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Ada Knight mi chiede aiuto per un suicidio

 

Ada Knight era stata al supermercato per comprare qualcosa da mangiare non solo per lei ma anche per Pandora , Aqua e tutti quanti noi . Era uscita con calma e con passo lento e decise ed era pronta ad andare li sul supermercato . Mentre stava li mise la mano con calma nella tasca sinistra del giubbotto di pelle che lei indossava sopra una camicia nera . Vide con calma cosa comprare mentre guardava la strada e facendo in modo che non facesse cadere a terra nessun civile e nessuna porta . Ada voleva andare li e non fare nessun incidente e fare in fretta con la spesa . Una volta entrata nel supermercato inizio a prendere tutto quello che c’ era scritto sulla lista . Mentre passava nei vari reparti e osservava tutto con i suoi occhi verdi ed era molto belli e misteriosi e grazie a un incantesimo che lei era riuscita a fare dopo un sacco di tentativi andati a vuoti e solo verso il 15 tentativo lei riusci a farlo .

 

Ada con un carrello in mano rosso prese con mano un pacco di zucchero e vide verso il reparto 16 dove stava lo zucchero , il sale e molte altri ingredienti che si utilizzano in cucina . Ada vide verso quel reparto un uomo morto e si vedevano tutti i segni del suicidio e Ada con il carrello in mano si mise vicino al corpo della vittima e mise la mano sul suo polso per vedere se stava bene oppure no e si sentiva davvero molto male .

 

Ada vide che lui era morto e cosi si diresse verso la cassa e disse a uno dei commessi – sentite nella corsia numero 15 è morto un uomo . La commessa d nome Jessica era sconvolta e poi Ada mise la mano e sbotto un po’ la camicetta e mise fuori il suo distintivo e dopo che se l’ era tolto dal collo Ada disse – Detective Ada , chiami questo numero .

 

Ada prese un foglio e una penna e prima le aveva chiesto a Jessica con molta calma con lei e Jessica chiamò Angela Ferrante .

 

Angela Ferrante rispose alla chiamata con calma e con molta professionalità e fu molta diretta per capire chi era dall’ altro capo del telefono – Pronto chi è ? . Jessica con calma e come faceva con tutti i clienti con cui si riferiva – Salve sono Jessica , la commessa del negozio che sta sulla quinta e si trova un uomo morto e una certa Ada Knight mi ha detto che ti dovevo chiamare .

 

Angela disse a Jessica una volta sentita il nome di Ada Knight – me la passi . Jessica passo il telefono ad Ada Knight .

 

Salve Ada , ho sentito che c’ e un uomo morto . Tu ne sai qualcosa visto che sai li ? – chiese ad Ada con quella calma . Ada disse ad Angela Ferrante – ho visto il corpo è anche se sembra un suicidio non lo è . Adesso per capirci di più chiamo Daniel Saintcall .

 

Angela era felice di sapere che me ne sarei occupato io , dopotutto anche se io non facevo più parte di The District , Angela era felice di saperlo comunque che me ne occupavo io .

 

Ada Knight mi chiamò – Daniel devi venire qui , c’ e stato un morto . Sembra un suicidio ma non lo è , quindi vieni qui .

 

Io mi misi il mio costume da Dominatore di Poteri e arrivai sulla scena e Ada Knight vide con un uomo in costume verde vicino alla scena del crimine e visto che poi mi chiamo sul telefonino per capire se ero io e il mio telefonino squillo e e Ada mi guardo e con il carrello in mano con la nostra spesa e lei mi chiese con colma e mentre cerca di guardare sotto il cappuccio – Sei tu Daniel ? .

 

Io risposi con una voce profonda e completamente diversa – No . Io sono il Dominatore di Poteri , adesso ci penso io . Ada e io andammo un attimo fuori dalla scena e io dissi a lei una volta spento il mio congegno per cambiare voce – Ada sto cambiando e adesso io sono il Dominatore di Poteri , cosi io posso fare queste cose per nascondere il mio volto e il mio aspetto .

 

Io andai li dentro e vicino al corpo e vidi che non era suicidio ma omicidio visto grazie agli occhi della fenice vidi che sul suo collo c’ erano segni di strangolamento .io guardai Ada Knight mentre guardava il mio costume e penso che era bellissimo e sopratutto era felice come gli altri perché io avevo trovato un modo per nascondere il mio volto .  

