi detto che mi portavi a vedere ogni cosa e invece non mi hai fatto vedere nulla . Io appari dietro di lui con il teletrasporto – fratello devi mantenere le tue promesse oppure tutte le tue compagne fuggono a gambe levate . Non si trattano cosi le tue compagne . Visto che l’ hai trattata male adesso facciamo un piccolo gioco . Damon mi stava guardando molto male – che cosa hai fatto ? . Si vide dietro e non c’ era più la sua Spada dello Scorpione – dove diamine è finita la mia spada ? . Io reggevo il suo sguardo – tu chiedi scusa alla tua amica e dico che la tua spada potrebbe ricomparire adesso o più tardi . Damon prima di andare da lei mi guardo – sei un bastardo . Io lo guardavo andare via da li – forse ma tu hai trattato male la tua compagnia di viaggio . Invece io non l’ ho mai fatto . Tutte le promesse che ho fatto le ho sempre mantenute . Tu invece hai promesso una cosa a Rebecca e non l’ hai mantenuta . Quindi ora vai a mantenere quella promessa e io ti riporto la Spada dello Scorpione integra .

 

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Still Life – trailer, poster e foto del film di Uberto Pasolini premiato a Venezia

Disponibili un trailer italiano, una locandina ufficiale e un set di immagini per Still Life, il nuovo film di Uberto Pasolini ( Machan) premiato alla 70^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con il Premio Orizzonti per la Migliore Regia.

Still Life è il secondo lungometraggio diretto da Pasolini che ricordiamo nasce cinematograficamente come produttore con film come Full Monty ‐ Squattrinati organizzati ePalookaville per poi esordire alla regia con il pluripremiato Machan ‐ La vera storia di una falsa squadra, una deliziosa commedia a sfondo sportivo su un gruppo di singalesi che si finge una squadra di pallamano per riuscire ad entrare in Germania quando viene respinta la loro richiesta di visto.

Still Life racconta invece le vicissitudini del solitario John May interpretato dall’attore inglese Eddie Marsan visto nei due Sherlock Holmes di Guy Ritchie e di recente nella commedia sci-fi La fine del mondo, Marsan veste i panni di un impiegato del Comune diligente e premuroso incaricato di trovare il parente più prossimo di coloro che sono morti in solitudine. Quando il reparto viene ridimensionato a causa della crisi economica, John dedica tutti i suoi sforzi al suo ultimo caso, che lo porterà a compiere un viaggio liberatorio e gli permetterà di iniziare ad aprirsi alla vita.

Anche Still Life come il precedente Machan si ispira a persone e fatti reali. Quando lesse di uomini e donne il cui lavoro è organizzare il funerale di persone che muoiono senza lasciare nessuno dietro di sé, Pasolini riconobbe nella loro professione qualcosa di profondo e al tempo stesso di universale come spiega egli stesso:

Rimasi colpito dal pensiero di tante tombe solitarie e di tante funzioni funebri deserte. È un’immagine molto forte. Mi sono messo a riflettere sulla solitudine e sulla morte e sul significato dell’appartenenza a una comunità e di come la consuetudine del buon vicinato sia ormai scomparsa per molti di noi. Mentre scrivevo la sceneggiatura mi sono sentito in colpa di non conoscere i miei vicini di casa e la mia comunità locale. E per la prima volta sono andato alla festa di strada del mio quartiere, sentendo il desiderio di partecipare a quel piccolo tentativo di creare un legame tra vicini. Il senso della mancanza di impegno nei confronti della comunità ha alimentato riflessioni più profonde sulla società contemporanea. Cosa stiamo dicendo del valore che la società attribuisce alla vita dei singoli individui? Come è possibile che tante persone siano dimenticate e muoiano sole? La qualità della nostra società si giudica dal valore che assegna ai suoi membri più deboli e chi è più debole di un morto? Il modo in cui trattiamo i defunti è un riflesso del modo in cui la nostra società tratta i vivi. E nella società occidentale a quanto pare è molto facile dimenticare come si onorano i morti. Sono profondamente convinto che il riconoscimento della vita passata di ciascun individuo sia fondamentale per una società che voglia definirsi civile.

