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Aggiornamento American Cup – Simone Biles e Larisa Iordache non partecipa e lista delle ragazze presenti nell’ Ameriac Cup

Per un infortunio le ginnaste Simone Biles e Larisa Iodarche non possono partecipare all’ American Cup . Non si sa adesso cosa succederà forse Simone Biles verrà al Trofeo di Jesolo . Invece per Larisa la situazione è più complicata visto che per colpa di questa sua assenza da Greensboro le potrebbe impedire di conquistare la Sfera di Cristallo e potrebbe essere presa dalla sua rivale Elizabeth Price che in questo frangente e la favorita all’ American Cup . Adesso vi dico chi partecipa all’ American Cup

Brenna Dowell (USA),

Carlotta Ferlito (Italia),

Vanessa Ferrari (Italia),

Victoria Moors (Canada),

Roxana Popa Nedelcu (Spagna),

Elizabeth Price (USA),

Sophie Scheder (Germania),

Giulia Steingruber (Svizzera)

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Ginnastica, Anversa 2013: le pagelle di un Mondiale fantastico

I Mondiali 2013 di ginnastica artistica sono ormai alle spalle. Come consueto, eccoci con le nostre pagelle di Anversa 2013.

Non ci sono le italiane, perché a loro è dedicato il prossimo articolo.

 

SIMONE BILES: 10. La nuova reginetta. La Venere Nera della ginnastica artistica. Entra nella storia della Polvere di Magnesio per essere la prima atleta di colore a vincere un titolo mondiale, proprio come Gabby Douglas era stata la prima a vincere un’Olimpiade. La sedicenne di Columbus conquista il titolo iridato all-around al primo anno tra le seniores, come solo le grandi Campionesse sono riuscite a fare.

La statunitense ha dominato quasi incontrastata, è il nuovo fenomeno della Polvere di Magnesio e (se lo vorrà) è destinata a comandare la scena per tutto il quadriennio che porta a Rio de Janeiro 2016.Possiede un’acrobatica di livello vertiginoso, forse la migliore che si sia mai vista; ha una potenza pazzesca; porta in dote una grande elasticità e una completezza di esecuzione sui quattro attrezzi, trovando due picchi imprendibili al volteggio e al corpo libero. Sarà poco elegante, precisa, forse anche poco femminile (a detta di alcuni), ha tolto qualcosa all’artistica pura ma è, indiscutibilmente, la migliore del Pianeta!

Porta a casa addirittura quattro medaglie (le manca solo l’alloro alle parallele). Conquista anche il bronzo alle trave, che non meritava assolutamente, rubandolo alle due italiane…

 

KYLA ROSS: 8,5. Dopo i trionfi olimpici, è stata l’unica Fierce Five a non staccare nemmeno per un giorno e a continuare alacremente ad allenarsi. Gli sforzi e i sacrifici sono stati premiati. Precisa, pulita, ordinata ha conquistato un bellissimo argento nell’all-around riuscendo addirittura a balzare al comando prima dell’ultima rotazione. Ha fatto sudare la Biles nella parte centrale di gara, recuperandola alle parallele e alla trave, poi si è dovuta inchinare alla prestazione monstre della connazionale al corpo libero.

Certo, eterna seconda: tre argenti (generale, trave, parallele). Ma può ritenersi più che soddisfatta. Dovrà rivedere i D Score se vorrà vincere finalmente qualche medaglia d’oro.

 

ALIYA MUSTAFINA: 9. Non stava bene e si è visto chiaramente. Aveva una cera che era tutto tranne quella di una ragazza in grado di fare l’impresa. Ci ha provato fino all’ultimo, stringendo i denti in una maniera impressionante. In qualifica è caduta al corpo libero, mancando clamorosamente la finale di specialità. Nella finale dell’all-around ha dato due sgasate alle parallele e al quadrato magico e si è presa un meritatissimo bronzo.