 

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Pandora Black chiede ad Alyssa di impararle a cucinare il Tortino al cioccolato con cuore di cioccolato

Pandora Black era una delle altre persone che avevano provato questo buonissimo dolce e cosi Pandora dopo aver provato il dolce fatto da mia sorella Alyssa ed era cosi buono che Pandora quasi quasi ne voleva un ‘ altro visto che era molto buono e a mia sorella Alyssa stare in cucina , anzi non si staccava farlo ma disse a Pandora – senti lo so che né vuoi un po ma se ne mangi troppo ti viene la pancia e non puoi combattere contro i nemici con la pancia . Quindi Pandora andò da Alyssa e disse – puoi insegnarmi a cucinare questo dolce , Alyssa non era stanca e aiutare Pandora era come aiutare una piccola sorellina che aveva bisogno del suo aiuto e disse – si . Gli passò un grembiule e iniziarono a seguire la ricetta – basta che segui la ricetta , qui sta scritto cosa devi fare e sopratutto devi stare attenta a tutto quello che fai e alla fine la ricetta può venire se sei stata attenta a ogni cosa che hai fatto . Pandora per non farsi mettere i bastoni tra le ruote con i suoi capelli , prese un elastico per capelli che aveva sul suo avambraccio destro e si legò i bellissimi capelli rossi in una coda di cavallo . Pandora aveva seguito tutta la ricetta del dolce , come le aveva detto e una volta finito e pronto per essere assaggiato , lo assaggio Alyssa ed era buonissimo come quello che aveva fatto lei . Pandora non aveva fatto un solo errore , voleva che Alyssa fosse entusiasta di lei e di essere riuscita a fare quel dolce senza aiuto da nessuno . Pandora pensava che solo perché lei aveva fatto il dolce , lei lo poteva mangiare ma Alyssa fermò Pandora e disse – no , non lo puoi mangiare e troppo e poi ti fa male . Anche Pandora inizio a guardare Alyssa con i suoi occhi dolci e alla fine Pandora non pote rifiutare di darlo a Pandora . Va bene te lo do , ma che dopo vai a fare un po’ di esercizio e di non mangiare altro , tu né hai già mangiato troppo . Pandora vedeva che Alyssa aveva ragione e disse – va bene , una volta tornata alla sua camera del T.A.R.D.I.S inizio a fare gli addominali e le flessioni , voleva fare esercizio fisico per poter togliere il peso del dolce che lei aveva mangiato . Alyssa per fare in modo che a Pandora non venisse giù a fare un ‘ altro di questi dolci aveva nascosto la ricetta in un posto che sapeva solo lei . 

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Alyssa impara a cucinare il tortino al cioccolato con cuore morbido

Mia sorella Alyssa va in lungo e lin largo , nel tempo e nello spazio . E sempre in cerca di fare qualcosa e di imparare qualcosa di buono da mangiare e da cucinare . Oggi navigando su internet è andato su un blog nel quale ha trovato la ricerca di un buon dolce al cioccolato . La ricetta era il tortino al cioccolato con cuore morbido , li sopra c’ era tutto ricetta e altro .

Ricetta di Tortino al cioccolato con cuore morbido

Ingredienti Tortino di Cioccolato

  • 200 gr di cioccolato fondente
  • 200 gr di burro
  • 160 gr di zucchero
  • 4 uova
  • 40 gr di farina
  • Una bustina di vanillina

Preparazione

  • Imburrare e infarinare otto stampini in alluminio da porzione.
    Metterli in freezer.
  • Sciogliere il cioccolato a bagnomaria con il burro e lo zucchero, sbattendo bene con una frusta.
  • Fare leggermente raffreddare e incorporare le uova una alla volta.
  • Aggiungere in ultimo la farina setacciata.
  • Mettere il composto negli stampini e tenerli nel frizeer per quattro ore circa.
  • Riscaldare il forno a 220° e infornare gli stampini congelati.
  • Cuocere per dieci minuti – 12 minuti.
  • Vi accorgete che sono cotti quando crescono in cottura formando la crosta, quasi completamente, anche in superficie, l’esterno sarà cotto e l’interno morbidissimo
  • Prima di rigirare lo stampino, lasciarlo raffreddare pochi minuti.