A seguire una dettagliata trama ufficiale del film (attenzione agli spoiler indesiderati!!!):

South London, ai giorni nostri. John May (Eddie Marsan) è un funzionario comunale e il suo lavoro consiste nel rintracciare i parenti più prossimi delle persone morte in solitudine.Estremamente meticoloso e ossessionato dall’organizzazione, John May va ben oltre il suo dovere per portare a termine gli incarichi che gli vengono assegnati. Solo dopo aver verificato tutte le piste e gli indizi ed essere approdato in una serie di vicoli ciechi, si arrende e accetta di chiudere un caso e di organizzare il funerale dei suoi “clienti” dimenticati, per i quali sceglie la musica più adatta e scrive discorsi celebrativi che nessuno eccetto lui ascolterà mai. È rigoroso nell’assicurarsi che queste anime siano accompagnate all’estremo riposo in modo dignitoso, sia che si tratti di un’anziana donna che inviava un biglietto di buon compleanno al proprio gatto ogni anno, sia che si tratti di un signore australiano le cui ceneri vengono spedite nel suo paese natale per la sepoltura. John May ricava una grande soddisfazione dal suo lavoro al punto di averne fatto il centro della sua vita. Non ha famiglia, non ha amici… Conduce un’esistenza ordinata e tranquilla, da sempre organizzata in ogni minimo dettaglio: tutti i giorni indossa gli stessi vestiti, percorre lo stesso tragitto per recarsi al lavoro, consuma lo stesso pasto a pranzo e di ritorno a casa si cucina la stessa cena. Un giorno gli viene assegnato un nuovo caso: Billy
Stoke, un vecchio alcolista, è stato trovato privo di vita nell’appartamento esattamente di fronte a quello di John May. Quando John si reca nell’alloggio alla ricerca di indizi sulla vita del suo defunto vicino di casa, vede l’immagine speculare della propria esistenza: la cucina di John May ha credenze immacolate, scaffali ordinati e mobili fastidiosamente riassettati, mentre l’appartamento di Billy è pieno di sacchi di immondizia, stoviglie sporche e poltrone malridotte. Mentre John inizia a svolgere le ricerche sulla vita di Billy Stoke, il suo capo gli comunica una ferale notizia: l’ufficio deve essere ridimensionato, saranno eliminati dei posti di lavoro per risparmiare fondi e John May sarà licenziato in quanto in esubero. Che cosa farà senza lavoro, senza la sua routine quotidiana? Tuttavia, per il momento, la preoccupazione più pressante di John May è il suo ultimo caso e supplica il suo capo di concedergli qualche giorno in più per poterlo portare a termine. Più diligente che mai, John mette gradualmente insieme i pezzi della vita spezzata di Billy Stoke, che malgrado abbia concluso i suoi giorni solo e alcolizzato, in passato aveva condotto un’esistenza ricca di soddisfazioni. Dall’ex collega alla fabbrica alimentare che ricorda la sua sete di vita e di amore, al veterano della guerra delle Falkland che gli deve la vita, tutte le persone che John May incontra dipingono il ritratto di una personalità straordinaria capace di suscitare in egual misura amore ed esasperazione e tuttavia affranta da demoni personali che lo hanno portato all’indigenza. Ma soprattutto, le ricerche conducono John da Kelly (Joanne Froggatt), la figlia di Billy Stoke che quest’ultimo aveva abbandonato da piccola e con cui non aveva più avuto rapporti. Tra le due anime solitarie nasce una naturale attrazione. Mentre viaggia in tutto il paese per incontrare i protagonisti del passato di Billy Stoke e invitarli al funerale, John May comincia a liberarsi delle abitudini che hanno governato la sua esistenza fino a quel momento e, finalmente, inizia a godersi la vita. Assaggia nuove pietanze, ordina cioccolata calda invece del tè, indossa un maglione diverso, va al pub, incontra Kelly in un caffè. E pochi giorni prima del funerale di Billy, John fa un’altra cosa che non aveva mai fatto prima, una cosa che avrà conseguenze scioccanti e tragiche.

Se volete approfondire è anche disponibile una recensione in anteprima del film nei cinema italiani dal 12 dicembre 2013.

 

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The Wind Rises: nuovo trailer per il film di Hayao Miyazaki

Disponibile un nuovo trailer statunitense per The Wind Rises, il nuovo film targato Studio Ghibli diretto dal maestro Hayao Miyazaki.