Clamorosamente è crollata nell’esercizio sugli staggi e non è riuscita ad andare oltre al terzo posto. Ma, non poteva andare via da Anversa senza conquistare l’oro. E lo fa sull’attrezzo più impensabile, quello a lei meno congeniale: la trave. Sui 10cm abbiamo visto un’altra Mustafina, una sosia: zero squilibri con le spalle, praticamente nessuno sbilanciamenti, collegamenti perfetti, zero sorrisi ma uno sguardo di ghiaccio che è da amare. L’uscita perfetta le regala il titolo. Quando la Zarina si mette in testa di fare una cosa, la fa!

 

LARISA IORDACHE: 6,5. Quando una ginnasta cade per due volte sul suo attrezzo preferito, nelle due occasioni più importanti della carriera…Lo scricciolo di Bucarest versa un’infinità di lacrime per due capitomboli dalla trave che nessuno si sarebbe aspettato: durante il concorso generale quando attaccava il bronzo e soprattutto durante la finale di specialità.

Il bronzo al corpo libero placa solo parzialmente le sue delusioni. La rumena tornerà a casa sicuramente insoddisfatta e arrabbiata con sé stessa. L’inverno sarà lungo e pieno di lavoro per tornare più carica che mai nel 2014: ha diversi conti in sospeso…

 

MCKAYLA MARONEY: 8. La miglior vaulter del Mondo. Non c’è storia. Atterraggi perfetti, stoppati sul posto con una grazia, un’eleganza e un sorriso da modella. Una delle più belle del circuito. L’oro alla tavola era scontato ed è l’unica ragazza che ha confermato il successo di Tokyo2011. Ha provato anche a strappare la qualificazione nell’all-around, ma qualche errore di troppo l’ha costretto ad abdicare per la (stupida) regola dei passaporti.

 

HUANG HUIDAN: 8-. Clamorosa campionessa del Mondo alle parallele: al -debutto, a sorpresa, la cinese sfrutta al meglio l’errore della connazionale Jinnan e si regola una gioia che porterà nel cuore per tutta la vita.

SHANG CHUNSONG: 5. Non vogliamo essere cattivi, ma siamo sicuri che questa cinese abbia 17 anni? I precedenti del suo Paese in materia di falsificazione delle carte di identità ci obbligano a pensare male… Ne dimostra dodici (o anche meno).

YAO JINNAN: 7. La media tra il 10 per l’esecuzione del leggendario Mo Salto e il 4 per la bruttissima caduta in finale che le ha tolto l’oro scontato alle parallele.

 

VICTORIA MOORS: 10. Quando scassini il portone del (quasi) impossibile… La canadese rivoluziona la ginnastica artistica presentando il leggendario Silivas teso al corpo libero! Una missione impossibile, riuscita perfettamente nella finale del concorso generale individuale dopo essere caduta in qualifica, che costringe la Federazione Internazionale a inserire la difficoltà I nel codice dei punteggi.

SANDRA IZBASA e OKSANA CHUSOVITINA: 10, alla carriera. L’immensa rumena ha provato ancora a dare un colpo e a salire sul podio del corpo libero: ci sarebbe salita se non avesse sbagliato la conclusione. A quanto pare sembra aver chiuso qui la sua carriera, ma mai dire mai.

L’eterna Oksy non è riuscita nel miracolo di prendersi una medaglia a 37 anni: due volteggi non all’altezza l’hanno relegata al quinto posto. Ma lei di ritiro non vuole sentirne parlare. Spingerà fino alle prossime Olimpiadi, ne siamo ormai sicuri…

 

PREMIO BELLEZZA. McKayla Maroney.

PREMIO COMBATTIVITA’: Aliya Mustafina.

PREMIO TENACIA: Vanessa Ferrari.

PREMIO SORPRESA: Un Hong Jong.

PREMIO ELEGANZA: Kyla Ross.

PREMIO FAIR PLAY: Kyla Ross.

PREMIO ACROBATICITA’: Simone Biles.

PREMIO ARTISTICITA’: Larisa Iordache.

MIGLIOR CORPO LIBERO: Simone Biles.