Alyssa a fare la ricetta ci mise pochi minuti e fece assaggiare a me il dolce che aveva fatto , era magnifico . Alyssa era bravissima in cucina e dissi – sei bravissima in cucina .

Se volete sapere dove ho preso la ricetta e tutto il resto , l’ ho preso su questo link : http://musitechsapienza.wordpress.com/2013/11/23/tortino-di-cioccolato/

 

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Alyssa ferma uno stupro su una giovane ragazza

Alyssa è andata a lavorare all’ ospedale , perché quel giorno avevo molti pazienti da visiti e da curare . Il primo paziente era un ‘uomo di mezz’età che per il troppo fumo aveva il cancro ai polmoni , quindi mia sorella Alyssa anche un po’ amareggiata non poteva fare niente . L’ unico modo per salvare la vita a quel paziente era mandarlo in chirurgia e farlo operare , se il cancro era molto piccolo c’è la poteva fare se era grande avrebbe avuto il 50% di possibilità di farcela . Il Secondo paziente era una ragazza che non era tanto grave , lei era li solo perché aveva avuto una piccola botta alla spalla ed era li per curarla .La pazienta di nome Sara diceva alla madre che non era niente , ma la madre prudentissima , aveva deciso di portare la figlia all’ospedale Saint Mary . Il Terzo paziente era una ragazzina a cui avevano sparato al cuore ed era andata in coma . Anche se i chirurghi poteva togliere il proiettile dal cuore , per lei non ci sarebbe stata niente da fare . Ma Alyssa avrebbe potuto cambiare la situazione di quella ragazzina e quando nessuno era nella stanza e nessuno poteva vedere Alyssa utilizzare i propri poteri , decise di curare quella ragazzina con i suoi poteri di guarigione . Dopo pochi minuti la ragazzina si riprese e stava benissimo , la madre teneva la mano della figlia e la figlia chiamò la madre . La madre si sveglio e abbraccio la figlia , dopo aver salvato la figlia di quella madre disperata , lei se ne stava andando a casa a riposarsi un po’ . Quando lei verso un bar per prendersi qualcosa da mangiare e ci andò con la sua moto . Una vota preso un cornetto al cioccolato e una bella tazza di caffè non molto bollente , lei senti dietro l’ angolo una ragazzina di nome Laura Russo che sta gridando . Un uomo di 27 anni , capelli neri e lunghi , maglietta nera e pantaloni blu e scarpe nera , lui aveva iniziato a violentare quella giovane donna . Alyssa si precipito li e gridò a lui – Polizia , mani in alto , l’ uomo inizio a scappare ma mia sorella fu più veloce di lui , prese le manette e l’ arresto . Poi andò verso la donna ancora sotto shock , cercò di farla calmare e la portò a casa sua che non era neanche tanto lontano . Prima di arrivare a casa sua , la ragazzina guardò mia sorella negli occhi e disse – Io sono Laura e mia sorella disse a lei – io sono La Dottoressa Alyssa Saintcall . Una volta arrivati a casa sua , la donna ancora in stato di shock , si andò a prendere un po’ d’ acqua . L’ acqua però non la fece calmare , anzi la fece agitare di più e poi dopo quando si mise a sedere e cerco di raccontare come erano andate le cose , inizio ad avere un po’ di confusione . Prima della confusione ,c’ era l’ ansia , inizio ad essere agitato e per questo mia sorella per farla calmare gli fece un po’ di tè . Poi gli chiese a lui – quanto zuccherò vuoi ? , Laura rispose – due zollette di zucchero . Laura inizio a bere con molta calma il tè .Anche se un po’ si è calmata , in lei c’era della confusione , non riusci a raccontare bene le cose a mia sorella , poco dopo qualche minuto senti un po’ di intorpidimento alle mani , le sentiva ma era come se qualcosa le impediva di muoverle . Lo stupro fatto da questa ragazzina non è avvenuto completamente , seno la sua situazione sarebbe stato peggiore . Alyssa decise di rimanere con lei fino a quando lei non si sarebbe calmata un po’ , Senti ho deciso di fare questo , di rimanere con te fino a quando non ti calmi – disse a Laura . Laura disse a lei ancora sempre shoccata disse – va bene .  