Il film è incentrato su Jiro Horikoshi, l’uomo che ha progettato il caccia Zero utilizzato dai piloti giapponesi nella seconda guerra mondiale e prende in esame la turbolenta prima metà del Giappone del 20° secolo quando il paese si è trovato alle prese con un terremoto e la ricaduta economica.

Ricordiamo che The Wind Rises potrebbe essere l’ultimo film da regista di Miyazaki visto che all’ultimo Festival di Venezia il presidente dello Studio Ghibli Koji Hoshino ha annunciato l’imminente ritiro a settantadue anni del maestro dell’animazione giapponese. Abbiamo voluto usare il condizionale perché non è chiaro se ci sarà un’ulteriore pellicola di commiato e perchè questa non è la prima volta che Miyazaki annuncia il suo pensionamento, ricordiamo che il regista si era ha già concesso un anno sabbatico dopo La Principessa Mononoke, per poi tornare e dirigere Il Castello errante di Howl nel 2004.

Miyazaki ha iniziato a lavorare come animatore nel 1961, successivamente negli anni ‘70 collabora a diverse serie tv d’animazione (Lupin III, Heidi, Anna dai capelli rossi e Conan il ragazzo del futuro), nel 1985 fonda con Isao Takahata il leggendario Studio Ghibli dove ha diretto una serie di capolavori di animazione da Il mio vicino Totoro a La principessa Mononoke, da La città incantata a Ponyo sulla scogliera.

Se volete approfondire è disponibile una recensione in anteprima di The Wind Rises.

 

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La prima neve di Andrea Segre cade al cinema dal 17 ottobre 2013

A caccia di integrazioni possibili, conviene fare un salto nel Trentino della Val dei Mocheni, dove“ancora oggi si parlano due dialetti, quello italiano e quello tedesco d’origine bavarese” e La prima neve di Andrea Segre cade sull’esistenza di un esule fuggito alla guerra in Libia e la comunità locale che lo accoglie.

La prima neve è quella che tutti in valle aspettano.
È quella che trasforma i colori, le forme, i contorni.
Dani (Jean Christophe Folly) però non ha mai visto la neve.
Dani è nato in Togo, ed è arrivato in Italia in fuga dalla guerra in Libia.
È ospite di una casa accoglienza a Pergine, paesino nelle montagne del Trentino, ai piedi della Val dei Mocheni.
Ha una figlia di un anno, di cui però non riesce a occuparsi.
C’è qualcosa che lo blocca.
Un dolore profondo.
Dani viene invitato a lavorare nel laboratorio di Pietro (Peter Mitterrutzner), un vecchio falegname e apicoltore della Val dei Mocheni, che vive in un maso di montagna insieme alla nuora Elisa (Anita Caprioli) e al nipote Michele, un ragazzino di 10 anni la cui irrequietezza colpisce subito Dani.
Il padre di Michele è morto da poco, lasciando un grande vuoto nella vita del ragazzino, che vive con conflitto e tensione il rapporto con la madre e cerca invece supporto e amicizia nello zio Fabio (Giuseppe Battiston).
La neve prima o poi arriverà e non rimane molto tempo per riparare le arnie e raccogliere la legna.
Un tempo breve e necessario, che permette a dolori e silenzi di diventare occasioni per capire e conoscere.
Un tempo per lasciare che le foglie, gli alberi e i boschi si preparino a cambiare.
In quel tempo e in quei boschi, prima della neve, Dani e Michele potranno imparare ad ascoltarsi.

Esistenze che si incontrano nel bosco, dove la luce entra insieme alle ombre, i silenzi si mescolano con i rumori insieme ai contrasti, sotto La prima neve, ultimo film diretto da Andrea Segre, e scritto con Marco Pettenello, prodotto da Jolefilm con Raicinema, che dopo i 10 minuti di applausi ricevuti durante la proiezione in Orizzonti alla 70. Mostra del Cinema di Venezia, si prepara a cadere al cinema con Parthenos, dal 17 ottobre 2013.