MIGLIOR PARALLELE: Yao Jinnan

MIGLIOR VOLTEGGIO: McKayla Maroney

MIGLIOR TRAVE: Larisa Iordache

 

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Ginnastica, sabato bestiale per la Ferrari: è American Cup

Primo weekend internazionale del 2013 per la ginnastica artistica. Sabato 2 marzo, a Worcester (Stati Uniti d’America), torna la classica d’apertura: la prestigiosa American Cup. È uno dei trofei più importanti, ricchi e amati dalle atlete. Questa volta è valida come quarta prova della Coppa del Mondo 2012-2013 dedicata alle all-arounder (ultima tappa a Tokyo in aprile). In testa alla classifica si trova Elisabeth Price, che ha dominato gli ultimi due appuntamenti a Stoccarda e Glasgow. In casa, però, l’americanina non scenderà in pedana e allora verrà scalzata dalla tedesca Seitz, distaccata di soli dieci punti. Le otto ginnaste invitate si esibiranno in un classico concorso generale individuale. Chi vincerà porterà a casa un bel gruzzolo di denaro oltre a 50 punti iridati, poi si scala di cinque punti ogni posizione.

 

Quest’anno volerà oltreoceano la nostra Vanessa Ferrari (accompagnata da Enrico Casella, alla prima trasferta da Direttore Tecnico). La bresciana si merita questo importante palcoscenico. Nel Massachusetts si presenta con un nuovo esercizio alla trave (cliccate qui per vederlo), con delle nuove combinazioni alle parallele, e con un nuovo mix musicale al corpo liberoLa forma fisica che abbiamo visto tra Ancona e Padova sembra abbastanza convincente (per essere a inizio stagione) e potrebbe regalarle delle gioie interessanti. Siamo convinti, però, che l’uscita a stelle e strisce serva per riprendere confidenza con certi palcoscenici e per provare la propria condizione: da perfezionista qual è, sappiamo che questi sono i primi avvicinamenti verso gli Europei, primo banco di prova e prima occasione di riscatto dopo Londra. Ad ogni modo la Cannibale di Orzinuovi dovrebbe lottare ancora una volta per il podio: dopo il quarto e il quinto posto di quest’autunno, sembra presentarsi una battaglia spalla a spalla con la Elisabeth Seitz. La tedesca è stata finalista alle parallele e nel concorso generale alle ultime Olimpiadi, ottenendo un sesto e un decimo posto.

 

I favori del pronostico sono tutti per l’idolo di casa Katelyn Ohashi. La quindicenne, alla prima uscita da seniores, sostituisce la grande Kyla Ross fermata da una contusione al tallone. Un onore per la grande promessa dell’artistica a stelle e strisce, all-arounder di grande spessore e che si caratterizza per una trave davvero spettacolare. È semplicemente la più bella nel panorama mondiale oltre a quella con il punteggio d’entrata più alto; non sapremo se la presenterà integralmente, ma i suoi 10cm saranno sicuramente uno spettacolo.

Sarà verosimilmente una battaglia con la connazionale Simone Biles che vorrà farsi un bel regalo per le imminenti sedici candeline (le spegnerà il 14 marzo). Il suo volteggio è davvero fantastico, il migliore dopo quello della Maroney: il suo Amanar è costantemente oltre i 16 punti e già qui i discorsi potrebbero prendere una piega molto interessante.

Sarà presente anche la canadese Victoria Moors, che porta in dote un corpo libero davvero interessante.

Completeranno il roster la britannica Gabrielle Jupp, la giapponese Asuka Teramoto e la canadese Maegan Chant.

 

La prima edizione dell’American Cup passò alla storia perché se la aggiudicò Nadia Comaneci, qualche mese prima di volare ai Giochi Olimpici di Montreal 1976 e strabiliare il Mondo, ottenendo la sfilza dei tanto famosi 10 perfetti. Da ricordare la tripletta di Mary Lou Retton (1983-1985) che nel mentre riuscì anche a diventare la prima statunitense a vincere un oro nel concorso generale ai Giochi Olimpici (Los Angeles 1984). Poi la Miller, plurimedagliata olimpica e mondiale, ora alle prese con una gravidanza dopo aver sconfitto un cancro. E nell’ultimo decennio Nastia Liukin, Shawn Johnson prima degli ultimi due trionfi consecutivi di Jordyn Wieber. Insomma: la Coppa è sempre passata tra le mani delle più forti di sempre.