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Foto dello Zucchero visto da Kratos e Pandora

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Spiego a Kratos lo zucchero

Dopo aver detto a Kratos tutto sul petalo di un fiore e dopo aver fatto vedere sia a Kratos sia a Pandora una foto sul petalo di un fiore , gli dissi – adesso ti spiego cos’ e lo zucchero e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sullo zucchero – Lo zucchero , la cui formula chimica è C12H22O11, è la denominazione comune del disaccaride saccarosio, composto organico della famiglia dei carboidrati, che costituisce il più comune dei glucidi. Il termine zucchero è ancora talvolta utilizzato per indicare, in generale i glucidi o idrati di carbonio.

 

Lo zucchero è usato principalmente nell’alimentazione e costituisce un alimento facilmente assimilabile apportando circa 17 KJ (4 chilocalorie) per grammo. Attualmente si ricava estraendolo dalla barbabietola da zucchero e dalla canna da zucchero; in appositi stabilimenti, chiamati zuccherifici, dal processo di estrazione si ricava lo zucchero grezzo, formato da cristalli di colore giallastro dal quale, attraverso una successiva raffinazione, si ottiene lo zucchero raffinato o zucchero bianco.

 

La parola italiana “zucchero” deriva dal termine arabo sukkar.

 

La storia dello zucchero: diffusione in Europa

 

La prima forma di zucchero di cui si ha notizia è quello di canna da zucchero, che rimase per molti secoli l’unico tipo disponibile. Si ritiene che sia stato portato dagli abitanti delle isole polinesiane in Cina e in India. Qui i persiani di Dario I trovarono, nel 510 a.C., coltivazioni di un vegetale da cui si ricavava uno sciroppo denso e dolcissimo. Fatto asciugare in larghe foglie produceva cristalli che duravano a lungo, dalle spiccate proprietà energetiche. I persiani portarono le piante con loro e ne estesero la coltivazione al Medio Oriente.

 

Nel 325 a.C. Alessandro Magno portò la notizia che nei territori orientali si trovava un “miele che non aveva bisogno di api”. Furono però gli arabi, presso cui era già in uso nel VI secolo d.C., che ne estesero la coltivazione nei loro territori.

 

Nell’XI secolo i Genovesi e i Veneziani, presero ad importare modeste quantità di ciò che veniva chiamato sale arabo che le crociate resero ancora più diffuso. Federico II di Svevia provvide a far coltivare la canna da zucchero in Sicilia (ove era già stata introdotta dagli arabi), ma lo zucchero restò per molto tempo una spezia rara e preziosa, venduta dagli speziali e dai farmacisti a carissimo prezzo come medicina in uso per sciroppi, impacchi ed enteroclismi.

 

Solo i ricchi potevano permettersi di usarlo come dolcificante anche se il suo più antico surrogato, il miele, non era certo prodotto in quantità tali da poter comparire sulla tavola della popolazione come un dolcificante di tutti i giorni.

 

Con la scoperta dell’America gli spagnoli introdussero la coltivazione della canna da zucchero a Cuba e nel Messico, i portoghesi in Brasile, inglesi e francesi nelle Antille, in quei territori cioè dell’America centrale e meridionale che ancora oggi ne sono tra i maggiori produttori. Poiché lo zucchero delle Americhe era migliore e meno costoso, le coltivazioni spagnole e italiane scomparirono, insieme ai traffici con i territori arabi.

 

Nacque un fiorente traffico di importazione che rese il prodotto, per quanto di lusso, più comune. Questo diede una spinta notevole all’arte culinaria, permettendo la nascita della pasticceria europea come arte autonoma anche grazie al connubio di zucchero con cacao, con latte e con caffè.

 

Nel 1575 l’agronomo francese Olivier de Serres osservò che un ortaggio comunissimo ed ampiamente coltivato, prevalentemente ad uso foraggio, la barbabietola (Beta vulgaris), se cotto produce uno sciroppo simile a quello della canna da zucchero, molto dolce. L’osservazione rimase tuttavia lettera morta e lo zucchero di canna rimase l’unico disponibile ancora per molto tempo. Nel giro di un secolo, tra il 1640 e il 1750, il consumo della sostanza triplicò, incentivando il fenomeno della tratta degli schiavi dall’Africa che venivano catturati e deportati per lavorare nelle piantagioni.