Nota di Regia

La luce entra nel bosco insieme alle ombre. Si alternano, si incrociano, giocano come vuoti e
pieni, come spazi di vita tra silenzio e rumore. Gli alberi sembrano voler scappare dal bosco.
Ma non possono. Crescono a cercare la luce, si allungano per superare gli altri, ma rimangono
tutti ancorati lì, uno affianco all’altro, in file regolari che segnano le prospettive.
È il bosco il luogo centrale dell’incontro tra Dani e Michele; è in quello spazio che i due si
seguono, si cercano, si respingono, si conoscono. È uno spazio in cui la natura diventa teatro.
Dove la realtà diventa luogo dell’anima e ospita significati e metafore che la trascendono.
Pronta a diventare sogno.
Come nel mio primo film Io Sono Li, anche La prima neve è costruito nel dialogo costante
tra regia documentaria e finzione, tra il rapporto denso e diretto con la realtà e la scelta di
momenti più intimi costruiti con attenzione ai dettagli della messa in scena. Così è anche
nel lavoro con gli attori: persone del luogo e attori professionisti interagiscono tra loro, in
un processo di contaminazione tra realtà e recitazione. Con il privilegio, in questo secondo film, di aver finalmente potuto lavorare con l’energia e l’imprevedibilità di bambini e giovani ragazzi.
Andrea Segre

Note di Produzione

Fare film che raccontino storie reali, film di finzione e documentari, che sono forme diverse di uno stesso linguaggio, di cinema. Con Andrea Segre condividiamo da sempre l’idea che con il cinema si possono raccontare storie difficili, locali, legate a un territorio particolare, dove però il dolore e la sofferenza dei protagonisti riescono a emozionare gli spettatori di ogni Paese.
Abbiamo provato a farlo ne “La prima neve” che racconta il superamento di un dolore
profondo attraverso la condivisione, il dialogo, l’affetto e l’ascolto.
Forse proprio la parola “condivisione” caratterizza anche il nostro modo di fare cinema.
Abbiamo costruito un gruppo di lavoro compatto, in cui tutti conoscono a fondo la storia,
ne parlano e ne discutono. Chiarezza, ascolto e appunto condivisione sono diventate le
caratteristiche principali dell’approccio produttivo e della strada che abbiamo percorso tutti insieme.

Il film ha raccolto inoltre il sostegno della Film Commission del Trentino e di Trentino
Marketing spa, la collaborazione di Rai Cinema, il contributo del Ministero per i Beni e le
Attività Culturali, e l’appoggio di partner privati, Montura e Davide Orsoni, che già ci avevano accompagnato durante il primo film Io sono Li.
Con la nostra squadra e con la preziosa partecipazione degli abitanti della Valle dei Mocheni abbiamo provato a raccontare questa storia, una storia reale, una storia difficile.
Nel nostro piccolo cerchiamo di cambiare l’approccio produttivo che contraddistingue il
cinema italiano.

“Cambiamento” è l’altra parola che contraddistingue le produzioni indipendenti e che in
questa 70a edizione della Mostra del Cinema di Venezia ha il suo riconoscimento: il DirettoreBarbera ha selezionato film indipendenti, con linguaggio innovativo, con formati eterogenei: ha selezionato il Cinema Italiano di oggi, senza vincoli e pregiudizi.
Francesco Nonsembiante e Marco Paolini

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Gravity – nuovo trailer, locandina e spot tv del dramma sci-fi con Sandra Bullock

Disponibili online un nuovo trailer, una locandina e due spot tv per il dramma fantascientifico diAlfonso Cuaron che ha inaugurato la settantesima edizione del Festival di Venezia.

Ottima accoglienza a Venezia per il dramma sci-fi che vede protagonisti Sandra Bullock eGeorge Clooney e confermate le nostre prime impressioni positive tratte dai trailer, il film di Cuaron fruisce di effetti visivi e di una tecnica davvero notevoli che contribuiscono a dare realismo al contesto, tra l’altro tra gli estimatori della pellicola c’è anche un entusiasta James Cameron (insomma uno che di fantascienza ne mastica).

Il nuovo trailer è una sorta di sunto dei precedenti, con l’aggiunta di qualche immagine della Bullock in interno a gravità zero e lo spazio profondo desolante e minaccioso come co-protagonista.

Speriamo che questo film riesca, dopo il meritato Oscar per The Blind Side, a mettere in luce il reale talento di Sandra Bullock, spesso denigrata e sottovalutata più per le sue scelte a livello di copioni che per le sue effettive capacità attoriali.

A 600 km al di sopra della Terra, nessun suono, nessuna pressione atmosferica, niente ossigeno…la vita nello spazio è impossibile.

Se volete approfondire sono disponibili una recensione in anteprima da Venezia e il paneltenutosi al Comic-Con 2013.