 

Con l’ascesa di Napoleone si intensificarono i contrasti tra Francia e Inghilterra, che portarono ad un blocco delle importazioni inglesi (decreto di Berlino, 1806). Lo zucchero di canna, che giungeva in Europa via mare, sparì in breve tempo dagli scaffali dei negozi, poiché gli inglesi reagirono al blocco sequestrando a loro volta le navi dirette a porti francesi o dei loro alleati aderenti al blocco (in un secondo tempo si “limitarono” a costringere queste navi a passare da porti inglesi e pagare una forte tassa sul carico). Sulla spinta della necessità gli europei si adoperano per trovare un’alternativa. Nel 1747 il chimico tedesco Andreas Sigismund Marggraf era riuscito a dimostrare la presenza di saccarosio dalle barbabietole e alcuni decenni dopo il suo allievo Franz Karl Achard ideò un processo industriale idoneo: è a lui che si deve il primo zuccherificio industriale sorto in Slesia nel 1802. Per espressa volontà di Napoleone, la produzione di zucchero da bieta fu incoraggiata in tutti i territori sotto il suo controllo e furono aperti altri stabilimenti in Francia, grazie anche ai perfezionamenti apportati dall’imprenditore francese Benjamin Delessert al procedimento di Achard. Dopo il Congresso di Vienna lo zucchero di canna tornò a circolare, ma l’espansione di quello da barbabietola fu irreversibile. Il costo inferiore lo rese disponibile via via a più ampie fasce della popolazione, cambiando considerevolmente le abitudini alimentari dell’Europa. In Italia, negli anni ’80, l’industria zuccheriera, per contrastare la concorrenza crescente dei dolcificanti, diede luogo a una massiccia campagna pubblicitaria in cui si collegava l’utilizzo dello zucchero allo sviluppo cerebrale, ma senza alcun fondamento scientifico.

 

 Chimica

 

I biochimici classificano gli zuccheri come carboidrati relativamente semplici. Il termine “zuccheri” include monosaccaridi, disaccaridi, trisaccaridi e gli oligosaccaridi contenenti 1, 2, 3 e 4 o più unità di monosaccaridi rispettivamente. Gli zuccheri contengono aldeidi (-CHO) oppure chetoni (C=O) dove ci sono doppi legami carbonio-ossigeno e ciò li rende reattivi. Gli zuccheri più semplici (monosaccaridi) seguono la regola di conformazione (CH2O)n, dove n è compreso tra 3 e 7. Un’eccezione da menzionare è il deossiribosio in cui, come suggerisce il nome, manca un atomo di ossigeno. Tutti i saccaridi con più di un anello nella loro struttura sono il risultato di due o più monosaccaridi che si sono uniti attraverso legami glucosidici con la risultante perdita di una molecola d’acqua (H2O) per legame. Gli zuccheri possono anche essere usati come monomeri per creare biopolimeri come ad esempio la cellulosa, che è fatta di glucosio, o il DNA, che usa il deossiribosio come scheletro. Lo zucchero da cucina ha una solubilità in acqua di circa 2.000g/L a 20°.

 

 

 

Produzione e commercio

 

 Secondo i dati al 2005 del Ministero dell’Agricultura statunitense, i principali produttori sono:

 

 per lo zucchero di barbabietola l’Europa a 25 (21,6 milioni di tonnellate), gli Stati Uniti d’America (4.0), la Russia (2,5) e l’Ucraina (1,85);

 

 per lo zucchero di canna il Brasile (27,1 milioni di tonnellate), l’India (20,3), la Cina (8,7), il Messico (5,6), l’Australia (5,3), la Thailandia (4,8).

 

Significativo l’exploit del Brasile, che è passato da un tasso medio annuo di aumento della produzione del 2,23% (1960-1990) all’8,1% (1990-2006); l’Europa produce solo 288 migliaia di tonnellate di zucchero di canna, gli Stati Uniti 2,8 milioni di tonnellate.