 

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Space Captain Harlock – origini e storia del corsaro dello spazio che fa tappa a Venezia 2013

Oggi 3 settembre l’Arcadia di Capitan Harlock tornerà a solcare i cieli grazie alla proiezione al Lido del lungometraggio in CG Space Captain Harlock, scopri con Cineblog le origini e la storia di uno degli anime più amati di sempre.

Capitan Harlock si pone senza alcun dubbio tra gli anime che hanno fatto la storia dell’animazione televisiva giapponese, il suo creatore Leji Matsumoto nonostante astronavi, alieni e armi spaziali è riuscito a catturare appieno il fascino dei genere “piratesco” e a dargli una nuova connotazione molto prima dell’avvento de I GooniesIl pianeta del tesoro Disney e del successo globale de I pirati dei Caraibi.

Vaga verso stelle lontane. Il suo vessillo è un teschio bianco in campo nero. Vive la sua vita in uno spazio senza confini e senza domani, in armonia con le leggi dell’universo. Libero.

 

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Venezia 2013, Child of God: primo teaser trailer del film di James Franco

La settantesima edizione del Festival del Cinema di Venezia si è aperta con il tanto atteso thriller fantascientifico Gravity e tra i 20 titoli che si disputeranno il Leone d’oro c’è anche Child of God, il terzo film da regista di James Franco di cui oggi vi possiamo proporre un primo teaser trailer.

Basato sul romanzo omonimo di Cormac McCarthy, il film sarà presentato in anteprima a Venezia questo sabato prima di far tappa al Toronto International Film Festival a fine mese.

Purtroppo il teaser è davvero brevissimo, dei 46 secondi di durata totale, circa la metà ci mostrano un primissimo piano dell’attore Scott Haze, mentre la voce di Tim Blake Nelson narra di un paio di righe del romanzo.

Franco ed Haze sono protagonisti accanto a Nelson e Jim Parrack, questi ultimi hanno recitato anche in As I Lay Dying, recente adattamento diretto da Franco del romanzo “Mentre morivo” di William Faulkner, film presentato in anteprima al Festival di Cannes di quest’anno.

Franco che ha recentemente conseguito il dottorato in inglese a Yale ha anche adattato la sceneggiatura.

La vita di un diseredato, un uomo violento e il suo disastroso tentativo di esistere al di fuori dell’ordine sociale. Successivamente privato dei genitori, di una casa e con pochi altri legami, Ballard scende letteralmente e figurativamente al livello di un abitante delle caverne, mentre intraprende una discesa senza freni nella criminalità e nel degrado.

 

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Miss Violence: trailer, poster e foto del film di Alexandros Avranas in concorso a Venezia 2013

La violenza domestica sarà al centro di uno dei film più misteriosi del concorso della 70. Mostra del Cinema di VeneziaMiss Violence riporta in corsa per il Leone d’oro la Grecia, sulla cresta dell’onda nel panorama internazionale contemporaneo grazie anche a due autori che hanno avuto due film in competizione proprio a Venezia: Athina Rachel Tsangari con Attenberg (Coppa Volpi per la migliore attrice nel 2010) e Yorgos Lanthimos con Alps (Osella per la sceneggiatura nel 2011).

Una “nouvelle vague” nera e radicale sia dal punto di vista formale che contenutistico, che sembra nascere spontaneamente dalla situazione economica in cui il paese si è ritrovato negli ultimi anni. Alexandros Avranas, qui alla sua opera seconda dopo Without (presentato al MIFF 2008), sembra continuare su questa strada: basta dare un’occhiata al trailer ufficiale del suo nuovo film per ritrovare gli stessi stilemi folli delle opere dei suoi colleghi. La lunga sinossi ufficiale, poi, parla chiaro:

Nel giorno del suo compleanno, l’undicenne Angeliki si getta dal balcone e muore. Mentre la polizia e i Servizi Sociali investigano sul perché di questo apparente suicidio, la famiglia di Angeliki insiste che si è trattato di un incidente. Qual è il segreto che la ragazzina si è portata con sé? Perché la famiglia insiste nel provare a “perdonarla” e ad andare avanti con la loro vita? Queste sono le domande a cui i Servizi Sociali cercano risposta quando visitano la casa pulita e ordinata della famiglia. Il padre ha fatto sì che nulla manchi e che tutto sia al suo posto. Sembra che nulla possa tradirli. Ma senza volere, il fratello minore di Angeliki rivela degli indizi che pian piano scuotono il mondo educato della famiglia, costringendola a confrontarsi faccia a faccia con ciò che, per troppi anni, hanno nascosto o non osavano vedere. Cadranno uno ad uno, finché ancora una volta la violenza offrirà loro la soluzione, tenendo unita la famiglia unita e al sicuro il segreto.