 

Il commercio internazionale è piuttosto sviluppato: il totale di importazioni ed esportazioni è leggermente inferiore al 65% della produzione. I principali esportatori sono il Brasile (17 milioni di tonnellate), l’Europa (7,2), l’Australia (4,3) e la Thailandia (2,9). Gli Stati Uniti, che importano 2,8 milioni di tonnellate, esportano solo 159.000 tonnellate.

 

Nel 2002 si è aperta una vertenza internazionale sullo zucchero. L’Australia, il Brasile e la Thailandia hanno contestato presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio il sostegno accordato dall’Europa ai produttori nazionali, che consente loro di vendere a prezzi inferiori ai costi di produzione. L’OMC ha riconosciuto la fondatezza delle accuse , ma le trattative per addivenire ad una soluzione sono ancora in corso.

 

Ruolo nell’alimentazione

 

 In Italia il consumo annuo pro capite di zucchero è di circa 24 kg, più basso della media europea che è di circa 32 kg. Un consumo eccessivo di zucchero è considerato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità tra le probabili cause di

 

 Carie

 

 Diabete

 

 Obesità

 

La stessa organizzazione consiglia pertanto di non aggiungere lo zucchero ai cibi che già contengono altre tipologie di zuccheri e carboidrati: pane, frutta, pasta e latte già ne contengono in quantità sufficiente per il fabbisogno umano che, secondo i nutrizionisti, ammonta in circa 90 g di zuccheri totali al giorno; tale quantità è apportata in gran parte attraverso la normale alimentazione. Un eccesso di zuccheri nell’organismo, non immediatamente utilizzati come fonte di energia, ne provoca la conversione in glicogeno il quale viene depositato nelle cellule dei muscoli scheletrici e del fegato per poter essere ritrasformato, quando necessario, in glucosio.

 

Alternative

 

Vi sono diverse alternative allo zucchero sia naturali che di sintesi. Il principale è senz’altro il miele, utilizzato almeno dalla preistoria, nonché sciroppi ricavati da alberi come l’acero o da cereali e frutta, contenenti principalmente fruttosio. Un dolcificante naturale è anche la stevia. Esistono molti dolcificanti di sintesi come lo xilitolo ed il sorbitolo, entrambi di origine naturale e adatti per i soggetti diabetici, o completamente artificiali come l’acesulfame.

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Foto dello zucchero visto da Pandora

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Spiego a Pandora lo zucchero

Dopo aver spiegato a Pandora tutto quello che c’ era da sapere sul petalo di un fiore , gli dissi – ora ti spiego tutto quello che c’ e da sapere sullo zucchero e Pandora disse – ok , inizia pure quando vuoi e se ci sono foto fammele vedere e io dissi certamente . Dopo iniziai a dire a Pandora tutto quello che c’ era da sapere sullo zucchero – Lo zucchero , la cui formula chimica è C12H22O11, è la denominazione comune del disaccaride saccarosio, composto organico della famiglia dei carboidrati, che costituisce il più comune dei glucidi. Il termine zucchero è ancora talvolta utilizzato per indicare, in generale i glucidi o idrati di carbonio.

Lo zucchero è usato principalmente nell’alimentazione e costituisce un alimento facilmente assimilabile apportando circa 17 KJ (4 chilocalorie) per grammo. Attualmente si ricava estraendolo dalla barbabietola da zucchero e dalla canna da zucchero; in appositi stabilimenti, chiamati zuccherifici, dal processo di estrazione si ricava lo zucchero grezzo, formato da cristalli di colore giallastro dal quale, attraverso una successiva raffinazione, si ottiene lo zucchero raffinato o zucchero bianco.

La parola italiana “zucchero” deriva dal termine arabo sukkar.

La storia dello zucchero: diffusione in Europa

La prima forma di zucchero di cui si ha notizia è quello di canna da zucchero, che rimase per molti secoli l’unico tipo disponibile. Si ritiene che sia stato portato dagli abitanti delle isole polinesiane in Cina e in India. Qui i persiani di Dario I trovarono, nel 510 a.C., coltivazioni di un vegetale da cui si ricavava uno sciroppo denso e dolcissimo. Fatto asciugare in larghe foglie produceva cristalli che duravano a lungo, dalle spiccate proprietà energetiche. I persiani portarono le piante con loro e ne estesero la coltivazione al Medio Oriente.