Però. E Avranas, dal canto suo, sembra avere una visione piuttosto netta e pessimistica dei concetti di famiglia e società odierna. Così spiega le tematiche di Miss Violence e le domande che vuole porre:

Atene, 2013. In qualche posto vicino al centro della città. Isolati con appartamenti colorati creano un mondo grigio. La quiete di un giorno di insopportabile routine viene spezzata dal suicidio di una undicenne. Cosa può aver spinto una ragazzina a decidere che non voleva più vivere? E perché nessuno sapeva la verità? Questa ragazzina, quasi simbolo dei bambini di molte città moderne che sono costretti a sottostare alle regole di una società dura e senza speranza, agisce per mettere a nudo e rivelare ogni possibile sfruttamento e manipolazione di un sistema che qualcuno chiama ancora famiglia. Il Padre, da leader, comanda e definisce il modo in cui la famiglia funziona attraverso modalità che non sono poi così diverse da quelle di chi è abituato a manipolare la società. Gli altri membri della famiglia sono vittime che non possono più funzionare se non con le regole con le quali sono cresciute. Mi sono sempre chiesto chi ha il potere: quello che attacca o colui che prova dolore? La violenza più dura è quella del silenzio. Del non detto. Della regolarità che copre ogni vuoto emotivo creato dall’esercizio del potere.

Chissà. Ne riparlaremo dopo aver visto il film al Lido. Miss Violence è interpretato da Themis Panou, Reni Pittaki, Eleni Roussinou, Sissy Toumasi, Kalliopi Zontanou e Constantinos Athanasiades. Il film vede come produttore esecutivo Christos V. Konstantakopoulos, attivo sia in Grecia (è stato produttore esecutivo di Attenberg) sia in America (Take ShelterBefore MidnightOnly Lovers Left Alive e persino i prossimi due film di Terrence Malick). Uno che insomma ci vede lungo…

Qui di seguito potete vedere il trailer ufficiale del film, più una ricca gallery con poster e foto.

 

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Gravity – Panico nello spazio nel nuovo trailer con George Clooney e Sandra Bullock

In attesa dell’anteprima mondiale al prossimo Festival di Venezia, è stato rilasciato in rete un nuovoteaser trailer di quasi 2 minuti per Gravity: il film fantascientifico del regista messicano Alfonso Cuaron (I figli degli uominiHarry Potter e il prigioniero di Azkaban) che vede nel cast due premi Oscar del calibro di Sandra Bullock e George Clooney nei panni di due astronauti che rimangono dispersi nell’infinità dello spazio.

Gravity racconta infatti le avventure spaziali di un ingegnere medico, Ryan Stone (Bullock), e di un astronauta veterano, Matt Kowalsky (Clooney) che durante una camminata di routine tra i cieli rimangono vittime di un incidente. Il loro shuttle viene distrutto e i due rimangono completamente soli, nell’oscurità della galassia.

Ecco il nuovo teaser trailer che mostra nel dettaglio la scena dell’incidente. La sensazione è davvero quella di un film immersivo (e manca ancora l’effetto 3D!) in cui lo spettatore ha davvero la sensazione di vivere in quell’assenza di gravità in cui si trovano i protagonisti.

Come anche raccontato al recente Comic-Con (qui il panel completo), Gravity sarà un film ambizioso che vuole sorprendere per i suoi virtuosismi registici. Cuaron ha infatti girato la pellicola con lunghissimi pianosequenza (si parla di una sequenza iniziale senza tagli di montaggio di 17 minuti e dovrebbero poi abbondare scene dalla durata di 6-8-10 minuti) e ha costruito solamente 156 inquadrature, davvero una rarità per un film della lunghezza di due ore (in media per un film di questa durata possiamo trovarci di fronte a duemila inquadrature).

Per vedere se la pellicola riuscirà a rispettare le altissime aspettative non resta che attendere il 4 ottobre quando uscirà, in 3D, nelle sale americane e italiane