Nel 325 a.C. Alessandro Magno portò la notizia che nei territori orientali si trovava un “miele che non aveva bisogno di api”. Furono però gli arabi, presso cui era già in uso nel VI secolo d.C., che ne estesero la coltivazione nei loro territori.

Nell’XI secolo i Genovesi e i Veneziani, presero ad importare modeste quantità di ciò che veniva chiamato sale arabo che le crociate resero ancora più diffuso. Federico II di Svevia provvide a far coltivare la canna da zucchero in Sicilia (ove era già stata introdotta dagli arabi), ma lo zucchero restò per molto tempo una spezia rara e preziosa, venduta dagli speziali e dai farmacisti a carissimo prezzo come medicina in uso per sciroppi, impacchi ed enteroclismi.

Solo i ricchi potevano permettersi di usarlo come dolcificante anche se il suo più antico surrogato, il miele, non era certo prodotto in quantità tali da poter comparire sulla tavola della popolazione come un dolcificante di tutti i giorni.

Con la scoperta dell’America gli spagnoli introdussero la coltivazione della canna da zucchero a Cuba e nel Messico, i portoghesi in Brasile, inglesi e francesi nelle Antille, in quei territori cioè dell’America centrale e meridionale che ancora oggi ne sono tra i maggiori produttori. Poiché lo zucchero delle Americhe era migliore e meno costoso, le coltivazioni spagnole e italiane scomparirono, insieme ai traffici con i territori arabi.

Nacque un fiorente traffico di importazione che rese il prodotto, per quanto di lusso, più comune. Questo diede una spinta notevole all’arte culinaria, permettendo la nascita della pasticceria europea come arte autonoma anche grazie al connubio di zucchero con cacao, con latte e con caffè.

Nel 1575 l’agronomo francese Olivier de Serres osservò che un ortaggio comunissimo ed ampiamente coltivato, prevalentemente ad uso foraggio, la barbabietola (Beta vulgaris), se cotto produce uno sciroppo simile a quello della canna da zucchero, molto dolce. L’osservazione rimase tuttavia lettera morta e lo zucchero di canna rimase l’unico disponibile ancora per molto tempo. Nel giro di un secolo, tra il 1640 e il 1750, il consumo della sostanza triplicò, incentivando il fenomeno della tratta degli schiavi dall’Africa che venivano catturati e deportati per lavorare nelle piantagioni.

Con l’ascesa di Napoleone si intensificarono i contrasti tra Francia e Inghilterra, che portarono ad un blocco delle importazioni inglesi (decreto di Berlino, 1806). Lo zucchero di canna, che giungeva in Europa via mare, sparì in breve tempo dagli scaffali dei negozi, poiché gli inglesi reagirono al blocco sequestrando a loro volta le navi dirette a porti francesi o dei loro alleati aderenti al blocco (in un secondo tempo si “limitarono” a costringere queste navi a passare da porti inglesi e pagare una forte tassa sul carico). Sulla spinta della necessità gli europei si adoperano per trovare un’alternativa. Nel 1747 il chimico tedesco Andreas Sigismund Marggraf era riuscito a dimostrare la presenza di saccarosio dalle barbabietole e alcuni decenni dopo il suo allievo Franz Karl Achard ideò un processo industriale idoneo: è a lui che si deve il primo zuccherificio industriale sorto in Slesia nel 1802. Per espressa volontà di Napoleone, la produzione di zucchero da bieta fu incoraggiata in tutti i territori sotto il suo controllo e furono aperti altri stabilimenti in Francia, grazie anche ai perfezionamenti apportati dall’imprenditore francese Benjamin Delessert al procedimento di Achard. Dopo il Congresso di Vienna lo zucchero di canna tornò a circolare, ma l’espansione di quello da barbabietola fu irreversibile. Il costo inferiore lo rese disponibile via via a più ampie fasce della popolazione, cambiando considerevolmente le abitudini alimentari dell’Europa. In Italia, negli anni ’80, l’industria zuccheriera, per contrastare la concorrenza crescente dei dolcificanti, diede luogo a una massiccia campagna pubblicitaria in cui si collegava l’utilizzo dello zucchero allo sviluppo cerebrale, ma senza alcun fondamento scientifico.

 Chimica

I biochimici classificano gli zuccheri come carboidrati relativamente semplici. Il termine “zuccheri” include monosaccaridi, disaccaridi, trisaccaridi e gli oligosaccaridi contenenti 1, 2, 3 e 4 o più unità di monosaccaridi rispettivamente. Gli zuccheri contengono aldeidi (-CHO) oppure chetoni (C=O) dove ci sono doppi legami carbonio-ossigeno e ciò li rende reattivi. Gli zuccheri più semplici (monosaccaridi) seguono la regola di conformazione (CH2O)n, dove n è compreso tra 3 e 7. Un’eccezione da menzionare è il deossiribosio in cui, come suggerisce il nome, manca un atomo di ossigeno. Tutti i saccaridi con più di un anello nella loro struttura sono il risultato di due o più monosaccaridi che si sono uniti attraverso legami glucosidici con la risultante perdita di una molecola d’acqua (H2O) per legame. Gli zuccheri possono anche essere usati come monomeri per creare biopolimeri come ad esempio la cellulosa, che è fatta di glucosio, o il DNA, che usa il deossiribosio come scheletro. Lo zucchero da cucina ha una solubilità in acqua di circa 2.000g/L a 20°.

 

Produzione e commercio

 Secondo i dati al 2005 del Ministero dell’Agricultura statunitense, i principali produttori sono:

 per lo zucchero di barbabietola l’Europa a 25 (21,6 milioni di tonnellate), gli Stati Uniti d’America (4.0), la Russia (2,5) e l’Ucraina (1,85);

 per lo zucchero di canna il Brasile (27,1 milioni di tonnellate), l’India (20,3), la Cina (8,7), il Messico (5,6), l’Australia (5,3), la Thailandia (4,8).

Significativo l’exploit del Brasile, che è passato da un tasso medio annuo di aumento della produzione del 2,23% (1960-1990) all’8,1% (1990-2006); l’Europa produce solo 288 migliaia di tonnellate di zucchero di canna, gli Stati Uniti 2,8 milioni di tonnellate.

Il commercio internazionale è piuttosto sviluppato: il totale di importazioni ed esportazioni è leggermente inferiore al 65% della produzione. I principali esportatori sono il Brasile (17 milioni di tonnellate), l’Europa (7,2), l’Australia (4,3) e la Thailandia (2,9). Gli Stati Uniti, che importano 2,8 milioni di tonnellate, esportano solo 159.000 tonnellate.

Nel 2002 si è aperta una vertenza internazionale sullo zucchero. L’Australia, il Brasile e la Thailandia hanno contestato presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio il sostegno accordato dall’Europa ai produttori nazionali, che consente loro di vendere a prezzi inferiori ai costi di produzione. L’OMC ha riconosciuto la fondatezza delle accuse , ma le trattative per addivenire ad una soluzione sono ancora in corso.

Ruolo nell’alimentazione

 In Italia il consumo annuo pro capite di zucchero è di circa 24 kg, più basso della media europea che è di circa 32 kg. Un consumo eccessivo di zucchero è considerato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità tra le probabili cause di

 Carie

 Diabete

 Obesità

La stessa organizzazione consiglia pertanto di non aggiungere lo zucchero ai cibi che già contengono altre tipologie di zuccheri e carboidrati: pane, frutta, pasta e latte già ne contengono in quantità sufficiente per il fabbisogno umano che, secondo i nutrizionisti, ammonta in circa 90 g di zuccheri totali al giorno; tale quantità è apportata in gran parte attraverso la normale alimentazione. Un eccesso di zuccheri nell’organismo, non immediatamente utilizzati come fonte di energia, ne provoca la conversione in glicogeno il quale viene depositato nelle cellule dei muscoli scheletrici e del fegato per poter essere ritrasformato, quando necessario, in glucosio.

Alternative

Vi sono diverse alternative allo zucchero sia naturali che di sintesi. Il principale è senz’altro il miele, utilizzato almeno dalla preistoria, nonché sciroppi ricavati da alberi come l’acero o da cereali e frutta, contenenti principalmente fruttosio. Un dolcificante naturale è anche la stevia. Esistono molti dolcificanti di sintesi come lo xilitolo ed il sorbitolo, entrambi di origine naturale e adatti per i soggetti diabetici, o completamente artificiali come l’acesulfame.